IMG-20211027-WA0001

I Cavalieri del Santo Sepolcro festeggiano la loro Patrona a Fasano

Come ogni anno, si è svolta domenica 24 ottobre scorso la Celebrazione Eucaristica per la Pace in Terrasanta, in occasione della solenne festività dedicata a Maria Vergine della Palestina, Signora e Patrona dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, l’antichissimo Ordine religioso cavalleresco che opera da secoli in Palestina, sotto la protezione della Santa Sede, a vantaggio della Pace, della custodia dei Cristiani e dei luoghi Santi in quelle terre martoriate dalla guerra. Quest’anno la celebrazione è avvenuta in Fasano – all’interno del territorio dei Comuni comprendenti la Diocesi di Conversano-Monopoli – presso la Chiesa Matrice San Giovanni Battista ed è stata presieduta dal Vicario Generale Diocesano, nonché Prioredell’Ordine, Reverendo Commendatore Monsignor Vito Domenico Fusillo, coadiuvato dal parroco Don Sandro Ramirez e dal Commissario Straordinario in Terrasanta Padre Pio Dandola.

A fare da padrona di casa la D.ssa Michelina Stefanachi (nella foto), Delegata del prestigioso Ordine Equestre, già Sindaco del Comune di Turi, coadiuvata dal Segretario Generale Luogotenente Carica Speciale in congedo dei CC Cav. Sergio Tatoli; alla cerimonia erano altresì presenti in qualità di ospiti: il Luogotenente I.M.A. dell’O.E.S.S.G. Cav.Gr.Cr.Notaio Ferdinando Parente; il Luogotenente D’Onore Cav.Gr.Cr.Dr. Rocco Saltino; il Preside di Sezione Gr.Uff. Ing. Vito Casarano.

Dopo la celebrazione religiosa, i partecipanti, per rinsaldare lo spirito di fratellanza che li accomuna, hanno condiviso un momento conviviale presso una sala ricevimenti sulla Selva di Fasano.

248804466_1821844531347995_4292331903979685256_n

Auser, gita in Calabria per ritornare a socializzare

L’Auser di Turi, approfittando dell’apertura post-covid, ha organizzato un viaggio di due giorni in Calabria tra i castagneti della Sila e una visita alla fabbrica di liquirizia ‘Amarelli’ di Rossano Calabro, storica azienda che gli anziani ricordano molto più facilmente rispetto ai giovani. “Abbiamo avuto la fortuna – dichiara il presidente dell’Auser Antonio Conte – di visitare il museo della liquirizia e la fabbrica di Giorgio Amarelli accompagnati da una guida esperta, che ci ha fatto scoprire i segreti della lavorazione della liquirizia, i covoni di radice pronta per essere lavorata, gli impianti moderni per l’estrazione, gli antichi cuocitori dove si addensava la pasta nera di liquirizia e le trafile in bronzo che le conferiscono forma e spessore, in una visita al processo produttivo perennemente immersa nel dolce profumo di liquirizia e che, come museo, appassiona tutti, adulti e bambini. Un’avventura inedita che trasporta nella realtà di un passato fiorente e racconta il presente di un prodotto eccellente da gustare, a fine del percorso, nel ‘Liquorice Shop’ e nel museum cafè. Dal bastoncino di legno grezzo alle liquirizie pure o con menta e anice, dalle gommose all’arancia, fino ai confetti delicatamente colorati. Un’esperienza indimenticabile per il gruppo Auser di Turi, ricordando il fondatore Giorgio Amarelli”.

Il centro sociale dell’anziano di Turi, da circa 10 anni ha avviato un proficuo programma di incentivazione della socializzazione, di sollecitazione culturale, di valorizzazione delle risorse e del tempo libero e di assistenza sociale. “A noi dell’Auser – prosegue il Presidente – interessa fare alcune riflessioni sull’associazionismo degli anziani e su come superare la condizione di emarginazione in cui essi sono costretti, dopo aver speso buona parte della loro vita nell’attività produttiva. Perciò il mio motto è: “iscrivetevi alla nostra Associazione perché più siamo, meglio è”.

Print

Mi iscrivo, perché l’Auser c’è. L’invito del presidente Antonio Conte

Nonostante le tante difficoltà prosegue il cammino dell’Auser, abbiamo iniziato il riavvio delle attività di promozione sociale, ripartono le attività culturali, quelle dì socializzazione  all’aperto, il turismo sociale, rimangono sostenuti gli “interventi in favore delle persone più fragili, riparte il tesseramento, l’obiettivo è recuperare quanto si è perso tra il 2019 e il primo semestre del 2020.

Il decreto legislativo 72 del 31/03/2021 rilancia, attraverso le linee guida, la coprogrammazione e la coprogettazione, una nuova frontiera per il terzo settore che apre scenari inediti e nuove opportunità di crescita. E’ essenziale che la riforma del ‘Terzo settore’ venga completata a partire dalla realizzazione del Registro Unico Nazionale e dal trattamento fiscale.

A volte le risposte a quei bisogni, ad occhi distratti, possono sembrare piccole cose, ma per la vita delle persone, il loro bisogno di socialità, la loro fame di sapere e di approfondimento, il diritto di ognuna e ognuno di stare bene a prescindere dall’età e dalla condizione sociale e soprattutto di esercitare la propria autonomia personale, fisica e mentale. Ecco, quelle risposte, grandi o piccole che siano, hanno a che fare con la disponibilità di volontarie e di volontari che si mettono a disposizione, che sanno ascoltare e che si danno da fare. Volontariato e promozione sociale come antidoti alla solitudine e alla fragilità, inclusione contro l’esclusione, attivazione di diritti verso chi non riesce ad attivarli.

