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Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica al milite Antonio Volza

“Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi della Legge n. 296 del 27/12/2006, è stata concessa alla memoria del Sig. Antonio Volza nato a Turi il 25/03/1921 la medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti”. Recita così la comunicazione del Prefetto di Bari ricevuta qualche giorno fa dai parenti del milite disperso a seguito dell’affondamento del piroscafo Oria (vedi inserto speciale del n. 222 de il paese del marzo 2014). Sul piroscafo viaggiavano circa 4000 soldati italiani internati dalle truppe tedesche par aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e destinati a campi lager in Germania. Il piroscafo affondò nel Mar Egeo il 12 febbraio del 1944 portando con sé la quasi totalità dei soldati trasportati, tra cui Antonio Volza e altri 3 concittadini Turesi. Il 31 maggio è prevista in prefettura la consegna ufficiale della medaglia nelle mani del nipote Antonio Coletta.

Didascalie foto: 1) il soldato Antonio Volza; 2) il piroscafo Oria

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“La staffetta della Memoria”, saggio del prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego

Nell’anno scolastico 1999/2000, il Prof. Osvaldo Buonaccino d’Addiego presentò un progetto di Storia Contemporanea dal titolo “IL VIAGGIO DELLA MEMORIA…. attorno all’uomo” rivolto agli alunni del triennio dell’ITES PERTINI di Turi. Il progetto, realizzato con la condivisione del dirigente scolastico prof. Deleonardis e di tutti i colleghi e personale scolastico, ha perseguito questo obiettivo: aiutare i giovani a capire, a conoscere, non solo utilizzando il libro di testo (che per la verità li allontana per il suo freddo anche se necessario nozionismo), ma utilizzando mezzi e strategie didattiche più consone al loro modo di apprendere.

Al termine del progetto, fatto da 10 lezioni basate sulla visione dei documentari storici e letture dei documenti, il Prof Buonaccino ebbe la brillante idea di tentare il coinvolgimento diretto di testimoni sopravvissuti alla Shoah, che con il loro racconto avrebbero aiutato gli alunni a capire che quanto appreso in classe non era frutto di fantasia o di ricostruzioni ad arte, ma si trattava di verità per la quale c’erano testimoni diretti, che portavano sulla loro pelle e nel profondo dell’anima i segni di un calvario atroce e indicibile. Nell’arco degli anni 2000-2016 i ragazzi dell’ITES PERTINI, ma anche molti ospiti che venivano a scuola attirati dalla unicità di questo evento, hanno ascoltato 16 testimoni e la loro storia toccante, drammatica, intensa, emozionante.

Il Prof. Buonaccino ha raccolto queste testimonianze nel saggio La staffetta della Memoria con l’obiettivo di lasciare traccia delle testimonianze ascoltate, perché, “quando la vita avrà concluso il suo percorso, i nostri amici non cessino di gridare tutto il loro dolore per le atrocità sofferte ma anche di esternare la loro fiducia per i giovani; e noi saremo i loro testimoni per sempre”.

                                                           Il Presidente del Centro. Studi “Aldo Moro”, Mimmo Leogrande

  • Il saggio del prof. Buonaccino d’Addiego sarà presentato a cura del Centro Studi ‘Aldo Moro’ domenica 22 maggio alle ore 19 presso la Chiesa Madre di Turi

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‘il paese’ 301 è in edicola!

Salviamo il salvabile!

In questo nuovo numero de ‘il paese’ magazine, complice l’aria di primavera, è la salvezza il tema ricorrente.

Dopo la crisi e le dimissioni scampate di Tina Resta è stato davvero salvato il salvabile, o è stato piuttosto un ‘si salvi chi può’? C’è qualcosa che è andato irrimediabilmente perduto anche in questa tornata, per la politica del nostro paese? Ve ne parliamo attraverso le parole della risorta Sindaca Resta.

Cosa si è salvato delle nostre tradizioni e delle nostre abitudini comunitarie dopo due anni di pandemia? Ora che si è pronti a ripartire, facciamo il punto con le associazioni locali.

E della nostra cerasicoltura, ogni anno tormentata dal clima e dalla globalizzazione, cosa ne sarà? L’idea di Angelo Palmisano riuscirà a salvarla e affermarla sul mercato?

Torniamo a parlare della chiesa di Santa Chiara con nuove incredibili testimonianze e documenti fotografici del disastro, che rendono ancora più evidente il ‘miracolo’ della sua ricostruzione ad opera di Francesco Schettini.

