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I 400 anni di Santa Chiara a Turi: processione e mostra le prime iniziative messe in atto dall’Arciconfraternita e da ‘Il Viandante’

Agosto è il mese dove noi turesi ci riuniamo con fede e devozione per le celebrazioni in onore di Sant’Oronzo, ma quest’anno c’è un motivo in più che ci deve portare ad essere coesi e coinvolti. Come già raccontato in precedenza sul nostro giornale, ricorrono i 400 anni dalla fondazione del Complesso dedicato a Santa Chiara nonché il 770° anniversario dalla sua morte; un appuntamento importante che merita di essere onorato con la fede che da sempre riponiamo nella Santa di Assisi e con partecipazione verso la riscoperta della chiesa, posta nel cuore più antico del nostro borgo, custode di arte e storia preziosa.

Era il 1623 quando furono poste le prime pietre che diedero vita all’austero convento claustrale delle Clarisse e all’annessa chiesa dedicata alla fondatrice dell’ordine: Santa Chiara. In preparazione all’11 agosto, giorno dedicato a Santa Chiara, nei giorni 8 – 9 e 10 m.c., abbiamo potuto assistere al devozionale triduo di messe celebrate all’interno della piccola e avvolgente chiesa che hanno visto la partecipazione di numerosi fedeli raccolti in preghiera. Il giorno della ricorrenza è stato solennizzato dalla funzione religiosa, celebrata da Don Giovanni Amodio, nel piazzale antistante la chiesa. Momenti coinvolgenti e sentiti che hanno emozionato i tanti presenti, sorpresi ed entusiasti di vedere l’effigie di Santa Chiara posta all’ingresso della chiesa, finalmente libera, alla luce del tiepido sole tardo-pomeridiano, davanti ai suoi fedeli. A seguire, la pregiata icona della Santa, sorretta sulle spalle dei portatori, ha percorso le vie cittadine in una processione che ha portato ai tanti cittadini turesi residenti nei diversi quartieri, benedizione e testimonianza di fede.

La statua-manichino risalente con molta probabilità alla seconda metà del XIX secolo, indossa un preziosissimo abito ricamato a fili d’oro che ne esalta la figura, sminuendone forse l’espressione dolce e delicata dipinta sul volto realizzato in legno. In una delle due mani lignee impugna una lanterna d’oro, frequente elemento iconografico che richiama proprio il suo nome Chiara, luminosa. La presenza eccezionale di questo oggetto di gran valore ci fa capire l’importanza e la solennità della celebrazione di questa ricorrenza storica.

I festeggiamenti religiosi sono stati realizzati grazie all’organizzazione dell’Arciconfraternita del Purgatorio a cui va anche il merito di aver promosso e organizzato il recupero di una fede e di un rito ormai andato in disuso nel nostro paese ma che merita di essere ripreso e portato avanti. Un grazie va anche al nostro Arciprete, Don Giovanni Amodio, che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa celebrando riti sacri carichi di significati, al Comitato Feste Patronali e al gruppo dei portatori che hanno partecipato con grande devozione.

A segnare questa data storica è stata messa in atto un’altra importante iniziativa; l’Associazione “Il Viandante” con il prezioso supporto dell’Arciconfraternita del Purgatorio ha allestito una piccola area museale visitabile all’interno dei locali della Chiesa di Santa Chiara. Progetto fortemente voluto che ha l’obiettivo di far conoscere una parte dimenticata del nostro patrimonio artistico e che necessita di essere recuperato, valorizzato e reso fruibile. L’esposizione vede la presenza di oggetti carichi di significato che appartengono alla storia devozionale e religiosa del nostro paese. Le statue in mostra raccontano la fede dei nostri avi e custodiscono una storia inesplorata che sarebbe meraviglioso portare alla luce. Purtroppo le opere lignee riportano gravi segni di deperimento dovuti al tempo e al tarlo che si è insidiato in maniera massiccia e che rischia di compromettere per sempre le sculture.

L’area museale nelle prime aperture agostane ha visto un’ampia presenza di pubblico che si ringrazia per il supporto e per i feedback positivi. I partecipanti sono stati accompagnati dai volontari dell’Associazione “Il Viandante” alla scoperta della chiesa, dell’area museale e di una parte del primo piano, ovvero del corridoio dalle gelosie che fino a poco più di un secolo fa ha visto le clarisse assistere alle celebrazioni nascoste da sguardi esterni.

La chiesa di Santa Chiara è molto cara a noi turesi ed è viva nei ricordi di ognuno, immaginate quanto possa essere bello condividere insieme la memoria di chi ci è cresciuto con la conoscenza di storia, arte e vissuti che vi sono custoditi. Le prossime visite sono programmate nei giorni 1 – 3 settembre dalle 19.30 alle 22.00 e nelle tre serate della Festa del Borgo Antico organizzata dalla Pro Loco, ovvero l’8 – 9 – 10 dalle 19.30 alle 22.30, che vedranno anche l’organizzazione di tour nel centro storico il sabato e la domenica.

L’accesso l’allestimento museale prevede un contributo di 1,00€. Il ricavato sarà utilizzato per un primo intervento antitarlo sulle opere lignee che, come sopra indicato, necessitano di una urgente messa in sicurezza prima che sia troppo tardi.

Con il coinvolgimento di singoli cittadini potremo insieme essere fautori di un iniziale processo di recupero delle opere e un domani poterle vedere rinate nel loro corpo e nella loro storia. Se vogliamo che ci venga riconosciuto valore impariamo a darcelo per prima noi stessi; scopriamo il nostro patrimonio storico-artistico, osserviamolo attentamente e vedrete che ci racconterà chi siamo oggi; è solo dal passato che possiamo avere consapevolezza del nostro presente, dei valori in cui credere e della vita a cui vogliamo tendere. 

