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Dame e Cavalieri del Santo Sepolcro in Cattedrale a Conversano

Domenica 13 settembre, ore 19.30, presso la splendida cattedrale di Conversano, capolavoro dell’architettura romanico-pugliese, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme della nostra Diocesi di Conversano-Monopoli ha partecipato alla Santa Messa per la ricorrenza dell’Esaltazione della Croce officiata da don Peppino Mineccia, già parroco di San Giovanni Battista a Turi.

Alla celebrazione ha preso parte una folta delegazione dell’Ordine: Delegata dama di Commenda con Placca, dott.ssa Michelina Stefanachi, già sindaco di Turi; il Cavaliere Commendatore dr. Domenico Resta; il già comandante della Stazione dell’Arma di Turi Cavaliere e Segretario generale dell’Ordine Sergio Tatoli; il Cavaliere Grande Ufficiale, barone Vitantonio Colucci, imprenditore industriale; il dr. enologo Nicola Laricchiuta; dr. Luigi Vinella; dott.ssa Maria Grazia Ventrella; avv. Alessia De Bellis.

Alla funzione religiosa, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, erano presenti autorità locali civili e militari, un folto numero di fedeli e il coro della Cattedrale.

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Celebrazione in piazza anche per S. Rocco e Maria SS. Addolorata

Le restrizioni dovute alle misure anti-Covid19 hanno condizionato anche i festeggiamenti in onore di San Rocco e della Madonna Addolorata ma non ne hanno compromesso la religiosità e la partecipazione. Ovviamente sono state adottate tutte le misure atte a evitare situazioni di rischio, ma l’evento è stato comunque molto sentito dai fedeli. Le due statue, care a molti turesi, durante il settenario sono state spostate dalla loro sede naturale presso la Chiesa di San Domenico alla Chiesa Madre, più capiente e più adatta a garantire il distanziamento sociale. La celebrazione conclusiva – officiata, come tutto il percorso spirituale della novena dall’Arciprete Don Giovanni Amodio con la partecipazione della Confraternita di Maria SS. Addolorata – è stata svolta nella centrale Piazza Silvio Orlandi, come accaduto nei vari appuntamenti precedenti in onore di Sant’Oronzo e, ancora prima, di San Giovanni Battista.

Don Amodio, in una predica accorata e intensa, ha ricordato l’importanza dei Santi, del loro sacrificio e spesso del loro tragico martirio nel nome di un’intensa fede e ha sottolineato come la Madonna, Maria madre di Gesù, può essere considerata la prima “martire” dell’era cristiana per la sofferenza e il grande dolore patito nel vedere il figlio suo sacrificato e ucciso per tutti noi cristiani. Un dolore che solo una mamma può provare e che fa di Maria un esempio terreno oltre che religioso. Riferendosi poi agli appuntamenti legati alle ricorrenze religiose prossime, Don Giovanni ha ricordato le feste settembrine di San Pio e dei SS. Medici prima di un lungo autunno e inverno pieno d’incognite dovute all’epidemia in corso, alla quale ha legato la figura di San Rocco, sempre invocato in occasione di peste, colera. Sarà proprio la figura della Madonna Addolorata, invece, a riaprire in aprile prossimo, in occasione del Venerdì Santo e del “Vieni, oh Maria!”, le processioni del nostro paese sperando e confidando che in quei giorni santi il difficile periodo sia alle nostre spalle. Al termine della celebrazione le due bellissime statue sono state ricollocate dai portatori e dalla Confraternita presso la Chiesa di San Domenico.

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Nuova Giunta: il parere del consigliere Paolo Tundo

Continuiamo ad ospitare pareri sulla formazione della nuova Giunta voluta da Tina Resta, all’indomani della lettera dei 4 cosiddetti indipendenti (Onofrio Resta, Teresa De Florio, Teresa De Carolis, Fabio Topputi). Una crisi risolta o l’inizio di una crisi più consistente e politicamente devastante? Oggi è la volta di Paolo Tundo.

Secondo te, la nuova Giunta ha risolto la crisi all’interno della Maggioranza?

