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6 dicembre 2022: giornata, di memoria, lutto, riflessione, azione e speranza per il futuro. Per un mondo con zero morti sul/da lavoro

Il 6 dicembre 2022 è il 15° anniversario della orrenda strage operaia della Tyssenkrupp causata dalla omissione dolosa di misure di prevenzione; rimuovere la scadenza sarebbe impossibile ma  soprattutto deleterio e segno di grave rassegnazione; considerato il drammatico reiterarsi di stragi e di morti di lavoratori in Italia e nel mondo negli ultimi decenni (da Torino al Qatar) una serie di associazioni di base di familiari delle vittime e di lavoratori si mobiliteranno perché la memoria di questi eventi non venga tradita e al contrario alimenti, anche nella scia del tentativo di elaborazione dei  lutti e di vicinanza ai familiari,  azioni finalizzate alla prevenzione di eventi analoghi a quello che stiamo ricordando; secondo fonti attendibili (OMS/OIL) nel 2016 nel mondo ci sono stati 2 MILIONI di morti sul lavoro e 90 milioni di anni di vita persi con un rilevante incremento rispetto al 2000; in Italia i morti “ufficiali” per eventi acuti sono almeno (in quanto sottostimati) 1400 ogni anno. Bisogna fermare la strage!

Le associazioni invitano dunque lavoratori, cittadini, associazioni sindacali, studentesche e politiche democratiche ad esprimere nella giornata del 6 dicembre i loro sentimenti di lutto in ricordo delle vittime con drappi neri e con l’accensione di candele (o comunque azioni simboliche simili) e ad organizzare incontri pubblici per riflettere collettivamente su come agire nell’immediato futuro affinché a tutti/e venga garantita la stessa speranza di vita di salute e di benessere lavorativo. Troppe volte abbiamo gridato con rabbia e disperazione “mai più”; oggi dobbiamo concretamente costruire le condizioni perché quello slogan non rimanga solo una vaga speranza.

Le associazioni promotrici: AFEVA-Associazione familiari vittime dell’amianto, Associazione in  memoria di Mattia Battistetti OdV, Familiari delle vittime Tyssenkrupp Demasi, Rodinò, Marzo, Lavoro e salute (rivista) Medicina Democratica, Rete nazionale lavoro sicuro. Numerosissime le adesioni già pervenute. Per ulteriori adesioni e per annunciare la propria presenza: vitototire@gmail.com – 333.4147329.

*Incontro pubblico martedì 6 dicembre 2022 Cassero s. Stefano Bologna, Circolo anarchico A. Berneri  ore 17.30: “Quali azioni per contrastare la strage di lavoratori da Torino al Qatar”.

Vito Totire

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Comitato Aree Edificabili contro il Comune: “Gli stolti e gli ostinati fanno ricchi gli avvocati”

Affollata Assemblea nella Sala Conferenze della Biblioteca Comunale l’11 novembre. I turesi titolari di aree edificabili non mollano e continuano ad auspicare una presa di coscienza o, almeno, buon senso da parte di tutti i protagonisti (Amministratori e Responsabili degli Uffici) affinché, si chiuda in maniera dignitosa per tutti questa incresciosa situazione. Situazione che sta facendo perdere tempo a tutti e, soprattutto, ingenti risorse economiche alle casse del bilancio comunale e di riflesso anche alle tasche dei cittadini turesi. Si parla di circa 200mila Euro fra incarichi legali, consulenze, ecc. ecc. e non si sa quanto potrà essere il conto finale, senza tener conto anche delle peripezie e del batticuore a danno dei contribuenti incolpevoli.

I cittadini interessati a questa problematica sono qualche centinaio ma, “sottotraccia” ci sono tutti quelli che avendo la qualifica di Coltivatori Diretti o Imprenditori Agricoli a titolo principale o Società Agricole non sembrano siano intaccati dai valori stratosferici decisi dal Comune in quanto godono dell’esenzione totale dal pagamento dell’IMU e della TASI. Ma è una soddisfazione “a tempo”, nel senso che avrà una sua fine prima o poi. Infatti, quando venderanno (se il mercato si risvegliasse) dovranno pagare il plus valore (aumento di valore) in termini di tasse allo Stato. Quelli, invece, che per “successione” o “donazione” dei terreni ai propri cari (figli, nipoti, parenti, etc. etc.) avranno la tegola non solo del plus valore da pagare ma faranno subire ai propri “cari” (che non hanno la qualifica di Coltivatori Diretti, etc. etc.) la beffa anche del pagamento di IMU e TASI su tali valori “stratosferici”.