C’è ancora molto da salvare nel nostro paese e dintorni. Tra le pagine del nuovo numero de ‘il paese’ vi segnaliamo anche un’iniziativa che ci sta a cuore, per salvare il bosco di Monteferraro dalla distruzione. Scopri cosa lo minaccia e come contribuire e se lo hai fatto, condividilo sulla nostra pagina facebook e passaparola!

‘il paese’ è disponibile nelle edicole convenzionate:

Nuovo Emporio – via Antonio Orlandi

Edicola (s. Giovanni) – piazza Aldo Moro

Cartolibreria F.lli Diomeda – piazza A. Cisternino

Tabaccheria Castrignanò – via Maggiore Orlandi

Tabaccheria Nacci – via Putignano

Sei in cerca di informazione di qualità sull’attualità e la storia di Turi?

SusPharma-Gruppo-di-ricerca-del-prof.-Luisi

Progetto SusPharma, coordinamento internazionale al Prof. Renzo Luisi e all’UniBa

Prestigioso riconoscimento al Prof. Renzo Luisi (UniBa). Al docente universitario turese è stato affidato il coordinamento internazionale di uno degli 8 progetti finanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del cluster Health del programma Horizon Europe Research and Innovation Action. Il progetto, finanziato per un ammontare di 6.9 milioni di euro, coinvolge 9 partners tra cui 5 prestigiosi istituzioni di ricerca tra Europa e Regno Unito e 4 industrie operanti nel settore farmaceutico. Il progetto SusPharma durerà 36 mesi e si occuperà di sviluppare metodologie di sintesi di farmaci in maniera sostenibile e con un ridotto impatto sull’ambiente, combinando moderne tecnologie microreattoristiche, nuove tecniche catalitiche, intelligenza artificiale e robotica avanzata. Le attività di ricerca rientrano nell’ambito della strategia europea per lo sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 e l’European Green Deal. Questo programma di finanziamento ha lo scopo di creare un’industria della salute europea innovativa, sostenibile e competitiva, capace di fronteggiare situazioni di emergenza come ad esempio le crisi pandemiche o fronteggiare la mancanza di farmaci essenziali e permettere la rapida produzione di composti farmaceutici e chimici “on site” e “on demand”.

SusPharma si avvarrà delle competenze di illustri scienziati dell’Università di Bari (Proff. Renzo Luisi, Leonardo Degennaro, Dr. Marco Colella), del Politecnico di Milano (Prof. Gianvito Vilé), del Van’t HoffInstitute presso l’Università di Amsterdam (Prof. Tim Noel), dell’Università di Cordoba (Prof. Rafael Luque), dell’Università di Loughborough (Prof. Brahim Benaya) e di partner industriali quali Dompè (Italia), VITO (Belgio), Feyecon e C2Cat (Olanda).

SusPharma fornirà tecnologie e know‐how per fronteggiare la sfida della transizione verde e digitale. L’innovazione tecnologica riguarderà l’uso di fonti di carbonio rinnovabili (bio‐based) per la preparazione di nuovi motivi strutturali e molecole per la sintesi di farmaci; lo sviluppo di metodologie sintetiche green basate su microtecnologie e “flow chemistry”; lo sviluppo di nuovi metodi di purificazione in continuo per la rimozione di impurità e il riciclo di solventi; l’integrazione nei processi produttivi di farmaci della digitalizzazione e della robotica; la valutazione LCA e TEA per ridurre sensibilmente l’impatto della produzione farmaceutica. Il progetto beneficerà quindi di un ambito inter‐ e multidisciplinare, che include esperti nella conversione della biomassa per la sintesi di farmaci, nella catalisi a singolo atomo, nella

tecnologia della chimica in flusso (comprese sintesi e purificazione), nell’automazione, machine learning e robotica.

