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Bella la Sagra ma non tutto il resto

Bellissima sagra… chissà però se tra qualche anno ci saranno ancora produttori di ciliegie Ferrovie (cit. Luca Genco). Questo commento, tratto da fb, è la sintesi efficace di una situazione che viaggia stabilmente a doppia faccia: da un lato ascolti ancora l’aspirazione o il semplice borbottio trentennale di associazioni e Amministrazioni per fare della ‘Ferrovia’ il segno distintivo del nostro territorio; dall’altro, invece, constati le difficoltà crescenti di anno in anno per chi quel frutto tanto delicato e saporito lo coltiva a spese e sudori, amandolo e talvolta odiandolo allo stesso tempo. Ed è per questo che anche noi diciamo come altri, con una certa amarezza: ma fino a quando resisteranno i nostri produttori di ciliegie?

Se guardiamo solo alla promozione turistica del nostro paese, vediamo bene come il format della Sagra, collaudato nelle ultime edizioni dall’Associazione ‘inPiazza’ (presidente Livio Lerede), tutto sommato funzioni ancora. Nonostante i due anni di stop forzato, i forestieri sono tornati numerosi ad affollare il cuore antico di Turi ed hanno sicuramente apprezzato anche stavolta l’allestimento scenografico (leggermente in tono minore rispetto alle edizioni pre-Covid), le visite guidate e le nostre chiese aperte, e le ciliegie, insieme a tronère, faldacchea, focaccia e panzerotti, musica e arte esposta e realizzata al momento, presentazione di libri e i ‘4 passi nella storia’ della DOF con 800 corridori partecipanti.

E tra tanti forestieri di ogni dove, anche i turesi, seppur quasi tutti impegnati nella fatica della raccolta senza soste in corso d’opera, hanno partecipato di buon grado alle serate di festa per strada, magari rientrando prima a casa perché il mattino fa presto ad arrivare e bisogna correre in campagna senza indugi. Comunque, dato antico da ripetere a quei pochissimi che forse ancora non sanno – quasi irrisolvibile come altri misteri nostrani –  è stato vedere da una parte i volontari delle molte associazioni collaborare attivamente all’organizzazione dei due giorni della Sagra, dandosi da fare per quanto di loro competenza (cioè quasi tutto), e i politici dall’altra a prendersi foto ed elogi da star. Quasi monarchi sfadigati sui troni. Perché questi cari signori raramente sanno/vogliono rinunciare alle cerimonie, alle vetrine piene solo di parole e di retorica imparata a memoria. Vetrine tanto belle per le riprese in diretta fb e per i tanti video amatoriali che girano qua e là. Perché la fame nell’apparire è vitale per loro. E’ una sorta di compensazione per chi non può distinguersi per altro. Se pure la gente dimentica facilmente la loro assenza per gran parte dell’anno, per tante altre difficoltà. E così ti chiedi: ma dove sono gli atti concreti, fattibili da sviluppare nelle Istituzioni? Che diavolo sono questi improvvisati ‘protocolli d’intesa’ dagli obiettivi tanto generici quanto inutili, da lasciare logicamente più di qualche dubbio sulla loro concreta e immediata attuazione? Turi e Conversano per esempio, nonostante la facciata e le propagandate intese, fanno fatica ogni anno ad evitare che le rispettive sagre delle ciliegie coincidano nelle date. E voi pensate che con questi nostri rappresentanti, amanti solo delle foto, si riuscirà mai a mettere d’accordo tutto il Sud-Est barese con i cosiddetti protocolli campati per aria? Parlare e parlare non costa molto, è mestiere leggero, dicevano gli antichi. E infatti le parole dei politici sono appena buone come le favole di sera per far prendere sonno ai bambini. Una mezza ‘papagna’, insomma.

Sagra ben fatta, indubbiamente, merito all’Associazione “inPiazza”, però da ricalibrare, crediamo, con l’innesto di qualche idea nuova che eviti un cliché che potrebbe stancare presto. Magari si può pensare ad una festa itinerante nel territorio, attrattiva di tutto un comprensorio. Una festa che ridia ai produttori cerasicoli e alla ciliegia il ruolo di veri protagonisti in mezzo al programma di eventi vari.

