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Rifacimento illuminazione pubblica, esposto della Minoranza al Prefetto

Riceviamo dai Consiglieri comunali di Minoranza il comunicato stampa che segue:

In data 21 aprile 2021 il gruppo di Minoranza “Patto per Turi” protocollava una Convocazione di Consiglio Comunale con la seguente finalità: discutere dei gravi vizi di forma con cui è stato avviato e portato avanti il procedimento di assegnazione del servizio di gestione e di rifacimento della pubblica illuminazione.

Poiché non c’è stata da parte della Maggioranza alcuna palese volontà di convocare tale Consiglio, il gruppo “Patto per Turi” (Angelo Palmisano, Sergio Spinelli, Lilli Susca, Paolo Tundo) ha deciso di inoltrare esposto alla Prefettura di Bariecco il link del documento – per denunciare il grave comportamento omissivo della Maggioranza, che era tenuta a rispondere entro il termine dei venti giorni dalla data a protocollo. Oltre a denunciare tale violazione del Regolamento comunale, l’esposto, sottoscritto anche dalla consigliera Giannalisa Zaccheo, fa presente al Prefetto in cosa consistono i gravi vizi di forma che hanno macchiato tutta la procedura:

  •  l’aver bypassato il Consiglio su una decisione riguardante la concessione di gestione di un servizio pubblico;
  •  il non aver pubblicato una relazione che avvalori la scelta del project financing come mezzo di finanziamento del servizio e dell’opera;
  •  l’aver escluso dal bando di gara l’intero costo dell’operazione, che non si limita all’investimento relativo al rifacimento della rete, ma che comprende anche i costi di gestione per l’intero periodo posto a base della gara stessa.

Tutto ciò compromettendo trasparenza e regolarità non solo in fase di progettazione, ma anche in quella di assegnazione.

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Visita del Vescovo Favale al Punto Vaccinale Territoriale di Turi

Domenica 9 maggio, in occasione della presenza del Vescovo S.E. Mons. Giuseppe Favale presso la Chiesa di Sant’Oronzo sulla Grotta per la celebrazione del ricordo dell’apparizione del Santo a Fra Tommaso da Carbonara nel 1726 e la successiva processione per la deposizione del Crocifisso presso la grotta, il Vescovo della nostra diocesi si è recato presso il locale Punto Vaccinale Territoriale. Qui è stato accolto dal nostro sindaco Dott.ssa Ippolita Resta e dalla dirigente scolastica Prof.ssa Giuseppina Caldararo, in quanto il PVT è stato organizzato nei locali del nostro ITES “S. Pertini”, ha visitato i vari ambienti e si è intrattenuto a colloquiare con i vari pazienti in attesa della dose vaccinale. Mons. Favale si è complimentato con tutto il personale medico e infermieristico per il grande contributo che sta dando alla campagna vaccinale, in questa fase riservata presso il PVT alle categorie dei fragili e fragilissimi, fornendo il servizio anche nei giorni festivi domenicali. Ha ringraziato inoltre gli amministrativi per il lavoro di accettazione dei pazienti e tutti i volontari della Protezione Civile e di ‘Turi Soccorso’ per la presenza costante nella gestione delle varie necessità logistiche e di supporto. 

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Il Comando di Polizia Locale lascia la piazza e si trasferisce in via Ten. Notarnicola

Cambia temporaneamente sede il Comando di Polizia Locale: dalla sede storica in ‘piazza’ tutto l’ufficio si è trasferito nel rione Frascinali, negli ambienti a piano terra della Scuola secondaria di primo grado (ex-Scuola Media), con ingresso da Via Tenente Notarnicola, proprio di fronte all’Oratorio, alla Parrocchia SS. Maria Ausiliatrice e alla sede Scout.