«Non penso che si possano mettere a tacere così le fibrillazioni, i continui litigi nella Maggioranza a cui abbiamo assistito in questi mesi. Una Maggioranza conflittuale con sé stessa. Ho letto la lettera dei ‘4 indipendenti’ in cui si chiedeva sostanzialmente maggiore attenzione e informazione ai componenti della Giunta e ai Consiglieri di governo. Tina Resta non ha retto questo appunto. Lei discute poco, non coordina per niente e così determina malumori e cattiva Amministrazione. In questi mesi non hanno combinato nulla di nulla. Ci sono finanziamenti rinvenenti da Amministrazioni precedenti che non sono stati per niente utilizzati. Così come la sistemazione di via Sammichele, per esempio. Ma l’errore più grave è che con la nuova Giunta ha punito i 4 Indipendenti, ovvero quelli che hanno portato il maggior numero di voti senza dei quali Tina Resta non sarebbe sindaco. Perché punire Teresa De Carolis, Fabio Topputi? E’ molto grave l’atto compiuto. Così non si rispetta la volontà dell’elettorato.»

Che cosa prevedi che succeda adesso?

«Le fibrillazioni invece di diminuire aumenteranno. E’ naturale che succeda. E’ umano che chi è stato punito, diciamo così, se la possa legare al dito. Solo Maurizio Coppi può sentirsi finalmente soddisfatto, e naturalmente Imma Bianco. Ma, secondo me, questa è già un’Amministrazione fallimentare. Tina Resta dovrebbe saperlo. Non le suggerisco di dimettersi perché sono una persona positiva, propositiva, ma ci sarebbero i presupposti. Mi auguro invece, per il bene del paese, che tutto possa ricomporsi, che la maggioranza possa ritrovare una intesa e che possa continuare a lavorare per i cittadini. Speriamo bene.»

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Azzerata la Giunta, vecchia di appena un anno. Il parere dell’Opposizione

Ore 19 del nostro 11 settembre. La Sindaca Tina Resta ha subito predisposto una nuova formazione in Giunta per riprendere (si fa per dire) il filo interrotto dell’azione amministrativa. A guardare i nuovi nomi e i nuovi ruoli, c’è più di qualcosa che non torna. Troppe perplessità. Sembra una soluzione operata tanto per dire ‘ce l’ho messa tutta. Vediamo che succede’. Ma questo in politica non paga per niente. Non dura molto. Rimangono in piedi tutti i perché della lettera critica dei ‘famosi quattro’ a luglio scorso; rimane in piedi il ‘declassamento’ di Topputi, tolto dalla carica e dalla fascia di ViceSindaco, già pubblicamente affranto su FB; l’inserimento di Maurizio Coppi (compatibile?); la perentoria estromissione di Teresa De Carolis dopo un’estate spesa a tenere su un minimo di programma di eventi per la nostra città. Sicuramente meno indolore è l’uscita di Sandro Laera, esterno, in cambio di Imma Bianco. Ma non credo che tutto finisca qui. Siamo solo all’inizio della impresa. Ci aspettiamo davvero altro da questo riassestamento. Certi mal di pancia non passano facilmente in politica.

E se non si sono condizioni, molli tutto caro sig. Sindaco. Diciamo solo che coraggio e onestà intellettuale vengono sempre apprezzati, comunque vadano le cose. Salga sui palchi e spieghi alla gente tutti i calci ricevuti sottobanco e di nascosto. I reali impedimenti. La gente già vi guarda con nuova sorpresa e rinnovata delusione. Anche se il nostro paese, purtroppo, ormai assiste inerme ai continui saliscendi di lorsignori.

TINA RESTA PIÙ CHE LUCIDA APPARE CINICA

GIANNALISA ZACCHEO (consigliere comunale indipendente)

Che tipo di messaggio passa con la composizione della nuova Giunta, dopo la cosiddetta crisi? Politicamente parlando, ritieni che sia stata abbastanza lucida la scelta del Sindaco?

