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Mi iscrivo, perché l’Auser c’è. L’invito del presidente Antonio Conte

Nonostante le tante difficoltà prosegue il cammino dell’Auser, abbiamo iniziato il riavvio delle attività di promozione sociale, ripartono le attività culturali, quelle dì socializzazione  all’aperto, il turismo sociale, rimangono sostenuti gli “interventi in favore delle persone più fragili, riparte il tesseramento, l’obiettivo è recuperare quanto si è perso tra il 2019 e il primo semestre del 2020.

Il decreto legislativo 72 del 31/03/2021 rilancia, attraverso le linee guida, la coprogrammazione e la coprogettazione, una nuova frontiera per il terzo settore che apre scenari inediti e nuove opportunità di crescita. E’ essenziale che la riforma del ‘Terzo settore’ venga completata a partire dalla realizzazione del Registro Unico Nazionale e dal trattamento fiscale.

A volte le risposte a quei bisogni, ad occhi distratti, possono sembrare piccole cose, ma per la vita delle persone, il loro bisogno di socialità, la loro fame di sapere e di approfondimento, il diritto di ognuna e ognuno di stare bene a prescindere dall’età e dalla condizione sociale e soprattutto di esercitare la propria autonomia personale, fisica e mentale. Ecco, quelle risposte, grandi o piccole che siano, hanno a che fare con la disponibilità di volontarie e di volontari che si mettono a disposizione, che sanno ascoltare e che si danno da fare. Volontariato e promozione sociale come antidoti alla solitudine e alla fragilità, inclusione contro l’esclusione, attivazione di diritti verso chi non riesce ad attivarli.

La forza vera dell’Auser è proprio quella di tenere assieme queste generosità e queste varietà dentro una Rete Nazionale che promuove solidarietà, di strutturarle sul versante organizzativo e sull’omogeneità della pratica e della rendicontazione, di essere oggi, uno dei soggetti del terzo settore del nostro Paese più solido, organizzato, autorevole ed affidabile.

Roba da anziani, dirà qualcuno! Democrazia e partecipazione, rispondiamo noi.

La domanda più difficile che possono farci è: cosa fa l’Auser?

Perché non è proprio possibile descrivere in un tempo ragionevole quale patrimonio di esperienze e di pratiche la nostra Associazione mette in campo tutti i giorni.

La nostra Associazione e i nostri docenti sono a disposizione di tutti i Soci e non per i vari corsi di apprendimento e relazioni medico, scientifico, artistico, informatico e letterario.

Siamo aperti tutti i giorni dalle 18:00 alle 21:00 in via Pietro Carenza, 12 Turi

Il Presidente, Antonio Conte

Turiddu-Mamma-Lucia

Cavalleria Rusticana: evento sold out dell’estate turese, ottimamente diretto da Ferdinando Redavid

Sono le ore 23;11 di sabato 7 agosto ed una standing ovation decreta il successo della colossale e straordinaria Cavalleria Rusticana messa in scena nella significativa cornice dell’Oratorio,  fondato da Mons. Don Giovanni Cipriani,  sede della Banda Città di Turi, nella quale proprio il direttore d’orchestra e ideatore del Festival del Belcanto, Ferdinando Redavid, ha mosso i primi passi nel mondo della musica, come clarinettista. La volontà, sin dall’inizio, del regista Luciano Mattia Cannito è stata quella di dare un taglio cinematografico alla rappresentazione mediante il coinvolgimento del territorio, col fine di appassionare divertire e coinvolgere un pubblico eterogeneo, non più di nicchia. In virtù di tale mission, il meraviglioso allestimento scenografico allestito dallo scenografo Damiano Pastoressa, ben si è prestato alle scene di contesto che nell’opera di Mascagni scandiscono l’evolversi del dramma.

Quindi, sono state le note del Preludio intonate dall’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, ottimamente diretta dal maestro Ferdinando Redavid, e la danza del corpo di ballo dell’Accademia Chi è di scena!? e di UNIKA a introdurci in punta di piedi nell’atmosfera sonnecchiante di un paesino meridionale e delle sue campagne al primo albeggiare della Domenica di Pasqua. Poco dopo ecco udirsi il suono delle campane a festa che scandisce il ritmo della vita di paese e riannoda i fili di quella società arcaico-rurale protagonista della novella verghiana, della quale la musica di Mascagni, riesce a incarnarne appieno gli odori, i colori, i sentimenti contrastanti e passionali, che divampano e tengono il pubblico col fiato sospeso nel vorticoso concatenarsi di eventi e tragiche fatalità, proprio come nella miglior tradizione del teatro greco-antico.

In ciò si è rivelata indispensabile la presenza dell’Alter Chorus di Molfetta, che con trasporto ha interpretato arie, come “Gli aranci olezzano” delle donne appena uscite dalla chiesa, “In mezzo al campo tra le spighe d’oro” degli uomini in piazza, ma in particolar modo l’aria “Inneggiamo, il Signor non è morto”, canto intriso della spiritualità e sacralità dei Riti della Santa Pasqua, alla quale si antepone il dramma carnale della passione e della gelosia ma anche del disonore e della vendetta che va ad aumentarne il ‘pathos’.