Oltre a questi aspetti, nel corso dell’Assemblea ci sono stati vari interventi che hanno posto in evidenza importanti novità giurisprudenziali emesse sia dalla Commissione Tributaria Regionale che dalla Suprema Corte di Cassazione che fanno ben sperare i contribuenti turesi.

Ma è dalla Riforma del Diritto Tributario (legge n. 130/2022) che viene la speranza più concreta per tutti o, almeno, si spera che possa far breccia sul Sindaco, Assessori e Responsabili di Settore del nostro Comune che, in maniera ostinata, continuano nel Contenzioso Tributario che, sembra avvantaggiare solo una parte che impingua il suo conto in ogni caso (vittoria o sconfitta che sia).

Viene in mente un vecchio proverbio: “Gli stolti e gli ostinati fanno ricchi gli avvocati”, specialmente come nel caso in questione dove riesce a far appellare al Comune le sconfitte guadagnandosi due volte il compenso sicuro per una stessa causa, in pratica guadagna il doppio se perde, tanto è sicura che riuscirà a convincere il Comune ad appellarla in secondo grado.

In breve, senza usare termini tecnici, la nuova legge innanzi citata assume grande importanza e rilevanza sul processo tributario in quanto è già in vigore da settembre di quest’anno.

Prima di questa legge il Comune non era obbligato a rispondere alle richieste dei contribuenti sia per l’accertamento con adesione (prima fase) che per il reclamo mediazione (seconda fase) che è la fase successiva all’accertamento con adesione e, per tutto questo non poteva essere sanzionato.

La nuova legge di riforma del processo tributario n. 130/2022, in vigore da settembre 2022, ha cambiato le cose favorevolmente per i contribuenti. Ha previsto, nel caso iI Comune non risponda alla seconda fase (reclamo mediazione) o lo respinga senza giustificarne i motivi, in caso di soccombenza del Comune nel successivo ricorso, alla condanna, per intero, alle spese di giudizio.

La cosa che maggiormente potrebbe far smuovere le acque è che per dette spese di giudizio il Comune dovrà farsi rimborsare per intero dal Funzionario Comunale che ha immotivatamente rigettato il reclamo o non risposto alla proposta di mediazione (reclamo mediazione).

Questa previsione comporta da un lato un obbligo di risposta espressa al reclamo e, dall’altro, può indirettamente comportare una maggiore attenzione ed una maggiore propensione a voler vagliare con attenzione le perizie giurate e le ragioni esposte dai contribuenti nel reclamo mediazione e prima nell’accertamento con adesione, il tutto al fine di evitare a priori qualsiasi addebito di responsabilità per il funzionario comunale. Questo dovrebbe, finalmente, far decollare la fase 2

deflattiva del contenzioso attraverso la definizione di accordi (sempre rispettando le norme e la logica) tra il Comune ed i contribuenti, fase che fino ad ora non è mai iniziata.

La precitata legge ha previsto anche che la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado (ex Commissione Tributaria Provinciale), può formulare alle parti una proposta conciliativa, avuto riguardo all’oggetto del giudizio e all’esistenza di questioni di facile e pronta soluzione, come si ritiene siano i casi delle aree edificabili di Turi.

Con la legge di riforma sopra citata è stato previsto anche che qualora il Giudice abbia formulato una proposta conciliativa, non accettata dalle parti (Comune o Contribuente) senza giustificato motivo, resteranno a carico del soccombente le spese del giudizio, maggiorate del 50%.

Altro elemento introdotto dalla nuova legge di riforma del processo tributario è l’onere della prova.

In sede processuale sarà onere dell’ufficio (Comune) provare, laddove contestata dal ricorrente, la fondatezza e la corretta qualificazione e quantificazione degli elementi contestati nell’avviso di accertamento e che hanno portato allo sviluppo della pretesa tributaria.