SusPharma si concentrerà su attività di ricerca e innovazione che mirano a integrare cinque concetti innovativi: WASTE‐to‐PHARMA, CAT‐to‐PHARMA, FLOW‐to‐PHARMA, PUR‐to‐PHARMA e DIGITAL‐to‐PHARMA. Ciò fornirà risultati diretti alle industrie farmaceutiche, ai ricercatori e agli innovatori, spingendoli a sviluppare e produrre prodotti farmaceutici “greener by design”, intrinsecamente meno dannosi per l’ambiente, e che facciano uso di processi di produzione più ecologici ed economicamente più sostenibili. Questi 5 concetti innovativi, in linea con il programma di sviluppo sostenibile della Comunità Europea, possono essere così riassunti:

WASTE‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo di nuove molecole da piattaforme “bio‐based” per la produzione farmaceutica per garantire un approccio più ecologico alla sintesi; CAT‐to‐PHARMA si basa sulla progettazione di metodi catalitici eterogenei a singolo atomo per la sintesi

green; FLOW‐to‐PHARMA si basa sullo sviluppo di tecnologie di produzione a flusso continuo all’avanguardia, più ecologiche, più sicure, a basso consumo energetico, e che impiegano volumi ridotti di solventi e reagenti chimici e in grado di riciclare solventi; PUR‐to‐PHARMA si basa sull’integrazione di metodologie sintetiche innovative con nuovi metodi di purificazione in sinergia con soluzioni digitali per eliminare impurezze dannose (o cancerogene) dai prodotti farmaceutici, e allo stesso tempo aumentare la conformità ambientale e delle buone pratiche di fabbricazione;

DIGITAL‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo della trasformazione digitale e della robotica per lo sviluppo di produzione competitiva, scalabile, distribuita e “on‐demand”.

Il Professor Renzo Luisi (classe ’71) dal 2020 è Ordinario di Chimica organica presso il Dipartimento di Farmacia Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”. E’ responsabile del laboratorio “Flow Chemistry and Microreactor Tecnology” ‐ FLAME Lab ‐ creato grazie a finanziamenti pubblici e privati, e che ha l’obiettivo di sviluppare metodologie chimiche sintetiche sostenibili a basso impatto ambientale, un laboratorio unico nel suo genere in Italia e con sede presso l’Università di Bari. E’ stato responsabile di diversi progetti di ricerca in collaborazione con industrie farmaceutiche, e ha iniziato la sua ricerca indipendente come coordinatore nazionale di un progetto Firb Futuro in Ricerca finanziato dal MIUR nel 2010. Il Professor Luisi ha pubblicato più di 150 lavori su riviste internazionali ad alto impatto, capitoli di libri e numerose reviews, è stato relatore a numerose conferenze nazionali ed internazionali, visting scientist presso prestigiosi istituti di ricerca in Europa e negli Stati Uniti; presenta un H‐Index di 35 ed un numero di citazioni superiore a 3600.

Didascalie foto: 1) il Prof. Renzo Luisi (primo a sinistra) con il suo gruppo di ricerca; 2) la mappa delle Università e delle aziende che partecipano al progetto europeo dei farmaci green.

Presentazione-Tina-Resta

Tina Resta ufficializza le dimissioni con una lettera al Prefetto e ai Consiglieri comunali

Le dimissioni di Tina Resta trovano conferma ufficiale nella lettera inviata stamane a mezzo PEC, con consegna a mano e a mezzo mail istituzionale al Prefetto di Bari, al Segretario Generale e a tutti i componenti del Consiglio Comunale di Turi. Nella missiva il Sindaco prende atto definitivamente della crisi politica nella sua maggioranza, scoppiata nell’estate del 2020 con una lettera di sconfessione dell’operato del primo cittadino da parte di alcuni consiglieri comunali della lista “TuRinasce” (Onofrio Resta, Teresita De Florio, Teresa De Carolis, Fabio Topputi), crisi che a settembre dello stesso anno sembrò rientrare con un importante rimpasto di Giunta. Ma evidentemente fu solo un’operazione di facciata che ha lasciato in vita l’Amministrazione finchè è stato possibile. Ecco di seguito il testo della lettera del Sindaco:

“Gli ultimi avvenimenti non hanno potuto che farmi prendere atto dell’assenza delle condizioni politiche atte a consentirmi di continuare a svolgere con serenità un compito che avrebbe richiesto il massimo dell’impegno da parte di tutti.

Il quadro politico che si è determinato ha annullato ogni mio possibile ulteriore sforzo finalizzato a raggiungere un accordo politico tra le parti per continuare il mio mandato.

Ritengo moralmente inaccettabile dover costantemente riconquistare il pieno mandato conferito dagli elettori, avversato da continui attacchi governati da logiche che non voglio e non posso accettare.