Teresita De Florio, consigliera comunale delegata alla Polizia Locale, da noi interpellata sui motivi del trasferimento così risponde: “Una scelta necessaria, quasi obbligata, date le condizioni di grave insalubrità e precarietà dei locali che ospitavano il Comando in Piazza Silvio Orlandi. Era già da alcuni anni che le richieste di un trasloco venivano avanzate, una urgenza che è stata aggravata in seguito alla necessità di garantire migliori e adeguate condizioni lavorative in tempo di pandemia e rispetto del distanziamento interpersonale. I locali siti nel complesso scolastico si sono rivelati la migliore scelta, essendo liberi da altre destinazioni, e sono stati assegnati anche in virtù di numerosi vantaggi a partire da quello della migliore fruibilità nell’adempimento delle funzioni istituzionali demandate alla Polizia Locale. Ambienti più ampi, luminosi, accoglienti ed organizzati, ingressi distinti tra personale ed utenti ed assenza di barriere architettoniche, postazioni attrezzate e separate dal SUAP, possibilità di parcheggiare i mezzi all’interno ed in sicurezza, vicinanza agli istituti scolastici per un miglior efficientamento del servizio di viabilità e, novità dell’ultimo periodo, la possibilità di visionare nella realizzata centrale operativa i filmati trasmessi dalle videocamere del sistema integrato di sorveglianza recentemente installate in sette punti nevralgici del nostro paese e, prossimamente, anche nel Centro Storico. La nuova sede, inoltre, ha un’ampia stanza per le riunioni del C.O.C. (Centro Operativo Comunale) in casi di emergenza”.

In pratica, un efficientamento logistico che ha restituito un grado di miglioramento degli ambienti in cui svolgere i numerosi compiti istituzionali richiesti alla Polizia Locale. “Tale provvisorietà – aggiunge la De Florio – non ha al momento una data di scadenza in quanto sono necessari importanti opere risolutive per il risanamento dei locali del Palazzo Municipale, che richiedono una più ampia progettualità relativa all’intero piano terra della sede municipale”.

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Una notte al Comune. Fondi del Recovery Plan al Nord a discapito del Sud. Protesta il Sindaco di Acquaviva. E gli altri?

Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti – riconfermato al ballottaggio del 2018 – ha dormito una notte su una poltrona nel Palazzo del suo Comune, come già hanno fatto alcuni sindaci siciliani. Il gesto è stato compiuto dal primo cittadino acquavivese (caso più o meno isolato da queste parti) per protestare contro il progetto di ripartizione del “Recovery Plan”. Le risorse che l’Europa indirizzava in qualche modo al Mezzogiorno erano almeno il 60 per cento. Adesso, invece, i fondi destinati al Sud dal famoso Piano saranno conteggiati al massimo tra il 37 e il 40 per cento. Perché la parte grossa sembra prendere la strada verso il Nord. Senza che si pensi a rimuovere le condizioni di svantaggio già proprie del Mezzogiorno. E così rimangono allo sbando le nostre infrastrutture, gli ospedali, le scuole, le ferrovie, i servizi sociali meridionali, le stesse macchine amministrative comunali che, per esempio, mancano pesantemente di personale. Carenza che inceppa la gestione delle nostre comunità. Il movimento dei Sindaci che protestano contro il “RecoveryPlan” sta crescendo. Domenica 25 aprile saranno a Napoli per una prima tappa importante per unire le forze.

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Ancora rinvio per nomina al Senato di Boccardi. Danno e beffa per un seggio pagato due volte

Elezioni 2018. Il Viminale assegna un seggio a Forza Italia nella persona di Anna Carmela Minuto. Michele Boccardi fa subito ricorso, e scatta ovviamente il riconteggio. Riconteggio che dimostra di fatto l’errore materiale della Corte d’Appello di Bari nel 2018

24 settembre 2020. La Giunta delle Elezioni del Senato (dopo due anni) dichiara la Minuto decaduta e il 6 ottobre successivo propone l’annullamento della sua elezione. Il regolamento di Palazzo Madama prevede il passaggio in Aula entro 30 giorni ma quel voto finale ancora non c’è. Così Anna Carmela Minuto “abusiva” resta al suo posto, e Michele Boccardi, titolare legittimo, rimane ancora fuori. Ma non solo una questione di rappresentanza. È, senza giri di parole, anche una questione di soldi.