La forza vera dell’Auser è proprio quella di tenere assieme queste generosità e queste varietà dentro una Rete Nazionale che promuove solidarietà, di strutturarle sul versante organizzativo e sull’omogeneità della pratica e della rendicontazione, di essere oggi, uno dei soggetti del terzo settore del nostro Paese più solido, organizzato, autorevole ed affidabile.

Roba da anziani, dirà qualcuno! Democrazia e partecipazione, rispondiamo noi.

La domanda più difficile che possono farci è: cosa fa l’Auser?

Perché non è proprio possibile descrivere in un tempo ragionevole quale patrimonio di esperienze e di pratiche la nostra Associazione mette in campo tutti i giorni.

La nostra Associazione e i nostri docenti sono a disposizione di tutti i Soci e non per i vari corsi di apprendimento e relazioni medico, scientifico, artistico, informatico e letterario.

Siamo aperti tutti i giorni dalle 18:00 alle 21:00 in via Pietro Carenza, 12 Turi

Il Presidente, Antonio Conte

IMG_7778

Targa celebrativa del Comune di Turi al Caporal Maggiore Capo Massimo Pugliese

Il teatro politico e militare dell’Afghanistan è tornato recentemente di preponderante cronaca dopo l’avvenuta cessazione della missione militare internazionale e l’evacuazione del territorio che ha, purtroppo, lasciato nuovamente spazio ad un governo di stampo religioso radicale. Una missione lunga, durata venti anni in seguito ai tragici attentati sul suolo americano del 2001 e che si è sviluppata in due fasi: la prima, che ha coperto l’arco temporale 2001-2014 con il nome di ISAF (Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza)sotto l’egida della NATO e autorizzata dall’ONU e la seconda a guida ONU dal nome “Sostegno Risoluto” che ha portato, successivamente, al ritiro e all’evacuazione dall’Afghanistan dopogli ‘Accordi di Doha’ dello scorso anno.

Il tributo pagato dai militari italiani, in particolare durante la Missione ISAF durante la quale sono stati impiegate 4.200 unità, è stato molto alto: 31 uccisi in azioni ostili a cui si aggiungono altre 14 vittime per altre motivazioni e ben 651 feriti. Tra questi, nel 2011, il nostro concittadino Massimo Pugliese che già in passato aveva affrontato delle missioni all’estero tra cui quella del Kosovo. La cronaca di quel 26 ottobre: nell’ambito di una operazione di normale controllo del territorio, alle ore 18.30 circa (le 16.00 in Italia), un VTLM Lince della Task Force South, su base 152mo Reggimento “Sassari”, è stato oggetto di un’esplosione verificatasi a circa dieci chilometri dalla base operativa di Tobruk, nel distretto di Bala Baluk, provincia di Farah. Cinque i militari coinvolti che hanno riportato leggere ferite da traumi da contusione e shock. A Massimo Pugliese, che era a bordo del secondo Lince investito dall’esplosione, è stata riscontrata anche una lieve perforazione del timpano ed insieme ai suoi commilitoni è stato immediatamente rimpatriato. A distanza di dieci anni resta ancora un’esperienza che lo ha fortemente segnato. È stato lui stesso a raccontarla con grande emozione il pomeriggio di sabato 18 settembre in occasione di una targa consegnatagli dall’Amministrazione Comunale presso il Chiostro dei Francescani con la seguente motivazione: “Al Caporal Maggiore Capo dell’Esercito Italiano Massimo Pugliese, per il coraggio, la dedizione, la professionalità, l’impegno profuso in Afghanistan, Orgoglio per l’intera comunità turese”.

Massimo Pugliese, nato il 17 novembre 1981, attualmente Caporal Maggiore Capo del Reggimento Logistica della Brigata “Pinerolo” di stanza a Bari, per i fatti avvenuti quel giorno in territorio afghano ha ottenuto dei riconoscimenti. Il primo, conferito dal Ministero della Difesa, è il “Distintivo d’onore di ferito in servizio” che consiste in un galloncino in filo di metallo argentato applicato sulla manica destra della giubba. Il secondo è l’onorificenza di “Vittima del terrorismo”, stabilita con Legge n. 222/2007 che ne prevede il conferimento da parte del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno, e la consegna di una medaglia d’oro.  I destinatari di tale onorificenza sono i cittadini italiani appartenenti o non appartenenti alle Forze dell’ordine, alla magistratura e ad altri organi dello Stato, che per le loro idee e per il loro impegno morale siano stati colpiti dalla eversione armata e siano deceduti o feriti a causa di atti terroristici verificatisi nel territorio nazionale o extranazionale. A Massimo Pugliese tale onorificenza è stata riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica del 15 gennaio 2021 e la consegna è avvenuta lo scorso 3 giugno presso la Prefettura di Bari. Anche il Comune di Turi ha voluto rendere onore al nostro concittadino organizzando una cerimonia che è stata scandita dai racconti di quei tragici momenti che, a distanza di tanti anni, riaffiorano ancora prepotentemente nella memoria di Massimo. L’esplosione, il concitato soccorso, la paura di conseguenze gravi, il pensiero ai familiari lontani ancora oggi rendono il racconto carico di inquietudine. Il suo pensiero va anche ai commilitoni che non ce l’hanno fatta, rientrati in Italia avvolti nel tricolore a rendergli omaggio nel dovere di una missione che doveva garantire la restaurazione della tranquillità in zone di forte tensione e il sostegno alla popolazione, in particolare donne e bambini che ne pagano le più importanti conseguenze. Erano presenti alla cerimonia il Sindaco Tina Resta e un folto gruppo di consiglieri di maggioranza e minoranza, i militari della “Pinerolo” tra cui il Tenente Colonnello Giovanni D’Amico ed il Capitano Alessio Isella, commilitoni di altri reparti, l’Arciprete Don Giovanni Amodio, la gentile consorte, familiari, parenti ed amici per un meritato tributo e saluto.