Tale assunto risulta rafforzato ed espressamente previsto con la nuova legge (onere probatorio della spiegazione della pretesa tributaria).

Il Giudice avrà il potere di annullare gli atti di accertamento privi di ragioni oggettive e quelli non provati in giudizio.

In pratica viene previsto che il Comune deve provare in giudizio (onere della prova) quanto preteso con l’avviso di accertamento impugnato dal contribuente specialmente, se quest’ultimo (come nel caso di Turi) ne ha contestato il contenuto ed ha fornito una serie di fatti oggettivi e documentati attraverso il deposito di una perizia tecnica giurata ed ha formulato anche una proposta di conciliazione con il reclamo mediazione.

Non sappiamo come il Comune potrà farlo (infatti fino ad ora, benché richiesto varie volte dai contribuenti il Comune non lo ha mai fatto) in quanto, come noto, nelle Relazioni del Politecnico non sono allegate schede di calcolo, manca tutta la parte applicativa riguardante lo svolgimento pratico delle operazioni numeriche eseguite e l’indicazione numerica dei valori e dei parametri utilizzati per addivenire al valore finale individuato per le aree edificabili. Cose tutte che i componenti del Comitato hanno da sempre raccomandato di far inserire nelle perizie tecniche giurate.

Non resta che aspettare un segnale concreto da parte del Sindaco e auspicare l’utilizzo degli strumenti deflattivi del Contenzioso Tributario per porre fine a questo capitolo che si sta trascinando da quasi dieci anni con notevole danno solo ed esclusivo per il bilancio dei turesi e per la dignità delle persone.

Comitato Aree Edificabili di Turi

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‘il paese’ 307 è in edicola!

Qui a Turi sacrifichiamo tutti i nostri impeti alle ciliegie, croce e delizia che colonizza la nostra agricoltura, ma sapevate che la vera e riconosciuta eccellenza nostrana è il primitivo?

In questo nuovo numero d’autunno de ‘il paese’, ora in edicola, vi parliamo di chi a Turi raccoglie i frutti del suo lavoro in tempi non sospetti, Donato Giuliani, da poco insignito di un prestigioso riconoscimento per i vini prodotti nelle sue cantine.

E al primitivo abbiamo dedicato anche il nostro Inserto, per raccontarvi la storia di una scommessa dei lontani anni ’60, quando Turi era ancora ‘in fermento’.

Questo e tanto altro nel nuovo numero de ‘il paese’ magazine.

Buona lettura!

‘il paese’ è disponibile nelle edicole convenzionate:

Nuovo Emporio – via Antonio Orlandi

Edicola (s. Giovanni) – piazza Aldo Moro

Cartolibreria F.lli Diomeda – piazza A. Cisternino

Tabaccheria Castrignanò – via Maggiore Orlandi

Inchieste, commenti, interviste, ricerca storica. Tutto questo è ‘il paese’!

PUG-tavola-generale

Comitato Aree Edificabili: il Comune di Turi continua ad oltranza il contenzioso con i cittadini. Anche per 25,98 Euro!

Cosa è successo – Innanzitutto si vuole precisare che la materia del contendere non riguarda la volontà di pagare o non pagare il tributo IMU e TASI inerente le aree edificabili. Da sempre abbiamo affermato e sostenuto che i tributi vanno pagati, ma vanno pagati in modo equo e giusto. Noi riteniamo, ed in questo siamo confortati da quanto stabilito dalla normativa in materia, che i tributi IMU e TASI, riguardanti le aree edificabili, vanno pagati in base al valore di mercato delle stesse. La materia del contendere, quindi, è tutta nella giusta individuazione della base imponibile sulla quale i tributi di cui innanzi devono essere calcolati. Abbiamo da sempre sostenuto che l’individuazione della base imponibile individuata dal Comune era errata in quanto non rispecchiava il valore di mercato delle aree edificabili del nostro mercato locale.