E poi, ci chiediamo, è rispettoso parlare della Sagra senza considerare i problemi legati alla commercializzazione delle ciliegie? Qui ci fermiamo, per il momento, perché ci vorrebbero incontri e incontri di discussione. Perché quei problemi sembrano durissimi da risolvere se non vengono mai affrontati seriamente. Problemi che ogni anno rendono la raccolta cerasicola motivo di grandissimo malcontento, fino al punto da far sembrare la bella Sagra una nota non proprio intonata, con tutto quello che succede dai campi ai magazzini di consegna. Questo è il vero nocciolo della questione. E poi ancora, vogliamo parlare anche della manodopera che scarseggia e della manodopera stagionale? In pochissimi casi, dove si può, ci si aiuta ancora tra familiari, amici, ma questo è solo un rimedio precario che non può durare a lungo. Quando il prodotto è abbondante (e delicato come sono le ciliegie), quando il caldo accende subito di rosso il frutto tanto da stringere i tempi di raccolta, è diventata quasi una regola ogni anno fare i conti con il prezzo basso imposto da chi manovra il mercato e la distribuzione (motivo di rabbia o di rassegnazione?). E, insieme a questo, improvvisamente ci accorgiamo pure che le braccia mancano sempre più, e che facciamo? Imprechiamo e basta contro quei disgraziati. Anche se sappiamo ormai da anni che la manodopera stagionale – braccia di giovani e giovanissimi giunti dal Nord Africa – raccolto dopo raccolto è diventata vitale per la nostra economia. Sono stranieri, gente di colore, ma non per questo devono arrangiarsi come capita. Ci sono le forze dell’ordine a far rispettare le regole se eccedono in comportamenti. Non tutti gli stagionali sono ubriaconi e delinquenti. E, comunque, ci vuole tantissimo a pensare per tempo qual è la maniera migliore per affrontare di petto il fenomeno e sistemare le cose? Conosciamo benissimo le necessità di Turi e dei paesi vicini; sappiamo benissimo che non possiamo fare a meno di nuove braccia. Allora cerchiamo strade politiche serie per l’indispensabile accoglienza di maggio. Un problema certamente da condividere nei tempi giusti con tutti i soggetti interessati. Senza fare guerre tra poveri durante la campagna come quella attuale, tra ‘loro’ (lavoratori stranieri) e ‘noi’ (cittadini), entrambi vittime della colpevole disorganizzazione di chi ci governa. Sta qui la differenza tra la facile retorica dei politici in piazza ­– tutti sorrisi e ‘vogliamoci bene’, oppure ‘avviamo protocolli’ – e la fattiva e impellente necessità di gestire il territorio per chi ci abita e ci lavora. L’agricoltura è alla cannella e, come ha detto il dott. Nico Catalano presentando in piazza il suo libro “Eppur si muore”, rischia di morire portandosi dietro la desertificazione delle nostre campagne e la fine di una millenaria cultura.

Bella la sagra e bravi tutti, ma montare la scena è solo un aspetto, non basta fare festa. Non basta tagliare i nastri tricolore per inaugurare questo e quell’altro. Ci vuole più consapevolezza e capacità decisionale da parte delle Istituzioni. Più interesse pratico ai problemi della gente. Ma il timore è che nelle poltrone che contano ci sia ormai chi non ci sente più da parecchio, o non ci vuole sentire, o cincischia e fa finta di pensare. Agli agricoltori crediamo non rimanga altro che chiedere di partecipare attivamente alle decisioni del Palazzo (dove sono i sindacati di categoria oltre le denunce?). Prima prima possibile. E per tempo. Prima che sia già troppo tardi.

*Le foto della Sagra 2022 sono tratte dai profili fb ‘Sagra Ciliegia Ferrovia di Turi’ e ‘Fabio Zita’

copertina-303

‘il paese’ 303 è in edicola!

È arrivato il tempo in cui raccogliere i frutti del nostro lavoro, quasi della metà del lavoro di tutte le attività economiche turesi, per quanto emerge da una analisi socio-economica dell’Unioncamere, cui abbiamo dedicato l’apertura del nuovo numero de ‘il paese’, ora in edicola.

Ma è tutto qui quello che possiamo fare? In questo numero de ‘il paese’ facciamo un punto sulle prospettive, i cantieri e i progetti su cui si dovrebbe puntare per fare della nostra Turi un paese migliore.

