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Tony Maggiolini al Bitonto

Calcio a 5, Campionato di Serie B

Dopo gli esordi nel Thuriae e le ultime esperienze nei campi di A2, tra Conversano e Rutigliano, il turese Tony Maggiolini (nell foto), classe ’84, ha scelto il Bitonto come prossima destinazione. Sarà lui, infatti, il nuovo portiere della squadra barese che milita nel Campionato 2021/2022 di Serie B di Calcio a 5. In bocca al lupo!

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Suoli edificabili: “Una storia senza fine…” Lettera del Comitato cittadino

Il Comitato Aree Edificabili, il 9 luglio, ha scritto una lunga e dura lettera al Sindaco e a tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali oltre che ai Responsabili dei Tributi e Urbanistica ed al Segretario Comunale per riscontrare le argomentazioni addotte nei verbali di chiusura delle procedure di accertamento con adesione inerenti la tassazione IMU aree edificabili relativa all’anno 2015, in cui viene negato il contradditorio e l’accoglimento delle perizie tecniche giurate puntualmente presentate dai contribuenti.

Nella missiva si legge testualmente: due sono le uniche argomentazioni addotte dal Capo Settore Urbanistica del Comune di Turi nella sua relazione, con la quale afferma di ritenere corretto il valore delle aree edificabili determinato con deliberazione della Giunta Comunale n. 104 del 23/07/2015”. “La prima argomentazione riguarda il PUG vigente che, secondo il capo settore all’Urbanistica, è stato redatto ed approvato su impianto urbanistico perequativo, per cui genera un regime di valore dei suoli omogeneo/unificato nell’ambito della zona urbanisticamente tipizzata”.“Già altre volte i Tecnici ed i Legali/Tributaristi del Comitato Aree Edificabili hanno avuto modo di confutare tale assunto (inviando e fornendo copiose pubblicazioni, sentenze e relazioni) e, che tutto a voler concedere, resta valido in ambito urbanistico (disciplina del diritto a costruire e della relativa volumetria edificabile) e non in ambito tributario/fiscale (valutazione prezzo di mercato e determinazione base imponibile per il tributo IMU)”.

Ed ancora: “Comprendiamo la posizione del capo settore Urbanistica in quanto assunta alla luce della sua formazione tecnica/urbanistica ed in considerazione delle competenze tecniche e professionali specifiche del suo settore, ma non possiamo condividerla in quanto in ambito tributario/ fiscale il valore di mercato dell’area edificabile non è solo dato dalla quantità di volumetria edificabile, ma da una moltitudine di parametri tra cui ( vincoli, caratteristiche estrinseche ed intrinseche situazione giuridica ecc..) dell’area da valutare che sono differenti anche fra aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG”. “La perequazione urbanistica di comparto citata dal capo settore Urbanistica, richiede una regolamentazione da parte dell’Ente Comune (che nel Comune di Turi non risulta essere stata adottata), inoltre, il proprietario del suolo non sa dove e quando potrà recuperare la volumetria perduta/ceduta per il vincolo o per altre situazioni di natura giuridica di diritto pubblico e privato. Questo handicap, se dal punto di vista urbanistico (diritto alla volumetria attuabile) non è grave, invece, dal punto di vista economico (prezzo di mercato) è abbastanza rilevante in quanto l’acquirente del suolo, non avendo immediata disponibilità di tutta la volumetria sviluppabile, non potrà programmare l’intervento edilizio per cui sta acquistando l’area. È comprensibile, pertanto, che chiederà una riduzione del prezzo di mercato o, in alternativa, lo scorporo della quantità di area interessata al vincolo da quella da acquistare. Il capo settore Urbanistica, inoltre, nella sua relazione non ha preso in esame l’impatto negativo sul valore di mercato delle aree edificabili rivenienti da particolari condizioni estrinseche (vicinanza ai servizi, salubrità dell’area, panoramicità, presenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, rumorosità della zona) e soprattutto intrinseche (dimensioni del lotto, forma geometrica del lotto, lunghezza del fronte stradale, giacitura del terreno, esposizione, natura del terreno, distanza del lotto dagli allacciamenti alla rete idrica, fognante, elettrica, telefonica e del gas, facilità di accesso diretto alla rete stradale pubblica) ed infine dalla configurazione planimetrica delle stesse aree edificabili. Per tutte queste situazioni particolari non esiste la perequazione urbanistica per cui, le aree edificabili, pur appartenenti alla stessa zona urbanistica del PUG, hanno caratteristiche differenti che sviluppano un diverso valore di mercato per ogni singola area. Tutto quanto innanzi è confermato da numerose sentenze della Cassazione, da tutti i manuali di Estimo e pubblicazioni specifiche del settore, che affermano inequivocabilmente, che le condizioni estrinseche, le condizioni intrinseche, la situazione giuridica (vincoli e servitù) e la configurazione planimetrica, influiscono tutte sul valore venale (di mercato) di un’area edificabile, pur appartenente alla stessa zona urbanistica ed indipendentemente dall’esistenza della cosiddetta perequazione urbanistica”.