I protagonisti entrano poco per volta in scena a partire da Turiddu interpretato dal giovanissimo tenore napoletano di ampie prospettive Enrico Terrone Guerra, mentre intona la serenata dedicata a Lola intitolata “la Siciliana”, il tutto sotto gli occhi celati della sua fidanzata, un’atterrita Santuzza interpretata dalla straordinaria Valentina De Pasquale, debuttante nel ruolo, la quale si reca presso la locanda di Mamma Lucia, madre di Turiddu interpretata dall’esperta mezzosoprano turese Angela Alessandra Notarnicola, intenta a preparare il vino per i festeggiamenti che avranno luogo in piazza dopo la messa. All’invito della donna a entrare in casa, la ragazza rifiuta, rivelandole un’amara verità: Turiddu la tradisce. Prima di partire per il servizio militare, il ragazzo si era promesso a Lola, che tuttavia per il protrarsi della leva, stanca di aspettare, dopo un anno si era sposata con Alfio. Al suo ritorno, per ripicca, Turiddu si era allora fidanzato con Santuzza, ma successivamente aveva preso ad approfittare delle assenze di Alfio per riannodare una relazione clandestina e libertina con Lola. Lucia non crede alle parole di Santuzza, ma il loro discorso è interrotto dagli schiocchi di frusta e dai sonagli annunzianti la baldanzosa entrata in scena del carrettiere Alfio, interpretato dal baritono Gangsoon Kim, molto ben calato nella parte, che intona la spigliata e briosa canzonetta “Il cavallo scalpita”. Poco dopo arriva lo stesso Turiddu, che insieme a Santuzza da vita al duetto “Tu qui, Santuzza” nel quale l’una accusa, l’altro reagisce con ira non sopportandone la gelosia, in un rapido crescendo interrotto dall’intonazione in lontananza dello stornello “Fior di giaggiolo” da parte dell’agghindata Lol,  interpretata dall’ottima presenza scenica della mezzosoprano Mariangela Zito, la qualeprovoca Santuzza, con Turiddu che ha il suo bel da fare per fermare l’ira di Santuzza, la quale all’apice del parossismo scaglia su Turiddu la maledizione “A te la mala Pasqua, spergiuro!”

Poi riappare in scena compare Alfio, che chiede a Santuzza dove sia sua moglie venendone a scoprire l’intera tresca. S’apre cosi il duetto nel quale da una parte Santuzza pentita si dichiara infame per aver denunciato gli amanti, dall’altra il carrettiere duramente colpito nell’onore in preda all’ira giura ripetutamente la sua vendetta ed esce di scena.

Con questi stati d’animo contrastanti ci si avvia dunque all’intermezzo orchestrale, a melodia spiegata, dalla chiara impronta religiosa, voluta da Mascagni a rivangare che il dramma si sta consumando in una giornata sacra, il giorno di Pasqua, lanciando all’ascoltatore quel che è, un inno alla sacralità della vita, resa tale proprio dalla resurrezione del Signore.

L’ultima parte dell’unico atto s’apre con i paesani tutti o quasi che si recano all’osteria di Lucia, dove Turiddu intona uno stornello popolare “Viva il vino spumeggiante” brindando allegioie della vita, (per lui le ultime). In piazza ritorna Alfio, al quale Turiddu ignaro offre un bicchiere di vino, che questi rifiuta sdegnosamente, e tutti comprendono che voglia sfidare il rivale. Turiddu accetta la sfida e getta per terra il vino appena versato. Inizia l’inesorabile cerimoniale della “Cavalleria Rusticana” che vede le donne scappare impaurite, e gli uomini creare capannelli vocianti attorno ai due contendenti all’arma bianca. Mentre l’orchestra tace, i due s’abbracciano e Turiddu morde l’orecchio destro di Alfio che chiede “soddisfazione”. Turiddu sa di essere nel torto e si lascerebbe anche uccidere per espiare la propria colpa, ma non può lasciare sola Santuzza, disonorata dal suo tradimento, dunque combatterà con tutte le sue forze secondo la legge d’onore.

Prima del duello Turiddu chiama la madre per essere benedetto e raccomandarle Santuzza se non dovesse tornare, poi corre via. Lucia comprende solo allora quanto fossero vere le parole di Santuzza, e mentre le due donne si abbracciano già in preda alla disperazione, si ode lontano un mormorio avvicinarsi funesto, col suo carico tragico, e nel silenzio dell’orchestra in fondo alla piazza, una popolana lancia “il Grido” agghiacciante, seguito da “Hanno ammazzato compare Turiddu” con le donne del paese che accorrono in piazza per stringersi attorno alle due donne e gli uomini che si affrettano a raggiungere il luogo del duello con l’orchestra che sottolinea il dramma di Santuzza, riprendendone e scandendone fortissimo il tema della maledizione da essa lanciata.

Questa la breve trama dell’Opera-evento per la nostra cittadina, che non poteva non far registrate il Sold out, ripagando dell’impegno e dei sacrifici profusi l’organizzazione e tutti coloro che hanno incessantemente lavorato per regalare al pubblico le emozioni che la lirica dal vivo riesce a donare.

In chiusura, riceviamo e riportiamo i ringraziamenti del direttore artistico Ferdinando Redavid: “Grazie di cuore a tutta l’Amministrazione comunale nella persona del sindaco, la dott.ssa Tina Resta, e al Vicesindaco Graziano Gigantelli per il loro fattivo sostegno al nostro progetto. Grazie anche alla Regione Puglia, alla Città Metropolitana di Bari, alla Nuova Proloco di Turi e alla sua straordinaria presidente Rina Spinelli, a Teatri di Bari e Teatro Kismet, a Tempus srls e al Consorzio Teatro Saverio Mercadante di Cerignola, al Comitato Promotore Pietro Mascagni, a Turpuglia per il grande aiuto. Ringrazio lo straordinario regista Luciano Mattia Cannito, grande professionista e persona eccezionale e Lara Cannito, giovane ma già bravissima professionista. Tutto il cast: Valentina De Pasquale, Enrico Terrone Guerra, Gangsoon Kim, Angela Alessandra Notarnicola e Mariella Zito. Che dire, non potevo chiedere artisti tanto straordinari! Ringrazio davvero tutti, sponsor, collaboratori, tecnici, volontari. La lista è davvero lunghissima e vorrei che il mio sentito abbraccio raggiungesse ognuno di loro. Grazie al numerosissimo pubblico per aver creduto in noi, per gli applausi sinceri che hanno suggellato il successo dell’evento. Che sia l’inizio di un’avventura meravigliosa, che porti Turi a diventare, davvero, la città della lirica. E della bellezza”.