A cominciare, per restare in tema, dal modo in cui scegliamo di accogliere e trattare i lavoratori stagionali, senza i quali il nostro prodotto non potrebbe arrivare sul mercato. Qualche gazebo e un mucchio di coperte raccattate qua e là è davvero tutto quello che possiamo fare? È davvero tutto quello che avremmo dovuto fare?

Il reazionismo misto a lassismo della nostra politica comunale ci ha già fatto perdere quest’anno migliaia di euro di fondi pubblici con il ‘no’ al progetto ‘Compagni e Angeli’. È lo stesso reazionismo misto a lassismo che ci ha fatto guadagnare recentemente una denuncia da parte della Flai Cgil di Bari in merito alle condizioni poco dignitose in cui abbiamo deciso di far soggiornare i lavoratori stagionali nonostante i fondi regionali stanziati? (Della denuncia abbiamo parlato in questo articolo)

Le risorse a quanto pare non mancano, ci vorrebbe solo un pizzico di civiltà e lungimiranza in più.

Continuando a sperare in una Turi migliore, vi auguriamo buona lettura.

‘il paese’ è disponibile nelle edicole convenzionate:

Nuovo Emporio – via Antonio Orlandi

Edicola (s. Giovanni) – piazza Aldo Moro

Cartolibreria F.lli Diomeda – piazza A. Cisternino

Tabaccheria Castrignanò – via Maggiore Orlandi

Tabaccheria Nacci – via Putignano

Inchieste, commenti, interviste, ricerca storica. Tutto questo è ‘il paese’!

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Lavoratori immigrati a Turi, la FLAI CGIL denuncia la precaria situazione al campo di accoglienza

La Segretaria generale della FLAI CGIL Bari, Anna Lepore, denuncia la situazione del campo di accoglienza allestito presso il campo sportivo comunale di Turi. “Eppure già più di un mese fa la Regione aveva messo a disposizione dell’amministrazione comunale di Turi circa 160.000 euro per allestire quella che è stata definita una ‘foresteria’ per i lavoratori migranti, ma che invece somiglia più ad un campo profughi improvvisato”.  

Si tratta – afferma ancora la FLAI CGIL – di gazebo di plastica della misura di 4×4 mq assolutamente privi di qualunque accessorio o arredo che possa renderli abitabili. Infatti, all’interno dei gazebo è presente solo una pedana di legno sulla quale i lavoratori hanno sistemato materassi di fortuna donati dalle associazioni o semplicemente delle coperte sulle quali dormire. Sono presenti i servizi igienici e le docce, che però risultano insufficienti in quanto la struttura di accoglienza era stata programmata per ospitare un numero massimo di 120 persone, mentre al momento ne ospita 185 e nella zona circostante, sistemati in piccolissime e precarie tende da campeggio, sono presenti altre 350 persone alle quali l’associazione che gestisce il campo consente di utilizzare i servizi igienici e le docce interne. Non è nemmeno prevista la presenza di una postazione di cucina, per cui i lavoratori sono costretti ad utilizzare fornelli a gas per prepararsi il cibo all’esterno del campo, correndo il rischio di incidenti come quello che è avvenuto qualche giorno fa con l’esplosione di una bombola che ha causato ferite ed ustioni al lavoratore che la stava utilizzando”.

Il sindacato mette in evidenza una “situazione estremamente precaria, non solo per l’inadeguatezza della struttura messa a disposizione dei lavoratori, ma soprattutto perché ospita un numero di persone più che raddoppiato rispetto a quello previsto inizialmente, e quindi è impossibile garantire agli ospiti i servizi essenziali, come è accaduto quando si è esaurita la riserva di acqua nelle cisterne ed è stato necessario un intervento urgente dei tecnici dell’Acquedotto Pugliese e delle Protezione Civile, allertati dalla Sindaca Tina Resta e dagli uffici di Presidenza della Regione Puglia, che hanno installato una cisterna aggiuntiva di 5000 litri per assicurare la continuità dei servizi igienici. La cosa che lascia più attoniti è che i lavoratori ospiti del campo, per un’ordinanza del Commissario prefettizio che ha retto l’amministrazione comunale fino al 2019, pagano una ‘tassa di soggiorno’ di un euro al giorno al Comune di Turi, tassa che la Sindaca si è impegnata ad abolire da subito”.