       Poi il Comitato prosegue riportando alcune sentenze della Cassazione che affermano che “le aree edificabili pur con caratteristiche tali da non consentire l’edificazione (inferiori al lotto minimo, forma irregolare, orografia irregolare, area interclusa o senza accesso diretto a strada pubblica, ecc..) non sono inedificabili, ma tali caratteristiche, pur non incidendo sulla quantità di volumetria edificabile a cui ha diritto l’area per effetto della cosiddetta perequazione urbanistica,  incidono, invece, sulla determinazione del valore imponibile dell’area..  Quanto innanzi trova conferma anche nelle relazioni di individuazione dei valori venali delle aree edificabili redatte da numerosi tecnici e da professionisti del settore”.

Inoltre, i membri del Comitato citano una relazione intitolata “La stima delle aree fabbricabili a fini IMU. Proposte per il superamento dei limiti nelle procedure messe a punto dai comuni” redatta dal prof. Pierluigi Morano del Politecnico di Bari e dal prof. Benedetto Manganelli dell’Università degli Studi della Basilicata, dove in numerosi passaggi viene confermato quanto riportato in numerose sentenze della Cassazione e da eminenti studiosi di Estimo, citati nella relazione stessa. Infine, prima delle conclusioni, viene testualmente affermato quanto segue: “. Altro elemento che può far scostare il valore di mercato di un’area fabbricabile da quello medio di zona è la presenza di vincoli che limitano o compromettono le potenzialità edificatorie espresse dallo strumento urbanistico. …(omissis). Infine, vi sono i caratteri intrinseci del lotto, (come la dimensione ridotta, la forma irregolare, la presenza di servitù, ecc.) che pure possono incidere sul valore di mercato. In tutti i casi, occorrerà verificare lo stato delle cose e graduare l’effetto diminutivo sulla base di una griglia di coefficienti correttivi determinati in maniera efficace, motivata e trasparente.  

E facendo seguito a quanto affermato nella relazione di cui innanzi dai due professori scrivono: “Considerato che l’incaricato del Politecnico (ancora il prof. Morano, autore anche della relazione sulla quale il Comune di Turi basa i valori delle aree edificabili) ha individuato, per le aree edificabili, valori generici ed indicativi, in quanto non poteva conoscere le caratteristiche, i vincoli e le particolari situazioni di ogni area edificabile appartenente alla diverse zone del PUG, non si comprende il motivo per cui non si vogliono rivedere detti valori alla luce di quanto asserito dallo stesso prof. Morano  e dal prof. Manganelli ( autori della relazione innanzi citata) e di quanto riportato (con dati di fatto oggettivi e dimostrabili) nelle perizie tecniche giurate presentate dai contribuenti in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione. Tutto quanto sin qui esplicitato, alla luce delle normative tributarie, costituisce materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione e di reclamo mediazione”.

Nel prosieguo della lunga lettera il Comitato scrive: “Ad ulteriore conferma di quanto sopra, nelle relazioni tecniche approvate da moltissimi Comuni per individuare i valori delle aree edificabili, sono tenuti in debita considerazione tutti i particolari vincoli ed ogni altro fattore o situazione che fanno diminuire il valore medio delle aree edificabili appartenenti alla stessa zona urbanistica, indipendentemente dalla perequazione urbanistica.Tra questi ne citiamo solo alcuni: Comune di Altamura (BA), Comune di Fontanelice (BO), Comune di   Bomporto (MO), Comune di Arquà Polesine (Rovigo), Comune di Pordenone, Comune di San Bassano (CR), Comune di Orbassano (TO), Comune di Suvereto (LI), Comune di Cervia, Comune di Tarcento (UD)”.

Poi passando alla seconda argomentazione: “Riguarda l’assunto che, per il capo settore Urbanistica, le determinazioni operate dall’incaricato del Politecnico riguardanti i valori venali delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e 2016, sono decisioni che non possono essere messe in discussione ed alle quali bisogna credere ciecamente, senza chiedere alcuna prova o dimostrazione di quanto sostenuto. Con il dovuto rispetto per l’incaricato del Politecnico, riteniamo alquanto strano ed inverosimile che dette determinazioni assunte non abbiano bisogno di alcun riscontro o prova documentale come fossero un “dogma”. Chiunque è portato a non credere a ciò che gli viene asserito se, a supporto, non vengono addotte prove certe ed intellegibili.  D’altronde questa legittima convinzione generale è suffragata dalla normativa tributaria vigente. Ogni pretesa tributaria non deve solamente citare le fonti normative e riportare gli importi richiesti, ma deve anche illustrare quale procedimento logico matematico ha usato, procedimento che deve essere ripercorribile e come tale controllabile sia nella procedura che nell’entità numerica dei valori usati per gli stessi calcoli”.