Foto di Fabio Zita

Vito-Gagliardi-con-Bud-Spencere-e-Terence-Hill-nel-film-Lo-chiamavano-Trinita

Addio a Vito Gagliardi, l’attore turese di “Lo chiamavano Trinità” e altre pellicole degli anni ’70

È scomparso a Roma all’età di 80 anni, dopo una breve malattia, Vito Gagliardi famoso soprattutto per aver recitato nel film del 1970 “Lo chiamavano Trinità” accanto a Bud Spencer e Terence Hill, ma anche in diversi ruoli in altri film che vanno dal 1969 al 1981, dal genere spaghetti-western alla commedia all’italiana, dal poliziottesco al fanta-horror. Di Vito ci eravamo occupati in un articolo del nostro magazine lo scorso anno, nel numero di luglio-agosto, proprio per ricordare il cinquantesimo anniversario del famoso film che lo vede in parte protagonista. Partito da bambino da Turi seguendo il lavoro del padre Beniamino, Vito Gagliardi si era trasferito a Velletri rimanendo folgorato dal cinema e dai set di Cinecittà. Iniziò dapprima come “cascatore” fino a ritagliarsi numerose particine in film accanto ai già citati Bud Spencer e Terence Hill ma anche, tra gli altri: Lino Banfi, Pippo Franco, Edwige Fenech, Franco Nero, anche con lo pseudonimo di Thomas Rudy. Il ruolo più emblematico resta comunque quello del bandito messicano Emiliano che, sorpreso a spiare Bambino (Bud Spencer) e Trinità (Terence Hill) intenti a colloquiare con una colonia di agricoltori e allevatori di bestiame su cui un ricco possidente del luogo voleva mettere le mani con la complicità dei banditi messicani, viene costretto a parlare. Il suo silenzio viene messo a repentaglio grazie ad una canna di pistola infilatagli nel naso da Bambino che lo convince così a tradire il suo capo Mezcal e rivelare i piani del cattivo di turno, il Maggiore Harriman. Scena che è diventata un vero e proprio cult del genere tanto da essere utilizzata in numerosi posters e quadri di fan e collezionisti. Il film fu vicecampione d’incassi nella stagione 1970-71 e ancora oggi è seguitissimo nei passaggi delle programmazioni televisive.

A dare la notizia della sua scomparsa è stata la pagina social del Comune di Fontana Liri, comunicazione poi ripresa dalla pagina locale di Frosinone provincia del quotidiano “Il Messaggero” attraverso un articolo del giornalista Gianpiero Pizzuti. Di Fontana Liri è originaria la moglie di Vito Gagliardi, la signora Enrica Paletta. Nel paese del frusinate Vito Gagliardi si recava spesso ed aveva espresso l’intenzione di lasciare Roma e trasferirsi nella tranquillità della loro casa nel piccolo comune di Fontana Liri. Lo scorso anno, in occasione dei 50 anni di un altro film celebre, “Per grazia ricevuta” con protagonista Nino Manfredi, il nostro Vito aveva accolto la moglie dell’attore Erminia ed il figlio Massimo Manfredi in quanto molte scene del film erano state girate proprio di fronte all’abitazione di Vito a Fontana Liri. In quell’occasione l’Amministrazione comunale aveva scoperto due targhe in ricordo di Nino Manfredi ed il sindaco del comune frusinate, Gianpio Sarracco, aveva espresso il desiderio di celebrare anche Vito Gagliardi-Thomas Rudy con la proiezione in piazza di alcuni suoi film negli eventi di quest’estate appena trascorsa. Il Covid prima e la malattia di Vito poi hanno bloccato il progetto in suo tributo. I funerali si sono svolti presso la Chiesa di Santa Maria dell’Addolorata a Roma il giorno 16 settembre. Desideriamo esprimere alla famiglia il nostro più sentito cordoglio e la nostra vicinanza. Ciao Vito.