«Il messaggio che passa con la composizione della nuova Giunta è forte e chiaro: il Sindaco ha dimostrato che non tollera voci critiche all’interno della sua Maggioranza. Chi osa contrastarla è fuori. In fin dei conti, i quattro firmatari della famigerata lettera, avevano chiesto al Sindaco maggiore inclusione e condivisione, e sollevato questioni tutt’altro che marginali. Non avevano nessuna intenzione di sfiduciarla… Tina Resta più che lucida appare cinica. Donna di polso, politicamente autoritaria. Qualità che mal si conciliano per chi ricopre ruoli apicali. A meno che il Sindaco non abbia colto la “palla al balzo” per rafforzare ancor più la sua area politica, che sembra ormai essere di destra. Visti i sondaggi sulle prossime elezioni regionali, Tina Resta si sta preparando astutamente il campo. Se così fosse, allora, altro che lucida…è stata lucidissima!»

Guardiamo i nomi. Adesso abbiamo anche un vicesindaco leghista. Come giudichi l’azzeramento dell’Assessorato alla Cultura e il declassamento di Topputi?

«Nulla contro la persona di Graziano Gigantelli, ma, politicamente parlando, un vicesindaco leghista a Turi, non si può vedere… Ma tant’è… Sarà questa forte tinta verde che colora la nuova giunta che giustifica l’azzeramento dell’assessorato alla cultura. “Con la cultura non si mangia”, diceva qualcuno della Lega. Sta di fatto che, Teresa De Carolis, ha pagato il prezzo più alto della crisi. Peccato, l’esecutivo ha perso una giovane donna, una grande risorsa per il paese, visto quello che ha fatto a Turi in questa difficile estate turese. È stata sacrificata per fare posto a chi scalmanava da tempo per avere una poltrona. L’assessorato attribuito, appunto, a Maurizio Coppi, mi da molto da pensare… Sul declassamento di Fabio Topputi, che dire? Sono stati sacrificati quasi mille voti degli elettori per chi ne ha presi, quanti? Non ricordo con esattezza, forse un trecento… Questa è l’idea di democrazia per Tina Resta, facciamocene una ragione.»

NON CREDO CHE QUESTA NUOVA GIUNTA POTRÀ DURARE A LUNGO

ANGELO PALMISANO (capogruppo consiliare “Patto per Turi”)

Possiamo giudicarlo un vero cambiamento quello appena operato dal Sindaco con la nuova Giunta? Assisteremo ad un’azione politica più serena ed efficace per il cosiddetto “bene del paese”?

«La scelta fatta dal Sindaco non va sicuramente nella direzione del cambiamento ma della confusione e degli ulteriori malumori. il gruppo che ha preso il consenso più ampio è stato ridimensionato o meglio delegittimato. E’ rimasto il solo Topputi in giunta, perdendo peraltro la carica di Vicesindaco. E’ una giunta che non tiene in considerazione i pesi elettorali. Non credo che questa nuova Giunta potrà durare a lungo.»

C’è già un’idea su come intende muoversi l’Opposizione davanti a questo cambiamento di uomini e di ruoli?

«Come Opposizione ritengo che stiamo svolgendo il nostro compito in maniera egregia. Abbiamo più volte provato ad essere propositivi ma siamo stati sempre ignorati, ragione per cui riteniamo che la Maggioranza debba assumere pienamente la responsabilità delle proprie scelte, di ieri di oggi. E, nell’ipotesi che non riescano a fare sintesi, così come pare a noi, a molti, che si dia nuovamente voce ai cittadini. Se questa Giunta vuole rappresentare un cambiamento lo dimostrerà con i fatti. Valuteremo con maggiore attenzione, e apprensione, quanto accadrà da questo momento in poi.»

IN ATTESA MAGARI DI ULTERIORI COLPI DI SCENA

SERGIO SPINELLI (Consigliere “Patto per Turi”)

Ritieni che con la formazione della nuova Giunta si siano salvati gli equilibri all’interno della Maggioranza, già messi a dura prova dopo appena un anno dall’insediamento?

