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Settimana dell’Inclusione 2021: il Teatro Universitario Aenigma riceve il Premio Internazionale Inclusione 3.0

Con un evento online tenutosi nel pomeriggio di lunedì 15 marzo con base presso la Sala Sbriccoli della biblioteca didattica d’Ateneo dell’Università degli Studi di Macerata e il saluto del Magnifico Rettore Francesco Adornato, della prof.ssa Marisa Pavone (Università di Torino, presidente CNUDD/ Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), del prof. Luigi d’Alonzo (Università Cattolica di Milano e Presidente della SIPeS/Società Italiana di Pedagogia Speciale), la prof.ssa Catia Giaconi (Università di Macerata, presidente del Commissione scientifica del Premio Internazionale Inclusione 3.0, è stato conferito al Teatro Universitario Aenigma di Urbino il riconoscimento riservato alle iniziative che si sono distinte per aver attivato percorsi e progetti volti all’integrazione di persone con disabilità.

Insieme ai rappresentanti di esperienze di carattere inclusivo attivate in Italia, Kosovo, Ucraina, El Salvador, Spagna, Vito Minoia (direttore del Teatro Universitario Aenigma, nonché esperto di Teatro Educativo presso l’Ateneo Carlo Bo di Urbino e presidente della International University Theatre Association), ha ritirato il riconoscimento avente la seguente motivazione: «Il Teatro Universitario Aenigma, con oltre 25 anni di attività di teatro educativo inclusivo, si è distinto anche a livello internazionale per le numerose iniziative volte all’integrazione sociale di persone con disabilità. Ha permesso di promuovere significative esperienze interpersonali tra studenti con e senza disabilità ed ha permesso di mettere in scena le singole diversità realizzando così il profondo significato pedagogico e inclusivo del teatro».

I due progetti ai quali fa riferimento la motivazione, che hanno da poco tagliato il traguardo dei primi 25 anni di attività, sono nello specifico: la Rivista Europea «Catarsi, Teatri delle diversità» fondata dallo stesso Minoia con Emilio Pozzi (entrambi docenti all’Università di Urbino) e la significativa partecipazione scientifica di Andrea Canevaro e Claudio Meldolesi (Università di Bologna) e il laboratorio teatrale «Il coraggio di esprimersi» che ha dato vita alla Compagnia teatrale Volo libero nel Centro Socio Educativo Riabilitativo Margherita di Casinina di Sassocorvaro-Auditore, gestito dalla Cooperativa Sociale Labirinto.

A questa seconda iniziativa è dedicato il brano video dello storico spettacolo Non sparate agli uccelli realizzato dagli allievi del CSER pubblicato sul canale youtube dell’Università di Macerata all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=NMNeFUGkOR0 . La compagnia ha prodotto nel tempo 10 spettacoli teatrali che rimangono fortemente vivi nel ricordo della Comunità allargata che ogni volta si è raccolta con entusiasmo presso il Teatro Battelli di Macerata Feltria, tra i quali l’allestimento de l’ Incendio alla Cavaturaccioli oggi documentato nel volume Il piombo e l’orologio e altri scritti, pubblicato nella collana «Dalla pagina alla scena» per i tipi delle Edizioni Nuove Catarsi con testi di Andrea Canevaro, Michele Gianni, Celeste Gianni, Vito Minoia.

Nell’ambito della Settimana dell’Inclusione all’Università di Macerata, giovedì sera, 18 marzo 2021, saranno alcuni specialisti e un gruppo di studenti universitari a rivolgere alcune domande ad una rappresentanza del Teatro Universitario Aenigma e della Compagnia Volo Libero (collegamento alle ore 20.30 in diretta web radio al link https://www.unimc.it/it/unimc-comunica/events/eventi-2021/unimc-for-inclusion-2021 ).