Angelica De Tomaso (foto di Fabio Zita)

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Michele Boccardi lascia Forza Italia per andare ‘CON’ Emiliano e il Centrosinistra

La lista civica ‘Con’, che alle ultime elezioni regionali ha portato parecchi voti a sostegno di Michele Emiliano, da ieri è diventata movimento politico a tutti gli effetti con la nomina del coordinatore regionale nella persona di Michele Boccardi, già senatore ed esponente di spicco di Forza Italia e del Centrodestra.

Il Movimento ‘Con’ fa parte della maggioranza di Centrosinistra che governa la Puglia ed ha ben 5 consiglieri regionali, Giuseppe Tupputi, capogruppo, Stefano Lacatena, Alessandro Leoci, Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane, questi ultimi anche assessori nella Giunta Emiliano. Gli stessi consiglieri nella conferenza stampa di ieri, nel presentare il nuovo Movimento hanno dichiarato: “Michele Boccardi è un uomo del fare e dialogo, del confronto pacato e serio e siamo certi che sarà un ottimo allenatore in grado di far crescere la nostra squadra”. L’obiettivo della nuova formazione politica è quello di «creare un contenitore che – ha dichiarato Boccardi ­– possa mettere insieme tutta una serie di realtà di professionisti, imprenditori, di gente che vuole fare politica sui temi a prescindere dalle ideologie politiche, cioè mettere insieme persone sui temi per la Puglia. La Puglia è ormai a livelli mondiali come attenzione, dobbiamo consolidare questa cosa».

Boccardi ha lasciato Forza Italia, in cui militava da anni, ed ha accettato la proposta del governatore Emiliano, fondatore di ‘Con’. L’ex-Senatore (e il Movimento ‘Con’) non nasconde l’ambizione di essere un punto di riferimento importante per la politica pugliese e per le molteplici liste civiche e magari diventare il prossimo candidato sindaco di Bari del Centrosinistra – si vota nel 2024 – in continuità con la gestione, molto apprezzata, di Antonio Decaro che non può ricandidarsi avendo fatto già due mandati. Ma il PD e la Sinistra pugliese che faranno, appoggeranno senza batter ciglio la candidatura di Boccardi a Bari? E i Cinquestelle in giunta con Emiliano? Tutti importanti interrogativi da verificare nei prossimi mesi perché l’arrivo di Boccardi e di altri transfughi da Forza Italia sicuramente modificherà gli equilibri politici.

E a Turi, il Centrodestra e l’attuale Amministrazione comunale, che in Boccardi hanno (avevano?) un riferimento e un sostegno decisivo che faranno? E i fedelissimi dell’ex-Senatore, a cominciare dal vicesindaco Stefano Dell’Aera confluiranno in massa nel Movimento ‘Con’, abbandonando al suo destino Forza Italia anche qui a Turi? Nel 2024 si vota a Bari e si vota a Turi: Tina Resta, sindaco senza partito e da tempo senza una solida maggioranza, sarà ancora sostenuta dalla coalizione del 2019? Sono questi altri importanti interrogativi che attendono delle risposte perché il passaggio di Boccardi dal Centrodestra al Centrosinistra sicuramente cambia le carte in tavola. La politica si è messa in… Movimento.

Didascalie foto: 1) Michele Boccardi parla alla conferenza stampa di presentazione del Movimento ‘CON’ (3 luglio 2023); 2) Michele Boccardi; 3) Il governatore della Puglia Michele Emiliano.

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Festa della Repubblica 2023. Medaglia d’onore al sig. Michele Buonaccino, soldato di leva nella Marina Militare, deportato nei lager tedeschi dal 1943 al 1945

Il 1° giugno 2023, in occasione della Festa della Repubblica, presso la Prefettura di Bari, si è svolta la cerimonia di consegna di Medaglie d’Onore alla memoria di cinque reduci della seconda guerra mondiale, deportati nei lager tedeschi, decretata ai sensi della legge n. 296/2006 cioè di coloro che dopo l’8 settembre 1943 furono catturati e detenuti dai tedeschi e non accettarono l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.) o alle formazioni delle S.S. naziste.

Una medaglia d’onore è stata conferita al sig. Michele Buonaccino, nato a Polignano a Mare ma residente a Turi; a consegnarla al figlio, il prof. Osvaldo, ha provveduto il Prefetto di Bari, S.E. dott.ssa Antonia Bellomo, alla presenza del Sindaco di Turi, dott.ssa Ippolita Resta, del Comandante della Polizia Locale di Turi, dott. Nicola Leone, di autorità politiche regionali e provinciali e di un folto pubblico di parenti e amici dei premiati.

Il prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego, nel suo intervento non previsto dal protocollo, ha ringraziato per un dovuto riconoscimento alla memoria del proprio genitore e, pur visibilmente emozionato, ha voluto tracciare un breve profilo della storia del padre. Soldato di leva nella Marina Militare, partito nel 1938 all’età di 21 anni e destinato al Distretto di Pola, in Istria, fu poi trasferito a Patrasso, per dare manforte all’esercito italiano intento nella occupazione della Grecia. Il 9 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio con il quale l’Italia dichiarava la propria volontà di uscire dal conflitto bellico, rifiutò di aderire alla richiesta di combattere nell’esercito tedesco e passare al servizio della neonata Repubblica di Salò, e pertanto fu fatto prigioniero e deportato in treno (con un viaggio durato circa un mese) in un Campo di Concentramento nei pressi di Berlino (Stammlager III D) dove rimase fino alla conclusione del conflitto; fece ritorno in patria solo il 17 ottobre 1945. La vita nel campo di prigionia fu durissima, segnata da violenze quotidiane e da privazioni indicibili che raccontava quasi giornalmente ai figli; questi, appena adolescenti, non gradivano ascoltare storie ritenute irreali, poco credibili, frutto solo di fantasiose ricostruzioni postume. E questo creava non poco sconcerto e dolore nell’animo del sig. Michele.