Didascalie foto: in alto, la famosa scena del film “Lo chiamavano Trinità” con Bud Spencer, Terence Hill e Vito Gagliardi (Thomas Rudy); in basso, Vito Gagliardi nel 2020, con il sindaco di Fontana Liri, Gianpio Sarracco

Reliquiario-posa-nella-teca-rid

Festa patronale con la ‘benedizione’ della pioggia. Sant’Oronzo trova riparo in Municipio

La terra arsa ha bisogno di acqua e la pioggia in questo giorno di festa è sicuramente una benedizione del Cielo anche se ha creato qualche disagio a tutti noi. Il Vescovo di Conversano-Monopoli, mons. Giuseppe Favale, ha ringraziato l’intercessore Sant’Oronzo per l’arrivo dell’agognata pioggia assente in modo così abbondante da mesi. Infatti, quasi sul finire di un agosto rovente, proprio nel pomeriggio del 26 agosto, quando tutto era pronto per la celebrazione, alle ore 19, del Solenne Pontificale, il cielo si è fatto plumbeo con lampi, tuoni e rovesci, ed inevitabilmente il programma stabilito è andato in tilt. Già nella serata precedente la Messa nel piazzale Sant’Oronzo, davanti al Cimitero, era stata ‘disturbata’ da una breve pioggia, ma poi, pur con un po’ di ritardo, la funzione si è potuta concludere. Caricati da questa ‘indulgenza’ del Cielo, il Comitato Festa Patronale (anche quest’anno presieduto da Livio Lerede), il Comune e l’Autorità ecclesiastica nel giorno clou hanno voluto comunque allestire come si deve la piazza e lo ‘stradone’ per celebrare degnamente, alla presenza di una cospicua folla di fedeli, di alcune Tv e testate giornalistiche la giornata di festa ‘grande’ in onore del Protettore, che per il secondo anno consecutivo si è fatta piccina a causa della perdurante emergenza sanitaria. Qualche goccia residua dopo l’acquazzone di un’ora prima non ha scoraggiato chi aveva la responsabilità dell’organizzazione, ma l’Arciprete Don Giovanni Amodio, accompagnando la statua di Sant’Oronzo nel breve tratto tra la Matrice e la piazza a fatica nascondeva la preoccupazione per le nubi gonfie di pioggia ed anche una certa stanchezza per la difficoltà del momento (lo ha confessato ‘cuore in mano’ lo stesso Don Giovanni al termine della Messa del giorno seguente).

Il Pontificale è cominciato dopo una brevissima processione degli officianti dalla chiesa degli Scolopi all’altare, allestito all’ombra – si fa per dire, il sole non si è proprio visto – del Carro Trionfale. In testa l’Arciprete con la Reliquia, poi S.E. il Vescovo, i Parroci e i Diaconi turesi e poi quelli di Surbo e Campi Salentina, pellegrini quest’ultimi insieme a gruppi di parrocchiani sulla ‘via oronziana’ dal Salento a Turi per rendere omaggio al nostro e al loro Santo. Don Giovanni ha subito preso la parola per salutare gli illustri ospiti forestieri presenti e tutte le Autorità sedute nelle prime file. Esaltando la figura esemplare del Vescovo Martire, Don Giovanni ha poi evidenziato come nella giornata del 26 di quest’anno si fossero concentrati tre importanti eventi: 1) il 50° anniversario del Carro realizzato nel 1971, evento testimoniato con le parole dell’allora sindaco Matteo Pugliese; 2) la collocazione del reliquiario di Sant’Oronzo nell’apposita teca; 3) la contestuale apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Lecce per il Giubileo Oronziano, indetto, come a Turi nel 2018 dal Santo Padre, in questo caso nell’occasione del bimillenario della nascita del primo Vescovo di Lecce, indicata dalle fonti agiografiche nel 22 dopo Cristo.

Dopo qualche minuto però, i Canti e le Letture della Santa Messa sono stati interrotti bruscamente dalla pioggia che ha ricominciato a cadere a tratti copiosa a tratti no; ma questa incertezza è bastata a scatenare il fuggifuggi generale in tutte le direzioni di fuga possibili: gli ecclesiastici si sono diretti verso la Chiesa Madre, le autorità civili verso il Municipio, i fedeli hanno trovato riparo sotto ombrelli e balconate. Nel frattempo i portatori hanno velocemente trasportato l’effige del Santo Protettore – forse per la prima volta nella storia della festa – nell’androne del Municipio, dove la statua è stata fatta entrare con non poche difficoltà, essendo l’ingresso troppo basso per permettere un agevole passaggio. Superati i primi momenti di confusione e smarrimento, nella Chiesa Madre è stato allestito l’altare con l’essenziale per permettere al Vescovo e ai Sacerdoti di riprendere il rito da dove era stato bruscamente interrotto, cioè dalle Letture. E così è stato, anche se strideva l’assenza sotto il baldacchino rosso proprio della statua del Santo Vescovo, quasi fosse ‘una festa senza il festeggiato’. Una situazione nuova, ma non voluta in quanto maturata in pochi secondi dall’esigenza di preservare il prezioso abito che riveste l’effige. 

Terminata la Messa con la canonica benedizione, il reliquiario d’argento, progettato da Daniela Angelillo e realizzato a Putignano da Vito Capozza, a custodia di alcuni preziosi frammenti ossei ricevuti in dono dalla Curia Arcivescovile di Zara (Croazia) nel 2019, è stato collocato dal Vescovo nella nuova e definitiva teca posta nella cappella della Matrice dedicata a Sant’Oronzo, presente il sindaco Tina Resta ed un emozionatissimo Don Giovanni. La sacra Reliquia – “orgoglio della città di Turi”, come ha sottolineato l’Arciprete al termine della Messa serale del 27 agosto – d’ora in poi sarà perennemente sotto gli occhi di tutti i devoti del Martire grazie alla speciale custodia trasparente progettata dall’arch. Angela Rossi e inserita in una rinnovata cappella dopo i lavori di restauro eseguiti dall’Impresa ‘Rossi Restauri’.

Intorno alle 22, sotto una pioggerellina appena percettibile, il Busto del Santo, accompagnato dal suono della Banda cittadina e dagli applausi dei turesi è stato fatto salire in cima al Carro.