Ogni anno la raccolta delle ciliegie richiama a Turi manodopera immigrata e non è accettabile quindi che l’arrivo dei lavoratori diventi un’emergenza, dice la CGIL. “La Sindaca di Turi con la FLAI CGIL di Bari e la FLAI Cgil Puglia ha incontrato i lavoratori nella cosiddetta ‘foresteria’, e si è impegnata a convocare con la massima urgenza tutti i soggetti interessati al fenomeno, a partire dalle aziende agricole che per contratto dovrebbero garantire l’ospitalità ai lavoratori stagionali, ma molto spesso non garantiscono nemmeno il rispetto del contratto collettivo nazionale e provinciale di lavoro”. Pertanto la FlLAI Cgil di Bari, insieme alla CGIL Bari, afferma la segretaria Lepore, “chiederà al Prefetto del capoluogo di convocare con urgenza le organizzazioni sindacali, le organizzazioni datoriali e le amministrazioni comunali di tutti i comuni coinvolti nella gestione del lavoro stagionale in modo da avviare da subito la programmazione di interventi strutturali, a partire dall’utilizzo dalle risorse rivenienti dal PNRR, per far sì che l’arrivo dei lavoratori stagionali non sia più vissuto come un’emergenza”.

Sindaco-Tina-Resta

Tina Resta azzera l’azzeramento. Unica novità, Stefano Dell’Aera vicesindaco

L’azzeramento della Giunta, deciso dal sindaco Tina Resta il 18 maggio scorso, ha prodotto un altro zero più tondo del primo. Pertanto, dopo la lettura del decreto sindacale n. 16 del 31/5/2022 ci è venuto facile dire: ‘la montagna ha partorito il topolino!!!’. Infatti, il tentativo di far rientrare i tre dissidenti Onofrio Resta, Teresa De Carolis e Teresita De Florio (a questo mirava tra le righe il provvedimento di sospensione del 18 maggio) si è rivelato un patetico fallimento. I tre consiglieri ‘indipendenti’ hanno rifiutato l’invito e hanno rimandato la pallina nella metà campo del Sindaco. Hanno preferito proseguire il loro percorso oppositivo dall’esterno o dall’interno (a seconda della prospettiva). “Se Tina Resta cade non sarà certo per colpa nostra” hanno già detto. E così, in un gioco di scacchi e tensioni, Onofrio & Co. continuano a rimanere formalmente nella Maggioranza ma a favorire contemporaneamente condizioni per le quali sarà il Sindaco stesso a mollare autonomamente la poltrona e a far cadere la sua Amministrazione, o di chissà chi. Uno scambio di riconoscenze reciproche, insomma, visto che qualche anno fa furono i cosiddetti boccardiani a far cadere il Sindaco Onofrio Resta dopo pochi mesi dall’insediamento.

La crisi è cominciata con le famose dimissioni del Sindaco a marzo (poi ritirate dopo 17 giorni con il primo nulla di fatto). Tanto che quelle dimissioni appaiono fin troppo chiare come una classica commedia dell’arte, inspiegabile se si guarda l’esito fotocopia dell’attuale situazione, con il ripristino uguale dello stato delle cose. O forse fin troppo spiegabile! Il Sindaco, adesso, messa alle strette dallo stallo politico, non ha potuto fare altro che azzerare l’azzeramento (sic!), e ridare indietro agli assessori rimasti fedeli quello che lei stessa gli aveva tolto. L’ennesima magra figura! Un gioco tanto per passare il tempo alle spalle dei cittadini. Così come pure il probabile suggeritore esterno (secondo noi) si fa sempre più riconoscibile e addiziona una gaffe dopo l’altra. Infatti, gli assessori azzerati sono rimasti tali e quali com’erano prima, le deleghe pure. Nulla cambia negli assetti politici dell’Amministrazione, ognuno non si è mosso mai dal suo posto. E allora, dobbiamo chiamare la famosa zingara dei proverbi per indovinare a che gioco stiamo giocando? La frattura con i dissidenti interni è scomposta e insanabile. Si metta l’anima in pace Tina Resta che per salvare la faccia, ancora una volta, ha fatto passare alla carica di vice sindaco Stefano Dell’Aera (Forza Italia) al posto di Graziano Gigantelli (Lega): un ‘cambio’ tra amici tanto per farci credere che si tratti di una novità, una sorta di giustificazione. Uno scambio che dal punto di vista politico è pari a doppio zero. Chi c’era c’è, chi non c’era non c’è. L’obiettivo di serrare le fila ad una Maggioranza sfilacciata è così miseramente fallito. Ha fatto flop. Non sappiamo se siamo al capolinea ma il Sindaco, di fatto, rimane politicamente molto debole. Dovrà tirare a campare fino a quando le sarà possibile, poi chi vivrà vedrà. Se pure, a questo punto, sarebbe onorevole che la dott.ssa Resta spiegasse ai turesi per filo e per segno tutta la verità su questi strani balletti. E se a lei non manca il coraggio, ai cittadini non torna più di una cosa e hanno tutti il diritto di sapere dove stiamo andando.