Pietro Pasciolla

Didascalie Foto (dall’alto) – Duetto “Mamma, quel vino è generoso” tra Turiddu e Mamma Lucia (foto Barbara Morra); il cerimoniale della ‘Cavalleria Rusticana’ tra Alfio e Turiddu (foto Barbara Morra); i paesani cantano “Gli aranci olezzano” (foto Claudio Spada); il grido finale “Hanno ammazzato compare Turiddu” con Santuzza e mamma Lucia disperate (foto Barbara Morra).

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Marcinelle, 8 agosto 2021: basta con la Giornata dell’italiano all’estero. Che sia la Giornata del lavoratore all’estero

Il ceto politico soffre di vuoti di memoria; ma la eziologia dei vuoti non si spiega con la medicina organistica si spiega con l’opportunismo di bassa lega; passata in totale silenzio la giornata indetta dall’Onu contro la tratta di esseri umani (30 luglio), in Romagna “offuscata” dalla pataccata della “notte rosa”; passato sotto silenzio il 76°  anniversario dell’olocausto nucleare di Hiroshima, che sarà della giornata dell’8 agosto, anniversario della strage operaia nella miniera di carbone di Marcinelle?

Marcinelle (Belgio), 8 agosto 1956 : 262 morti di cui 136 italiani! Una strage causata da omissione di misure di sicurezza in ossequio alla prassi del massimo profitto a tutti i costi (inclusi i “costi” umani); sia pure sotto forma di stillicidio continuo e non di stragi così numericamente eclatanti la storia , ancora oggi, si ripete tanto da indurre persino Draghi e citare la questione , ovviamente, “il giorno dopo” e ovviamente con inutili parole di “rammarico”. Sulla stessa lunghezza d’onda del “rammarico del giorno dopo”, ieri per Luana , oggi per Laila… e per tante/i altri, si pongono: la rimozione della strage di Modugno del 2015 (10 morti), la rimozione della lapide per Reuf Islami a Bologna (qualche candidato sindaco si recherà sul luogo dell’omicidio prima del giorno delle elezioni comunali ?), il divieto del presidente della Regione Puglia Emiliano di lavorare in campagna sotto il sole cocente… i “divieti del giorno dopo”… avrebbe fatto meglio la Regione Puglia ad accogliere la proposta avanzata nel 2017 per la prevenzione de rischi lavorativi dalla Rete per la ecologia sociale e da “Sanità pubblica”.

Ora i dati ufficiali parlano in Italia di 583 morti sul lavoro nel primo semestre 2021; sono dati lacunosi e parziali; di questi 583, 75 erano “stranieri” cioè una percentuale più alta della percentuale degli immigrati sul complesso dei lavoratori impegnati sul suolo nazionale; evidentemente non esiste una specificità etnica: i più colpiti sono i lavoratori vittime di esposizioni a rischio che sono sempre indebite ed evitabili; tuttavia la riflessione sulla realtà ci porta a concludere (e ribadire, ma lo diciamo da anni) che non ha nessun senso una giornata per ricordare il lavoratore italiano all’estero ma che ha senso una giornata per ricordare il lavoratore all’estero in quanto lavoratore più a rischio di infortuni mortali e di esposizione a fattori di rischio e di nocività. Nonostante il semestre bianco il Presidente della Repubblica potrebbe esprimersi su questa necessità di cambiamento: facciamo dell’anniversario della strage di Marcinelle una giornata di riflessione e di iniziative concrete per la sicurezza sul lavoro che è per tutti i lavoratori, per i loro familiari e per tutta la società se questa vuole essere una società civile e solidale.

L’Associazione Marcinelle/lavoratori italiani è una strumentalizzazione ideologica; i lavoratori, italiani e non, in quanto creditori di sicurezza sono tutti sulla stessa barca che è la stessa barca dei migranti in fuga da morte certa. La società che vogliamo è una società che garantisca uguale speranza di vita e di salute per tutti/e le persone e le specie.

Bologna, 7/8/2021

Vito Totire Rete per l’Ecologia sociale – Via Polese 30 – 40122 Bologna

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Le prime due serate del ‘Festival del Belcanto’. Attesa per ‘Cavalleria rusticana’

Nella serata del 3 agosto si è inaugurato a Turi, in Piazza Antico Ospedale, il Festival del Belcanto, giunto quest’anno all’XI edizione per la caparbia volontà del clarinettista e direttore d’orchestra turese Ferdinando Redavid e della sua Associazione ‘Chi è di scena!?’. Nato con l’obiettivo di valorizzare il canto, la musica, il teatro e la danza, il Festival ha negli anni acquisito notevole importanza nell’ambito della Città Metropolitana di Bari, elevando la cittadina di Turi, con il suo patrimonio storico ed artistico, a punto di riferimento internazionale della lirica.