Gli studi universitari del figlio Osvaldo, in particolare sulla storia di quel periodo e sulla shoah, gli permisero di fare chiarezza e di conoscere la triste e drammatica realtà dei lager tedeschi. Il racconto del sig. Michele ha trovato puntuale riscontro in tutte le testimonianze dei deportati nei lager nazisti più tristemente famosi che ogni anno, in occasione del ‘Giorno della Memoria’, fino al 2017 sono stati ospitati dal prof. Osvaldo presso l’ITES “Sandro Pertini” di Turi, con l’intento di offrire agli alunni del triennio una occasione preziosa: conoscere la storia dalla viva voce dei protagonisti che avevano subito sulla propria pelle la crudeltà e disumanità tipica di ogni guerra. In questo modo, il prof. Osvaldo ha inteso fare ammenda del peccato di gioventù: quello di non aver creduto al proprio genitore.

Fabio Zita

Didascalie foto di Fabio Zita: 1) la consegna al prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego da parte del Prefetto di Bari e del Sindaco di Turi della medaglia d’onore; 2) la medaglia; 3) foto di gruppo dei familiari di Michele Buonaccino, con il sindaco di Turi Ippolita Resta e il comandante della Polizia Locale Nicola Leone.

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Alla ‘festa dell’Apparizione’ Don Giovanni Amodio ricorda Fra Tommaso da Carbonara, al secolo Nunzio Ventrella

Da tre anni l’arciprete di Turi Don Giovanni Amodio, a seguito del ‘Giubileo Oronziano’ 2018, degli avvenimenti “casuali” legati alla reliquia di Nin e delle iniziative di studio sul culto di Sant’Oronzo Vescovo e Martire, ha voluto riprendere – in modo graduale, a causa della pandemia, ma con ferma convinzione – la memoria storica (sopita) di un avvenimento miracoloso accaduto nella primavera del 1726, che l’Arciprete ritiene decisivo nella storia del culto del Vescovo di Lecce a Turi.

Le cronache raccontano che Fra Tommaso da Carbonara, frate dimorante nel locale Convento minoritico di San Giovanni Battista, ebbe la visione del Vescovo Oronzo nei pressi della Grotta a lui dedicata, dove il Frate era stato incaricato di sovrintendere ai lavori di estrazione di pietre per il cantiere di ristrutturazione del Convento. Il Santo, dicono le fonti, lamentandosi della fievole devozione dei turesi nei suoi confronti e della scarsa cura del luogo della sua ultima dimora prima del martirio, ordinò al Frate di riferire alle autorità, al Clero e alla popolazione tutta della volontà Sua (e del Padre Celeste) di far portare in processione presso la Grotta medesima una Croce affinché se ne segnasse in modo più evidente la sua antica sacralità. La processione con il nuovo Crocifisso – si pensa sia quello conservato nel ballatoio della scalinata che scende alla Grotta – avvenne con gran concorso di popolo il 3 maggio 1726, giorno che l’antico calendario cattolico dedica alla memoria del ritrovamento della ‘vera Croce’ da parte di Sant’Elena madre di Costantino, primo imperatore cristiano. Quella visione e quella processione penitenziale dette avvio alla vigorosa ripresa del culto verso Sant’Oronzo, con la conseguente costruzione di una grande chiesa posta a custodia della Grotta, finalmente riconosciuta luogo sacro.

Il 7 maggio scorso, prima domenica del mese, per il terzo anno consecutivo, si è tornati a fare la processione con la Croce partendo dalla Scuola Elementare verso il piazzale del Cimitero, dove si è concelebrata una Messa in ricordo di Fra Tommaso da Carbonara. La Croce è stata portata a spalla a passo lento da un gran gruppo di bambini accompagnati dai loro genitori, dai Sacerdoti, dai devoti, dalle Autorità civili e militari e dalle tre Confraternite. Al termine della Messa, Don Giovanni e Don Giuseppe Dimaggio, accompagnati dal Sindaco Resta e dai bambini, hanno portato in Grotta l’antico ‘Crocifisso dei Francescani’ per una preghiera all’altare del Santo Protettore.

La ‘festa dell’Apparizione’, ha detto l’Arciprete richiamando tutti ad una devozione più autentica, sarà d’ora in poi ripetuta ogni anno la prima domenica di maggio e diventerà un appuntamento di fede sempre più importante nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Oronzo.

Durante l’Omelia, Don Giovanni Amodio ha voluto tracciare una biografia di Fra Tommaso, ricavata dalle ultime scoperte documentarie avvenute a Napoli: «Il 3 maggio si celebra il ricordo di un avvenimento che è andato un po’ nel dimenticatoio della nostra città, ma da qualche anno l’abbiamo finalmente riscoperto. In verità l’Archivio della Chiesa Madre di Turi è da qualche tempo in movimento, ci sono diverse persone che ogni sera lo frequentano per studiare e approfondire. E nel corso dell’approfondimento è venuta fuori una carta particolare, che ci ha portati all’Archivio di Stato di Napoli. Il documento lì ritrovato è il ‘Chartulariumdella Serafica Riforma di San Niccolò, cioè la trascrizione di documenti originali relativi alla fondazione di privilegi, diritti, legati dell’istituzione ecclesiastica monastica in riferimento ai Frati Minori di Puglia e Matera dal 1429 al 1893. Questo ‘Chartularium’, da noi fotocopiato e portato a Turi, alle pagine 184-185 descrive in lingua latina la vita e le opere del nostro Fra Tommaso da Carbonara, Servo di Dio, cioè morto in concetto di santità, non un frate qualunque. Egli nacque a Carbonara di Bari verso il 1698, di umili origini, appartenente alla famiglia dei Ventrella di Carbonara; nel battesimo gli fu imposto il nome di Nunzio. Entrò nell’Ordine dei Francescani fin da giovane e fu un esempio per tutti con la sua massima umiltà, con la sua manifesta obbedienza e carità, per queste doti fu soprannominato ‘l’altro San Luigi Gonzaga’. Stette in diversi conventi fra cui quello di Turi. La biografia si sofferma poi sul particolare che egli ebbe davvero la visione di Sant’Oronzo nella grotta e che grazie al suo aiuto fu eretto un magnifico tempio, che oggi viene massimamente rispettato. Egli morì in concetto di santità il 29 gennaio 1783 a Molfetta, dove è sepolto.