Le errate individuazioni fatte dal Comune, prive di documentazione probante e per giunta non giurate, facevano scaturire valori irreali, per cui i contribuenti sono stati costretti a dotarsi, a proprie spese, di perizie tecniche giurate che illustrassero ed individuassero, in modo oggettivo e documentato, i giusti parametri per poter addivenire ad un giusto valore di mercato delle aree edificabili e conseguentemente ad una giusta ed equa tassazione. In parole povere, non è possibile tassare un suolo su un valore di 100 quando sul mercato, nella migliore delle ipotesi, ne vale 25. Per giunta negli ultimi anni a Turi i suoli sono fuori mercato per mancanza di domanda e per l’abnorme offerta. Sono cose note a Tutti.

Il Comune (anche se ripetutamente richiesto) non ha mai voluto fornire alcuna spiegazione in merito alla mancanza dei calcoli, della citazione delle fonti e dei valori usati per individuare i valori riportati nelle sue relazioni. Per il Comune, i contribuenti dovevano accettare i valori senza chiedere spiegazioni e chiarimenti, alla guisa di un dogma (credere ciecamente ed accettare senza chiedere spiegazioni come una verità soprannaturale e divina). Non ha voluto neanche rispondere alle note con cui i Tecnici del Comitato Aree Edificabili hanno posto alla Loro attenzione ed a quella dei Responsabili Comunali i macroscopici errori contenuti nelle perizie di individuazione dei valori venali delle aree edificabili poste a base della richiesta tributaria ai fini IMU e TASI. Errori dimostrati con dati di fatto oggettivi e riscontrabili e che hanno falsato il valore individuato dal Comune. Senza scomodare quanto prescrive la legge 241/1990, per un senso di rispetto ed educazione dovuto ai cittadini, ci aspettavamo una risposta, sempre promessa, e mai arrivata. Orbene cosa pensare? Due sono le risposte logiche da dare a questa domanda: la prima è che non avevano argomenti validi con cui rispondere ed in questo caso risulterebbero rafforzate le Nostre giuste rimostranze; la seconda riguarda un comportamento omissivo, spocchioso ed irriverente nei confronti dei cittadini che hanno richiesto spiegazioni che gli erano dovute. Ci auguriamo e vogliamo sperare che la risposta non sia quest’ultima ipotesi.

Come si sono comportati gli Amministratori ed i Dirigenti Comunali – Gli Amministratori ed i Responsabili Comunali, ogni qualvolta sono stati chiamati ad esprimere un loro giudizio e ad assumere decisioni in merito al valore venale delle aree edificabili, pur riconoscendo la fondatezza delle nostre tesi, non hanno mai voluto assumere una precisa posizione conseguenziale e mai fornito alcun riscontro a tutta la documentazione tecnica da Noi sottoposta alla Loro attenzione. Sono stati sempre sfuggenti come anguille ed irragionevolmente paurosi. Non hanno mai risposto con nota scritta. Quando Li si metteva alle strette, l’unica Loro risposta di fronte ai documenti, relazioni, sentenze a suffragio della nostra tesi è stata quella di essere pavidi e, pur condividendo le nostre ragioni, hanno sostenuto che si sarebbero sentiti sicuri ed agito di conseguenza solo quando ci fossero state delle sentenze favorevoli ai contribuenti, che entrando nel merito della valutazione, avessero confermato i valori venali delle aree edificabili sostenuti e rilevabili dalle perizie giurate dei contribuenti. Orbene di sentenze favorevoli ai contribuenti ce ne sono state (per la verità anche di sfavorevoli), ma fino ad ora tutte riguardavano motivi giuridici e non di merito (valutazione del valore venale delle aree edificabili in base a perizie giurate dei contribuenti).