Nel ritirare il Premio, Vito Minoia ha dichiarato: «Le due esperienze di studio e ricerca artistica ed espressiva riconosciute oggi dall’Università di Macerata hanno avuto un ruolo importante per me e per tanti compagni di viaggio nel determinare, negli ambiti specifici di riferimento, un’evoluzione del concetto stesso di “diversità”, un concetto culturalmente maturato sottraendosi progressivamente alle influenze ideologiche e al radicalismo dottrinario che avevano prevalso agli inizi della sua diffusione per essere sempre meglio riconosciuto come rappresentativo di una realtà umana da osservare e valorizzare in tutti i suoi aspetti (pedagogici, sociologici, antropologici, psicologici). Si è passati da un “dis-valore” inteso come oggetto di controllo, o nel migliore dei casi di tolleranza, a un “valore” per la cui tutela e per il cui rispetto siamo tutti impegnati a livello civile, a maggior ragione anche attraverso il teatro».

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Comitato Aree Edificabili: Cui prodest? «A chi giova?»

La notizia era nell’aria e, con la pubblicazione della delibera di Giunta Comunale n. 31 del 25 febbraio 2021, è diventata certezza. La Giunta ha nominato l’Avvocato FORMICA, quale legale di fiducia, per rappresentare il Comune nei ricorsi innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Bari a cui sono stati costretti a rivolgersi diversi cittadini, riguardanti gli avvisi di accertamento IMU Aree fabbricabili per l’anno d’imposta 2013. Nella delibera si legge che “Su proposta dell’Assessore al Contenzioso, (…) la Responsabile del Settore Economico Finanziario ha fatto presente che, in relazione ai ricorsi/reclami/mediazioni, il competente Ufficio non ha dato corso alle perizie tecniche finalizzate ad una possibile attività di conciliazione extragiudiziale”.

Leggere tale affermazione, dopo che i cittadini hanno atteso invano oltre nove mesi senza nessuna risposta alle loro richieste di eventuale accordo per evitare il contenzioso, certifica la sconfitta di Tutti: Istituzioni, burocrazia e cittadini. Si sono avuti a disposizione cinque anni precedenti alle emissioni degli avvisi di accertamento e, dopo la notifica degli avvisi di accertamento, circa un anno di tempo in cui si poteva disinnescare il contenzioso relativo all’anno 2013 e quasi due per evitare il contenzioso relativo all’anno 2012. Tutto questo tempo è trascorso senza che neanche si sia tentato di iniziare quell’azione che, come detto dal Responsabile del Settore Economico Finanziario, avrebbe potuto mettere fine all’intera vicenda con indubbi vantaggi da entrambi le parti. E occorre precisare che tale azione è prevista dalle leggi vigenti e pertanto non è una procedura contro legge.

La cosa che rende inverosimile l’intera vicenda è che, per chi non conosce bene tutta la questione, sembra che il Comune sia stato costretto a difendersi dai ricorsi contenenti le richieste ingiuste dei cittadini, quando in realtà sono i cittadini che, per far valere i propri diritti, sono stati costretti a ricorrere al contenzioso, dopo aver inutilmente cercato di farsi ascoltare e che, puntualmente, sono stati ignorati.

Per la nomina dell’avvocato il Comune spenderà € 14.600,00. In sostanza, tutta la buona volontà di raggiungere un accordo definitivo per la questione delle aree edificabili, di cui in molti si erano fatto vanto nelle varie interviste, è ancora una volta naufragata dinnanzi ad una manifesta e concreta mancanza di volontà da parte di qualcuno, come traspare nella delibera sopra citata, che fa venire in mente il vecchio proverbio: “Gli sciocchi e gli ostinati fanno ricchi gli avvocati”.

Ma il Comitato Aree Edificabili vuole continuare a credere che una soluzione ci possa essere e che si trovi il modo per far parlare la ragione e la logica e non le carte bollate e le ripicche. Occorre buon senso e volontà!

Per comprendere l’intera questione è opportuno chiarire i termini della faccenda che non interessa solo alcuni, ma ha riflessi sull’intera collettività. Tutta la questione riguarda il valore delle aree edificabili individuato negli anni dal 2011 al 2019 dal Comune di Turi. Tutti riconoscono, contribuenti interessati ed Amministratori, che occorre onorare il pagamento dell’IMU e della TASI che gravano su dette aree edificabili; altro discorso invece è il pagamento secondo equità e giustizia. I contribuenti interessati sostengono che il pagamento deve avvenire tenendo presente il valore di mercato delle aree edificabili, come stabilito dalla normativa tributaria in vigore, l’altra parte (Amministratori e Responsabili degli Uffici), pur riconoscendo legittima la tesi dei contribuenti, si ostinano, inspiegabilmente, a pretendere il pagamento basandosi su errati valori individuati, che non corrispondono ai valori del mercato immobiliare locale.