Così, nell’attesa che il Sindaco parli apertamente, facciamo il riassunto delle deleghe, ripetendole in toto così come erano due settimane fa:

Gigantelli Graziano, assessore con delega a: Bilancio, Tributi e Fondi Europei

Topputi Fabio Francesco, assessore con delega a: Programmazione ed Organizzazione di Eventi, Marketing Territoriale, Commercio e Politiche del Lavoro

Dell’Aera Stefano, Vicesindaco con delega a: Lavori Pubblici, Decoro urbano, Agricoltura, Servizi cimiteriali

Bianco Immacolata, assessore con delega a: Politiche sociali, Tutela degli animali da affezione

Coppi Maurizio, assessore con delega a: Personale, Contenzioso, Edilizia residenziale pubblica, SUAP, Politiche ambientali.

Il Sindaco mantiene per se stessa le deleghe che aveva: Urbanistica e Cultura.

Didascalie foto: in alto, il sindaco Tina Resta (foto Fabio Zita); in basso, il nuovo vicesindaco Stefano Dell’Aera

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Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica al milite Antonio Volza

“Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi della Legge n. 296 del 27/12/2006, è stata concessa alla memoria del Sig. Antonio Volza nato a Turi il 25/03/1921 la medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti”. Recita così la comunicazione del Prefetto di Bari ricevuta qualche giorno fa dai parenti del milite disperso a seguito dell’affondamento del piroscafo Oria (vedi inserto speciale del n. 222 de il paese del marzo 2014). Sul piroscafo viaggiavano circa 4000 soldati italiani internati dalle truppe tedesche par aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e destinati a campi lager in Germania. Il piroscafo affondò nel Mar Egeo il 12 febbraio del 1944 portando con sé la quasi totalità dei soldati trasportati, tra cui Antonio Volza e altri 3 concittadini Turesi. Il 31 maggio è prevista in prefettura la consegna ufficiale della medaglia nelle mani del nipote Antonio Coletta.

Didascalie foto: 1) il soldato Antonio Volza; 2) il piroscafo Oria

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“La staffetta della Memoria”, saggio del prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego

Nell’anno scolastico 1999/2000, il Prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego presentò un progetto di Storia Contemporanea dal titolo “IL VIAGGIO DELLA MEMORIA…. attorno all’uomo” rivolto agli alunni del triennio dell’ITES PERTINI di Turi. Il progetto, realizzato con la condivisione del dirigente scolastico prof. Deleonardis e di tutti i colleghi e personale scolastico, ha perseguito questo obiettivo: aiutare i giovani a capire, a conoscere, non solo utilizzando il libro di testo (che per la verità li allontana per il suo freddo anche se necessario nozionismo), ma utilizzando mezzi e strategie didattiche più consone al loro modo di apprendere.

Al termine del progetto, fatto da 10 lezioni basate sulla visione dei documentari storici e letture dei documenti, il Prof Buonaccino ebbe la brillante idea di tentare il coinvolgimento diretto di testimoni sopravvissuti alla Shoah, che con il loro racconto avrebbero aiutato gli alunni a capire che quanto appreso in classe non era frutto di fantasia o di ricostruzioni ad arte, ma si trattava di verità per la quale c’erano testimoni diretti, che portavano sulla loro pelle e nel profondo dell’anima i segni di un calvario atroce e indicibile. Nell’arco degli anni 2000-2016 i ragazzi dell’ITES PERTINI, ma anche molti ospiti che venivano a scuola attirati dalla unicità di questo evento, hanno ascoltato 16 testimoni e la loro storia toccante, drammatica, intensa, emozionante.