Fra Tommaso con le virtù praticate durante la sua vita terrena intercede per noi dal cielo e incrementa la nostra devozione, esortandoci ad accogliere l’invito che il nostro Santo Martire Oronzo rivolse a lui per i turesi di allora, come pure di adesso: – ‘Voglio che mettano in venerazione questo luogo (la Grotta, ndr) e una Croce per inalberarsi in questo largo in segno che qui è la mia casa’. Quanto riportato nel ‘Chartularium’ di Napoli è, secondo me, il più significativo episodio che ci avvicina spiritualmente al nostro Sant’Oronzo, grazie al Servo di Dio Fra Tommaso da Carbonara.»

Giovanni Lerede

Foto di Fabio Zita

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Raccolta rifiuti, si va verso la “tariffazione puntuale” ma il personale è insufficiente e oberato di lavoro

Nella giornata di venerdì 14 aprile, nella sala consiliare del nostro Municipio, si è svolta una conferenza stampa indetta dall’Assessore Maurizio Coppi – con delega all’Ambiente e ai Servizi cimiteriali – alla presenza della dott.ssa Dicembre, amministratrice della Teknoservice Italia Srl, società appaltatrice del servizio di nettezza urbana per il Comune di Turi fino all’espletamento della prossima gara d’ambito dei Comuni ARO 5. Oggetto della conferenza è stato il piano di collaborazione fra l’Ente Comune e la società appaltatrice, nella programmazione e avvio di una necessaria campagna di sensibilizzazione di tutta la compagine cittadina, circa la necessità di un miglioramento della qualità del conferimento del rifiuto da parte degli utenti del servizio. Questo perché dopo i primi 5 anni in cui la cittadinanza ha ben risposto, con risultati tra il 78,53 – 80,8% di RD (Rifiuto Differenziato), i dati dello scorso anno e quelli dei primi tre mesi del 2023 hanno messo in evidenza una flessione, non drammatica ma che rende necessario un intervento volto all’innalzamento della qualità complessiva dei materiali differenziati avviati al recupero.

La campagna di sensibilizzazione prevede, in prima battuta: la creazione di una nuova brochure informativa, con adesivi e calendari delle utenze domestiche; la preparazione dei contenuti da diffondere sui canali social istituzionali e della ditta appaltatrice; la predisposizione di un questionario di gradimento. La campagna 2023-2024 vedrà, durante l’anno, anche lo svolgimento di incontri con le varie categorie di utenti presenti sul territorio: amministratori di condomini, pubblici esercenti, ambulanti, associazioni agricoltori, amministratori di RSA e privati cittadini. A questi verranno date ulteriori e importanti indicazioni che aiutino le utenze ad un migliore conferimento di qualità dei materiali differenziati avviati al recupero, incentrandosi soprattutto sulle problematiche legate alla raccolta dell’indifferenziato, ma anche degli ingombranti e ai Raee, incentivando la cultura dell’utilizzo dell’isola ecologica di Strada Camponobile per lo smistamento di tutti i rifiuti non differenziabili nei mastelli.

Sono già in atto ferree misure di controllo del territorio, ha precisato l’assessore Coppi, con la predisposizione di foto-trappole che stanno ampiamente fotografando gli “sporcaccioni” turesi e non, che continuano nella delinquenziale pratica dell’abbandono.

Anche con l’Istituito comprensivo “Resta De Donato Giannini”, si stanno programmando un calendario di attività pratiche e d’apprendimento sulla tematica.

L’argomento principe della conferenza è stato, tuttavia, quello inerente l’inizio del monitoraggio dei conferimenti di ciascuna utenza mediante nuova tecnologia in prima battuta in grado di associare pattumelle e buste con codice a barre alla singola utenza, ed in seconda battuta di misurare la volumetria del conferimento. Ciò permettendo nel lungo periodo di avere cognizione delle quantità volumetriche di rifiuto conferite dalle singole utenze. Dall’analisi del dato statistico rilevato e aggregato nel multi-periodo, prenderà corpo, nel giro di pochissimi anni, il raggiungimento degli obiettivi fissati ed immaginati già dal 2015, quando con l’utilizzo del sistema di raccolta porta a porta spinta quale unico modello in grado di assicurare la perfetta misurazione della quantità di rifiuti residui e differenziati prodotta da un’utenza, si sarebbe potuta raggiungere la “tariffazione puntuale” che, predisponendo un intreccio fra premialità sui conferimenti di materiale differenziato di qualità, e di penalità sull’effettivo conferimento dell’indifferenziato mira a diffondere una maggiore responsabilità ambientale e una più efficace programmazione nella gestione dei rifiuti, creando le migliori sinergie positive tra prevenzione e riciclo, ottenendo peraltro una maggiore equità contributiva. Questo metodo permette all’ente pubblico di far pagare in relazione all’effettivo servizio erogato e non in base ai metri quadri o ai componenti della famiglia. Meccanismo che. una volta a regime, consentirà di ridurre e superare il sistema attuale della cd. “ecotassa” per l’odierno conferimento in discarica o incenerimento. Monitoraggio che di sicuro comporterà un minimo rallentamento nelle operazioni di ritiro giornaliero dei rifiuti porta a porta.