Ho speso ogni giorno di questa esperienza operando con onestà, dedizione e nel pieno e rigoroso rispetto delle prerogative che le norme di legge attribuiscono al ruolo politico e istituzionale dell’amministratore pubblico, mettendomi a totale disposizione dei cittadini.

Con la presente rassegno ufficialmente le dimissioni da Sindaco del Comune di Turi. Ora sono all’ultimo atto di un percorso governativo che avrebbe meritato un epilogo diverso, ma va bene così.

Ringrazio la mia famiglia e i cittadini che mi sono stati vicini e che mi hanno sostenuta. Porgo cordiali saluti a tutti. Il Sindaco, dott.ssa Ippolita Resta”.

Nella foto: Tina Resta candidato sindaco nel 2019 (foto Fabio Zita)

Intervista-Boccardi-2

Senatore Boccardi: “Le dimissioni del Sindaco hanno motivazioni serie ma richiamo tutti alla riflessione”

Roma, 1 MAR. – “Conosco bene la storia personale e politica della sindaca di Turi, Tina Resta, e sono quindi certo che le sue dimissioni dalla carica di prima cittadina hanno motivazioni serie ed importanti. In questo momento di grande difficoltà, però, invito tutte e tutti a guardare oltre le incomprensioni locali e ad alzare lo sguardo all’orizzonte nazionale ed internazionale. La crisi sanitaria, economica e sociale legata alla pandemia non è ancora terminata; il conflitto armato in Ucraina desta preoccupazioni crescenti; a fine giugno scade il termine per presentare i progetti per il PNRR. In altre parole, abbiamo dinanzi a noi uno scenario così inquietante da un lato, il Covid e la guerra alle porte dell’Europa, e così irripetibile dall’altro per lo sviluppo del nostro territorio, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che siamo tutti chiamati al più alto senso di responsabilità. Una crisi comunale ora sarebbe dannosa per cittadini, famiglie e imprese, oltre che incomprensibile agli occhi degli elettori. Richiamo pertanto la sindaca Resta, la Giunta, il Consiglio comunale nel suo insieme e tutti i consiglieri singolarmente ad una sincera e approfondita riflessione sulle conseguenze non solo contingenti ma anche nel lungo periodo che potrebbe avere il commissariamento del Comune adesso. Sono certo che le ragioni per andare avanti sono molte di più e molto più valide di quelle che spingono a fermarsi. Per il bene di Turi, che tutti ci accomuna, bisogna trovare una soluzione che consenta di superare l’attuale stallo ed arrivare quindi al ritiro delle dimissioni della sindaca e ad un rilancio dell’azione politico-amministrativa”. Lo afferma il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi.

Nella foto: il senatore di Forza Italia Michele Boccardi (foto Fabio Zita)

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Turi oggi si è svegliata sotto la neve e… senza Sindaco. Tina Resta avrebbe rassegnato le sue dimissioni

Turi questa mattina si è svegliata sotto la neve, con l’angoscia per la sanguinosa invasione dell’Ucraina e per il perdurare del Covid-19 e, con ogni probabilità, senza più un Sindaco in carica. Fonti autorevoli ma ancora ufficiose affermano che la dott.ssa Tina Resta, proprio questa mattina, avrebbe rassegnato le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino. La clamorosa notizia, che al momento, ripetiamo, non trova conferma ufficiale, sembra essere definitivamente maturata durante la riunione di maggioranza avvenuta ieri sera, ma le fibrillazioni all’interno della sua compagine erano ormai note da tempo per il dissenso manifestato pubblicamente già dal 2020 da tre consiglieri comunali: Onofrio Resta, Teresita De Florio e Teresa De Carolis.

Se la notizia delle dimissioni fosse confermata si aprirebbero due possibili scenari da qui a 20 giorni: 1) Tina Resta, dopo una verifica e avendo ancora i numeri per governare ritira le dimissioni e ricompone, in parte o del tutto, la sua compagine; 2) il Sindaco non ritira le dimissioni e il Consiglio comunale decade con decreto del Prefetto che nomina un Commissario in attesa di nuove elezioni.

Scenari, questi, già vissuti nel 2017 con l’Amministrazione Coppi e ancora prima con l’Amministrazione guidata da Onofrio Resta. Al momento solo bocche cucite da parte dei diretti interessanti: nessuno smentisce e nessuno conferma. Vi aggiorneremo appena possibile.