Il 27, dopo la funzione, il Busto è stato fatto scendere accompagnato nuovamente dalla Banda di Turi, dagli applausi e dai fuochi pirotecnici.

Nonostante il perdurare dell’emergenza Covid-19, nonostante i limiti imposti dalle norme anticontagio in tanti, anche quest’anno, si sono prodigati per realizzare, nonostante tutto, la Festa ‘grande’. A tutti questi protagonisti, visibili e invisibili, Don Giovanni Amodio ha voluto portare il suo personale e accorato ringraziamento, richiamando la benevola attenzione dei turesi su chi non parla, non giudica, non si mostra, ma volentieri si rimbocca le maniche per realizzare.

Didascalie foto, dall’alto:

1) Mons. Favale depone il Reliquario nella nuova teca; 2) Don Giovanni Amodio e il Vescovo raggiungono l’altare in piazza per il Solenne Pontificale; 3) Il Solenne Pontificale prima dell’interruzione causa pioggia; 4) La statua di Sant’Oronzo al riparo nell’androne del Municipio; 5) Breve processione in Chiesa Madre verso la Cappella di Sant’Oronzo (foto di Fabio Zita)

Angelo-Palmisano-2

‘Project Financing’ pubblica illuminazione, il Sindaco nega la convocazione del Consiglio Comunale chiesta dall’Opposizione

Per l’ennesima volta, i consiglieri di opposizione, hanno richiesto la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale sul tema Project Financing (vedi Pubblica Illuminazione). E ancora una volta tale richiesta è stata respinta! Un atto davvero rilevante, mai verificatosi in tante esperienze amministrative precedenti. “Per la seconda volta viene negato il diritto, da parte dei consiglieri di minoranza, di discutere, di parlare e di informare tutta la comunità, sul progetto di finanza sulla pubblica illuminazione che sta per essere aggiudicato. Non si era mai verificata una cosa del genere!! Un atto gravissimo che lede la dignità di noi consiglieri ma che soprattutto dimostra sempre più l’incapacità di questa maggioranza ad esercitare atti in trasparenza. Il futuro del nostro Paese viene deciso da 5 persone chiuse sole nelle loro stanze.” Questa è la dichiarazione di Angelo Palmisano (Patto per Turi). Infatti, se non si capisce bene come la Maggioranza intenda risolvere la questione per il prossimo futuro, nemmeno si capisce come mai Sindaco e Giunta possano evitare una discussione pubblica sul tema, che coinvolge per centinaia di migliaia di euro le nostre casse comunali.

Mi piacerebbe che l’esercizio delle nostre prerogative di consiglieri di minoranza ci fosse concessa nelle sedi istituzionali, soprattutto per discutere su questioni molto complesse come è il Project Financing legato alla Pubblica Illuminazione. Siamo in attesa di prendere visione della relazione ‘dettagliata’ del capo settore Arch. Del Rosso, richiesta dalla stessa Tina Resta diversi mesi fa e annunciata in Consiglio Comunale. Ad oggi non pervenuta. Nonostante la stessa Sindaca abbia stoppato la procedura di gara.” Sono le parole di Giovanna Elisabetta Zaccheo (Gruppo Misto).

Non è certamente accettabile che una Giunta decida da sola, senza ammettere altre voci. Come se a una buona parte dei cittadini turesi venisse negata la possibilità di discutere di un progetto e di una scelta che li riguarda da vicino, che riguarda risorse pubbliche versate da noi contribuenti anche nelle casse del nostro Municipio.

Il progetto di finanza sulla pubblica illuminazione merita approfondimenti e confronti alla luce del sole. E un’Amministrazione trasparente non può esimersi da una discussione a cui partecipa la gente della nostra città, con i suoi Consiglieri eletti in rappresentanza, come sono quelli di Maggioranza alla pari dei consiglieri di Minoranza.

marcinelle_giornale-1

Marcinelle, 8 agosto 2021: basta con la Giornata dell’italiano all’estero. Che sia la Giornata del lavoratore all’estero

Il ceto politico soffre di vuoti di memoria; ma la eziologia dei vuoti non si spiega con la medicina organistica si spiega con l’opportunismo di bassa lega; passata in totale silenzio la giornata indetta dall’Onu contro la tratta di esseri umani (30 luglio), in Romagna “offuscata” dalla pataccata della “notte rosa”; passato sotto silenzio il 76°  anniversario dell’olocausto nucleare di Hiroshima, che sarà della giornata dell’8 agosto, anniversario della strage operaia nella miniera di carbone di Marcinelle?

Marcinelle (Belgio), 8 agosto 1956 : 262 morti di cui 136 italiani! Una strage causata da omissione di misure di sicurezza in ossequio alla prassi del massimo profitto a tutti i costi (inclusi i “costi” umani); sia pure sotto forma di stillicidio continuo e non di stragi così numericamente eclatanti la storia , ancora oggi, si ripete tanto da indurre persino Draghi e citare la questione , ovviamente, “il giorno dopo” e ovviamente con inutili parole di “rammarico”. Sulla stessa lunghezza d’onda del “rammarico del giorno dopo”, ieri per Luana , oggi per Laila… e per tante/i altri, si pongono: la rimozione della strage di Modugno del 2015 (10 morti), la rimozione della lapide per Reuf Islami a Bologna (qualche candidato sindaco si recherà sul luogo dell’omicidio prima del giorno delle elezioni comunali ?), il divieto del presidente della Regione Puglia Emiliano di lavorare in campagna sotto il sole cocente… i “divieti del giorno dopo”… avrebbe fatto meglio la Regione Puglia ad accogliere la proposta avanzata nel 2017 per la prevenzione de rischi lavorativi dalla Rete per la ecologia sociale e da “Sanità pubblica”.