Aprile 2021. Da 6 mesi il presidente del Senato Casellati rinvia il voto sulla decadenza. E così, sia la senatrice uscente Minuto, sia la vittima Boccardi, per tutto questo errore e per i ritardi che si accumulano, saranno assurdamente pagati allo stesso modo per lo stesso posto da tre anni fino ad oggi. Un caso simile nel 2006 (deputato pugliese Cosimo Faggiano, proclamato solo l’ultimo giorno della XIV legislatura) costò allo Stato e, soprattutto a noi cittadini, 1,7 milioni di euro.

BEFFA Il senatore Boccardi eletto in ritardo ha comunque diritto a tutti gli arretrati che saranno calcolati dal 23 marzo 2018. E, nello stesso tempo, quelli erogati alla Minuto per errore non possano essere defalcati. Lo Stato così si troverà a pagare due volte per lo stesso seggio. Sono già tre anni che le casse dello Stato erogano di doppi emolumenti, e ogni giorno che passa il conto sale sempre più. Più danno erariale di così!!!

GIANLUIGI PELLEGRINO, avvocato difensore di Boccardi: “Il mio cliente è vittima di un’inerzia dovuta senz’altro a pressioni politiche, a questo punto non c’è altra spiegazione nel contravvenire alla legge e al regolamento del Senato”.

MICHELE BOCCARDI,Non riesco a darmi una spiegazione. Ho mandato fior di solleciti alla Casellati. Ogni volta mi viene risposto che c’è sempre un motivo per rimandare (Covid, crisi di governo ecc.). Si rinvia la decisione quando la procedura per calendarizzare il voto dura sì e no 15 minuti e basta metterla all’ordine del giorno perché se il voto non viene richiesto la sostituzione diventa definitiva d’ufficio”. Inutili finora persino i solleciti della stessa Giunta.

“il fatto quotidiano” del 22 aprile 2021: “Tutte le forze politiche hanno votato a favore della proclamazione di Boccardi e conseguente decadenza della Minuto salvo la Lega di Matteo Salvini. Il caso vuole che la senatrice illegittima sia la compagna di Davide Bellomo, capogruppo della Lega in Regione Puglia. Non solo. La Minuto, sentendosi abbandonata dal partito che le ha votato contro (Forza Italia, ndr), si palesò tra i “volenterosi” pronti a sostenere Giuseppe Conte, nella speranza – furono le ricostruzioni – che il passaggio nelle fila della maggioranza l’aiutasse a tenere il posto ormai pesantemente in bilico (ma l’operazione non si perfezionò mai).”  

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Project financing pubblica illuminazione ‘Patto per Turi’ chiede annullamento

In data 21 aprile 2021 il gruppo di minoranza “Patto per Turi” ha protocollato due documenti – Convocazione di Consiglio Comunale e mozione – aventi la medesima finalità: porre la maggioranza di fronte alla necessità di annullare, in autotutela, la delibera di Giunta del 24 febbraio 2020.

Pertanto ha deciso di convocare un Consiglio Comunale straordinario per discutere dei gravi vizi di forma con cui il procedimento è stato avviato e portato avanti fino quasi a compimento e con la precisa volontà di votare una mozione di annullamento della suddetta delibera. Il Consiglio Comunale è stato privato del suo diritto, sancito dalla legge, di contribuire alla valutazione di alternative al project, nonché di collaborare all’individuazione di standard migliorativi per la base di gara e, ancor più importante, di ricevere rassicurazioni sull’inclusione delle strade ancora da acquisire nel progetto di ammodernamento della rete di pubblica illuminazione. Ciò a tutela dell’intera cittadinanza rappresentata non dalla sola Giunta Comunale, bensì dall’intero Consiglio.