«Gli equilibri della Maggioranza, secondo me, non sono stati in piedi neanche durante la formazione della lista elettorale; subito dopo la vittoria hanno sfruttato l’ultimo secondo utile prima della comunicazione in consiglio dei nomi per limare ogni loro spigolo. E poi per tutti questi pochi mesi (pur con il lockdown) hanno dimostrato la insostenibilità del loro progetto, delle loro azioni. A me sembra una vittoria di Pirro, quella della nuon Giunta, con falsi scambi di cortesia a copertura di evidenti malumori e qualche bugia ad arte costruita per mascherare evidenti fallimenti personali. La Sindaco è sola. Sa benissimo di esserlo, lo è sempre stata, lo ha sempre saputo anche quando cercava di convincere sè stessa e gli altri dal palco delle enormi capacità e competenze della sua squadra. Mi auguro solo il meglio per Turi, oggi direi il meno peggio, per cui spero in una brevissima agonia, se agonia ci sarà, come credo. Non sta in piedi una giunta simile, da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, soprattutto per mancato il rispetto del risultato elettorale, della discutibile distribuzione delle deleghe. Non ultimo, a quanto pare, due pesanti deleghe restano nelle mani del primo cittadino (Cultura e Urbanistica, m.d.r.) in attesa magari di ulteriori colpi di scena.»

Le uscite di scena di alcuni nomi potrebbero avere ulteriori ripercussioni?

«Indubbiamente il 50% del voto di preferenza espressso dal paese, si può dire, resta inascoltato; eccezione fatta per l’assessorato di Topputi (pesantemente ridimensionato con il passaggio della fascia di vice sindaco a Gigantelli). Non è certo normale né piacevole tutto questo e dubito che possa dare stabilità duratura alla vita tumultuosa di questa amministrazione, nonostante gli appelli e i sermoni che si susseguono incalzanti. Ma staremo a vedere, mi ripeto: auspico sempre il meglio per Turi per cui sarei davvero contento di essere smentito dai fatti.»

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Nuova Giunta: entrano Bianco e Coppi, escono De Carolis e Laera

La decisione dell’azzeramento di tutte le deleghe assessorili e consiliari è stata dettata – scrive il sindaco Tina Resta nella nuova, attesa Ordinanza firmata nella tarda serata di oggi – “dalla necessità di una opportuna verifica politica e di una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo, ritenuta di fondamentale importanza per il conseguimento degli obiettivi di mandato anche a garanzia della coesione e dell’unitarietà dell’azione di governo… nel rispetto del buon andamento e dell’imparzialità della P.A…”.

Al di là delle parole dell’ufficialità di un’ordinanza sindacale, la verifica è maturata dopo la firma di una lettera critica nei confronti dell’azione del Sindaco e dell’Amministrazione sottoscritta in piena estate da quattro esponenti di spicco della Maggioranza: Onofrio Resta, Teresa De Carolis, Teresita De Florio e Fabio Topputi, tutti con un peso elettorale importante. In seguito, la missiva è stata a vario titolo ‘disconosciuta’ dagli ultimi due firmatari ma il problema di ripensare completamente gli assetti dell’Amministrazione è rimasta, tanto che Tina Resta ha deciso un colpo di spugna per ricominciare, alla luce soprattutto dei tanti problemi che sono lì tutti da risolvere.

Tra ieri e oggi gli incontri e le consultazioni tra i vari gruppi politici che compongono la Maggioranza (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia in primis) hanno prodotto un nuovo accordo e una nuova distribuzione degli incarichi. L’ordinanza del Sindaco, infatti, riconsidera gli assetti e, ad un anno e più di distanza dalla vittoria elettorale, cambia il quadro amministrativo e disegna un percorso differente, dagli esiti incerti.

Di peso, innanzitutto, il cambio del vicesindaco, che vede il declassamento di Fabio Topputi (mister preferenze, battitore libero con ‘simpatie’ PD): non è più vicesindaco ma rimane assessore al Commercio ed Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Marketing Territoriale. Sale di grado, invece, Graziano Gigantelli (Lega), il quale assume la carica di Vicesindaco mantenendo le sue deleghe al Bilancio, Tributi e Fondi Europei; conserva le sue deleghe anche Stefano Dell’Aera (Forza Italia): Lavori Pubblici, Decoro Urbano, Politiche Ambientali, Agricoltura e Servizi Cimiteriali.