La Redazione

Didascalie foto: 1) il Sindaco Tina Resta in una manifestazione ufficiale dedicata ai Caduti; 2) Tina Resta con i suoi compagni di squadra e il sen. Boccardi durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale del 2019. Le foto sono di Fabio Zita.

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“Dalla Donna alla Madonna. I gioielli di Rutigliano tra culto e devozione”. Mostra dall’8 marzo al 10 aprile 2022 al MuDiAS di Rutigliano

Dall’8 marzo, in concomitanza con la Giornata Internazionale che celebra la Donna, Palazzo Settanni e il MuDiAS (Museo di Arte Sacra) di Rutigliano divengono scrigno prezioso per un’inedita esposizione di gioielli che hanno dapprima adornato la mise delle donne rutiglianesi e, in seguito, le immagini sacre di Madonne e Santi. “Dalla Donna alla Madonna. I gioielli di Rutigliano tra culto e devozione” è il titolo della suggestiva mostra temporanea, promossa in collaborazione con gli enti ecclesiastici locali, che ha come intento quello di far conoscere l’usanza di offrire in dono i preziosi monili alla divinità, per richiesta di grazia o per grazia ricevuta e, ancor di più, di riscoprire il gioiello come una vera e propria opera d’arte. I gioielli votivi, o ex-voto, esposti nel museo ci raccontano il contesto culturale cronologicamente collocabile tra il Settecento e la prima metà del Novecento, testimoniando i mutamenti avvenuti nella società del XIX e del XX secolo.

Ad arricchire il progetto espositivo saranno due imperdibili eventi:

• Martedì 8 marzo 2022 – CENA INAUGURALE DELLA MOSTRA

Per l’occasione interverranno:

Giovanni Boraccesi, Responsabile Museo Didattico di Arte e Storia Sacra – MuDiAS, in: “I luoghi della devozione a Rutigliano”;

Rita Mavelli, Storica dell’arte – Centro Studi Giovanni Previtali in: “Dall’ornamento prezioso al dono votivo

Al termine dell’incontro, grazie alla felice collaborazione di Tortellino d’Oro-Gastronomia Dolce e Salata e della Cantina Torrevento, allieteremo i palati di tutti gli ospiti con una gustosa cena a tema. Accoglienza: ore 19.15. Ticket: € 18,00 (comprensivi di incontro culturale, visita alla mostra e cena)

La prenotazione alla cena evento è obbligatoria entro il 6 marzo, chiamando il numero 080 4761848, oppure scrivendo a museopalazzosettanni@gmail.com.

• Sabato 2 aprile 2022 – MUSICAL-MENTE DONNE

Serata concerto a cura di KOLEN TRIO: Francesca Borraccesi – clavicembalo; Giuseppina Greco – violino; Francesca Lippolis – violoncello. Accoglienza: ore 19.15. Ticket: € 10,00 (comprensivi di concerto e visita alla mostra).

La prenotazione è obbligatoria entro il 1° aprile, chiamando il numero 080 4761848, oppure scrivendo a museopalazzosettanni@gmail.com.

Come da normativa vigente, l’accesso al Palazzo sarà consentito esibendo il super green pass e indossando mascherina Ffp2. La mostra temporanea “Dalla donna alla Madonna. I gioielli di Rutigliano tra culto e devozione” resterà aperta al pubblico fino a domenica 10 aprile 2022 nei seguenti orari: Venerdì 10.30 – 12.30; Sabato 17.30 – 20.30; Domenica 10.30 – 12.30. È possibile visitare l’esposizione in altri giorni della settimana previa prenotazione. Ticket di ingresso: 3,00 € (comprensivi di passeggiata nel Museo e visita guidata alla Sala dei Gioielli). Partner ufficiali del progetto: Chiesa Santa Maria della Colonna e San Nicola di Bari, Rettoria di S. Anna, Rettoria di SS. Maria del Carmine, Convento delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia.

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Torre dell’Orologio di Turi sparita dai radar. E’ un ‘Luogo del Cuore’ FAI, ma a chi importa?

In piena pandemia il nostro paese, avvilito anche psicologicamente oltre che economicamente come tutta l’Italia e il resto del pianeta, ha covato da maggio 2020 in poi l’illusione di poter tornare a sognare, fosse anche per una sola estate. E così, moltissimi turesi, compatti come non mai, si sono stretti intorno all’idea di vedere rinascere il nostro simbolo civico per antonomasia: la Torre dell’Orologio, che molti paesi del circondario sicuramente ci invidiano essendo la nostra, senza ombra di dubbio, una tra le più iconiche torri civiche di Puglia.