Ora i dati ufficiali parlano in Italia di 583 morti sul lavoro nel primo semestre 2021; sono dati lacunosi e parziali; di questi 583, 75 erano “stranieri” cioè una percentuale più alta della percentuale degli immigrati sul complesso dei lavoratori impegnati sul suolo nazionale; evidentemente non esiste una specificità etnica: i più colpiti sono i lavoratori vittime di esposizioni a rischio che sono sempre indebite ed evitabili; tuttavia la riflessione sulla realtà ci porta a concludere (e ribadire, ma lo diciamo da anni) che non ha nessun senso una giornata per ricordare il lavoratore italiano all’estero ma che ha senso una giornata per ricordare il lavoratore all’estero in quanto lavoratore più a rischio di infortuni mortali e di esposizione a fattori di rischio e di nocività. Nonostante il semestre bianco il Presidente della Repubblica potrebbe esprimersi su questa necessità di cambiamento: facciamo dell’anniversario della strage di Marcinelle una giornata di riflessione e di iniziative concrete per la sicurezza sul lavoro che è per tutti i lavoratori, per i loro familiari e per tutta la società se questa vuole essere una società civile e solidale.

L’Associazione Marcinelle/lavoratori italiani è una strumentalizzazione ideologica; i lavoratori, italiani e non, in quanto creditori di sicurezza sono tutti sulla stessa barca che è la stessa barca dei migranti in fuga da morte certa. La società che vogliamo è una società che garantisca uguale speranza di vita e di salute per tutti/e le persone e le specie.

Bologna, 7/8/2021

Vito Totire Rete per l’Ecologia sociale – Via Polese 30 – 40122 Bologna

Tony-Maggiolini

Tony Maggiolini al Bitonto

Calcio a 5, Campionato di Serie B

Dopo gli esordi nel Thuriae e le ultime esperienze nei campi di A2, tra Conversano e Rutigliano, il turese Tony Maggiolini (nell foto), classe ’84, ha scelto il Bitonto come prossima destinazione. Sarà lui, infatti, il nuovo portiere della squadra barese che milita nel Campionato 2021/2022 di Serie B di Calcio a 5. In bocca al lupo!

Municipio-nuovo-colore-2015

Suoli edificabili: “Una storia senza fine…” Lettera del Comitato cittadino

Il Comitato Aree Edificabili, il 9 luglio, ha scritto una lunga e dura lettera al Sindaco e a tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali oltre che ai Responsabili dei Tributi e Urbanistica ed al Segretario Comunale per riscontrare le argomentazioni addotte nei verbali di chiusura delle procedure di accertamento con adesione inerenti la tassazione IMU aree edificabili relativa all’anno 2015, in cui viene negato il contradditorio e l’accoglimento delle perizie tecniche giurate puntualmente presentate dai contribuenti.

Nella missiva si legge testualmente: due sono le uniche argomentazioni addotte dal Capo Settore Urbanistica del Comune di Turi nella sua relazione, con la quale afferma di ritenere corretto il valore delle aree edificabili determinato con deliberazione della Giunta Comunale n. 104 del 23/07/2015”. “La prima argomentazione riguarda il PUG vigente che, secondo il capo settore all’Urbanistica, è stato redatto ed approvato su impianto urbanistico perequativo, per cui genera un regime di valore dei suoli omogeneo/unificato nell’ambito della zona urbanisticamente tipizzata”.“Già altre volte i Tecnici ed i Legali/Tributaristi del Comitato Aree Edificabili hanno avuto modo di confutare tale assunto (inviando e fornendo copiose pubblicazioni, sentenze e relazioni) e, che tutto a voler concedere, resta valido in ambito urbanistico (disciplina del diritto a costruire e della relativa volumetria edificabile) e non in ambito tributario/fiscale (valutazione prezzo di mercato e determinazione base imponibile per il tributo IMU)”.