Un altro deciso cambio è avvenuto per gli altri due posti di assessore: entra in Giunta Immacolata Bianco (Fratelli d’Italia) con la delega assessorile ai Servizi Sociali (settore prima affidato al consigliere capogruppo Onofrio Resta) e alla Tutela degli animali da affezione; escono dal governo cittadino Teresa De Carolis, che aveva la delega alla Cultura e Pubblica Istruzione, e l’assessore esterno Sandro Laera (Fratelli d’Italia). Mentre le deleghe della De Carolis non sono state assegnate ad alcun assessore, quelle di Laera – Personale, Contenzioso, Edilizia residenziale pubblica – sono passate nelle mani di Maurizio Coppi (consigliere in quota Forza Italia).

In attesa che il Sindaco, lunedì, apponga la firma anche all’ordinanza dell’assegnazione delle deleghe consiliari, va detto che subito dopo l’accordo si sono registrati pubblicamente i primi malumori. L’ex-vicesindaco Topputi, infatti, lasciata la riunione è passato sulla sua pagina fb per lamentarsi dell’accaduto, chiamando a raccolta i suoi quasi mille elettori. “Mi è stata tolta la delega di Vicesindaco! – scrive amareggiato Topputi – Sarebbe stato più facile e scontato non accettare e far prevaricare la delusione per questa scelta senza un ‘vero perché, ma dovevo firmare per rispetto di tutti voi cittadini e amici di Turi che vi siete fidati di me il 26 maggio dell’anno scorso. E siete stati davvero tanti! Ed è per questo che sono ancora più deluso (e in questo momento che scrivo sto anche piangendo) perché la delega di Vicesindaco non è stata tolta a me ma a tutti voi…

Questo è il quadro al momento. Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno altre reazioni ed altre azioni. Per Tina Resta, come per chi l’ha preceduta, si attendono giorni complicati tra problemi della città da risolvere e ripicche interne da tenere a bada. Ma è il caso di dire: niente di nuovo sotto il sole!

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Crisi politica al Comune: Tina Resta chiama tutti alla responsabilità

Tina Resta, all’indomani della clamorosa revoca delle deleghe ad assessori e consiglieri, dice la sua con la solita franchezza che i turesi hanno imparato ad apprezzare durante il difficile periodo del lockdown. «Ritengo che ogni cosa vada discussa ‘vis a vis’. La lettera dei quattro (il Sindaco si riferisce alla lettera firmata a luglio da Fabio Topputi, Teresa De Carolis, Teresita De Florio e Onofrio Resta, ndr) è stata solo un pretesto per mostrare i muscoli elettorali. Bene, invece, io credo che correttezza voleva che tutto dovesse essere discusso e se non si era d’accordo bastava togliere la fiducia al Sindaco

La situazione appare molto complicata a causa dei rapporti conflittuali tra i firmatari della lettera e il Sindaco: «È un logorio continuo – conferma Tina Resta – mai io non ho cambiali da pagare a nessuno, chiedo il rispetto dei ruoli.» Il Sindaco appare determinata a smascherare i giochi di palazzo che a poco più di un anno vorrebbero ribaltare il tavolo, facendo arrivare di nuovo il commissario non certo per il bene del paese. «Ho bisogno di capire chiaramente chi è con me e chi è contro di me. Per questo sono disposta ad avviare un dialogo a 360°, chiamando anche i consiglieri di Minoranza ad un comune senso di responsabilità senza inciuci o strategie

Il Sindaco richiama la sua Maggioranza, prima di tutto: «Se non ho una squadra che si coniuga al ‘noi’ non posso andare avanti. Ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte all’elettorato. Devo capire fino in fondo il senso di lealtà del mio gruppo