E poi il Comitato fa un vibrante richiamo alla burocrazia comunale:“Orbene le operazioni messe in atto per individuare i valori di mercato delle aree edificabili per gli anni 2014/2015 e per il 2016, da parte dell’incaricato del Politecnico, non sono note, infatti nella relazione o allegata ad essa non è stato prodotto alcun elaborato, alcun tabulato o scheda illustrativa dei conteggi effettuati e dei valori usati nei conteggi per giungere ai valori determinati. Cosa dovrebbe fare il contribuente se negli atti deliberati non è esplicitato alcunché e, se la Burocrazia Comunale, che dovrebbe spiegargli come è stato individuato il valore di mercato delle aree edificabili che si pretende porre a base della tassazione IMU, non si degna di rispondergli o quanto meno fornirgli delucidazioni comprensibili in merito?”

“I contribuenti, invece, nelle loro perizie tecniche redatte e giurate da professionisti hanno illustrato i diversi metodi usati, i conteggi effettuati e le grandezze dei valori usati per addivenire al risultato finale, oltre ad aver elencato ed esaminato tutta una serie di circostanze socio/economiche ed edilizie che hanno influito sulla determinazione del valore di mercato delle aree edificabili. Hanno cercato di rendere il tutto comprensibile e condivisibile anche da parte dei non addetti ai lavori. In sostanza, al cittadino contribuente è stato impedito di dimostrare le sue ragioni, in spregio a quanto stabilito dalle vigenti norme tributarie e dalla deliberazione della Giunta Comunale di Turi n. 104 del 23/07/2015, inoltre si è operato, mettendo in atto comportamenti elusivi, che hanno inculcato nei contribuenti un clima di sfiducia e di inattendibilità verso la Burocrazia e l’Amministrazione Comunale”.

Poi passano alla Responsabile dell’Ufficio Tributi: “Ci spiace che abbia assunto un comportamento di rifiuto del contradditorio.  Non comprendiamo i motivi per cui ha operato in tal senso in quanto, per tutto sin qui esposto ed evidenziato, si era in presenza di materia concordabile e suscettibile di apprezzamento valutativo in sede di accertamento con adesione. Tale valutazione poteva benissimo avvenire esaminando in contradditorio tutto quanto evidenziato nelle perizie giurate da parte dei tecnici dei contribuenti, così come operato negli altri Enti. Soprattutto non riusciamo a comprendere perché dopo aver notificato l’invito a comparire per il contradditorio, fissandone anche la data e l’ora ed assegnando dei termini per presentare memorie difensive, qualche giorno prima della data fissata, ha adottato un provvedimento di sospensione dei termini ed infine la notifica del verbale di rifiuto dell’avvio della procedura del contradditorio. Tutto questo susseguirsi di provvedimenti (forse anche in violazione delle norme vigenti) ha anche tradito la fiducia e la buona fede dei contribuenti e soprattutto ha confuso e fatto saltare i tempi a disposizione degli stessi per il proseguo dell’eventuale ricorso, apparendo come una operazione di disturbo architettata ad arte per creare confusione. Pur riconoscendo la situazione critica degli Uffici Tributi ed Urbanistica, non riteniamo giusti tali comportamenti in quanto, alla fine, sono i cittadini a doverne pagare il conto”.

Le conclusioni, l’ennesimo invito agli Amministratori e tre corposi documenti (2 manuali di estimo e la relazione dei professori universitari: “Siamo a disposizione per qualsiasi composto contradditorio ed a fornire tutta la copiosa documentazione che conferma quanto sin qui evidenziato, con l’augurio che la volontà espressa dall’Amministrazione Comunale (in Consiglio Comunale, tramite gli organi di stampa e nel corso dei vari incontri e colloqui verbali) di voler chiudere il contenzioso con i contribuenti venga messa in atto con dati di fatto. Dati di fatto che fino ad ora si sono visti solo in occasione dell’approvazione da parte dell’Amministrazione Comunale dei valori venali delle aree edificabili per l’anno 2020. Alla luce di quanto sin qui esposto, invitiamo caldamente tutte le SS.LL. a voler approfondire l’argomento ed a cercare di sostenere, tutti insieme, una soluzione per cercare (sempre nel rispetto della legge), di evitare o ridurre il contenzioso.  Così facendo si darà seguito alla logica ed alla ragione e non a cavilli legali ed a giochi politici. A trarne vantaggio sarà tutta la cittadinanza e l’Ente stesso, ogni guerra comporta danni e ferite sia ai vincitori che ai vinti. D’altronde siamo convinti che Tutte le SS.LL. si rendono conto dell’assurdità del problema e della possibilità di definizione dello stesso”.

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Tutti Fuori. Emozioni in libertà a Turi

• Comunicato Stampa

Sarà il prossimo 9 luglio 2021 l’inaugurazione di “TUTTI FUORI”, evento estivo dedicato a bambini/ragazzi, organizzato dal Comune di Turi in collaborazione con le Associazioni Conturband, In Piazza, Casa delle Idee.