Comunicato stampa gruppo consiliare ‘Patto per Turi’

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Aprile ‘pazzerello’: gelo, grandine e tanti danni ai nostri frutteti in fiore

Era pazzo il mese di marzo e si aspettava che finisse la sua luna: – Poi vediamo con l’altra luna! E poi si calmava e la primavera si affacciava promettendo che la fioritura l’avrebbe fatta vivere tra sole, api e venti leggeri come carezze, che favoriscono l’impollinazione. Accadeva, un tempo, che le promesse si avveravano e tutto andava per il verso giusto: verso che, per chi ha sudato e investito nel suo campo, è atteso quasi come una pretesa. Però, da qualche tempo, il calendario è impazzito e con esso la primavera. Sono anni che si parla di calamità, di risarcimenti ancora inevasi.

Cosa è accaduto il 13 aprile? Danni, che possono essere così descritti: oltre le continue gelate, si è abbattuta una violenta e copiosa grandinata che ha interessato, come recitano i nostri paesani, “le zone fredde” (si parla sempre di zone quando le calamità colpiscono le coltivazioni). Eventi catastrofici vissuti dai nostri agricoltori con molto dolore (non bastava la crisi sanitaria ed economica già in atto). La fascia interessata è il territorio che da Turi si avvicina a Putignano, Castellana Grotte, Noci, Gioia del Colle. Se parliamo di Puglia, stando alle dichiarazioni Coldiretti e Confagricoltura, divulgati dall’ANSA sono interessate anche ampie zone a Foggia, BAT, Lecce, Brindisi. Danneggiate albicocche, pesche e nettarine, vigneti. I danni stimati vanno dal 30 al 90%.

Nel nostro territorio hanno sofferto molto i ciliegeti che, dopo un inverno dal clima mite e i trattamenti che aiutano il risveglio vegetativo, le piante erano nelle condizioni di avere già i frutti avviati e una bella e tenera vegetazione. Il danno si estende anche alle colture orticole, dicono al 50%. La notizia e la conta dei danni ha fatto un viaggio più veloce di quello che può fare internet. Visto immediatamente sul campo, fotografato e vissuto con più di qualche imprecazione e diramato, come dicevo, alla velocità della luce. Che dire? Alla speranza l’ultima parola. Cosa resterà dei campi interessati? I nostri coltivatori sono soliti dire: “ogni anno una sorpresa!”. Ed è così, come in una guerra: chi si salva, chi no.

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Comitato Aree Edificabili: “La verità non detta dall’Assessore Coppi”

Nelle ultime settimane l’Assessore Comunale Maurizio Coppi ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti le Aree Edificabili che ci sono sembrate al quanto inverosimili. L’Assessore Coppi, forse perché non correttamente informato, omette di dire che la ditta CERVED (incaricata dall’attuale Amministrazione), nella sua controperizia ha individuato valori inferiori mediamente di circa il 45% – 50% rispetto a quelli della ditta CAR-TECH (incaricata dall’Amministrazione Coppi). Per cui è inverosimile l’affermazione secondo cui i valori delle aree edificabili per gli anni 2012 e 2013, stabiliti con delibera della Giunta Coppi nel 2017, sono stati confermati dalla CERVED. Questo dato già da solo basterebbe a confutare tutte le affermazioni di Coppi e avrebbe consigliato, alle persone di buona volontà, di cercare di trattare con i contribuenti per tentare di addivenire all’individuazione di un valore di mercato giusto e reale. Purtroppo così non è stato!

L’Assessore continua a travisare la vera questione del valore delle aree edificabili. Sembra si voglia decidere a priori (cioè senza il sostegno dell’esperienza e della conoscenza dei fatti) quale dei due valori deve vincere: se quello stabilito dal Comune o quello individuato dai contribuenti con le loro perizie tecniche giurate. Non è una gara dove ognuno deve dimostrare di essere più bravo dell’altro. Bisogna, invece, che venga individuato il giusto valore di mercato applicando la legge con logica ed equità e tenendo presente dati di fatto oggettivi e riscontrabili.

Quanto innanzi è confermato dai commi 5° e 6° dell’art. 5 del d.lgs. 30/12/1992 n. 504 che stabiliscono come devono essere individuati i valori delle aree edificabili. Tale individuazione corrisponde al reale valore di mercato delle stesse e, non come afferma Coppi, ad una valutazione astratta basata su una ipotetica prospettiva di sviluppo futuro del mercato immobiliare.