L’edizione 2021 è all’insegna della rinascita della lirica in presenza dopo il doloroso arresto dell’intero settore a causa della pandemia. Ciò è stato reso possibile grazie ai prestigiosi partner che sostengono l’evento: Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Comune di Turi, Nuova ProLoco Turi, TurPuglia, Consorzio Teatro S. Mercadante di Altamura, Consorzio Teatri di Bari (Kismet), Tempus srls di Cerignola, Comitato Promotore Maestro Pietro Mascagni; e grazie anche al finanziamento erogato dal ‘Programma Straordinario 2020 in Materia di Cultura e Spettacolo e Sostegno Anno 2019 In Materia di Spettacolo dal Vivo’ e dal sostegno di ‘Gielle Industries’ di Altamura.

Quest’anno la scelta programmatica del Festival è ricaduta sul compositore livornese Pietro Mascagni, che proprio in terra di Puglia, nella bella Cerignola, compose quell’Opera lirica emblema del verismo musicale: ‘Cavalleria rusticana’ tratta dall’omonima novella di Giovanni Verga, in cui si incarnano le lacrime e le speranze del nostro Meridione. L’XI edizione si articola in tre serate, il 3 – 4 e 7 agosto, con le prime due di studio e preparazione alla messa in scena dell’Opera suddetta nell’Atrio dell’Oratorio di Turi sabato 7 agosto. La prima serata del 3 ha visto, nella prima parte, lo svolgimento di un convegno sulla figura di Mascagni al quale sono intervenuti illustri relatori quali: Cesare Orselli, docente di Storia del Teatro musicale e di Storia ed Estetica della Musica, autore della pubblicazione “Pietro Mascagni”, edita da Neoclassica nel 2019; Dinko Fabris, critico musicale, responsabile del settore scientifico del nuovo Dipartimento di Ricerca, Editoria e Comunicazione del Teatro San Carlo di Napoli; Antonio Galli, presidente Proloco Cerignola, studioso ed esperto di Mascagni; la turese Annalisa Rossi, dirigente MIBAC – Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, della Puglia e della Basilicata; Eraldo Martucci, giornalista del ‘Nuovo Quotidiano di Puglia’, ‘OperaClick’ e vicepresidente della Fondazione ICO ‘Tito Schipa’ in rappresentanza del Comune di Lecce, moderati dalla musicologa e giornalista di ‘Repubblica’ Fiorella Sassanelli. La seconda parte della serata è stata dedicata al conferimento del Premio Belcanto 2021 al soprano Carmela Apollonio, oggi docente al Conservatorio Musicale “Nino Rota” di Monopoli, distintasi per l’eccezionale talento e per la lunga, brillante carriera artistica. Durante la serata, presente anche il sindaco di Turi Tina Resta, sono stati chiamati ad esibirsi sul palco della premiazione gli allievi della soprano Apollonio, accompagnati al pianoforte da Nunzio Delloiacovo.

Il 4 agosto, il Festival si è trasferito in Piazza Capitan Giuseppe Colapietro (corte del Palazzo Marchesale) per accogliere il prologo alla ‘Cavalleria Rusticana’. Durante il picevole incontro, la verve comica di Antonio Stornaiolo ha condotto il pubblico presente ad appassionarsi al tema attraverso la recitazione di alcuni passi della novella di Giovanni Verga, interpretata dall’elegante regista e autrice Teresa Ludovico. Il tutto condito dall’impareggiabile passione e conoscenza di Mascagni da parte del Prof. Cesare Orselli.

Ora l’attenzione degli appassionati è rivolta a sabato 7 agosto, ore 21,30, quando nell’Atrio dell’Oratorio, accanto alla Chiesa parrocchiale Maria SS. Ausiliatrice, verrà allestita la famosa opera di Mascagni, per la regia di un professionista di fama internazionale, qual è Luciano Cannito, e la scenografia di Damiano Pastoressa. All’interpretazione sono stati chiamati: Dario Di Vietri nel ruolo di Turiddu, Valentina De Pasquale nel ruolo di Santuzza, Gangsoon Kim nel ruolo di Alfio, Mariella Zito nel ruolo di Lola e la turese Angela Alessandra Notarnicola nel ruolo di Mamma Lucia. La direzione musicale è affidata al maestro Ferdinando Redavid, che dirigerà l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari e l’Alter Chorus di Molfetta. Non resta che metterci seduti e vivere l’opera. Evviva l’Opera!

Pietro Pasciolla

Nelle foto, dall’alto: 1) la soprano Carmela Apollonio, attorniata dai suoi allievi, dopo aver ricevuto il Premio Belcanto 2021, con Ferdinando Redavid e Nunzio Delloiacovo; 2) Ferdinando Redavid dialoga con Antonio Stornaiolo in Piazza Cap. Colapietro; 3) I partecipanti al convegno sulla figura di Mascagni in piazza Antico Ospedale; 4) Teresa Ludovico e Cesare Orselli.

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‘il paese’ 295 è in edicola!

Ancora temi scottanti nel nuovo numero de ‘il paese’, ora in edicola, in cui seguiamo le vicende di due luoghi turesi ricchi di potenzialità in (lunga) attesa di fiorire: la villa comunale e il centro storico.

Con Lilli Susca, presidente della Commissione consiliare di studio per il progetto internazionale “Compagni e Angeli”, abbiamo fatto il punto della situazione in seguito al recente confronto tra la commissione e i tecnici responsabili del progetto: la villa comunale cambierà o no il suo volto? Quali sono le obiezioni a questo radicale passo in avanti per la nostra comunità? Quali le opportunità realmente in gioco?