Per tornare bambini, non servirà aspettare Natale, ma venire a Turi. La Grande Riapertura degli Eventi Estivi partirà con la Young Marching Band Conturband-Setticlavio, e l’allegra coreografia degli Artisti di Strada.Tutto il centro storico sarà allestito a Festa, bandierine colorate accoglieranno i visitatori, li guideranno verso i diversi spazi, dove giochi, concerti, letture, proiezioni, trasformeranno i luoghi in magiche piazze. In un mondo dominato dai social e smartphone, a Turi tanti bambini si ritroveranno e giocheranno ancora in piazza come un tempo. Ascolteranno e faranno musica, disegneranno e impareranno a creare, a fare sport, a giocare. Si ritroveranno davanti ad un grande schermo a vivere le avventure proiettate. Un paese a misura di bambino, che lancerà un forte segnale al mondo degli adulti, perché si possa ritrovare la dimensione umana, quella vera, del rispetto dei luoghi e degli spazi, dell’ambiente e dei desideri.

L’iniziativa è indirizzata a bambini e ragazzi residenti nel territorio, con l’obiettivo di tornare a socializzare e fare festa insieme, all’aperto, dopo un periodo difficile contraddistinto dalla sofferenza e dall’isolamento individuale. Sarà articolata in una serie di attività laboratoriali nelle varie arti, contestualizzate anche rispetto alla storia e alla tradizione locale, e in eventi ludico-ricreativi serali quali spettacoli teatrali e cinematografici, arte di strada, giochi sportivi e di società. Si cercherà di dislocare le attività all’aperto nelle aree pedonali e nelle piazzette del centro cittadino e del centro storico. Uno sguardo particolare verso il mondo della disabilità e dell’inclusione, cercando di coinvolgere le realtà associative operanti sul territorio.

Gli eventi saranno suddivisi nelle aree tematiche seguenti: laboratori creativi, eventi ludico-ricreativi, eventi di spettacolo. Le attività si svolgeranno orientativamente nel periodo 10 luglio-10 agosto, con serata conclusiva il 23 agosto.

Web Site: www.conturband.com/turieventi

Per info e contatti: Nuccio Gargano – responsabile artistico Cell. 328.9312081 – Email info@conturband.com

Foto di apertura di Giovanni Palmisano: veduta di via Sedile – Turi

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‘il paese’ 294 è in edicola!

Si parla di una Turi di respiro internazionale nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola. Cosa ci porta alla ribalta? Quali sono le potenzialità del nostro paese e della nostra comunità che attendono di essere messe a frutto?

Nel numero 294 de ‘il paese’ magazine abbiamo incontrato il sindaco Tina Resta e l’ex-sindaco Domenico Coppi per conoscere le potenzialità di un progetto che potrebbe dare un volto nuovo ad un luogo chiave del nostro paese, il progetto “Compagni e Angeli”. Se ci seguite ne avrete già sentito parlare. Quali sono gli sviluppi?

Insieme al sindaco, Tina Resta abbiamo discusso anche dei punti deboli della campagna cerasicola 2021 ancora in corso. Cos’è andato storto anche per quest’anno, nonostante la buona annata?

Mentre ci chiediamo cosa ci tiene legati alle solite nostrane piccolezze, dedichiamo il nostro inserto a tutti i momenti più o meno noti in cui Turi è stata alla ribalta nazionale nel set di film più o meno noti e nel cast di programmi TV.

Questo e molto altro ancora, con la scoperta di firme famose delle opere custodite nelle nostre chiese ed i racconti dei nostri concittadini all’estero, nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola.

Buona lettura!

E tu da dove leggi le pagine della tua rivista turese preferita?

Che tu sia a Turi o concittadino nel mondo c’è un abbonamento al paese anche per te.

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Recovery Fund Europeo: un’occasione mancata per il Sud. Una possibilità di riscatto

Riceviamo dall’ex sindaco di Turi Domenico Coppi (nella foto in basso, ndr) questa riflessione sul post-Covid 19 e volentieri  la pubblichiamo.

La terribile pandemia che ci sta attanagliando da più di un anno ha acuito le disuguaglianze all’interno dei Paesi e tra i Paesi stessi. Alle migliaia di vittime del Covid 19 si è aggiunta una gravissima crisi economica. Gli Stati nazionali e gli Organismi sovranazionali hanno reagito con programmi di investimenti pubblici di una portata mai vista prima. L’Unione Europea ha investitopiù di 700 miliardi di Euro per la ripresa, con l’obiettivo di creare lavoro attraverso la realizzazione di opere che si devono concludere entro il 2026. Di questa enorme somma di denaro la fetta più consistente è destinata all’Italia, circa 209 miliardi di Euro. A tale importante risultato si è giunti perchéi criteri della decisione Europea sonostati: il numero degli abitanti; l’inverso del PIL procapite; il tasso medio di disoccupazione negli ultimi 5 anni; la diminuzione del PIL reale nel 2020-2021. In sintesi l’obiettivo è il superamento delle disparità sociali ed economiche tra i Paesi e tra le diverse aree all’interno degli Stati dell’Unione. Ebbene, al nostro Paese è stata destinata la quota più rilevante del Fondo perché in Europa non c’è un altro Stato dove sussiste un divario più grande di quello tra il Centro Nord e il Sud Italia.