Il nocciolo della questione è tutto in questo malinteso che a partire dall’anno 2020 gli attuali Amministratori ed i Responsabili degli Uffici Comunali hanno riconosciuto e provveduto ad eliminare.

Orbene direte Voi, dov’è il problema? Se hanno riconosciuto ed eliminato tale malinteso, cosa si oppone alla soluzione dello stesso problema anche per gli anni dal 2012 al 2019?

E questo è quanto ci chiediamo e che abbiamo chiesto più volte agli attuali Amministratori e Responsabili degli Uffici Comunali.

Per la verità gli attuali Amministratori hanno sempre affermato che è Loro intenzione risolvere il problema in quanto ritenuto giusto e meritevole di attenzione, però a tutt’oggi, purtroppo, non si riesce a risolverlo e si continua a percorrere la strada del contenzioso tributario, con gravi conseguenze da ambedue le parti in causa (per la verità sarebbe una sola in quanto, in ogni caso, alla fine tutto il conto sarà pagato dalla collettività).

La cosa purtroppo che non riusciamo a capire è la mancanza di chiarezza e d’iniziativa da parte dell’attuale Amministrazione e soprattutto dei Responsabili degli Uffici Comunali.

Abbiamo più volte chiesto e sollecitato di mettere in atto tutti gli istituti che la vigente normativa tributaria in materia mette a disposizione per evitare il sorgere del contenzioso (accertamento con adesione, reclamo mediazione, mediazione extragiudiziale), purtroppo fino ad ora senza alcuna risposta concreta.

La scelta di arrivare al contenzioso è una consuetudine che si ripete dall’anno d’imposta 2011 e che è continuata anche per il 2012, 2013, 2014 e 2015, senza che almeno una volta le Amministrazioni succedutesi nel tempo abbiano tentato di evitarlo, anzi addirittura per il 2012 si è anche proposto appello ad una ulteriore sentenza emessa a favore dei contribuenti dalla Commissione Tributaria Provinciale.

Non conosciamo i motivi di tali incomprensibili comportamenti, una cosa però vorremmo fosse chiara agli occhi di Tutti: la mancanza di colpa da parte dei cittadini contribuenti della circostanza che i bilanci di previsione degli anni dal 2014 in poi risultano “dopati” da entrate basate su previsioni sballate e gonfiate (si spera in buona fede?)  riferite ai valori irreali ed inesistenti attribuiti alle aree edificabili, nonostante la grave crisi finanziaria in atto dal 2009 ed ultimamente aggravata anche dall’emergenza del Covid-19.

In concreto, i Bilanci del Comune di Turi, in passato, sono stati da una parte sovralimentati dalla previsione di maggiori entrate che, mai saranno esigibili in toto in quanto errate nella loro quantità e, dall’altra anche penalizzati da mancate entrate dovute alla inefficace lotta all’evasione. Orbene, tirare in ballo la nota di richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti e, nel contempo, quasi giustificare le passate Amministrazioni ed i Responsabili degli Uffici, precedenti agli attuali, ci sembra non corretto nei confronti dei cittadini che sembrano restare i soli colpevoli.

Non sta a Noi stabilire chi sono veramente i colpevoli, però sentiamo il dovere di affermare con forza che tale “pasticciaccio” non è da addebitare ai cittadini contribuenti che non hanno certamente alcuna colpa.

Se è vero che la legge è uguale per tutti, allora ci chiediamo il motivo per cui i contribuenti che non hanno compiuto il dovere di pagare i tributi sono puniti con ulteriore pagamento di sanzioni ed interessi, mentre gli Amministratori ed i Responsabili degli Uffici Comunali del passato, che sembra non hanno compiuto il loro dovere e che con il Loro comportamento omissivo e poco diligente hanno provocato danni alle entrate del Comune (come accennato nelle varie interviste rilasciate da alcuni Amministratori e negli interventi inerenti l’ultimo consiglio comunale ed il tutto riportato sugli organi di stampa locali), non li si propone a chi di dovere, affinché venga stabilito se meritano di essere trattati alla stessa maniera? 