Situazione che mal si sposa con quanto si apprende nelle ultime ore, circa la situazione contrattuale dei dipendenti della Teknoservice Italia Srl. Si apprende che in barba alle disposizioni dei capitolati di spesa che obbligano la ditta ad attuare il contratto collettivo nazionale di categoria circa l’assunzione di una percentuale massima del 20% di dipendenti a contratto part-time, la situazione vedrebbe, a detta dei dipendenti della società appaltatrice, il dato ribaltato con ben l’80% di contratti part-time. Partendo da questo dato, non si comprende con quali risorse umane la società intenda far fronte non solo al ritiro ma anche al suddetto monitoraggio dei conferimenti, vista anche la penuria di personale a cui non verrebbe neanche riconosciuto il supplemento economico degli straordinari che sempre più spesso sono costretti a fare per espletare il servizio.

Il Comune, che non è spettatore ma attore principale nella vicenda essendo l’Ente appaltante, provveda mediante il Direttore dell’Esecuzione del Contratto a verificare il rispetto delle clausole contrattuali previste nel rispetto delle normative statali, comminando in caso di violazione delle stesse le previste penalità.

Didascalia tabella

% RD dal 2016 ultimo anno vecchio modello di gestione del rifiuto, e i 7 anni successivi con il ‘porta a porta’ spinto. Si Ricorda che dal 2020 l’obiettivo minimo di riferimento per la RD comunale deve essere >75%, affinché garantisca premialità al Comune di riferimento. Ecco perché il dato di 75,95% di questo primo trimestre 2023 deve metterci in guardia.

Pietro Pasciolla

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Incontro sulla ‘Riforma Cartabia’ con l’avv. prof. Antonio La Scala presso l’IISS Pertini-Anelli-Pinto

Nelle mattine del 30 e 31 marzo scorsi si è tenuto, presso l’Auditorium dell’IISS “Pertini-Anelli-Pinto”, sede di Turi, un importante incontro promosso dal Comando di Polizia Locale di Turi guidato dal Dott. Nicola Leone – moderatore dell’evento – in collaborazione con i Comandi di Polizia Locale di Bitetto, Cellamare, Casamassima, Alberobello. Titolo dell’incontro: “Gli atti e le attività di polizia giudiziaria alla luce della riforma Cartabia”. Hanno partecipato, oltre ad alcuni Amministratori locali, un gran numero di rappresentanti delle forze dell’ordine di Turi e dei Comuni limitrofi ad evidenziare la rilevante portata dell’argomento discusso. Corposo, infatti, è stato il programma di studi proposto nei due giorni, oltre ai cenni normativi della riforma introdotta dall’ex-Ministro della Giustizia del Governo Draghi con Decreto Legislativo n. 149 del 10 ottobre 2022.

A relazionare e ad esporre con grande attenzione è stato l’Avv. Antonio Maria La Scala, avvocato penalista del Foro di Bari e Docente Universitario, il quale ha condotto la full immersion in tematiche come l’ampliamento della procedibilità a querela di parte e la sua applicazione nei reati di lesioni e di lesioni personali stradali, la procedibilità d’ufficio con possibilità di arresto in flagranza di reato, la documentazione dell’attività di polizia giudiziaria con particolare riferimento all’assunzione di informazioni, le operazioni di identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini ed un question time finale di approfondimento.

Testo e foto di Fabio Zita

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Don Giovanni Amodio nominato da Mons. Puljić ‘canonico onorario’ della Cattedrale di Zara

Accogliendo l’invito del nostro Arciprete Don Giovanni Amodio, nella serata di sabato 18 marzo, alla presenza dei Parroci e dei Diaconi della comunità turese, il neo Arcivescovo Mons. Giuseppe Laterza, appena nominato Nunzio Apostolico per la Santa Sede nelle Repubbliche Centrafricana e del Ciad, ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica.

L’occasione è stata propizia per rendere nota alla comunità turese la fresca nomina alla Canonìa Onoraria(l’ufficio di Canonico) di Don Giovanni Amodio, presso il Capitolo della Cattedrale di Sant’Anastasia di Sirmio a Zara (Croazia). Ufficio della Chiesa Cattolica che prevede per lo stesso l’assegnazione di fatto di un posto nel coro, delle insegne e dei relativi privilegi canonici, esclusa la voce in Capitolo.

La nomina è uno degli ultimi atti da Arcivescovo di Zara di Mons. Zelimir Puljić, concessa previo parere collegiale del Capitolo della Cattedrale. Si diceva ultimo atto in quanto, dallo scorso 14 gennaio, Papa Francesco ha accolto la rinuncia alla guida pastorale della Diocesi di Zara presentata da Mons. Puljićper sopraggiunti limiti di età. Per effetto della sua rinuncia, il nostro concittadino onorario dal 21 febbraio 2020, ha acquisito automaticamente il titolo di Arcivescovo emerito di Zara, titolo previsto dal Codice di Diritto Canonico della Chiesa cattolica per quei vescovi che lasciano la guida di una diocesi per raggiunti limiti di età, per motivi di salute o perché trasferiti ad altri incarichi non inerenti alla cura pastorale di una diocesi. Dal 14 febbraio 2023 gli è stato assegnato l’incarico di Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi “vacante” di Spalato-Macarsca.