La costruzione della Torre in quel punto esatto della città si era resa necessaria allorquando, nel 1880, si decise di sostituire il vecchio orologio pubblico non più funzionante alloggiato sull’antico Sedile cittadino posto innanzi palazzo Gonnelli, tenendo presente che il centro cittadino si era da tempo spostato nell’attuale piazza Silvio Orlandi. Nella sua progettazione e realizzazione, l’architetto Sante Simone e la ditta dello scalpellino turese (d’adozione) Giuseppe Schettini riuscivano a mettere in risalto la materia prima principe del nostro territorio, “la pietra”, facendo divenire la torre un esempio ben riuscito dell’eclettismo di fine ‘800-primi ‘900. Il capolavoro civico culminava con la predisposizione al suo interno del meccanismo dell’orologio, firmato dalla pluripremiata fabbrica (con medaglie d’oro all’esposizione internazionali di Anversa, Bruxelles, Parigi), del Cav. Alfonso Sellaroli da Guardia Sanframondi (BN). Illustre artigiano e interprete delle più svariate committenze, il beneventano ideava per Turi la possibilità di azionare contemporaneamente non uno ma bensì tre quadranti posti in direzioni diverse. Per il tempo del rintocco delle campane, si optava per la scelta della “Gran suoneria all’italiana”, segnando le ore e i quarti.

Nel corso del 2020, dicevamo, la speranza divampava allorquando il FAI-Fondo Ambiente Italiano –fondazione senza scopo di lucro, nata con l’intento di agire per la salvaguardia e tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale – in collaborazione con l’istituto bancario Intesa San Paolo, a maggio lanciava la decima edizione del Censimento “I luoghi del Cuore”, che si sarebbe concluso il 15 dicembre dello stesso anno. Mediante un sondaggio su Facebook, la nostra torre civica veniva scelta quale bene da candidare al voto sulla piattaforma del FAI. Scattava così nella nostra cittadina il tamtam mediatico, sull’importanza e sull’occasione da non perdere assolutamente, tanto che i nostri concittadini cominciavano a votare sia online (possibilità di voto per i soli over 14 anni), sia fisicamente ai banchetti predisposti nelle occasioni di ritrovo estivo, ma anche all’interno di alcuni esercizi commerciali. In palio la possibilità di poter partecipare ad un bando presentando un progetto concreto di restauro, valorizzazione o istruttoria, dovendo, però, necessariamente raggiungere prima la soglia minima di 2000 preferenze per il bene candidato.

A dicembre le volontarie turesi del FAI comunicavano il raggiungimento dell’obiettivo minimo delle 2000 firme raccolte per poter partecipare al bando di finanziamento, mentre il successivo 25 febbraio 2021 arrivava l’ufficialità mediante una conferenza stampa del FAI nella quale si rendeva nota la classifica finale nella quale, sorprendentemente, Turi si collocava ad uno straordinario 32° posto nazionale, 5° in Puglia e 2° nella Città Metropolitana di Bari, su oltre 39.500 luoghi in gara segnalati in 6.504 Comuni in tutta Italia. Il risultato era di quelli clamorosi con ben 9.043 voti. Di conseguenza giungeva il momento di concretizzare l’enorme risultato – ribadisco enorme! – aderendo al bando sopradetto previa realizzazione di un progetto di restauro e valorizzazione, mettendo in atto tutte le procedure burocratiche del caso, fra cui la partecipazione al cofinanziamento del manufatto da parte del Comune, ente proprietario della Torre, in una percentuale variabile a seconda dell’importo occorrente per portare a termine il progetto. La partecipazione al bando scadeva inesorabilmente entro il mese di marzo 2021.

Dall’ufficializzazione del 25 febbraio 2021 ad oggi è passato un lungo anno di silenzio assordante, durante il quale in molti sicuramente hanno continuano a guardare giornalmente la Torre e a sospirare, me compreso, in attesa di sapere quali fossero stati gli sviluppi successivi all’entusiasmante risultato conseguito. L’argomento, invece, sembra essere stato fatto sparire volontariamente dai radar dell’opinione pubblica, forse per giustificare il fallimento del tentativo di agganciare il finanziamento. Non mi sorprenderei di ciò, viste anche le risicate disponibilità monetarie messe a disposizione, che non possono chiaramente bastare a coprire le richieste provenienti da tutti i progetti presentati, motivo per cui al FAI avranno sicuramente pensato di dirottare le risorse disponibili sui progetti più significativi presentati, fra cui parrebbe esserci quello del ponte dell’Acquedotto di Gravina in Puglia.