Secondo calcoli di Agenzie internazionali indipendenti, seguendo il principio della perequazione territoriale indicato dall’Unione Europea,alle Regioni del Sud sarebbe dovuto andare circa il 70% del Recovery Fund. Invece, il Piano presentato dal Governo alla Commissione Europea destina alle Regioni del Sud solo il 34% di quel Fondo.Cioè il Sud avrà circa 60 miliardi in meno del dovuto. Uno scippo contro il quale hanno tentato di protestare solo i 500 Sindaci meridionali riuniti in associazione per il meritorio attivismo del Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci. Nessuna voce dei vertici nazionali e meridionali di tutti i Partiti si è levata per sostenere le giuste rivendicazioni delle popolazioni meridionali. Perpetrando, così, l’ennesima azione di emarginazione del Sud. “Delitto” che dura dal 1861.

E’ il momento di alzare la testa. Il Meridione d’Italia non può continuare ad essere terra di emigrazione e di mancato sviluppo. Non è più possibile accettare che il reddito pro capite meridionale sia la metà di quello del Nord.

Ecco alcuni dati esemplificativi del divario esistente: Reggio Emilia e Reggio Calabria hanno pressappoco lo stesso numero di abitanti, ma per l’Istruzione il Comune emiliano spende 28 milioni annui e il Comune calabrese ne può spendere solo 8 milioni; a Reggio Emilia ci sono 60 Asili Nido mentre a Reggio Calabria ce ne sono solo 8. Nel Centro Nord con 40 milioni di abitanti ci sono 17 linee ferroviarie regionali, al Sud con 20 milioni di abitanti ce ne sono solo 3. Per i treni veloci le Ferrovie dello Stato spendono in tutta Italia 56 miliardi annui, di cui solo il 13% al Sud. Per la Sanità il Mezzogiorno riceve 4 miliardi in meno all’anno di quanto spettante (rispetto al numero degli abitanti) e mancano 100.000 medici ed infermieri. Al Centro Nord ci sono 8 posti letto ogni 1000 abitanti, mentre al Sud solo 2 ogni 1000 abitanti.

Ovviamente, anche Turi soffre di questa discriminazione. L’Amministrazione Comunale ha un Bilancio in cui la spesa complessivamente è piuttosto bassa in tutti i settori; non ci sono entrate significative per le opere di manutenzione dei beni comunali, si realizzano poche opere pubbliche. Tutto questo è dovuto al principio della famigerata ‘Spesa Storica’: cioè, se un Comune spende poco le Istituzioni Statali ritengono che quel poco può bastare e quindi trasferiscono pochi fondi. Continuano, d’altro canto, a trasferire più finanziamenti ai Comuni che spendono storicamente di più. E queste sono principalmente Amministrazioni comunali del Centro Nord. Aumentando così il divario.

Altro elemento significativo riguarda le risorse umane. Per ben funzionare un Ente locale ha bisogno di un numero adeguato di dipendenti, possibilmente, in possesso di buone professionalità. Ebbene Turi ha un numero assolutamente insufficiente di dipendenti. Alcuni dati. La media nazionale di dipendenti comunali è di circa 6 ogni 1000 abitanti, Turi è sotto i 3 dipendenti ogni 1000 abitanti. Quindi dovrebbe avere più del doppio di impiegati di quelli che ha attualmente. Mapur se stessesolo nella media pugliese che è 4 ogni 1000 abitanti (nessuno ci crederà, ma è la più bassa d’Italia) starebbe già meglio. Ecco alcune significative differenze: Turi (13.038 abitanti) oggi ha 35 dipendenti, Arona (Novara) 13.750 abitanti ha 87 dipendenti; Varazze (Savona) 12.738 abitanti ha 93 dipendenti. Le norme statali impediscono di incrementare significativamente quel numero. I danni in efficienza sono enormi.E’evidente che così non è possibile assolutamente essere in alcun modo efficienti, rispondere alle esigenze dei cittadini e programmare il futuro.

L’argomento degli “sprechi” e della presenza delle mafie certamente esiste, ma non è solo meridionale. Basta osservare le cronache degli ultimi vent’anni per vedere le numerose infiltrazioni mafiose negli enti locali del Nord e quante opere pubbliche nel settentrione hanno determinato sprechi abissali di denaro pubblico (il Mose di Venezia ne è un esempio). Non è più accettabile essere considerati i “soliti lamentosi” e “spreconi”. Non è più ammissibile essere ritenuti degli incapaci. Quasi fosse un tratto di inferiorità genetica.

Ebbene, io credo che protestiamo molto poco. Secondo il Rapporto SVIMEZ (la più autorevole Associazione di studio e promozione dello sviluppo del Mezzogiorno)del 2020, da decenni vengono sottratti ai trasferimenti verso le Regioni meridionali circa 60 miliardi all’anno. Solo dal 2016 una legge appositamente approvata ha stabilito (come se non fosse ovvio) che al Sud vanno riconosciuti, in ragione della popolazione che è un terzo di quella nazionale, il 34% dei finanziamenti. Prima non raggiungevano nemmeno il 20%.