Com’è ormai abitudine, Tina Resta ci ha confermato che, dopo il giro di colloqui politici, intende mandare un video messaggio ai turesi perché, ribadisce, «non ho niente da nascondere, ma alla luce degli ultimi avvenimenti ed in un contesto generale così difficile, scelgo la trasparenza e per questo intendo capire chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e chi no. Chiedo un maggiore impegno perché i progetti in cantiere sono tanti e sarebbe un danno alla comunità bloccarli

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Non solo Elezioni regionali: c’è anche il Referendum costituzionale

Domenica 20 (dalle 7:00 alle 23:00) e lunedì 21 settembre (dalle 7:00 alle 15:00) siamo chiamati alle urne per due tornate elettorali già previste a marzo e poi rinviate per l’emergenza Covid-19: l’elezione del Presidente e dei 50 componenti il Consiglio regionale della Puglia e il Referendum costituzionale confermativo.

Elezioni Regionali In questo caso ci sarà consegnata una scheda arancione sulla quale dovremo indicare con una croce il candidato presidente e una lista; potremo esprimere accanto al simbolo anche una o due preferenze scrivendo il nome di un candidato consigliere. Nel caso si dovesse decidere la doppia preferenza la scelta dei nomi deve essere di genere, cioè i un candidato uomo e una candidata donna. È anche possibile il voto disgiunto, cioè si potrà indicare sulla scheda un candidato governatore e poi volendo anche una lista che non lo appoggia.

Alla carica di Presidente della Regione Puglia si presentano 8 candidati appoggiati da ben 29 liste (vedi fac simile scheda) suddivise su base circoscrizionale (6 Circoscrizioni, una per provincia). Sulla scheda della Circoscrizione Bari troveremo i candidati presidenti: Pierfranco Bruni, appoggiato da 1 lista; Michele Emiliano, 15 liste; Antonella Laricchia, 2 liste; Raffaele Fitto, 5 liste; Nicola Cesaria, 1 lista; Andrea D’Agosto, 1 lista; Mario Conca, 1 lista; Ivan Scalfarotto, 3 liste.

Scheda Referendum Costituzionale 2020

Referendum costituzionale Qui la scheda di colore celeste (vedi fac simile) riporta stampato il seguente quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?” Sotto i quadratini del SI e del NO per decidere, barrando una delle due caselle, se si è d’accordo o meno alla riduzione del numero dei Deputati e dei Senatori, che in caso di vittoria del SI scenderebbero dagli attuali 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. Per il Referendum hanno diritto al voto 51.559.898 cittadini italiani, di cui 4.616.344 all’estero.

Scrutatori assegnati alle sezioni elettorali di Turi

Sezione 1 (Scuola Elementare pad. A): Vincenzo Fiermonte (n. 27&/1942), Claudia De Tomaso (21/3/1984), Angela Di Vietri (26/6/1985), Antonella Lerede (28/1/1978).

Sezione 2 (Scuola Elementare pad. A): Grazia Savino (26/1/1977), Mariangela Daprile (4/9/1980), Roberta Totaro (27/7/1992), Maria Maddalena Gargano (7/3/1965).

Sezione 2 speciale (Casa di Reclusione): Daniela Volza (8/4/1978), Giuliano Salvati (16/4/1988).

Sezione 3 (Scuola Elementare pad. A): Caterina Pinto (11/10/1972), Rosiana Cistulli (17/1/1993), Maria Antonia Albanese (5/10/1953), Margherita Palmisano (16/2/1978).

Sezione 4 (Scuola Elementare pad. B): Francesco Di Noia (4/8/1954), Stefano Dell’Aera (10/2/1984), Maria Giotta (6/1/1965), Vito Leonardo De Carolis (5/7/1960).

Sezione 5 (Scuola Elementare pad. B): Anna Rita Orlando (23/7/1977), Marica Marotta (2/3/1996), Tiziana Salice (2/6/1983), Fabio Alfonso Curti (6/6/1959).

Sezione 6 (Scuola Elementare pad. B): Vito Grazio Adriano Dell’Aera (26/7/1966), Maria Fiorente (1/4/1975), Giulia Mary Ilenia Dell’Aera (3/1/1972), Tatiana De Carolis (11/2/1981).