Gli attuali Amministratori e Responsabili degli Uffici non devono temere il giudizio ed il controllo della Corte dei Conti quando compiono il proprio dovere (lotta all’evasione, mettere in atto azioni legittime e previste per legge per cercare di evitare il contenzioso, adoperarsi per tassare il cittadino secondo le norme tributarie vigenti e secondo logica e realtà, cercare di ponderare bene la convenienza del contenzioso ed in ogni caso fare gli interessi della sola collettività, evitando liti temerarie o ripicche, rispondere alle istanze dei cittadini).

Dovrebbero invece preoccuparsi del giudizio e del controllo della Corte dei Conti solo nel caso in cui non compiano il proprio dovere di controllo, programmazione e l’adoperarsi concretamente per cercare di evitare il contenzioso e la vessazione dei cittadini, non rispettando lo Statuto dei diritti del contribuente.

Turi, 10 marzo 2021

Comitato Aree Edificabili – Turi

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‘il paese’ 290 è in edicola!

C’era una volta, ai margini di un’antica Turi, una chiesetta solitaria. Chi fu a costruirla? Chi e perchè la volle distrutta? Come fu che si salvò?

Nel nuovo numero de ‘il paese’, ora in edicola, vi raccontiamo la storia di misteri e piccoli ‘miracoli’ custodita in quello scrigno enigmatico che è per noi turesi la chiesetta di San Rocco. Una storia di lungimiranza e semplice garbo amministrativo, gli stessi di cui avrebbe bisogno la Turi di oggi per rinascere dalle ceneri che hanno trasformato il nostro Centro Storico in una decadente ‘periferia’ o da quelle che hanno reso Largo Pozzi un grigio parcheggio. Di questi e di altri progetti di rinascita abbiamo parlato con il Sindaco, Tina Resta e con l’Assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Dell’Aera.

Al vicesindaco Graziano Gigantelli, invece, abbiamo chiesto chiarimenti sulla situazione tributaria che ha coinvolto tutti i cittadini turesi. A cosa dobbiamo la recente pioggia di cartelle esattoriali? Cosa sta facendo l’Amministrazione comunale per affrontare la situazione?

In più, quale peso ha ancora l’amianto sulla salute del nostro territorio? Perchè la nostra tradizione ci vieta di regalare perle e fazzoletti? Qual è la storia di Francesco Curzio, cui è dedicato il poliambulatorio ASL turese? Questi e altri approfondimenti di storia e attualità nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola.

In cerca di una nuova buona abitudine per il 2021? La lettura è sempre una buona idea! Per ricevere a casa ogni mese la tua rivista turese preferita…

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LE VOSTRE SEGNALAZIONI: a proposito di un serio pericolo di sicurezza

Pubblichiamo in sintesi, sperando che qualche autorità risponda.

OGGETTO: Complesso edilizio tra via Stazione e via Ludovico D’Addabbo.
–          Commissione Edilizia 38/1984: prevedeva un’area condominiale per parcheggio al coperto con strada privata di mquadri 770 che invece sembra di fatto sparita;
–          Al Genio civile di Bari, nel collaudo statico, manca l’approvazione e l’idoneità del passaggio dell’aerea a parcheggio al coperto che passa dal piano interrato del locale sub 52 sopra al solaio dello stesso, all’aperto, con rampa di m.4,40. Inoltre non sono state denunciate e prodotte le due varianti che provano questo cambio;
–          Nel progetto e nelle due varianti autorizzate dal Comune di Turi non è stato accatastato il solaio del locale sub 52 (che pertanto è fuorilegge);
–          Hanno costruito arbitrariamente 445 metri quadri in più, modificando tutto il progetto autorizzato dalla CE(38/1984);
–          Non esistono le due rampe che permettono di salire sopra al solaio per parcheggiare (al Catasto di Bari);
–          E’ stato asserito che l’area all’interno del locale interrato sub 52 (sottosuolo) da perizia eseguita dai proprietari in presenza dell’Amministratore e del Geologo non presenta nessuna cavità e che tutto si basa su roccia massiccia viva. Invece da rilievi eseguiti da alcuni condomini da un chiusino sotto ai pilastri, con telecamera abbiamo fotografato la presenza di grotte con stalattiti e stalagmiti e caverne. In più c’è un lastrone sotto un pilastro che si sta sgretolando.
–          Molti dubbi, pertanto, esistono sulla sicurezza e sull’incolumità di chi abita questo complesso. Il pericolo sulla stabilità del complesso è da prendere in serissima considerazione.
Chi scrive è in possesso di n. 26 documenti che provano tutto quello che viene denunciato.
Lettera firmata G. L.
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LE VOSTRE SEGNALAZIONI: “Cari Vigili, sono un cittadino non un suddito burocratico”