Noi siamo il Paese dove, quando si parla di risorse pubbliche da destinare alle comunità, invece di procedere,come prescritto per Legge, all’elaborazione dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazioni, livelli minimi di servizi che dovrebbero essere assicurati a tutti i cittadini italiani), si continua ad adoperare con il criterio della ‘SPESA STORICA’. Un meccanismo che mantiene immutate le differenze storiche, anzi le accentua. Un Robin Hood al contrario, che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Quando uno Stato deve far progredire un territorio economicamente depresso, attua politiche di bilancio finalizzate a determinare un maggiore sviluppo di quel territorio rallentando i trasferimenti verso i territori più ricchi, per favorire la equiparazione in standard di vita, infrastrutture, capacità produttiva. La Germania ha dimostrato che si può fare. In vent’anni ha ridotto sensibilmente il divario tra le aree dell’ex Germania Est e il resto del territorio nazionale. Perché in Italia non si fa e, soprattutto,perché non se ne parla per niente? Come se fosse stabilito per legge divina che il Sud deve rimanere arretrato ed essere solo il mercato dove le imprese del Nordvendono i loro prodotti e si prendono i giovani più capaci. Questo dovrebbe essere al centro delle politiche e del dibattito nazionale. Invece niente, nessuno ne parla. Il fenomeno più negativo è che, purtroppo, noi meridionali ci siamo convinti che è una situazione immodificabile. Ci hanno convinto che non siamo adeguati. 

Per noi è arrivato, invece, il momento di rimboccarsi le maniche e rivendicare ciò che ci spetta e lo dobbiamo fare con forza. Nulla ci viene regalato, dobbiamo lottare e far diventare il tema della perequazione territoriale e quindi dello sviluppo del Sud come il tema principale della politica nazionale. Abbiamo il dovere di far capire a tutti che solo se sarà ridotto il divario tra le nostre Regioni e quelle del nord, l’Italia potrà avere lo sviluppo economico e sociale che da decenni non riesce più ad avere.

Per quanto detto finora, credo che l’iniziativa del Sindaco di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci sia un ottimo inizio. Penso che tutte le forze politiche ed anche la nostra Amministrazione Comunale hanno il dovere di farsi parte attiva in questo processo. Con forza e determinazione. Non basta solo iscriversi in un elenco di Comuni che aderiscono. Maggiori investimenti pubblici al Sud avrebbero, sicuramente, un influsso positivo anche per la nostra comunità che potrebbe così rivendicare interventi strutturali di notevole portata per nostro territorio.

Un esempio: visto che abbiamo circa 3000 cittadini che vivono oltre la linea ferroviaria della SUD-EST, si potrebbe pensare di eliminare i passaggi a livello che sono nell’abitato e all’interramento della stazione che divide il paese in due.E’ utopico pensarlo? Non credo. Ad Adelfia lo hanno fatto e tra Capurso e Triggiano lo stanno facendo. Bisogna crederci e cominciare ad esigerlo presso tutte le Istituzioni. Insieme agli altri Comuni Meridionali si può cercare di scalfire il muro di silenzio che ci ammutolisce da decenni.

02/06/2021

Domenico Coppi

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A Turi il 3, 4 e 7 agosto 2021 la XI edizione del ‘Festival del Belcanto’, dedicata a Pietro Mascagni

Tre giorni dedicati a Pietro Mascagni tra convegni, spettacoli e l’allestimento di ‘Cavalleria Rusticana’ con l’Orchestra Sinfonica di Bari e la regia di Luciano Cannito. Antonio Stornaiolo, Teresa Ludovico, Dinko Fabris, Cesare Orselli, Antonio Galli e Carmela Apollonio alcuni degli ospiti attesi per questa edizione dedicate alla rinascita.

Promosso dal clarinettista e direttore d’orchestra Ferdinando Redavid e dalla sua associazione “CHI E’ DI SCENA!?”, il Festival del Belcanto ­- unico in tutta la Città Metropolitana di Bari – intende valorizzare il canto, la musica, il teatro e la danza, ma anche la città di Turi con il suo patrimonio storico e artistico, elevandola a punto di riferimento internazionale della lirica. Una rinascita della musica lirica dal vivo per questa straordinaria edizione, dopo il doloroso arresto dell’ultimo anno, possibile grazie a tanti prestigiosi partner come la Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, il Comune di Turi, la Nuova ProLoco Turi, TurPuglia, il Consorzio Teatro S. Mercadante di Altamura, il Consorzio Teatri di Bari (Kismet), Tempussrls di Cerignola, Comitato Promotore Maestro Pietro Mascagni, e realizzata grazie all’ottenimento del finanziamento erogato dal Programma Straordinario 2020 in Materia di Cultura e Spettacolo e Sostegno Anno 2019 in Materia di Spettacolo dal Vivo e dal sostegno di GielleIndustries di Altamura.

L’autore scelto per questa edizione è Pietro Mascagni, a cui questa terra di lacrime, di speranze, di sogni e di mare ha, in qualche modo, ispirato numerose composizioni negli anni in cui era direttore dell’orchestra di fiati di Cerignola (FG).