Ed ancora: “Comprendiamo la posizione del capo settore Urbanistica in quanto assunta alla luce della sua formazione tecnica/urbanistica ed in considerazione delle competenze tecniche e professionali specifiche del suo settore, ma non possiamo condividerla in quanto in ambito tributario/ fiscale il valore di mercato dell’area edificabile non è solo dato dalla quantità di volumetria edificabile, ma da una moltitudine di parametri tra cui ( vincoli, caratteristiche estrinseche ed intrinseche situazione giuridica ecc..) dell’area da valutare che sono differenti anche fra aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG”. “La perequazione urbanistica di comparto citata dal capo settore Urbanistica, richiede una regolamentazione da parte dell’Ente Comune (che nel Comune di Turi non risulta essere stata adottata), inoltre, il proprietario del suolo non sa dove e quando potrà recuperare la volumetria perduta/ceduta per il vincolo o per altre situazioni di natura giuridica di diritto pubblico e privato. Questo handicap, se dal punto di vista urbanistico (diritto alla volumetria attuabile) non è grave, invece, dal punto di vista economico (prezzo di mercato) è abbastanza rilevante in quanto l’acquirente del suolo, non avendo immediata disponibilità di tutta la volumetria sviluppabile, non potrà programmare l’intervento edilizio per cui sta acquistando l’area. È comprensibile, pertanto, che chiederà una riduzione del prezzo di mercato o, in alternativa, lo scorporo della quantità di area interessata al vincolo da quella da acquistare. Il capo settore Urbanistica, inoltre, nella sua relazione non ha preso in esame l’impatto negativo sul valore di mercato delle aree edificabili rivenienti da particolari condizioni estrinseche (vicinanza ai servizi, salubrità dell’area, panoramicità, presenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, rumorosità della zona) e soprattutto intrinseche (dimensioni del lotto, forma geometrica del lotto, lunghezza del fronte stradale, giacitura del terreno, esposizione, natura del terreno, distanza del lotto dagli allacciamenti alla rete idrica, fognante, elettrica, telefonica e del gas, facilità di accesso diretto alla rete stradale pubblica) ed infine dalla configurazione planimetrica delle stesse aree edificabili. Per tutte queste situazioni particolari non esiste la perequazione urbanistica per cui, le aree edificabili, pur appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG, hanno caratteristiche differenti che sviluppano un diverso valore di mercato per ogni singola area. Tutto quanto innanzi è confermato da numerose sentenze della Cassazione, da tutti i manuali di Estimo e pubblicazioni specifiche del settore, che affermano inequivocabilmente, che le condizioni estrinseche, le condizioni intrinseche, la situazione giuridica (vincoli e servitù) e la configurazione planimetrica, influiscono tutte sul valore venale (di mercato) di un’area edificabile, pur appartenente alla stessa zona urbanistica ed indipendentemente dall’esistenza della cosiddetta perequazione urbanistica”.

       Poi il Comitato prosegue riportando alcune sentenze della Cassazione che affermano che “le aree edificabili pur con caratteristiche tali da non consentire l’edificazione (inferiori al lotto minimo, forma irregolare, orografia irregolare, area interclusa o senza accesso diretto a strada pubblica, ecc..) non sono inedificabili, ma tali caratteristiche, pur non incidendo sulla quantità di volumetria edificabile a cui ha diritto l’area per effetto della cosiddetta perequazione urbanistica,  incidono, invece, sulla determinazione del valore imponibile dell’area..  Quanto innanzi trova conferma anche nelle relazioni di individuazione dei valori venali delle aree edificabili redatte da numerosi tecnici e da professionisti del settore”.

Inoltre, i membri del Comitato citano una relazione intitolata “La stima delle aree fabbricabili a fini IMU. Proposte per il superamento dei limiti nelle procedure messe a punto dai comuni” redatta dal prof. Pierluigi Morano del Politecnico di Bari e dal prof. Benedetto Manganelli dell’Università degli Studi della Basilicata, dove in numerosi passaggi viene confermato quanto riportato in numerose sentenze della Cassazione e da eminenti studiosi di Estimo, citati nella relazione stessa. Infine, prima delle conclusioni, viene testualmente affermato quanto segue: “. Altro elemento che può far scostare il valore di mercato di un’area fabbricabile da quello medio di zona è la presenza di vincoli che limitano o compromettono le potenzialità edificatorie espresse dallo strumento urbanistico. …(omissis). Infine, vi sono i caratteri intrinseci del lotto, (come la dimensione ridotta, la forma irregolare, la presenza di servitù, ecc.) che pure possono incidere sul valore di mercato. In tutti i casi, occorrerà verificare lo stato delle cose e graduare l’effetto diminutivo sulla base di una griglia di coefficienti correttivi determinati in maniera efficace, motivata e trasparente.  

E facendo seguito a quanto affermato nella relazione di cui innanzi dai due professori scrivono: “Considerato che l’incaricato del Politecnico (ancora il prof. Morano, autore anche della relazione sulla quale il Comune di Turi basa i valori delle aree edificabili) ha individuato, per le aree edificabili, valori generici ed indicativi, in quanto non poteva conoscere le caratteristiche, i vincoli e le particolari situazioni di ogni area edificabile appartenente alla diverse zone del PUG, non si comprende il motivo per cui non si vogliono rivedere detti valori alla luce di quanto asserito dallo stesso prof. Morano  e dal prof. Manganelli ( autori della relazione innanzi citata) e di quanto riportato (con dati di fatto oggettivi e dimostrabili) nelle perizie tecniche giurate presentate dai contribuenti in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione. Tutto quanto sin qui esplicitato, alla luce delle normative tributarie, costituisce materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione”.

Nel prosieguo della lunga lettera il Comitato scrive: “Ad ulteriore conferma di quanto sopra, nelle relazioni tecniche approvate da moltissimi Comuni per individuare i valori delle aree edificabili, sono tenuti in debita considerazione tutti i particolari vincoli ed ogni altro fattore o situazione che fanno diminuire il valore medio delle aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica, indipendentemente dalla perequazione urbanistica.Tra questi ne citiamo solo alcuni: Comune di Altamura (BA), Comune di Fontanelice (BO), Comune di   Bomporto (MO), Comune di Arquà Polesine (Rovigo), Comune di Pordenone, Comune di San Bassano (CR), Comune di Orbassano (TO), Comune di Suvereto (LI), Comune di Cervia, Comune di Tarcento (UD)”.