Caro Direttore,
prima di tutto ti chiedo scusa per il fastidio che ti arreco e per il tempo che ti porto via, ma credo interessante per i tuoi lettori e nostri concittadini la curiosa storiella che mi è capitata. Prima di tutto devo farti una domanda il cui spirito capirai in seguito. Sai, per caso, se è stato istituito un corso di aggiornamento e/o perfezionamento per i Vigili Urbani del nostro Comune?
Domenica mattina, 10 gennaio u.s. rincasando febbricitante, mentre Giove pluvio si sfogava, ho parcheggiato la mia auto in via  S. M. Assunta, davanti al civico n. 16. Purtroppo, devo ammetterlo, stavo compiendo un grave reato, perché lasciavo l’auto in un posto riservato al carico e scarico merci (dalle ore  9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 ), ma in quel momento, devo confessarti mi interessava più la mia salute e non vedevo l’ora di raggiungere il mio letto. Purtroppo la febbre mi ha tenuto allettato più del previsto e quando il giorno, mercoledì 13 gennaio, rimessomi, sono andato a prendere l’auto, ho trovato  sul parabrezza ben due multe, fattomi, forse da un robot assunto dal Comune. Dico robot in quanto invano ho cercato il nome dell’accertatore di tanto misfatto. Se, non erro, ricordo che il verbale dell’accertamento di violazione del Codice della Strada (credo all’art. 385 del D.P.R. n. 495, o qualcosa di simile, sai bene che non sono un avvocato), dice al comma 3 che il verbale deve essere sottoscritto dalla persona fisica che materialmente procede alla compilazione. L’assenza della sottoscrizione comporta l’inesistenza dell’atto. Se l’italiano è ancora la lingua parlata da noi, sottoscrizione significa firma con nome e cognome. Ma non solo, uno dei due “foglietti gialli” è completamente illeggibile ed uno dei bollettini di c/c per il versamento è strappato ed inutilizzabile.
Ma tornando ai robot: mi sono detto che giustamente un robot non ha né nome né cognome, né cervello, a meno che l’ideatore non lo ha fornito di uno bionico. Sull’altro “foglietto giallo” l’accertatore ha scritto un numero, forse 1713 ma non ne sono sicuro.
Ti chiedo: un cittadino, che si permette il lusso di compiere un simile reato, ha diritto di conoscere il nome di colui che glielo contesta? Pensavo di essere un cittadino e non più un suddito, ma forse mi sbagliavo; sono passato da suddito di un regime reale a suddito di un regime burocratico!
Volevo chiederti: è giusto che ci siano più di 10 m. e per un tempo così lungo adibito al carico/scarico mentre, di fronte, il nostro ufficio postale è privo di parcheggio? Ed è giusto che un numero se la prenda con un veicolo fermo ed inoffensivo mentre non s’interessa di tanti ragazzi, che si fermano  in tante piazzette del paese senza mascherina in un momento così delicato per i contagi?
Comunque, ligio all’educazione civica ricevuta ai miei tempi, ho provveduto a pagare quanto dovevo, ringraziando anche il “numero” che mi ha permesso di offrire il mio piccolo “obolo”, o mi scuso “oblazione” al mio Comune.
Un caro saluto.
 