Quali sviluppi invece per il Borgo antico? Nel nuovo numero de ‘il paese’ parliamo di Tributi e agevolazioni, elemento chiave per ripopolare il nostro centro storico, che ha ultimamente giovato, dopo una lunga attesa, di un nuovo impianto di illuminazione. Cos’altro c’è da fare per dare nuova vita al Borgo turese?

Ci siamo chiesti cosa giungerà a Turi dei miliardi destinati al Mezzogiorno dal Recovery Fund: in che modo meriterebbero di essere investiti per rendere più efficiente, moderno e ridente il nostro piccolo paese?

In più, in occasione dell’anniversario di insediamento del nostro Arciprete don Giovanni Amodio, ne ‘il paese’ 295 un inserto dedicato alle storie dei sacerdoti che si sono succeduti prestando il loro servizio alla nostra comunità.

Buona lettura e buona estate!

Le tue buone letture durano il tempo di un’estate? Per un anno intero di informazione e approfondimento culturale turese di qualità sottoscrivi un abbonamento a ‘il paese’ magazine

Vito-Minoia

A Roma dal 17 al 19 novembre 2021 l’Ottava Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati”

A cura del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. Potranno essere presentate proposte fino al 15 agosto 2021. Saranno recuperati anche i lavori della Giornata inizialmente prevista a Novembre 2020 per la VII edizione.

Con il sostegno del Ministero della Cultura (Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo), il Patrocinio della ministra della Giustizia Marta Cartabia, la Collaborazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (e in accordo con le finalità del Protocollo d’Intesa triennale per la Promozione del Teatro in Carcere in Italia sottoscritto il 5 giugno 2019 a Roma tra il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, il DAP, il DGMC e l’Università RomaTre) nelle giornate del 17-18-19 novembre 2021 si terrà l’ottava edizione della Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “DESTINI INCROCIATI”. L’iniziativa rientra all’interno del Programma di eventi “DESTINI INCROCIATI. Progetto Nazionale di Teatro in Carcere” a cura del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, organismo al quale aderiscono da 15 Regioni oltre 50 esperienze professionali che hanno contribuito alla identificazione di un qualificato fenomeno attuato in Italia negli ultimi 40 anni, oggi riconosciuto come buona pratica dall’Istituto Internazionale del Teatro dell’Unesco ­(del 2019 è la costituzione in Italia dell’International Network Theatre in Prison, organismo Partner dell’ITI Unesco che ha fissato la propria sede a Urbania-Pesaro e Urbino nell’ambito dei Convegni promossi dalla Rivista Europea “Catarsi-Teatri delle diversità” – https://www.teatridellediversita.it promossa all’Università di Urbino dal Teatro Universitario Aenigma, diretto dal prof. Vito Minoia, esperto di Teatro Educativo presso l’Ateneo Carlo Bo e presidente della International University Theatre Association).

Le precedenti edizioni della Rassegna Nazionale “Destini Incrociati” sono tutte ben documentate nel sito internet del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere http://www.teatrocarcere.it

Anche per il 2021 è previsto un cartellone essenziale di spettacoli, frutto di laboratori produttivi realizzati con detenuti all’interno degli istituti o in esecuzione penale esterna, ai quali saranno abbinati conferenze, mostre, convegni e incontri di formazione destinati a detenuti, studenti e spettatori interessati ma anche a operatori teatrali o penitenziari interessati a esperienze di formazione.

Si manifesta l’interesse degli organizzatori a ricevere proposte di Produzioni teatrali o filmiche (opere documentative del lavoro teatrale in carcere) da programmare all’interno del Cartellone teatrale e della Rassegna Video che saranno allestiti nell’ambito della manifestazione e che ci si augura possano riflettere il significativo lavoro condotto in decine di istituti penitenziari italiani. Esperienze, in grado di restituire la ricchezza, l’articolazione e la diffusione ormai capillare di questo importante settore del teatro italiano che ha evidenti ricadute sulla funzione di riabilitazione e di risocializzazione in carcere.

Tutti gli interessati potranno inviare proposte di partecipazione, che saranno vagliate da una competente direzione artistica, entro il 15 AGOSTO 2021 seguendo le indicazioni pubblicate nella home page del sito http://www.teatrocarcere.it

Nella foto in alto, il prof. Vito Minoia (in primo piano)

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Tony Maggiolini al Bitonto

Calcio a 5, Campionato di Serie B

Dopo gli esordi nel Thuriae e le ultime esperienze nei campi di A2, tra Conversano e Rutigliano, il turese Tony Maggiolini (nell foto), classe ’84, ha scelto il Bitonto come prossima destinazione. Sarà lui, infatti, il nuovo portiere della squadra barese che milita nel Campionato 2021/2022 di Serie B di Calcio a 5. In bocca al lupo!

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Suoli edificabili: “Una storia senza fine…” Lettera del Comitato cittadino

Il Comitato Aree Edificabili, il 9 luglio, ha scritto una lunga e dura lettera al Sindaco e a tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali oltre che ai Responsabili dei Tributi e Urbanistica ed al Segretario Comunale per riscontrare le argomentazioni addotte nei verbali di chiusura delle procedure di accertamento con adesione inerenti la tassazione IMU aree edificabili relativa all’anno 2015, in cui viene negato il contradditorio e l’accoglimento delle perizie tecniche giurate puntualmente presentate dai contribuenti.