Se fossero questi i risvolti, non ci sarebbe peccato nel dichiarare che, fatto il tentativo, non si è riusciti a portare a casa il risultato, ma temo ahimè che ancora una volta il tentativo non sia stato fatto, per il solito palesarsi di quel ormai evidentissimo e classico sintomo del corto circuito politico-amministrativo-burocratico-associativo che sempre più spesso si manifesta a Turi. Ma quelle 9043 preferenze non possono essere ritenute del tutto insignificanti, anzi tutt’altro, motivo per cui chi di competenza – le volontarie del Fai di Turi, il Comitato all’uopo costituito e l’Ente proprietario del manufatto, il Comune di Turi – devono, dopo un anno, sentire il dovere di dar conto della situazione. I 9043 turesi vogliono sapere e vogliono capire come si è chiusa la faccenda, visto e considerato che se si fosse addivenuti a qualche risultato positivo non avrebbero certo resistito alla voglia di raccontarcelo.

Quello che ci preme sottolineare è che nel giugno 2020, allorché come Redazione de “il paese” predisponemmo sulle nostre pagine un intero ‘Inserto’ sulla Torre dell’Orologio per spingere i turesi al voto, eravamo consci comunque della difficoltà nel riuscire a portare a casa il risultato, e già allora invitavamo le autorità locali a valutare altre possibilità di finanziamento per poter progettare la ristrutturazione del manufatto architettonico e programmare la sua valorizzazione in modo serio e con visione a medio-lungo termine, anche con risvolti museali e turistici. Chiudo ricordando la passione con la quale lo scalpellino Giuseppe Schettini scolpì personalmente e nei minimi dettagli il fregio floreale in cima alla Torre, contro l’indicazione dell’architetto, secondo cui dal basso quei particolari non si sarebbero notati. Ebbene, Schettini gli rispose “lo faccio per Turi”, e continuò la sua opera conferendo a quella enorme corona in pietra, posta al di sotto della banderuola col nostro vessillo civico, tutto il proprio sapere tecnico e le proprie abilità e con esse quelle di tutti i mastri scalpellini conosciuti e non della nostra terra di Turi e di Puglia a imperituro ricordo di come le nostre belle cittadine pugliesi siano nate e siano state plasmate cavando la pietra calcarea, ingentilita dalla sapienza e dalla maestria di questi artisti. D’ora innanzi, chi avrà l’onore e l’onere di amministrare Turi, tenendo a mente tutto ciò, si prodighi per far risorgere la Torre dell’orologio e con essa l’orgoglio della nostra città.

Pietro Pasciolla

Note: 1) Le foto della Torre Civica di Turi sono di Giovanni Palmisano; 2) l’articolo è già pubblicato sulla rivista ‘il paese magazine’ n. 300/gennaio-febbraio 2022

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‘il paese’ 300 è in edicola!

Ora in edicola, il numero 300 de il paese magazine!

Dal tabloid in ciclostile del lontano 1988 al magazine odierno molte cose sono cambiate ma non la nostra voglia di fare informazione di qualità e raccontarvi le storie del nostro paese.

Dalla lente di questa cifra tonda tonda si fa presto a notare certi corsi e ricorsi storici, che ci fanno riflettere su quanto sia realmente cambiato e quanto ancora ci sia da cambiare a Turi.

Ma se ancora ci tocca citare vecchi protagonisti per nuove beghe politiche, insistere su tutto quello che ancora c’è da restaurare e arrovellarci sugli enigmi irrisolvibili di centri nostri monumenti e istituzioni, abbiamo sempre una storia inedita da raccontare! Come quella dei Colapietro Brothers, un’epopea familiare dalle radici turesi, cui abbiamo dedicato l’inserto del nuovo numero de il paese magazine. Siete curiosi di conoscere la storia americana dei turesi in copertina? Correte in edicola!

Disponibile nelle edicole convenzionate:

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Tabaccheria Castrignanò – via Maggiore Orlandi

Tabaccheria Nacci – via Putignano

Quale modo migliore di celebrare il numero 300 de il paese che sottoscrivere un abbonamento?