P.S. Caro Direttore, il suddito burocratico non crede di aver offeso alcuno, ma se così non fosse, chiede umilmente scusa. Inoltre sa già che nel caso il palazzo rispondesse, la risposta sarebbe che il numero si è limitato ad applicare la legge, ed è giusto che sia così! Ma sia tu che io non siamo nati  ieri e non siamo “Don Abbondio”.
Ancora grazie.
Mincuccio  Resta
Saluzzo

I primi dieci anni di vita del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere

Fondato a Urbania (PU) il 15 e 16 gennaio 2011, in occasione dei lavori dell’undicesimo convegno promosso dalla Rivista europea “Catarsi-Teatri delle diversità”, oggi riunisce oltre cinquanta esperienze da 15 regioni italiane ed è stato riconosciuto come buona pratica dall’International Theatre Institute dell’Unesco che, nella stessa sede del convegno, ha collaborato all’istituzione dell’International Network Theatre in Prison nel 2019.

Il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere (www.teatrocarcere.it) è presieduto da Vito Minoia (docente universitario di origine turese trapiantato a Urbino, ndr), esperto di Teatro educativo inclusivo all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e direttore della Rivista di Educazione e Formazione “Cercare-carcere anagramma di” che affianca dal 2017 la rivista-madre “Catarsi-teatri delle diversità” fondata nel 1996 con Emilio Pozzi e la partecipazione significativa di Claudio Meldolesi.

Dopo le prime dieci edizioni del convegno organizzate a Cartoceto, sempre in provincia di Pesaro e Urbino, nel 2011 a Urbania furono ricordate proprio le figure di Meldolesi scomparso nel 2009 (al quale si ispirava il titolo dell’iniziativa “Immaginazione contro Emarginazione”) e di Pozzi, scomparso nel 2010, fino a quel momento direttore della pubblicazione. Giuliano Scabia, anch’egli figura di riferimento per il convegno e la rivista, dedicò loro il racconto-evento “Scala e sentiero cercando il Paradiso” sugli anni di apprendistato con i suoi allievi all’Università di Bologna.

Diversi i traguardi raggiunti dalla Rete italiana del teatro in carcere. Ne annoveriamo alcuni, sicuri che possano essere d’auspicio per nuovi obiettivi di carattere artistico e pedagogico da ricercare, come sempre, in un innovativo orizzonte politico e democratico tra i diversi soggetti coinvolti nel tempo, a partire dai tanti detenuti e detenute (compresi anche i minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria), fino agli operatori teatrali e agli operatori penitenziari passando per insegnanti, studenti, universitari in formazione.

Nel 2012 nasce a Firenze la Rassegna/Festival nazionale “Destini Incrociati”, l’evento annuale itinerante per eccellenza più partecipato giunto alla settima edizione; del 2013 è il primo triennale Protocollo d’Intesa per la promozione del teatro in carcere con il Ministero della Giustizia (prima con l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari, poi con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità) al quale aderisce nel 2015 anche l’Università Roma Tre (Intesa rinnovata nel 2016 e nel 2019). Nel 2014 è avviata la Giornata Nazionale del Teatro in Carcere in concomitanza con il World Theatre Day (27 marzo) promosso dall’ITI-Unesco: all’ultima edizione che ha preceduto la pandemia, la sesta-nel 2019, hanno concorso alla riuscita dell’evento 102 iniziative in 64 istituti penitenziari ed altri contesti esterni con la partecipazione di Enti pubblici e privati di 17 regioni italiane. Dal 2015, grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali il Progetto Destini Incrociati si articola anche in diverse iniziative territoriali che coinvolgono in rete 22 partners di 10 regioni.  Nel 2017 si dà vita al Premio Internazionale Gramsci, preludio della nascita nel 2019 dell’International Network Theatre in Prison (www.theatreinprison.org) con la celebrazione del World Theatre Day (26 marzo 2019) nell’istituto penitenziario di Pesaro grazie al Teatro Universitario Aenigma e all’ITI Italia anziché presso il Quartier generale Unesco di Parigi. Del 2020 invece è il Premio Speciale internazionale “Books for Peace” per l’impegno sociale promosso da una rete di associazioni affiliate all’Unesco.