IL PROGRAMMA:

  • 3 AGOSTO, inaugurazione del Festival in piazza Antico Ospedale alle ore 18.00. Saranno presenti: Cesare Orselli, Antonio Galli, Annalisa Rossi, Fiorella Sassanelli, Dinko Fabris, Eraldo Martucci. Premio Belcanto 2021 assegnato al soprano Carmela Apollonio, oggi docente al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, distintasi per l’eccezionale talento e per la lunga e brillante carriera artistica.
  • 4 AGOSTO,  alle 21.30, piazza Giuseppe Colapietroprologo dell’opera più nota di Mascagni, “Cavalleria Rusticana”. Saranno presenti: Cesare Orselli, la regista e autrice Teresa Ludovico e l’attore Antonio Stornaiolo.
  • 7 AGOSTO, alle 21.30, atrio Oratorio (accanto alla chiesa di Maria SS. Ausiliatrice), sarà eseguita la “Cavalleria Rusticana”, per la regia di Luciano Cannito, professionista di fama internazionale, la scenografia di Damiano Pastoressa, che vanta collaborazioni con alcuni tra i più importanti teatri del mondo. Gli interpreti saranno: Dario Di Vietri nel ruolo di Turiddu; Valentina De Pasquale nel ruolo di Santuzza;  Gangsoon Kim nel ruolo di Alfio; Mariella Zito nel ruolo di Lola e Angela Alessandra Notarnicola nel ruolo di Mamma Lucia. Al loro fianco l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari e l’Alter Chorus di Molfetta, la cui direzione sarà affidata al maestro Ferdinando Redavid (foto in alto), turese, brillantemente diplomato in Clarinetto al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, sotto la guida di Antonio Di Maso, e vincitore di oltre 20 premi in concorsi nazionali e internazionali, sia da solista sia in formazione cameristica.
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‘il paese’ 293 è in edicola!

Si guarda al futuro, nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola:

il futuro del nostro Centro Storico, e di una auspicabile rinascita economica, turistica, urbana. Quali sono le prospettive? Cosa si sta facendo di concreto? Siamo andati a sentire l’assessore alle Attività Prtoduttive, Fabio Topputi e due cittadini attivamente impegnati per la rinascita del nostro borgo, e che hanno deciso di investire lì: l’architetto Domenica Laruccia e Raffaele Valentini.

Il futuro di un luogo pieno di storia come l’ex Cimitero dei Colerosi, abbandonato a se stesso di amministrazione in amministrazione e ora oggetto di un ‘curioso’ progetto.

Il futuro del nostro pianeta e di quella sua piccola porzione di cui qui a Turi tutti dovremmo avere più cura. Come fare? Domenico Giannini, da tempo impegnato per una natura #plasticfree, ci spiega che prendersi cura dell’ambiente può diventare un passatempo divertente.

E come in ogni numero de ‘il paese’ magazine, non può mancare un tuffo nel passato, in particolare questo mese ripercorriamo gli eventi tumultuosi che hanno caratterizzato l’anno 1971, lasciando un segno ancora tangibile nella nostra comunità.

Questo e tanto altro ancora nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola. Buona lettura!

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15 maggio, congresso dei Giovani Democratici. Giovani capaci di trasferire il futuro nel presente

Una volta in una piccola bottega artigianale di un paesino finlandese mi colpì una scritta inglese, ben incorniciata, che in italiano recitava “come si mangia un elefante? Un boccone alla volta” (proverbio africano). La mente fa strani giri. Qualcuno dice che la testa sia strategicamente tonda per permettere al pensiero di cambiare direzione. Comunque è un link che non voglio ignorare se per parlare del neonato Circolo turese dei Giovani Democratici, questo ricordo è riemerso.

Il 15 maggio, con le inevitabili modalità online, si è ufficialmente tenuto il primo Congresso Cittadino del Circolo dei Giovani Democratici di Turi, fortemente voluto dalla Segretaria PD Lilli Susca. Una platea numerosa. Giovane e meno giovane. Trasversale. L’istituzionale accanto alla società civile. Un mix insolito per Turi. Che a me è apparso persino credibile. E assai poco di circostanza. Perché un’aria fresca, vera, permeava un po’ tutto. E nessuno aveva voglia di guastare in nessun modo quell’incantesimo.

Appartengo a quell’ampia platea di disincantati che la politica si conquista una volta eletta. Voto. E sto al balcone. In buona compagnia di tanti amici e coetanei che hanno reso bella e produttiva e performante la nostra generazione. Guardo la politica. Ho sempre amato farlo. Ho anche studiato per farlo. Mentre la mancanza di tempo irrobustiva il suo potere attenuante e assolveva la mia coscienza da un impegno rinviato e mai concretizzato. Ammiro chi fa questo anche per me. Chi preferisce rinunciare ad una partita a tennis o ad una cena con amici, per una riunione notturna di partito. Ed ammiro ancor di più chi lo fa a vent’anni. L’età media del neonato Circolo turese. Per il quale sono disposta a mettere sul tavolo un importante credito di fiducia.