Sezione 7 (Scuola Elementare pad. C): Rosa Di Brindisi (24/6/1972), Lucia Ventrella (9/11/1985), Maria Virginia Spada (18/3/1977), Anna Maria Albergo (8/9/1968)..

Sezione 8 (Scuola Elementare pad. C): Gianpiero Pedone (9/12/1975), Laura Notarangelo ((27/7/1977), Sara Spada (22/1/1985), Isabella Mirizzi (21/8/1969).

Sezione 9 (Scuola Media): Giovanna Palmisano (22/2/1983), Maria Letizia Valentini (18/5/1971), Margherita Camposeo (28/3/1975), Mariana Di Noia (6/7/1998).

Sezione 10 (Scuola Media): Maria Sportelli (24/5/1964), Angela Di Bello (23/1/1965), Giuseppe Spinelli (2/3/2001), Angela Arianna Gasparro (19/5/1986),.

Sezione 11 (Scuola Media): Vito Denovellis (18/3/1963), Serena Balena (2/8/1991), Grazia Lubes (9/9/1967), Vitangelo Scisci (24/12/1958).

Sezione 12 (Scuola Media): Santa Anna Cervellera (31/10/1956), Giuseppe Ugo De Bellis (1/4/1961), Daniela Genco (4/1/1981), Maria Rosaria Coppi (25/10/1968).

Sezione 13 (Scuola Media): Gianvito Palmisano (19/8/1991), Anna Maria Camposeo (29/1/1965), Marianna Arrè (28/6/1976), Lucia Pedone (13/2/1969).

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Laurearsi a 70 anni con l’entusiasmo di Assunta Coppi

L’8 aprile 2020 eravamo in pieno lockdown a causa del Covid-19: la preoccupazione e l’angoscia attanagliavano tutti. Tuttavia in quei giorni di pandemia ci sono state storie personali che hanno regalato gioie e soddisfazioni come quella di Vita Domenica Assunta Coppi, classe 1950, laureata. Avete letto bene: alla invidiabile età di 70 anni la nostra concittadina ha discusso in modalità online la sua tesi di laurea in collegamento con il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari: un elaborato sperimentale in Mineralogia, facente capo al Corso di Studi in Scienze Naturali. Collegata con Assunta c’era la Commissione di Laurea composta dai relatori Chiar.ma Prof.ssa Emanuela Schingaro, Chiar.ma Dott.ssa Maria Lacalamita e Chiar.mo Dott. Mauro Pallara davanti ai quali la nostra laureanda ha presentato una tesi dal titolo “Studio di biominerali patologici presenti nel corpo umano: i calcoli renali”. Un bellissimo traguardo raggiunto con grande merito, e con la votazione di 93/110, un percorso di studi accademici che si è dipanato lungo la vita di Assunta non senza grandi difficoltà e tristi vicende personali. Ma la forza, la perseveranza, la volontà hanno avuto la meglio, il desiderio di raggiungere questo obiettivo dopo aver insegnato molti anni nelle scuole della provincia materie come dattilografia e duplicazione testi, con i primi pioneristici corsi di informatica seguiti sin dagli anni ’70, fanno di Assunta un bellissimo esempio e una storia degna di essere raccontata. E a noi non resta che congratularci: tanti auguri Dottoressa. Ad maiora!

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“Obsession”(Is music free?): la clip musicale di Monique Notarnicola

Un’irresistibile voglia di esternare la propria libertà di espressione musicale attraverso il canto e il ballo. Così si può riassumere il video musicale della cantante turese Monica Notarnicola, in arte Monique, andato in onda il 4 settembre sul canale Youtube e su tutti i social collegati all’artista. “Obsession” (Is music free?), questo è il titolo del brano prodotto da Monica Notarnicola, autrice di musica e parole, in collaborazione con la casa discografica ‘Studio007Productions’ che si è occupata delle riprese – effettuate sul nuovo Waterfront di Bari San Girolamo al tramonto – del montaggio e della fotografia.