Nella missiva si legge testualmente: due sono le uniche argomentazioni addotte dal Capo Settore Urbanistica del Comune di Turi nella sua relazione, con la quale afferma di ritenere corretto il valore delle aree edificabili determinato con deliberazione della Giunta Comunale n. 104 del 23/07/2015”. “La prima argomentazione riguarda il PUG vigente che, secondo il capo settore all’Urbanistica, è stato redatto ed approvato su impianto urbanistico perequativo, per cui genera un regime di valore dei suoli omogeneo/unificato nell’ambito della zona urbanisticamente tipizzata”.“Già altre volte i Tecnici ed i Legali/Tributaristi del Comitato Aree Edificabili hanno avuto modo di confutare tale assunto (inviando e fornendo copiose pubblicazioni, sentenze e relazioni) e, che tutto a voler concedere, resta valido in ambito urbanistico (disciplina del diritto a costruire e della relativa volumetria edificabile) e non in ambito tributario/fiscale (valutazione prezzo di mercato e determinazione base imponibile per il tributo IMU)”.

Ed ancora: “Comprendiamo la posizione del capo settore Urbanistica in quanto assunta alla luce della sua formazione tecnica/urbanistica ed in considerazione delle competenze tecniche e professionali specifiche del suo settore, ma non possiamo condividerla in quanto in ambito tributario/ fiscale il valore di mercato dell’area edificabile non è solo dato dalla quantità di volumetria edificabile, ma da una moltitudine di parametri tra cui ( vincoli, caratteristiche estrinseche ed intrinseche situazione giuridica ecc..) dell’area da valutare che sono differenti anche fra aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG”. “La perequazione urbanistica di comparto citata dal capo settore Urbanistica, richiede una regolamentazione da parte dell’Ente Comune (che nel Comune di Turi non risulta essere stata adottata), inoltre, il proprietario del suolo non sa dove e quando potrà recuperare la volumetria perduta/ceduta per il vincolo o per altre situazioni di natura giuridica di diritto pubblico e privato. Questo handicap, se dal punto di vista urbanistico (diritto alla volumetria attuabile) non è grave, invece, dal punto di vista economico (prezzo di mercato) è abbastanza rilevante in quanto l’acquirente del suolo, non avendo immediata disponibilità di tutta la volumetria sviluppabile, non potrà programmare l’intervento edilizio per cui sta acquistando l’area. È comprensibile, pertanto, che chiederà una riduzione del prezzo di mercato o, in alternativa, lo scorporo della quantità di area interessata al vincolo da quella da acquistare. Il capo settore Urbanistica, inoltre, nella sua relazione non ha preso in esame l’impatto negativo sul valore di mercato delle aree edificabili rivenienti da particolari condizioni estrinseche (vicinanza ai servizi, salubrità dell’area, panoramicità, presenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, rumorosità della zona) e soprattutto intrinseche (dimensioni del lotto, forma geometrica del lotto, lunghezza del fronte stradale, giacitura del terreno, esposizione, natura del terreno, distanza del lotto dagli allacciamenti alla rete idrica, fognante, elettrica, telefonica e del gas, facilità di accesso diretto alla rete stradale pubblica) ed infine dalla configurazione planimetrica delle stesse aree edificabili. Per tutte queste situazioni particolari non esiste la perequazione urbanistica per cui, le aree edificabili, pur appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG, hanno caratteristiche differenti che sviluppano un diverso valore di mercato per ogni singola area. Tutto quanto innanzi è confermato da numerose sentenze della Cassazione, da tutti i manuali di Estimo e pubblicazioni specifiche del settore, che affermano inequivocabilmente, che le condizioni estrinseche, le condizioni intrinseche, la situazione giuridica (vincoli e servitù) e la configurazione planimetrica, influiscono tutte sul valore venale (di mercato) di un’area edificabile, pur appartenente alla stessa zona urbanistica ed indipendentemente dall’esistenza della cosiddetta perequazione urbanistica”.

       Poi il Comitato prosegue riportando alcune sentenze della Cassazione che affermano che “le aree edificabili pur con caratteristiche tali da non consentire l’edificazione (inferiori al lotto minimo, forma irregolare, orografia irregolare, area interclusa o senza accesso diretto a strada pubblica, ecc..) non sono inedificabili, ma tali caratteristiche, pur non incidendo sulla quantità di volumetria edificabile a cui ha diritto l’area per effetto della cosiddetta perequazione urbanistica,  incidono, invece, sulla determinazione del valore imponibile dell’area..  Quanto innanzi trova conferma anche nelle relazioni di individuazione dei valori venali delle aree edificabili redatte da numerosi tecnici e da professionisti del settore”.

Inoltre, i membri del Comitato citano una relazione intitolata “La stima delle aree fabbricabili a fini IMU. Proposte per il superamento dei limiti nelle procedure messe a punto dai comuni” redatta dal prof. Pierluigi Morano del Politecnico di Bari e dal prof. Benedetto Manganelli dell’Università degli Studi della Basilicata, dove in numerosi passaggi viene confermato quanto riportato in numerose sentenze della Cassazione e da eminenti studiosi di Estimo, citati nella relazione stessa. Infine, prima delle conclusioni, viene testualmente affermato quanto segue: “. Altro elemento che può far scostare il valore di mercato di un’area fabbricabile da quello medio di zona è la presenza di vincoli che limitano o compromettono le potenzialità edificatorie espresse dallo strumento urbanistico. …(omissis). Infine, vi sono i caratteri intrinseci del lotto, (come la dimensione ridotta, la forma irregolare, la presenza di servitù, ecc.) che pure possono incidere sul valore di mercato. In tutti i casi, occorrerà verificare lo stato delle cose e graduare l’effetto diminutivo sulla base di una griglia di coefficienti correttivi determinati in maniera efficace, motivata e trasparente.  