Il Prof. Buonaccino ha raccolto queste testimonianze nel saggio La staffetta della Memoria con l’obiettivo di lasciare traccia delle testimonianze ascoltate, perché, “quando la vita avrà concluso il suo percorso, i nostri amici non cessino di gridare tutto il loro dolore per le atrocità sofferte ma anche di esternare la loro fiducia per i giovani; e noi saremo i loro testimoni per sempre”.

                                                           Il Presidente del Centro. Studi “Aldo Moro”, Mimmo Leogrande

  • Il saggio del prof. Buonaccino d’Addiego sarà presentato a cura del Centro Studi ‘Aldo Moro’ domenica 22 maggio alle ore 19 presso la Chiesa Madre di Turi

Copertina-301

‘il paese’ 301 è in edicola!

Salviamo il salvabile!

In questo nuovo numero de ‘il paese’ magazine, complice l’aria di primavera, è la salvezza il tema ricorrente.

Dopo la crisi e le dimissioni scampate di Tina Resta è stato davvero salvato il salvabile, o è stato piuttosto un ‘si salvi chi può’? C’è qualcosa che è andato irrimediabilmente perduto anche in questa tornata, per la politica del nostro paese? Ve ne parliamo attraverso le parole della risorta Sindaca Resta.

Cosa si è salvato delle nostre tradizioni e delle nostre abitudini comunitarie dopo due anni di pandemia? Ora che si è pronti a ripartire, facciamo il punto con le associazioni locali.

E della nostra cerasicoltura, ogni anno tormentata dal clima e dalla globalizzazione, cosa ne sarà? L’idea di Angelo Palmisano riuscirà a salvarla e affermarla sul mercato?

Torniamo a parlare della chiesa di Santa Chiara con nuove incredibili testimonianze e documenti fotografici del disastro, che rendono ancora più evidente il ‘miracolo’ della sua ricostruzione ad opera di Francesco Schettini.

C’è ancora molto da salvare nel nostro paese e dintorni. Tra le pagine del nuovo numero de ‘il paese’ vi segnaliamo anche un’iniziativa che ci sta a cuore, per salvare il bosco di Monteferraro dalla distruzione. Scopri cosa lo minaccia e come contribuire e se lo hai fatto, condividilo sulla nostra pagina facebook e passaparola!

‘il paese’ è disponibile nelle edicole convenzionate:

Nuovo Emporio – via Antonio Orlandi

Edicola (s. Giovanni) – piazza Aldo Moro

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Tabaccheria Nacci – via Putignano

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SusPharma-Gruppo-di-ricerca-del-prof.-Luisi

Progetto SusPharma, coordinamento internazionale al Prof. Renzo Luisi e all’UniBa

Prestigioso riconoscimento al Prof. Renzo Luisi (UniBa). Al docente universitario turese è stato affidato il coordinamento internazionale di uno degli 8 progetti finanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del cluster Health del programma Horizon Europe Research and Innovation Action. Il progetto, finanziato per un ammontare di 6.9 milioni di euro, coinvolge 9 partners tra cui 5 prestigiosi istituzioni di ricerca tra Europa e Regno Unito e 4 industrie operanti nel settore farmaceutico. Il progetto SusPharma durerà 36 mesi e si occuperà di sviluppare metodologie di sintesi di farmaci in maniera sostenibile e con un ridotto impatto sull’ambiente, combinando moderne tecnologie microreattoristiche, nuove tecniche catalitiche, intelligenza artificiale e robotica avanzata. Le attività di ricerca rientrano nell’ambito della strategia europea per lo sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 e l’European Green Deal. Questo programma di finanziamento ha lo scopo di creare un’industria della salute europea innovativa, sostenibile e competitiva, capace di fronteggiare situazioni di emergenza come ad esempio le crisi pandemiche o fronteggiare la mancanza di farmaci essenziali e permettere la rapida produzione di composti farmaceutici e chimici “on site” e “on demand”.

SusPharma si avvarrà delle competenze di illustri scienziati dell’Università di Bari (Proff. Renzo Luisi, Leonardo Degennaro, Dr. Marco Colella), del Politecnico di Milano (Prof. Gianvito Vilé), del Van’t HoffInstitute presso l’Università di Amsterdam (Prof. Tim Noel), dell’Università di Cordoba (Prof. Rafael Luque), dell’Università di Loughborough (Prof. Brahim Benaya) e di partner industriali quali Dompè (Italia), VITO (Belgio), Feyecon e C2Cat (Olanda).