Ad affiancare Monique nella coreografia ci sono altri due volti a noi noti: le ballerine Mariangela Giummarella, turese anche lei, e Milena Rutigliano, molto conosciuta a Turi per aver lavorato in un centralissimo bar del nostro paese, oltre alla presenza maschile di Francesco Magistà e Matteo Delvecchio. Un egregio lavoro di make up e di acconciatura rimanda ad atmosfere anni ’80 in stile David Bowie e Cindy Lauper ma con ritmicità contemporanee. “Un’idea che avevo in cantiere da qualche anno – così racconta Monica Notarnicola – e che durante il lockdown vissuto a Milano per motivi di lavoro è ritornata prepotentemente fuori. Avevo voglia di esprimermi ballando e cantando dopo essere rimasta bloccata in casa per diversi mesi, come per un senso di liberazione e per essere grata alla vita.”

I-tre-attori

Un intermezzo buffo e agosto si chiude in musica

Sulla scia del compositore turese Giovanni Maria Sabino, inventore nella prima metà del Seicento della Scuola Musicale Napoletana, il più importante studioso del sacerdote-compositore Paolo Valerio, il 29 agosto in piazza Gonnelli ha proposto ai cultori della musica colta l’intermezzo buffo in due parti di Giovanni Battista Pergolesi “La serva padrona”.

Pergolesi – ha detto il direttore Valerio presentando la serata – è parte integrante della grande schiera di musicisti che nella Napoli del Sei-Settecento, hanno riformato e arricchito il repertorio musicale europeo, ponendo le basi per la grande stagione dell’opera lirica italiana famosa in tutto il mondo. Tutti questi musicisti hanno un punto di contatto proprio con il nostro Giovanni Maria e gli altri Sabino che nel Seicento hanno fondato, diretto o insegnato nei vari conservatori musicali della Capitale del Sud”.

Il progetto avviato da tempo dal ricercatore-musicista Paolo Valerio con l’intento di valorizzazione gli spartiti dei secoli d’oro della cultura musicale napoletana dimenticati negli archivi continua, proponendo brani inediti ed eventi musicali di livello come la “La serva padrona”, intermezzo buffo di un’opera seria, Il prigionier superbo, musicata da Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico, andata in scena per la prima volta nel Teatro “San Bartolomeo” di Napoli il 28 agosto 1733. Si racconta in canto e musica la storia di un ricco e attempato signore Uberto e della sua giovane e furba serva Serpina la quale, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone. Uberto, per darle una lezione, le dice di voler prendere moglie; Serpina gli chiede di sposarla, ma lui, anche se è molto interessato, rifiuta. Per farlo ingelosire la serva gli dice di aver trovato marito, un certo capitan Tempesta, che in realtà è l’altro suo servo Vespone (l’attor muto) travestito da soldato. Serpina chiede a Uberto una dote di 4000 scudi; Uberto, pur di non pagare, sposerà Serpina, la quale da serva diventa finalmente padrona.

Indovinata la scelta del luogo ed anche il gioco scenico tra la piazzetta e il palazzo Gonnelli, con i tre ‘attori’ in scena – la serva Serpina (la soprano Ripalta Bufo), il padrone Uberto (il basso Graziano De Pace, nella veste anche di regista) e il servo muto Vespone (interpretato da Pasquale Del Re) – che hanno interagito con porte e balconi dell’edificio settecentesco.

L’Ensemble Barocco “Giovanni Maria Sabino” diretto da Paolo Valerio, che ha eseguito il brioso spartito di Pergolesi, era composto: dai violini di Domenico Strada e Andreina Kiss, dalla viola da braccio di Annarita Lorusso, dalla viola da gamba di  Paola Laforgia, dal clavicembalo di Giuseppe Gaeta. I costumi sono stati curati dall’Associazione “Il filo d’Arianna” di Angela Carbonara, l’arredo scenico dall’Associazione “I Vecchi Tempi”. Il Comitato Festa Patronale ha curato i controlli all’ingresso e la sistemazione della platea.