E facendo seguito a quanto affermato nella relazione di cui innanzi dai due professori scrivono: “Considerato che l’incaricato del Politecnico (ancora il prof. Morano, autore anche della relazione sulla quale il Comune di Turi basa i valori delle aree edificabili) ha individuato, per le aree edificabili, valori generici ed indicativi, in quanto non poteva conoscere le caratteristiche, i vincoli e le particolari situazioni di ogni area edificabile appartenente alla diverse zone del PUG, non si comprende il motivo per cui non si vogliono rivedere detti valori alla luce di quanto asserito dallo stesso prof. Morano  e dal prof. Manganelli ( autori della relazione innanzi citata) e di quanto riportato (con dati di fatto oggettivi e dimostrabili) nelle perizie tecniche giurate presentate dai contribuenti in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione. Tutto quanto sin qui esplicitato, alla luce delle normative tributarie, costituisce materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione”.

Nel prosieguo della lunga lettera il Comitato scrive: “Ad ulteriore conferma di quanto sopra, nelle relazioni tecniche approvate da moltissimi Comuni per individuare i valori delle aree edificabili, sono tenuti in debita considerazione tutti i particolari vincoli ed ogni altro fattore o situazione che fanno diminuire il valore medio delle aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica, indipendentemente dalla perequazione urbanistica.Tra questi ne citiamo solo alcuni: Comune di Altamura (BA), Comune di Fontanelice (BO), Comune di   Bomporto (MO), Comune di Arquà Polesine (Rovigo), Comune di Pordenone, Comune di San Bassano (CR), Comune di Orbassano (TO), Comune di Suvereto (LI), Comune di Cervia, Comune di Tarcento (UD)”.

Poi passando alla seconda argomentazione: “Riguarda l’assunto che, per il capo settore Urbanistica, le determinazioni operate dall’incaricato del Politecnico riguardanti i valori venali delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e 2016, sono decisioni che non possono essere messe in discussione ed alle quali bisogna credere ciecamente, senza chiedere alcuna prova o dimostrazione di quanto sostenuto. Con il dovuto rispetto per l’incaricato del Politecnico, riteniamo alquanto strano ed inverosimile che dette determinazioni assunte non abbiano bisogno di alcun riscontro o prova documentale come fossero un “dogma”. Chiunque è portato a non credere a ciò che gli viene asserito se, a supporto, non vengono addotte prove certe ed intellegibili.  D’altronde questa legittima convinzione generale è suffragata dalla normativa tributaria vigente. Ogni pretesa tributaria non deve solamente citare le fonti normative e riportare gli importi richiesti, ma deve anche illustrare quale procedimento logico matematico ha usato, procedimento che deve essere ripercorribile e come tale controllabile sia nella procedura che nell’entità numerica dei valori usati per gli stessi calcoli”.

E poi il Comitato fa un vibrante richiamo alla burocrazia comunale:“Orbene le operazioni messe in atto per individuare i valori di mercato delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e per il 2016, da parte dell’incaricato del Politecnico, non sono note, infatti nella relazione o allegata ad essa non è stato prodotto alcun elaborato, alcun tabulato o scheda illustrativa dei conteggi effettuati e dei valori usati nei conteggi per giungere ai valori determinati. Cosa dovrebbe fare il contribuente se negli atti deliberati non è esplicitato alcunché e, se la Burocrazia Comunale, che dovrebbe spiegargli come è stato individuato il valore di mercato delle aree edificabili che si pretende porre a base della tassazione IMU, non si degna di rispondergli o quanto meno fornirgli delucidazioni comprensibili in merito?”

“I contribuenti, invece, nelle loro perizie tecniche redatte e giurate da professionisti hanno illustrato i diversi metodi usati, i conteggi effettuati e le grandezze dei valori usati per addivenire al risultato finale, oltre ad aver elencato ed esaminato tutta una serie di circostanze socio/economiche ed edilizie che hanno influito sulla determinazione del valore di mercato delle aree edificabili. Hanno cercato di rendere il tutto comprensibile e condivisibile anche da parte dei non addetti ai lavori. In sostanza, al cittadino contribuente è stato impedito di dimostrare le sue ragioni, in spregio a quanto stabilito dalle vigenti norme tributarie e dalla deliberazione della Giunta Comunale di Turi n. 104 del 23/07/2015, inoltre si è operato, mettendo in atto comportamenti elusivi, che hanno inculcato nei contribuenti un clima di sfiducia e di inattendibilità verso la Burocrazia e l’Amministrazione Comunale”.

Poi passano alla Responsabile dell’Ufficio Tributi: “Ci spiace che abbia assunto un comportamento di rifiuto del contradditorio.  Non comprendiamo i motivi per cui ha operato in tal senso in quanto, per tutto sin qui esposto ed evidenziato, si era in presenza di materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione. Tale valutazione poteva benissimo avvenire esaminando in contradditorio tutto quanto evidenziato nelle perizie giurate da parte dei tecnici dei contribuenti, così come operato negli altri Enti. Soprattutto non riusciamo a comprendere perché dopo aver notificato l’invito a comparire per il contradditorio, fissandone anche la data e l’ora ed assegnando dei termini per presentare memorie difensive, qualche giorno prima della data fissata, ha adottato un provvedimento di sospensione dei termini ed infine la notifica del verbale di rifiuto dell’avvio della procedura del contradditorio. Tutto questo susseguirsi di provvedimenti (forse anche in violazione delle norme vigenti) ha anche tradito la fiducia e la buona fede dei contribuenti e soprattutto ha confuso e fatto saltare i tempi a disposizione degli stessi per il proseguo dell’eventuale ricorso, apparendo come una operazione di disturbo architettata ad arte per creare confusione. Pur riconoscendo la situazione critica degli Uffici Tributi ed Urbanistica, non riteniamo giusti tali comportamenti in quanto, alla fine, sono i cittadini a doverne pagare il conto”.