Per la ricorrenza dei dieci anni, in segno di condivisione, sul sito www.teatridellediversita.it in libero accesso, sono stati pubblicati la diretta Zoom e diversi materiali multimediali relativi al XXI Convegno internazionale che la rivista “Catarsi-Teatri delle diversità” con il titolo “Dialoghi tra pedagogia, teatro e carcere” ha organizzato online il 29-30-31 ottobre 2020, a seguito dell’impossibilità di tenere in presenza l’evento. Parallelamente sabato 16 gennaio 2021 arriva la bella notizia del Primo Premio del Ministero dell’Interno di Madrid per lo spettacolo “Al limite” rappresentato un anno fa dai detenuti del carcere di Las Palmas (Gran Canarie) a conclusione di un progetto dedicato alla genitorialità positiva in carcere, grazie all’Associazione Hestia, all’Università di Las Palmas e alla collaborazione dell’Associazione Voci Erranti operante nel carcere di Saluzzo (Cuneo), diretta da Grazia Isoardi, tra gli organismi fondatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.

Il Gruppo di Progettazione intero del CNTiC costituito, oltre che da Vito Minoia e Grazia Isoardi, anche da Ivana Conte (Associazione nazionale Agita), Gianfranco Pedullà (Teatro Popolare d’Arte), Valeria Ottolenghi (Associazione nazionale critici di teatro), Michalis Traitsis (Balamòs Teatro), Valentina Venturini (Università Roma Tre) ringrazia quanti hanno collaborato affinché in questi dieci anni si siano raggiunti così tanti risultati significativi operando con un grande senso comune di libertà, partecipazione e confronto e invita tutte le persone interessate a seguire le prossime attività, a partire dalla Giornata-evento dedicata alla Rassegna/Festival nazionale “Destini Incrociati” (settima edizione) programmata a Roma nella prossima Primavera (data da definire – informazioni in progress anche sulla pagina Facebook “Coordinamento nazionale teatro in carcere”). Il CNTiC inoltre richiama l’attenzione, già ripetutamente richiesta agli Stati membri da parte del Consiglio d’Europa per i Diritti Umani, affinché siano adottate misure che non comprimano i diritti fondamentali di detenute e detenuti nel momento di contrasto alla diffusione del Covid-19, entrato in molti istituti di pena (ricordiamo a riguardo anche le varie iniziative a favore della priorità di vaccinazione in carcere).

(Fonte: www.teatridellediversita.it)

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‘il paese’ 289 è in edicola!

Il Natale turese di ieri e di oggi: nel numero di Dicembre de ‘il paese’, ora in edicola, vi parliamo dei profumi e dei sapori della tradizione natalizia a Turi ma riflettiamo anche sul senso di questo Natale in tempo di pandemia: possiamo rinuciare alle tradizioni senza perdere il senso più vero di questo periodo dell’anno? Ne parliamo con il Parroco dell’Ausiliatrice, don Giuseppe Dimaggio.

In questo tempo di rinnovamento e nuovi propositi facciamo il punto sulla situazione del nostro paese insieme a Lilli Susca, segretario del PD turese e Consigliere di Opposizione. Molti sono a Turi i luoghi che attendono un riscatto, primi tra tutti il Centro Storico? Quali sono i buoni propositi per l’anno a venire?

Ma tra denunce all’incuria e a vecchi crimini (sapete che a Turi non sono mancati furti di opere d’arte dalle chiese?), sul nuovo numero de ‘il paese’ non mancherà qualche consiglio di lettura e tante nuove ricette per un pranzo di Natale sano e gustoso.

La Redazione de ‘il paese magazine’ augura a tutti un Natale ed un 2021 pieno di salute e serenità!

Sei in ritardo con i regali di Natale? Regala un abbonamento a ‘il paese magazine’!

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Il Paese 288 è in edicola!

Una panchina rossa è comparsa nella Villa comunale di Turi. Nel nuovo numero de ‘il paese magazine’ vi spieghiamo chi l’ha creata e perchè, approfondendo la denuncia di un fenomeno che coinvolge tutti noi e che, in questi tempi di Covid, si è complicato.

A proposito di Covid-19, come mai Turi sembra essersi conservata fino ad oggi come un’isola felice tra i comuni limitrofi dove il numero di contagiati è ovunque di gran lunga superiore? Nel numero de ‘il paese’ ora in edicola facciamo il punto della situazione con il dott. Tino Lerede, medico di base in prima linea nel contrasto alla diffusione del virus, che ci spiega la verità sui numeri del contagio qui a Turi e sulle prospettive future per la gestione della pandemia nel nostro paese.