Con la nomina a canonico del nostro Arciprete, si salda ulteriormente il legame che dal 2018 unisce le due sponde dell’Adriatico, nella fede verso il Santo Martire, Primo Evangelizzatore della Japigia.

Mons. Laterza spiega che “Don Giovanni ha ricevuto questa onorificenza per il notevole contributo profuso nell’incremento della Devozione verso Sant’Oronzo attraverso le celebrazioni, nel 2018, del Giubileo Oronziano per il 1950° Anniversario del martirio del santo, portando all’individuazione del vero reliquiario con le ossa del Santo, conservate a Nin e non a Zara, come si era convinti. Questo, oltre ad essere un riconoscimento personale, credo sia anche un riconoscimento all’intera Città di Turi, che in questa maniera diventa un ponte. Il Papa dice sempre che dobbiamo essere costruttori di ponti. Voi siete un pilastro del ponte che, attraverso Sant’Oronzo, è stato costruito da una parte all’altra dell’Adriatico. È un ponte di comunione di spiritualità e di protezione. Sant’Oronzo benedica ciascuno di voi”.

Don Giovanni dal canto suo ha ringraziato Mons. Laterza: “Il Giubileo Oronziano del 2018 è stato un evento internazionale che ha comportato enormi difficoltà, tutte superate meravigliosamente. Senza il tuo aiuto non avremmo raggiunto quel risultato, decisamente inaspettato. Turi punto di riferimento Culturale e Cultuale di una rinnovata devozione a Sant’Oronzo. Questa cittadina ti deve molto. Sei tu che hai parlato con Papa Francesco e lui ci ha concesso l’Anno Santo. Sei stato tu a portare qui il 6 maggio 2018, l’allora responsabile delle Nunziature Apostoliche di tutto il mondo ovvero l’Arcivescovo Jan Romeo Pawłowski e al quale i carcerati consegnarono una Croce pettorale di legno da donare la Papa. Sei stato tu che hai aperto la Porta Santa di questa Chiesa Madre il 15 agosto, inaugurando l’Undena in onore del Patrono nel medesimo anno santo. La mia e la nostra più sincera gratitudine. Con questa Celebrazione Eucaristica rendiamo sinceramente grazie al Signore per il tuo ministero e per la tua amicizia”. La celebrazione si è conclusa con l’omaggio delle massime autorità religiose e civili alla reliquia del nostro Santo Patrono, custodita nella Cappella del Santo, in Chiesa Madre.

Pietro Pasciolla

Didascalie foto: 1) Mons. Laterza (al centro) tra il Sindaco Tina Resta e l’Arciprete Don Giovanni Amodio, con ad altre autorità civili, religiose e militari presenti alla Concelebrazione Eucaristica; 2) l’omaggio delle Autorità alla reliquia di Sant’Oronzo; 3) Mons. Zelimir Puljic a Turi durante il ‘Giubileo Oronziano’ del 2018 (foto di Fabio Zita)

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La Faldacchea di Turi diventa ‘Marchio collettivo’

La “Faldacchea di Turi”, tipico dolce della tradizione pugliese, è diventato un marchio, un brand di proprietà del Comune di Turi, presentato a “Levante Prof” (Fiera del Levante di Bari) il 15 marzo scorso. Una tipicità fatta di pasta di mandorla, tuorlo d’uovo e spezie, farcita con amarena e pan di Spagna bagnato all’Alchermes, come ben sanno i turesi. L’operazione ha la finalità di creare un sistema certificato di qualità della produzione e commercializzazione del nostro tipico dolce, con un disciplinare a cui attenersi e la denominazione geografica del prodotto. E così la nostra faldacchea ha finalmente ottenuto il riconoscimento di ‘Marchio collettivo’ da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

«È davvero emozionante presentare questo marchio legato a un dolce a noi molto caro – ha affermato la sindaca di Turi, Ippolita RestaÈ un dolce che ha come protagonista le mani delle sapienti maestre dolciarie, un prodotto completamente artigianale. Oltre a tutelare e valorizzare un emblema del nostro territorio, abbiamo voluto dare alle nuove generazioni la possibilità di imparare la sapienza della manualità».

La conferenza stampa si è tenuta alla presenza del Sindaco del nostro Comune, del Presidente dell’Associazione “La Faldacchea di Turi” Stefano De Carolis, di Alessandro Delli Noci, Assessore regionale allo Sviluppo economico, dell’Assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane, che ha sottolineato l’importanza «di valorizzare le tipicità enogastronomiche delle destinazioni pugliesi. Il riconoscimento è un punto di partenza che ci permette, nella collaborazione tra enti, associazioni e operatori del territorio, di investire nel turismo esperienziale e di trasferire ai nostri giovani le competenze e la passione dell’artigianalità pugliese». Al termine della presentazione, le maestre dolciarie di Turi hanno dato vita ad uno show-cooking durante il quale è stato possibile assistere alla preparazione della prelibatezza turese.

Didascalie foto: 1) le dolciarie di Turi preparano la faldacchea durante lo ‘show-cooking’ in Fiera; 2) il packagin con il marchio comunale ‘Faldacchea di Turi’ realizzato da ‘Segni Grafici’; 3) foto di gruppo dei protagonisti in Fiera (da sinistra: Anna Maria e Stella Verna (Dolciaria Aurelia), l’assessore Lopane, Nunzia Di Brindisi (dolciaria), l’assessore Delli Noci, Luciana Cistulli (dolciaria), la sindaca Tina Resta, Marilena Catucci (dolciaria), Stefano De Carolis.