Le conclusioni, l’ennesimo invito agli Amministratori e tre corposi documenti (2 manuali di estimo e la relazione dei professori universitari: “Siamo a disposizione per qualsiasi composto contradditorio ed a fornire tutta la copiosa documentazione che conferma quanto sin qui evidenziato, con l’augurio che la volontà espressa dall’Amministrazione Comunale (in Consiglio Comunale, tramite gli organi di stampa e nel corso dei vari incontri e colloqui verbali) di voler chiudere il contenzioso con i contribuenti venga messa in atto con dati di fatto. Dati di fatto che fino ad ora si sono visti solo in occasione dell’approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale dei valori venali delle aree edificabili per l’anno 2020. Alla luce di quanto sin qui esposto, invitiamo caldamente tutte le SS.LL. a voler approfondire l’argomento ed a cercare di sostenere, tutti insieme, una soluzione per cercare (sempre nel rispetto della legge), di evitare o ridurre il contenzioso.  Così facendo si darà seguito alla logica ed alla ragione e non a cavilli legali ed a giochi politici. A trarne vantaggio sarà tutta la cittadinanza e l’Ente stesso, ogni guerra comporta danni e ferite sia ai vincitori che ai vinti. D’altronde siamo convinti che Tutte le SS.LL. si rendono conto dell’assurdità del problema e della possibilità di definizione dello stesso”.

Via-Sedile

Tutti Fuori. Emozioni in libertà a Turi

• Comunicato Stampa

Sarà il prossimo 9 luglio 2021 l’inaugurazione di “TUTTI FUORI”, evento estivo dedicato a bambini/ragazzi, organizzato dal Comune di Turi in collaborazione con le Associazioni Conturband, In Piazza, Casa delle Idee.

Per tornare bambini, non servirà aspettare Natale, ma venire a Turi. La Grande Riapertura degli Eventi Estivi partirà con la Young Marching Band Conturband-Setticlavio, e l’allegra coreografia degli Artisti di Strada.Tutto il centro storico sarà allestito a Festa, bandierine colorate accoglieranno i visitatori, li guideranno verso i diversi spazi, dove giochi, concerti, letture, proiezioni, trasformeranno i luoghi in magiche piazze. In un mondo dominato dai social e smartphone, a Turi tanti bambini si ritroveranno e giocheranno ancora in piazza come un tempo. Ascolteranno e faranno musica, disegneranno e impareranno a creare, a fare sport, a giocare. Si ritroveranno davanti ad un grande schermo a vivere le avventure proiettate. Un paese a misura di bambino, che lancerà un forte segnale al mondo degli adulti, perché si possa ritrovare la dimensione umana, quella vera, del rispetto dei luoghi e degli spazi, dell’ambiente e dei desideri.

L’iniziativa è indirizzata a bambini e ragazzi residenti nel territorio, con l’obiettivo di tornare a socializzare e fare festa insieme, all’aperto, dopo un periodo difficile contraddistinto dalla sofferenza e dall’isolamento individuale. Sarà articolata in una serie di attività laboratoriali nelle varie arti, contestualizzate anche rispetto alla storia e alla tradizione locale, e in eventi ludico-ricreativi serali quali spettacoli teatrali e cinematografici, arte di strada, giochi sportivi e di società. Si cercherà di dislocare le attività all’aperto nelle aree pedonali e nelle piazzette del centro cittadino e del centro storico. Uno sguardo particolare verso il mondo della disabilità e dell’inclusione, cercando di coinvolgere le realtà associative operanti sul territorio.

Gli eventi saranno suddivisi nelle aree tematiche seguenti: laboratori creativi, eventi ludico-ricreativi, eventi di spettacolo. Le attività si svolgeranno orientativamente nel periodo 10 luglio-10 agosto, con serata conclusiva il 23 agosto.

Web Site: www.conturband.com/turieventi

Per info e contatti: Nuccio Gargano – responsabile artistico Cell. 328.9312081 – Email info@conturband.com

Foto di apertura di Giovanni Palmisano: veduta di via Sedile – Turi

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‘il paese’ 294 è in edicola!

Si parla di una Turi di respiro internazionale nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola. Cosa ci porta alla ribalta? Quali sono le potenzialità del nostro paese e della nostra comunità che attendono di essere messe a frutto?

Nel numero 294 de ‘il paese’ magazine abbiamo incontrato il sindaco Tina Resta e l’ex-sindaco Domenico Coppi per conoscere le potenzialità di un progetto che potrebbe dare un volto nuovo ad un luogo chiave del nostro paese, il progetto “Compagni e Angeli”. Se ci seguite ne avrete già sentito parlare. Quali sono gli sviluppi?

Insieme al sindaco, Tina Resta abbiamo discusso anche dei punti deboli della campagna cerasicola 2021 ancora in corso. Cos’è andato storto anche per quest’anno, nonostante la buona annata?

Mentre ci chiediamo cosa ci tiene legati alle solite nostrane piccolezze, dedichiamo il nostro inserto a tutti i momenti più o meno noti in cui Turi è stata alla ribalta nazionale nel set di film più o meno noti e nel cast di programmi TV.

Questo e molto altro ancora, con la scoperta di firme famose delle opere custodite nelle nostre chiese ed i racconti dei nostri concittadini all’estero, nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola.

Buona lettura!

E tu da dove leggi le pagine della tua rivista turese preferita?

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