Il Covid-19 non è il solo a minare la nostra salute e la nostra economia. Nel nuovo numero de ‘il paese magazine’ si parlerà anche di crisi dell’olivicoltura e di ecomafie.

Per fortuna, però, c’è sempre spazio per qualche buona notizia: cosa ne sarà per esempio della nostra Villa comunale? Siamo andati a sentire l’assessore Stefano Dell’Aera per conoscere lo stato del progetto di ammodernamento della Villa e quello di altri spazi urbani da migliorare e riqualificare.

Buone notizie anche dall’estero con il premio alla ricercatrice turese Angela Savino

Ma non solo: nel nuovo numero de ‘il paese magazine’ celebreremo anche alcuni dei più preziosi tesori artistici custoditi qui a Turi: la SS. Trinità di Stefano da Putignano; parleremo dell’esperienza presente e passata dei nostri concittadini nel mondo e non mancherà qualche consiglio di lettura per trascorrere al meglio questo Natale ‘speciale’.

Buona lettura!

Sei in cerca di un regalo speciale per amici e parenti vicini e lontani?

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Il Paese 287 è in edicola!

In questo nuovo numero de ‘il paese magazine’ continua la commemorazione per il centenario dalla nascita di don Giovanni Cipriani, questa volta attraverso le voci di quattro dei sacerdoti che hanno affiancato don Giovanni nei suoi ultimi anni di vita, spesi per l’Oratorio e per Turi. Racconti più intimi e personali che arricchiscono il ricordo di questa grande personalità del nostro paese con curiosità e dettagli inediti.

Intanto la pandemia di Covid-19 continua a stravolgere le nostre abitudini cittadine. Come se la stanno cavando le istituzioni scolastiche a Turi, adesso che la scuola sembra essere uno degli elementi più dibattuti e controversi per la gestione dell’emergenza sanitaria? Come sarà organizzata la vita scolastica dei nostri bambini e ragazzi, in linea con le direttive nazionali e regionali? Siamo andati a chiederlo alla dirigente dell’Istituto “Pertini-Anelli”, Giusy Caldararo.

Nonostante l’emergenza, Turi non trascura le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche. Complici le “Giornate FAI d’Autunno”, siamo andati a scoprire alcuni piccoli gioielli custoditi tra le nostre vie cittadine e tra le nostre campagne.

In più, sapete che c’è un progetto per la riqualifica dello spazio urbano di Largo Pozzi? Un’idea ambiziosa di cui vi proponiamo in esclusiva le immagini. Cosa ne pensate di questa “villa in più”? Date un’occhiata al progetto e fateci sapere la vostra opinione!

Buona lettura!

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Cavalieri e dame del Santo Sepolcro festeggiano a Noci la SS. Regina di Palestina

Si è svolta alle ore 11,30 della scorsa domenica 25 ottobre, presso la bellissima Chiesa Matrice Maria SS. della Natività in Noci, la Celebrazione Eucaristica della SS. Regina di Palestina, Patrona dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La celebrazione di questa solennità per la Delegazione di Conversano-Monopoli è stata presieduta dal Priore della Delegazione Commendatore don Vito Fusillo, accompagnato da Padre Pio Dandola Commissario per la Terra Santa di Puglia e Molise, e dall’arciprete don Stefano Mazzarisi. La Delegazione, guidata dalla dott.ssa Dama di Commenda con Placca Michelina Stefanachi Tinelli, ha ospitato il Preside della sezione, l’ing. Gr. Uff. Vito Casarano.

Nell’omelia, don Vito Fusillo, ha sottolineato come l’amore di Dio si manifesta anche attraverso la carità e quanto questa caratterizza lo stile della vita cristiana, in particolare dei Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro, che organizzano numerose attività di raccolta fondi per sostenere la piccola comunità cristiana presente in Terra Santa. Tutte le offerte raccolte in questa giornata solenne, infatti, sono state devolute al sostentamento delle opere dell’OESSG a Gerusalemme.