Questo paese ha davvero bisogno di loro. Di visioni. Di quelle romantiche prospettive tracciate dal neo eletto segretario Giuseppe D’Addabbo. Fucine sane. Anime incorrotte. Giovani, capaci di trasferire il futuro nel presente. Anime libere, ancora. Prima di essere progressivamente inghiottite in quella macina di costruzione e di distruzione di correnti che ogni grande partito si porta in dote e patisce. Quella purezza è un incanto. Avrei voluto congelarla. Per raccontarla agli stessi partecipanti, a distanza di anni. La politica è la rappresentazione di ciò che vorremmo avere nel nostro paese. O di ciò che vorremmo essere, per saperlo fare in prima persona? È questo il dilemma di chi, come me, è restato al balcone.

Eppure, un piccolo circolo politico a Turi, nel paese in cui le cose non si limitano a morire, ma si estinguono, è il più bel segnale di fiducia sociale che io abbia mai colto negli ultimi anni. Non importa quale pensiero politico questi ragazzi consegneranno al futuro. A me già consola il loro impegno. La loro lettura plurale di una realtà vocata al contrario. Il coraggio di scegliere di stare da una parte. E non ovunque. Indistintamente. E gratuitamente.

Ci sono molte cose che ci fanno intendere quello che siamo. Lo diceva Socrate, per strada “perché stai facendo ciò che stai facendo”? Perché? Com’è intensa questa domanda. È il riassunto più prezioso di cinque anni di Liceo Classico. Quello che oggi mi permette di apprezzare lo sforzo anacronistico di questi Giovani Democratici turesi. Hanno ragione gli africani. L’elefante si mangia un boccone alla volta. Perché con le cose grandi è cosi che si fa. Piccoli morsi. Morsi bambini. Morsi tenaci.

Ilenia Dell’Aera (illidellaera@gmail.com)

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Rifacimento illuminazione pubblica, esposto della Minoranza al Prefetto

Riceviamo dai Consiglieri comunali di Minoranza il comunicato stampa che segue:

In data 21 aprile 2021 il gruppo di Minoranza “Patto per Turi” protocollava una Convocazione di Consiglio Comunale con la seguente finalità: discutere dei gravi vizi di forma con cui è stato avviato e portato avanti il procedimento di assegnazione del servizio di gestione e di rifacimento della pubblica illuminazione.

Poiché non c’è stata da parte della Maggioranza alcuna palese volontà di convocare tale Consiglio, il gruppo “Patto per Turi” (Angelo Palmisano, Sergio Spinelli, Lilli Susca, Paolo Tundo) ha deciso di inoltrare esposto alla Prefettura di Bariecco il link del documento – per denunciare il grave comportamento omissivo della Maggioranza, che era tenuta a rispondere entro il termine dei venti giorni dalla data a protocollo. Oltre a denunciare tale violazione del Regolamento comunale, l’esposto, sottoscritto anche dalla consigliera Giannalisa Zaccheo, fa presente al Prefetto in cosa consistono i gravi vizi di forma che hanno macchiato tutta la procedura:

  •  l’aver bypassato il Consiglio su una decisione riguardante la concessione di gestione di un servizio pubblico;
  •  il non aver pubblicato una relazione che avvalori la scelta del project financing come mezzo di finanziamento del servizio e dell’opera;
  •  l’aver escluso dal bando di gara l’intero costo dell’operazione, che non si limita all’investimento relativo al rifacimento della rete, ma che comprende anche i costi di gestione per l’intero periodo posto a base della gara stessa.

Tutto ciò compromettendo trasparenza e regolarità non solo in fase di progettazione, ma anche in quella di assegnazione.

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‘il paese’ 292 è in edicola!

A più di un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19, in una Puglia che ora fatica a tenere sotto controllo la curva dei contagi, anche Turi si è dotata di un centro vaccinale. Quanti sono ad oggi i turesi vaccinati? Quali sono le priorità e le procedure per ka somministrazione? Nel nuovo numero de ‘il paese’ abbiamo rivolto queste domande all’assessore ai Servizi Sociali, Imma Bianco, e abbiamo fatto ‘un salto’ nella ‘primula’ turese, per portarvi testimonianze e notizie da questo fronte, ancora aperto.

Ma mentre la pandemia da Covid-19 continua a rubare le prime pagine di tutto il mondo, noi de ‘il paese’ abbiamo per voi una notizia in più, una notizia che ha a che fare con le nostre radici più antiche e che proietta l’origine della nostra storia molto indietro nel tempo, fino all’età del Ferro!

Quante storie sono sepolte sotto i nostri passi, oltre le facciate dei palazzi che diamo per scontate? Noi de ‘il paese’ amiamo raccontarle: questo mese vi parliamo delle storie di 29 ragazzi che, entrando a far parte dell’Ordine dei cosiddetti Padri Scolopi, hanno intrecciato le loro vite con la storia di Turi, lasciando a noi testimonianze del loro passaggio e opere da ammirare.

Ma noi, abitanti del presente, quanto rispetto abbiamo per questa storia che si dispiega tra le vie che abitiamo? Quanta cura abbiamo del nostro Centro Storico, per esempio? E quanta attenzione prestiamo alle realtà che abitano insieme a noi il nostro territorio, come il Carcere, in cui un lavoratore ha ultimamente perso la vita, per ragioni che richiedono l’attenzione di chi ci amministra e di ciascuno di noi?

Queste e altre notizie nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine, ora in edicola. Buona lettura!

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