SusPharma fornirà tecnologie e know‐how per fronteggiare la sfida della transizione verde e digitale. L’innovazione tecnologica riguarderà l’uso di fonti di carbonio rinnovabili (bio‐based) per la preparazione di nuovi motivi strutturali e molecole per la sintesi di farmaci; lo sviluppo di metodologie sintetiche green basate su microtecnologie e “flow chemistry”; lo sviluppo di nuovi metodi di purificazione in continuo per la rimozione di impurità e il riciclo di solventi; l’integrazione nei processi produttivi di farmaci della digitalizzazione e della robotica; la valutazione LCA e TEA per ridurre sensibilmente l’impatto della produzione farmaceutica. Il progetto beneficerà quindi di un ambito inter‐ e multidisciplinare, che include esperti nella conversione della biomassa per la sintesi di farmaci, nella catalisi a singolo atomo, nella

tecnologia della chimica in flusso (comprese sintesi e purificazione), nell’automazione, machine learning e robotica.

SusPharma si concentrerà su attività di ricerca e innovazione che mirano a integrare cinque concetti innovativi: WASTE‐to‐PHARMA, CAT‐to‐PHARMA, FLOW‐to‐PHARMA, PUR‐to‐PHARMA e DIGITAL‐to‐PHARMA. Ciò fornirà risultati diretti alle industrie farmaceutiche, ai ricercatori e agli innovatori, spingendoli a sviluppare e produrre prodotti farmaceutici “greener by design”, intrinsecamente meno dannosi per l’ambiente, e che facciano uso di processi di produzione più ecologici ed economicamente più sostenibili. Questi 5 concetti innovativi, in linea con il programma di sviluppo sostenibile della Comunità Europea, possono essere così riassunti:

WASTE‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo di nuove molecole da piattaforme “bio‐based” per la produzione farmaceutica per garantire un approccio più ecologico alla sintesi; CAT‐to‐PHARMA si basa sulla progettazione di metodi catalitici eterogenei a singolo atomo per la sintesi

green; FLOW‐to‐PHARMA si basa sullo sviluppo di tecnologie di produzione a flusso continuo all’avanguardia, più ecologiche, più sicure, a basso consumo energetico, e che impiegano volumi ridotti di solventi e reagenti chimici e in grado di riciclare solventi; PUR‐to‐PHARMA si basa sull’integrazione di metodologie sintetiche innovative con nuovi metodi di purificazione in sinergia con soluzioni digitali per eliminare impurezze dannose (o cancerogene) dai prodotti farmaceutici, e allo stesso tempo aumentare la conformità ambientale e delle buone pratiche di fabbricazione;

DIGITAL‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo della trasformazione digitale e della robotica per lo sviluppo di produzione competitiva, scalabile, distribuita e “on‐demand”.

Il Professor Renzo Luisi (classe ’71) dal 2020 è Ordinario di Chimica organica presso il Dipartimento di Farmacia Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”. E’ responsabile del laboratorio “Flow Chemistry and Microreactor Tecnology” ‐ FLAME Lab ‐ creato grazie a finanziamenti pubblici e privati, e che ha l’obiettivo di sviluppare metodologie chimiche sintetiche sostenibili a basso impatto ambientale, un laboratorio unico nel suo genere in Italia e con sede presso l’Università di Bari. E’ stato responsabile di diversi progetti di ricerca in collaborazione con industrie farmaceutiche, e ha iniziato la sua ricerca indipendente come coordinatore nazionale di un progetto Firb Futuro in Ricerca finanziato dal MIUR nel 2010. Il Professor Luisi ha pubblicato più di 150 lavori su riviste internazionali ad alto impatto, capitoli di libri e numerose reviews, è stato relatore a numerose conferenze nazionali ed internazionali, visting scientist presso prestigiosi istituti di ricerca in Europa e negli Stati Uniti; presenta un H‐Index di 35 ed un numero di citazioni superiore a 3600.

Didascalie foto: 1) il Prof. Renzo Luisi (primo a sinistra) con il suo gruppo di ricerca; 2) la mappa delle Università e delle aziende che partecipano al progetto europeo dei farmaci green.