La verità, purtroppo, è che il Comune non ha voluto mettere in atto quanto prescritto dalla normativa vigente e cioè dare seguito alle istanze di accertamento con adesione e di reclamo mediazione. In concreto, non ha voluto neanche per un attimo ascoltare i cittadini contribuenti o quanto meno dare una risposta chiara alle loro istanze e, tentare, come prescrive la normativa tributaria vigente, di evitare o quanto meno tentare di ridurre il contenzioso.

Tale atteggiamento omissivo ci sembra strano ed incomprensibile anche alla luce di quanto consigliato e raccomandato dal Prof. Lovecchio, dottore commercialista in Bari, docente di Diritto Tributario avanzato all’Università Roma 3, nonché esperto del quotidiano “Il Sole 24 Ore”, difensore incaricato dallo stesso Comune per la problematica delle aree edificabili, prima di essere sostituito dall’attuale Avv. Formica. Il professore per gli anni in questione, in ben tre distinte relazioni, aveva consigliato il Comune di non arrivare al contenzioso e che era interesse dell’Amministrazione riuscire a prevenire una ulteriore moltitudine di ricorsi, per di più, destinati a ripetersi per una pluralità di annualità. Raccomandava di far esaminare le perizie di parte presentate dai contribuenti e laddove fossero emersi elementi che denotassero un valore di mercato più basso di quello stimato dal Comune, si doveva procedere alla revisione dell’importo da adottare a base dell’accertamento, come peraltro chiaramente indicato nella delibera di Giunta Comunale n. 170 del 2017. Tanto, all’evidente scopo, da un lato, di tentare di prevenire ulteriori ricorsi dei contribuenti, dall’altro, di adottare valori da accertamento dotati di un elevato grado di attendibilità. Ed ancora, in un’altra relazione, tornava a ribadire che non era auspicabile né ragionevole avventurarsi in una situazione di contenzioso diffuso con oltre cento famiglie e che occorreva dunque gestire la situazione con attenzione ed equilibrio, tutelando adeguatamente i diritti dei contribuenti, come peraltro previsto dalle vigenti leggi. Invitava il settore Urbanistica a verificare con oculatezza la fondatezza delle perizie giurate dei contribuenti e, se del caso, a rivedere il valore da accertamento, qualora quest’ultimo dovesse rilevarsi eccessivo. Ed ancora in una terza nota, anche questa come le altre agli atti del Comune, ribadiva gli stessi concetti.

Come si evince, in nessun caso, si sarebbero danneggiati gli interessi della Comunità in quanto si sarebbe data esecuzione solo a quanto previsto dalla normativa tributaria vigente e, come fatto notare dal Prof. Lovecchio, anche dalla deliberazione adottata dalla Giunta Comunale n. 170 del 2017. Ecco elencate le cose che si potevano fare e, che si possono ancora fare, in merito alla problematica delle aree edificabili, applicando alla lettera la legge. Dobbiamo purtroppo constatare con amarezza che non sono state messe in atto e, addirittura, oggi prendiamo atto che non si vogliono mettere in atto neanche in futuro.

Cosa dire o pensare se, oltre a non rispettare leggi nazionali e regolamenti comunali, non si vuole neanche dare credito ad un professionista nominato dal Comune stesso e che risulta essere persona di buon senso e certamente non secondo a nessuno in quanto a titoli, competenze, esperienza ed equilibrio. Altro che mani legate!

Tutto quanto sopra riportato basta e avanza per dimostrare l’ulteriore inconsistenza delle tesi dell’Assessore al Contenzioso e all’Edilizia Coppi, per cui si ritiene che i pseudo motivi enunciati nella stessa e, che avrebbero indotto l’Amministrazione a proseguire la strada del contenzioso con i contribuenti, non abbiano alcun pregio e, pertanto, non meritevoli di ulteriore riscontro o considerazione.