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La ‘Scuola di Musica’ della Banda di Turi riprende le attività nel solco di Don Giovanni Cipriani

Sessant’anni fa, nell’aprile 1963, don Giovanni Cipriani, da avvio al progetto educativo-musicale della Banda dell’Oratorio. Fu quella un’esperienza di ampio respiro, intuizione lungimirante di un curato di campagna testardo e determinato nel portare avanti la sua missione di sacerdote ed educatore, avendo quale punto di riferimento l’insegnamento di Don Giovanni Bosco.

E in coincidenza dell’importante anniversario, con determinazione e commozione gli eredi di quel sogno divenuto realtà – tutti ‘figli spirituali’ dell’indimenticato don Giovanni – hanno voluto riprendere il filo del discorso, scommettendo nuovamente sulla Musica quale veicolo aggregativo e formativo in un paese che in questi ultimi anni si è andato sempre più impoverendo di socialità positiva. Ad aprile prossimo, infatti, riprenderanno i corsi della ‘Scuola di Musica’ dell’Associazione musicale “Maria SS. Ausiliatrice” e della Banda cittadina “Don Ciovanni Cipriani”. Un nuovo speranzoso inizio, il tentativo di scongiurare un vuoto dannoso per Turi, maturato da un’idea progettuale del direttore artistico Valerio Savino poi sposata dagli altri membri dell’Associazione i quali, per l’esperienza maturata in tanti anni di attività bandistica, sanno benissimo che senza nuova linfa giovanile, senza un’attività costante di divulgazione musicale e strumentale la “Banda dell’Oratorio” è destinata a scomparire. E con essa la memoria vivente del suo Fondatore.

Il 14 marzo, in Municipio, i proponenti dell’Associazione “Maria SS. Ausiliatrice” e gli altri partner della ‘rinascita’ – Comune di Turi, Istituto Comprensivo “Resta-De Donato Giannini” di Turi e Azienda “Willy Green Technology srl” di Castellaneta Marina – hanno firmato un accordo di collaborazione quinquennale per rimettere in circolo la didattica musicale e con essa il ricordo dei maestri di musica che non ci sono più e dei momenti di sana aggregazione giovanile, riprendendo in mano il prezioso patrimonio di 25 strumenti musicali comunali acquistati tempo fa grazie al finanziamento del Progetto regionale “Bollenti spiriti-Bandapart”, per lungo tempo inutilizzato.

La Sindaca Tina Resta ha sottolineato «l’importanza della firma di questo protocollo d’intesa. Le crisi servono perché fanno ritornare più forti di prima se si ha il coraggio di superarle. Il presidente Vincenzo Perfido, il direttore Valerio Savino e i due straordinari imprenditori ci hanno creduto e si sono mossi seguendo le orme di Don Giovanni. Noi appoggiamo fermamente l’iniziativa perché la Banda va alimentata, va nutrita con linfa nuova. Noi abbiamo fatto ben poco, il merito va alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo Patrizia Savino, all’Azienda ‘Willy Green Technology’ e alla lungimiranza di Valerio Savino, di Vincenzo Perfido e degli altri componenti della Banda.» Tina Resta ha anche annunciato che è stata inviata alla Prefettura la proposta d’intitolazione a Don Giovanni Cipriani del nuovo giardino realizzato all’incrocio tra via Ginestre e via Dell’Andro, nei pressi dell’Istituto ‘Pertini’.

Valerio Savino, direttore artistico dell’Associazione “Maria SS. Ausiliatrice” e direttore della ‘Scuola di Musica’, con molta commozione ha evidenziato la felice coincidenza tra il 60° anniversario della nascita della Banda dell’Oratorio e la ripresa dei corsi musicali, che intendono dare «una possibilità ai nostri giovani come noi l’abbiamo avuta da Don Giovanni. Ho girato per due anni sul territorio di Turi e non ho trovato nessuno sponsor disponibile ad investire su una risorsa come la Banda. Poi ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada due persone straordinarie come Emanuele Ventura e Giovanna Giannandrea ed è stato un segno. Loro hanno accolto in pieno l’idea e sponsorizzato in toto tutta l’operazione mettendo a disposizione 70 mila euro. (Da sottolineare questa grave e inspiegabile insensibilità dimostrata dall’imprenditoria locale verso un’istituzione educativa storica come la Banda). Il progetto si rivolge agli alunni della Scuola Elementare e della Scuola Media e accoglierà 25 ragazzi. I corsi di musica saranno: clarinetto, flauto, sassofono, corno, eufonio, basso e percussioni. Le lezioni per il primo anno si terranno nella giornata del sabato quando le attività scolastiche sono sospese. Negli anni successivi le giornate di lezione aumenteranno e nel giro di un anno si andrà formando una piccola orchestra. E’ linfa nuova, come ha sottolineato Tina Resta, per un ricambio generazionale che possa spingere i giovani verso un genere ancora apprezzato dal pubblico. La Banda è un’iniziativa altamente socializzante, ci sono scambi di ogni genere e il nostro progetto va nella direzione della condivisione nello spirito dell’Oratorio.»

Ai ringraziamenti verso tutti gli attori dell’iniziativa del presidente dell’Associazione Vincenzo Perfido,ha fatto seguito l’intervento dell’amministratoreunico della ‘Willy Green Technology’ di Castellaneta Marina, la turese Giovanna Giannandrea: «La nostra azienda punta molto sul futuro dei  giovani e sulla spinta propulsiva che le nuove generazioni sono in grado di apportare. La nostra società ha nel suo nome e nei fatti la parola green sia a riguardo dell’attività industriale – impiantistica industriale, energia solare, fotovoltaico ecc.sia per interpretare insieme ai giovani un percorso di costruizione di una società più a misura d’uomo.»