Poi passando alla seconda argomentazione: “Riguarda l’assunto che, per il capo settore Urbanistica, le determinazioni operate dall’incaricato del Politecnico riguardanti i valori venali delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e 2016, sono decisioni che non possono essere messe in discussione ed alle quali bisogna credere ciecamente, senza chiedere alcuna prova o dimostrazione di quanto sostenuto. Con il dovuto rispetto per l’incaricato del Politecnico, riteniamo alquanto strano ed inverosimile che dette determinazioni assunte non abbiano bisogno di alcun riscontro o prova documentale come fossero un “dogma”. Chiunque è portato a non credere a ciò che gli viene asserito se, a supporto, non vengono addotte prove certe ed intellegibili.  D’altronde questa legittima convinzione generale è suffragata dalla normativa tributaria vigente. Ogni pretesa tributaria non deve solamente citare le fonti normative e riportare gli importi richiesti, ma deve anche illustrare quale procedimento logico matematico ha usato, procedimento che deve essere ripercorribile e come tale controllabile sia nella procedura che nell’entità numerica dei valori usati per gli stessi calcoli”.

E poi il Comitato fa un vibrante richiamo alla burocrazia comunale:“Orbene le operazioni messe in atto per individuare i valori di mercato delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e per il 2016, da parte dell’incaricato del Politecnico, non sono note, infatti nella relazione o allegata ad essa non è stato prodotto alcun elaborato, alcun tabulato o scheda illustrativa dei conteggi effettuati e dei valori usati nei conteggi per giungere ai valori determinati. Cosa dovrebbe fare il contribuente se negli atti deliberati non è esplicitato alcunché e, se la Burocrazia Comunale, che dovrebbe spiegargli come è stato individuato il valore di mercato delle aree edificabili che si pretende porre a base della tassazione IMU, non si degna di rispondergli o quanto meno fornirgli delucidazioni comprensibili in merito?”

“I contribuenti, invece, nelle loro perizie tecniche redatte e giurate da professionisti hanno illustrato i diversi metodi usati, i conteggi effettuati e le grandezze dei valori usati per addivenire al risultato finale, oltre ad aver elencato ed esaminato tutta una serie di circostanze socio/economiche ed edilizie che hanno influito sulla determinazione del valore di mercato delle aree edificabili. Hanno cercato di rendere il tutto comprensibile e condivisibile anche da parte dei non addetti ai lavori. In sostanza, al cittadino contribuente è stato impedito di dimostrare le sue ragioni, in spregio a quanto stabilito dalle vigenti norme tributarie e dalla deliberazione della Giunta Comunale di Turi n. 104 del 23/07/2015, inoltre si è operato, mettendo in atto comportamenti elusivi, che hanno inculcato nei contribuenti un clima di sfiducia e di inattendibilità verso la Burocrazia e l’Amministrazione Comunale”.

Poi passano alla Responsabile dell’Ufficio Tributi: “Ci spiace che abbia assunto un comportamento di rifiuto del contradditorio.  Non comprendiamo i motivi per cui ha operato in tal senso in quanto, per tutto sin qui esposto ed evidenziato, si era in presenza di materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione. Tale valutazione poteva benissimo avvenire esaminando in contradditorio tutto quanto evidenziato nelle perizie giurate da parte dei tecnici dei contribuenti, così come operato negli altri Enti. Soprattutto non riusciamo a comprendere perché dopo aver notificato l’invito a comparire per il contradditorio, fissandone anche la data e l’ora ed assegnando dei termini per presentare memorie difensive, qualche giorno prima della data fissata, ha adottato un provvedimento di sospensione dei termini ed infine la notifica del verbale di rifiuto dell’avvio della procedura del contradditorio. Tutto questo susseguirsi di provvedimenti (forse anche in violazione delle norme vigenti) ha anche tradito la fiducia e la buona fede dei contribuenti e soprattutto ha confuso e fatto saltare i tempi a disposizione degli stessi per il proseguo dell’eventuale ricorso, apparendo come una operazione di disturbo architettata ad arte per creare confusione. Pur riconoscendo la situazione critica degli Uffici Tributi ed Urbanistica, non riteniamo giusti tali comportamenti in quanto, alla fine, sono i cittadini a doverne pagare il conto”.

Le conclusioni, l’ennesimo invito agli Amministratori e tre corposi documenti (2 manuali di estimo e la relazione dei professori universitari: “Siamo a disposizione per qualsiasi composto contradditorio ed a fornire tutta la copiosa documentazione che conferma quanto sin qui evidenziato, con l’augurio che la volontà espressa dall’Amministrazione Comunale (in Consiglio Comunale, tramite gli organi di stampa e nel corso dei vari incontri e colloqui verbali) di voler chiudere il contenzioso con i contribuenti venga messa in atto con dati di fatto. Dati di fatto che fino ad ora si sono visti solo in occasione dell’approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale dei valori venali delle aree edificabili per l’anno 2020. Alla luce di quanto sin qui esposto, invitiamo caldamente tutte le SS.LL. a voler approfondire l’argomento ed a cercare di sostenere, tutti insieme, una soluzione per cercare (sempre nel rispetto della legge), di evitare o ridurre il contenzioso.  Così facendo si darà seguito alla logica ed alla ragione e non a cavilli legali ed a giochi politici. A trarne vantaggio sarà tutta la cittadinanza e l’Ente stesso, ogni guerra comporta danni e ferite sia ai vincitori che ai vinti. D’altronde siamo convinti che Tutte le SS.LL. si rendono conto dell’assurdità del problema e della possibilità di definizione dello stesso”.