Ma veramente, in tutta coscienza, l’Assessore ritiene che i valori individuati dal Comune corrispondono alla realtà? Quali elementi oggettivi può addurre per sostenere tale tesi e quali conteggi o calcoli può presentare per dimostrare la fondatezza degli stessi? Cosa è cambiato nella situazione del mercato edilizio locale dal 2012/2013 al 2020? Ai nostri Tecnici, come a Tutti, sembra che la situazione disperata sia sempre stata la stessa, come dimostrato anche dalla disastrosa situazione del mercato immobiliare locale.

Ora tutto questo è certamente a conoscenza dell’Assessore in quanto svolge anche la professione di agente immobiliare e sicuramente, in quegli anni, sarà stato costretto a ripetere più volte ai possessori di aree edificabili che volevano venderle, che era impossibile vendere tali aree per mancanza di mercato, cioè di richieste. D’altronde basta guardare l’esiguo numero se non l’assenza di compravendite di aree edificabili e la mancanza di richieste di autorizzazioni a costruire per nuovi edifici residenziali relative agli anni in questione, situazione che poi diventerà ancora più tragica a partire dal 2014. Ulteriore circostanza che convalida tale tesi, è la copiosa richiesta di restituzione degli oneri concessori al Comune (oltre 641.000,00 Euro) da parte di coloro che, a causa dell’assenza di mercato, avevano ritenuto non più conveniente realizzare gli immobili per cui avevano chiesto l’autorizzazione. Dunque la realtà percepita in quegli anni, stando a dati di fatto oggettivi e dimostrabili era: un collasso totale del mercato edilizio locale.

I contribuenti delle aree edificabili, per difendersi, sono stati costretti a combattere una guerra che non volevano affatto combattere, volevano solo poter pagare il giusto. Perché si è voluto giungere a tanto? Non si riesce a capire chi o cosa ha consigliato tale comportamento ostile nei confronti dei contribuenti?

Il Comitato dei contribuenti delle aree edificabili – da sempre – non chiede altro che potersi confrontare per dimostrare la correttezza delle sue tesi, con dati di fatto oggettivi e dimostrabili, il tutto rispettando i ruoli e tutto quanto previsto dalla vigente normativa in materia. Chiediamo che venga rispettato un diritto dei contribuenti garantito dalle leggi. Perché viene negato?

Riteniamo che tutte le idee, anche se non condivisibili, siano da rispettare, ma le insinuazioni gratuite, intrise di cattiveria ed offensive non possono essere tollerate e ci dispiace ribadirlo: Coppi ha pubblicamente fatto una dichiarazione che Noi respingiamo con convinzione al mittente in quanto ritenuta indegna, soprattutto se fatta da un rappresentante delle istituzioni.