Infine, l’intervento di Emanuele Ventura, responsabile delle politiche aziendali: «Noi puntiamo molto sui giovani e sul futuro e quindi lì dove vediamo la serietà e concretezza del progetto noi interveniamo al di là della spesa necessaria. Abbiamo detto sì all’invito della Banda per un semplice motivo: esso s’innesca in un progetto sociale più ampio di crescita perché la linfa vera dei nostri paesi sono i ragazzi e noi su loro dobbiamo puntare per una fiducia nel futuro. I giovani hanno bisogno del nostro aiuto. Questa attività educativa è fondamentale e noi siamo lieti di sponsorizzarla. Appoggeremo anche un’altra iniziativa a giugno e annuncio ufficialmente che la borsa di studio per ragazzi meritevoli istituita dalla ‘Willy Green Technology’  ad agosto prossimo coinvolgerà i ragazzi di Turi.»

Giovanni Lerede

Didascalie foto: 1) I protagonisti del progetto presenti alla firma del protocollo, da sinistra: Vincenzo Perfido, Tina Resta, Giovanna Giannandrea, Emanuele Ventura, Valerio Savino (foto G. Lerede). 2) Don Giovanni Cipriani attorniato dai ragazzi della sua Banda (foto Fabio Zita, 2008)

botti

Ai cittadini, ai Sindaci dei comuni italiani, all’ANCI. Botti e fuochi artificiali: è ora di smettere

Sui banchi di certi negozi sono disponibili botti e fuochi artificiali in abbondanza; produzioni prevalentemente estere, commercializzazione italiana; nomi fantasiosi  e “accattivanti”: fontana gigante, fontana…Vesuvio (!) , prato fiorito (!), fontana Michelangelo, petardo caramello… Costi da trenta euro in giù.

La nostra proposta è semplice, divieto di fabbricazione, di commercializzazione di uso: come si è fatto per l’amianto nella UE e in altri paesi occidentali; ovviamente si tratta di merci diverse tra loro ma che sono ugualmente merci nocive e mortifere. Come per l’amianto, anche la storia dei fuochi artificiali è costellata di stragi (diverse perché immediate e non differite dopo lunga latenza); inevitabile non ricordare la strage di Modugno (2015, dieci morti), quella di Messina (2019, 5 morti) e lo stillicidio continuo di  eventi luttuosi che hanno riguardato singoli operai spesso anche molto giovani. Il “comparto fuochi artificiali”, se consideriamo il ristretto numero di lavoratori addetti, è certamente il comparto con la più alta incidenza di morti al mondo. Infatti risulta che i nuovi materiali e le nuove tecnologie abbiano modificato i rischi (meno inquinanti “tradizionali” ma più rischi di esplosione a causa della diffusione dell’uso di nano particelle); in breve: i fuochi artificiali costituiscono la punta dell’iceberg di quella lunga serie di merci nocive e mortifere che occorre bandire per il bene del pianeta e dell’umanità. Nella punta dell’iceberg, oltre l’amianto, ovviamente vi sono le armi la cui produzione sta oggi crescendo vertiginosamente non solo al “servizio” degli eventi bellici ma anche per sostenere la repressione in paesi i cui governi disconoscono il valore della democrazia; sono di coproduzione franco-toscana le pallottole che colpiscono oggi le donne e gli uomini che manifestano in Iran; sono italiane alcune grandi fabbriche che forniscono armi da guerra ai tanti regimi dittatoriali e guerrafondai del mondo.

Bandire i fuochi oggi è anche un messaggio simbolico a favore della pace immediata che vorremmo sul fronte russo-ucraino.

In vista delle prossime festività dunque facciamo, anzi reiteriamo (assieme a numerosi cittadini ed associazioni ecologiste ed animaliste) una proposta semplice ai Sindaci (nella loro veste di autorità sanitarie locali): adottare drastiche misure di contrasto nei confronti della commercializzazione e dell’uso di fuochi artificiali e botti. Fuochi che sono retaggio di “culture” e usanze di altri tempi (festa, farina e forca), esibizione gradita ai monarchi per ipnotizzare la plebe, e alla criminalità organizzata in occasioni di battesimi e compleanni (per carità: non che chiunque li usi sia un “affiliato” , ci mancherebbe…). Anche la Chiesa li vede ormai con scetticismo (pur con un atteggiamento a volte …pilatesco): merce nociva e mortifera che ormai ci costringe ad ogni Capodanno alla conta di feriti e a volte di morti, a causa del loro uso. Per non tacere gli eventi gravi ma spesso non censiti (reazioni allergiche o crisi asmatiche; ma gli inquinanti diffusi sono nocivi anche per l’apparato cardiovascolare perché dai polmoni “entrano in circolo”). Ancora: per non tacere dell’impatto negativo sulla salute psicofisica degli animali. Nella impossibilità di far giungere il nostro messaggio a tutti i singoli Sindaci italiani quest’anno ci rivolgiamo all’ANCI con l’invito a dare indicazioni ai singoli comuni per una omogenea, drastica, definitiva azione di contrasto. Il “chiacchiericcio” inconcludente sui temi del cosiddetto ‘green deal’, della sostenibilità sociale, della lotta agli sprechi approda alla “indifferenza” delle istituzioni e dei decisori politici rispetto a una pratica assurda che inquina, spreca e distrugge.

Invitiamo ogni cittadino che condivida questo appello a fare pressing sul Sindaco del proprio Comune.

Al governo la responsabilità di decidere misure più ampie che risolvano il problema alla fonte: vietando la produzione.

Auguriamo gioia, serenità, solidarietà, inclusione e fratellanza, sentimenti perseguibili con altri mezzi, ben diversi dai petardi, anche consultando le associazioni di volontariato e le associazioni ecologiste.  

VITO TOTIRE

per la campagna mondiale “bando dei fuochi pirotecnici”