Presentazione-Tina-Resta

Tina Resta ufficializza le dimissioni con una lettera al Prefetto e ai Consiglieri comunali

Le dimissioni di Tina Resta trovano conferma ufficiale nella lettera inviata stamane a mezzo PEC, con consegna a mano e a mezzo mail istituzionale al Prefetto di Bari, al Segretario Generale e a tutti i componenti del Consiglio Comunale di Turi. Nella missiva il Sindaco prende atto definitivamente della crisi politica nella sua maggioranza, scoppiata nell’estate del 2020 con una lettera di sconfessione dell’operato del primo cittadino da parte di alcuni consiglieri comunali della lista “TuRinasce” (Onofrio Resta, Teresita De Florio, Teresa De Carolis, Fabio Topputi), crisi che a settembre dello stesso anno sembrò rientrare con un importante rimpasto di Giunta. Ma evidentemente fu solo un’operazione di facciata che ha lasciato in vita l’Amministrazione finchè è stato possibile. Ecco di seguito il testo della lettera del Sindaco:

“Gli ultimi avvenimenti non hanno potuto che farmi prendere atto dell’assenza delle condizioni politiche atte a consentirmi di continuare a svolgere con serenità un compito che avrebbe richiesto il massimo dell’impegno da parte di tutti.

Il quadro politico che si è determinato ha annullato ogni mio possibile ulteriore sforzo finalizzato a raggiungere un accordo politico tra le parti per continuare il mio mandato.

Ritengo moralmente inaccettabile dover costantemente riconquistare il pieno mandato conferito dagli elettori, avversato da continui attacchi governati da logiche che non voglio e non posso accettare.

Ho speso ogni giorno di questa esperienza operando con onestà, dedizione e nel pieno e rigoroso rispetto delle prerogative che le norme di legge attribuiscono al ruolo politico e istituzionale dell’amministratore pubblico, mettendomi a totale disposizione dei cittadini.

Con la presente rassegno ufficialmente le dimissioni da Sindaco del Comune di Turi. Ora sono all’ultimo atto di un percorso governativo che avrebbe meritato un epilogo diverso, ma va bene così.

Ringrazio la mia famiglia e i cittadini che mi sono stati vicini e che mi hanno sostenuta. Porgo cordiali saluti a tutti. Il Sindaco, dott.ssa Ippolita Resta”.

Nella foto: Tina Resta candidato sindaco nel 2019 (foto Fabio Zita)

Intervista-Boccardi-2

Senatore Boccardi: “Le dimissioni del Sindaco hanno motivazioni serie ma richiamo tutti alla riflessione”

Roma, 1 MAR. – “Conosco bene la storia personale e politica della sindaca di Turi, Tina Resta, e sono quindi certo che le sue dimissioni dalla carica di prima cittadina hanno motivazioni serie ed importanti. In questo momento di grande difficoltà, però, invito tutte e tutti a guardare oltre le incomprensioni locali e ad alzare lo sguardo all’orizzonte nazionale ed internazionale. La crisi sanitaria, economica e sociale legata alla pandemia non è ancora terminata; il conflitto armato in Ucraina desta preoccupazioni crescenti; a fine giugno scade il termine per presentare i progetti per il PNRR. In altre parole, abbiamo dinanzi a noi uno scenario così inquietante da un lato, il Covid e la guerra alle porte dell’Europa, e così irripetibile dall’altro per lo sviluppo del nostro territorio, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che siamo tutti chiamati al più alto senso di responsabilità. Una crisi comunale ora sarebbe dannosa per cittadini, famiglie e imprese, oltre che incomprensibile agli occhi degli elettori. Richiamo pertanto la sindaca Resta, la Giunta, il Consiglio comunale nel suo insieme e tutti i consiglieri singolarmente ad una sincera e approfondita riflessione sulle conseguenze non solo contingenti ma anche nel lungo periodo che potrebbe avere il commissariamento del Comune adesso. Sono certo che le ragioni per andare avanti sono molte di più e molto più valide di quelle che spingono a fermarsi. Per il bene di Turi, che tutti ci accomuna, bisogna trovare una soluzione che consenta di superare l’attuale stallo ed arrivare quindi al ritiro delle dimissioni della sindaca e ad un rilancio dell’azione politico-amministrativa”. Lo afferma il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi.

Nella foto: il senatore di Forza Italia Michele Boccardi (foto Fabio Zita)