Un cittadino non può opporsi ad un PUG (Piano Urbanistico Generale) in quanto questo rappresenta gli interessi della collettività che sono preminenti rispetto a quelli dei singoli cittadini, per cui l’Assessore dovrebbe spiegarci come avremmo potuto opporci al PUG per non far comprendere i nostri terreni nelle zone delle aree edificabili. Si fa finta di non sapere che l’iter di formazione ed approvazione del PUG è stato poco chiaro e per nulla trasparente. Infatti si ignora o si fa finta di ignorare le circostanze della sua (PUG) adozione con i continui spostamenti di alcune zone edificabili (avvenuti senza riportarli sulle piantine topografiche) da una parte all’altra del territorio comunale fino alla sua definitiva approvazione, senza che nessun cittadino potesse conoscere con precisione la situazione dei suoi terreni. Ed ancora altra verità importante ignorata, riguarda la circostanza che solo a fine settembre 2016 il Comune ha comunicato ai singoli contribuenti il passaggio da terreno agricolo ad area edificabile. Comunicazione che il Comune, secondo quanto disposto dall’art. 31, comma 20, della legge n° 289/2002, doveva aver notificato sin dalla sua (PUG) adozione (luglio 2011). Solo a fine 2016, dunque, i cittadini hanno ufficialmente conosciuto l’appartenenza o meno del loro terreno agricolo ad una zona edificabile. Infine, la cosa più importante, forse anche questa volutamente ignorata: La Regione Puglia, per recuperare gli standard e le zone destinate ad attrezzature e servizi di interesse collettivo e verde pubblico che non erano stati lasciati, anche se previsti, con il vecchio Piano di Fabbricazione, per approvare il vigente PUG, impose di recuperare il deficit pregresso. Ecco il perché nel vigente PUG, rilevanti e sproporzionate estensioni di terreni agricoli (circa un milione di metri quadrati), ubicati in aperta campagna, sono stati trasformati, solo sulla carta, in aree edificabili. Ecco la verità, altro che operazione favorevole e conveniente (secondo l’Assessore) per gli ignari possessori dei pseudo suoli in aperta campagna. Suoli senza infrastrutture di ogni genere e con vincoli capestro, pertanto edificabili solo in teoria e destinati in realtà a restare per sempre terreni agricoli e per giunta pesantemente tassati su un valore non corrispondente al loro valore reale di mercato. Ecco i motivi per cui la insinuazione di Coppi, oltre ad essere scorretta ed ingiusta, non corrisponde alla verità dei fatti. Per esigenze di spazio, ci riserviamo di confutare in seguito altre contraddizioni contenute nelle affermazioni pubbliche dell’Assessore. Ora ripetiamo con convinzione ancora una volta la domanda: A chi giova tutto questo? Buona Pasqua a Tutti.

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Davanti al Municipio un minuto di silenzio per le 100 mila vittime del Covid-19

In occasione della prima “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da coronavirus”, stabilita nella giornata di oggi 18 marzo, si è tenuto, su invito del Presidente dell’ANCI Antonio Decaro, un minuto di silenzio osservato alle ore 11 davanti alla sede municipale e al cospetto della bandiera italiana a mezz’asta. Il Parlamento italiano istituirà, con legge apposita, la giornata nazionale per conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone  che sono decedute a causa di tale epidemia.

Non è un gesto simbolico o una semplice cerimonia commemorativa per ricordare le vittime e per onorare l’impegno di tutti gli operatori che si sono impegnati durante questo lungo e difficile anno – ha affermato il Sindaco Tina Restama anche per testimoniare il nostro essere uniti, un segnale importante di  fiducia e di speranza da trasmettere alle nostre comunità ancora  fortemente provate da questa triplice emergenza sanitaria, economica e sociale.

Erano presenti, oltre al Sindaco (con fascia tricolore per ribadire l’ufficialità della cerimonia) alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, il Comandante della Polizia Locale Raffaele Campanella, il Comandante della locale stazione dei Carabinieri M.llo Giovanni Sacchetti ed i volontari della Protezione Civile coordinata da Marco Di Pinto.

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Educare al rispetto delle donne, nella Villa ora c’è una piccola libreria

Anche il Comune di Turi ha partecipato all’iniziativa promossa dall’ANCI per la giornata dell’8 Marzo. Nella mattina della Giornata internazionale dedicata alle donne, il Comune di Turi ha celebrato l’evento con una iniziativa volta a diffondere la cultura paritaria fra la popolazione, rendendola consapevole che gli stereotipi di genere ledono le radici democratiche della società. Per ricordare sia le conquiste sociali e politiche, sia le discriminazioni e le violenze cui le donne sono ancora oggi oggetto in tutte le parti del mondo, è stata collocata accanto alla ‘panchina rossa’, inaugurata nella villa comunale il 25 novembre 2020 in occasione della ‘Giornata mondiale contro la violenza sulle donne’, una lanterna con una piccola libreria a disposizione della cittadinanza, nella quale saranno collocati racconti dedicati alle figure femminili.

L’intento dell’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali guidato da Imma Bianco e concretizzata con la collaborazione di due Associazioni del territorio “Didiario-Suggeritori di libri” e “In Piazza”, è quello di contrastare, per mezzo della Cultura, la violazione dei diritti umani cui le donne sono oggetto, attraverso testimonianze tratte da racconti di donne che si sono distinte sul piano sociale civile e culturale.