Quali decisioni hanno preso la Giustizia Tributaria ed il Comune di Turi – Ultimamente ci sono state alcune sentenze nelle quali, finalmente, la Commissione Tributaria Provinciale è entrata nel merito, ritenendo validi i valori delle aree edificabili indicati nelle perizie giurate dei contribuenti e quindi è stato finalmente accolta la Nostra tesi di valutazione dei valori venali delle aree edificabili. Pensavamo che finalmente, secondo quanto sopra asserito dagli Amministratori e dai Responsabili Comunali, non ci sarebbero stati più ostacoli alla soluzione del contenzioso riguardante le aree edificabili (contenzioso che riguarda gli anni fino al 2019). Purtroppo si è dovuto constatare l’amara verità del detto “Predicare bene e razzolare male”: tutti conosciamo il significato di questa espressione. Lo si attribuisce all’atteggiamento di una persona che sembra giusta e onesta nel parlare, ma si comporta in modo ben diverso, mostrando un’evidente dissonanza “fra il dire e il fare”. È la sensazione che abbiamo avuto quando abbiamo appreso la notizia che il Comune di Turi ha appellato alla Commissione Tributaria Regionale tutte le sentenze favorevoli ai contribuenti emanate dalla Commissione Tributaria Provinciale inerente i valori venali delle aree edificabili e fra queste anche quelle sopra accennate riguardanti il merito (cioè quelle sentenze in cui era stato ritenuto valido il valore delle perizie giurate dei contribuenti). La notizia ci appare inverosimile e ci rattrista in quanto sinceramente (in buona fede) avevamo creduto alle affermazioni fatte dai personaggi (Amministratori e Responsabili Comunali) che assumono decisioni a volte incomprensibili ed ingiuste che, purtroppo, impattano pesantemente sui cittadini, facendo perdere a questi ultimi la fiducia nelle istituzioni sia a livello politico che burocratico. La cosa che più deprime e nello stesso tempo fa sorridere amaramente è la circostanza che, per una delle sentenze appellate alla Commissione Tributaria Regionale, l’entità della somma in questione è di 25,98 Euro. Si di venticinque euro e novantotto centesimi per cui riteniamo di esimerci dai commenti…

Sembra di capire che il contenzioso ad oltranza e con ogni mezzo (quasi un accanimento terapeutico) sia la via scelta e perseguita senza riflettere e rispondere ad alcune considerazioni logiche. Si stanno perseguendo gli interessi della collettività? Il rischio a cui La si sta sottoponendo vale la spesa in caso di soccombenza? Perché ci si ostina in modo irragionevole a ricorrere a trattamenti vessatori o sproporzionati, cioè a trattamenti che non possono determinare nell’immediatezza alcun reale beneficio per il Comune, né per i contribuenti ed i cui effetti collaterali in futuro potrebbero superare di gran lunga i non sicuri benefici ipotizzati? Perché non usare ragionevolmente, sempre nell’alveo della legalità, tutti gli istituti previsti per legge per deflazionare il contenzioso, soprattutto adesso che la prova della validità delle perizie giurate dei contribuenti è stata fornita dalla Commissione Tributaria Provinciale, come da Loro auspicato e richiesto?

Una Pubblica Amministrazione a volte ottusa che non dà risposte e sta in silenzio – Sono anni e mesi che attendiamo. Innumerevoli sono state le loro promesse di esaminare e risolvere la questione. Il comportamento che hanno messo in atto di rifiuto dell’accertamento con adesione, del reclamo mediazione e di ogni altra proposta che gli è stata fatta, non depone certamente a creare un clima di fiducia e tranquillità, specie alla luce della nuova normativa in materia di processo tributario (legge n. 130/2022) che valorizza e rafforza ulteriormente detti istituti deflattivi del contenzioso. A questo punto sorge spontanea una domanda: Cui prodest? A chi giova tutto questo? Si pongano questa domanda e cerchino di rispondere con tutta coscienza e sincerità. Chi trova giovamento dal proseguire ad oltranza il contenzioso in ogni caso (sia in caso di vittoria o di sconfitta con contestuale appello alla Commissione Tributaria Regionale)? Chi ci guadagna senza rischiare nulla in ogni caso in quanto è cautelato da atti pubblici di affidamento dell’incarico e quindi le sue parcelle sono di sicura liquidità e consistenza? Cerchino di riflettere Tutti senza farsi prendere da stupidi sensi di rivalsa o di ripicca nei confronti della parte avversa e senza farsi convincere da chi ha tutto l’interesse economico a proseguire ad oltranza ed in ogni caso il contenzioso in quanto ha certezza di incassare in ogni caso. Forse sarebbe saggio e razionale considerare di prendere in esame gli istituti deflattivi del contenzioso e cercare di metterli in atto seriamente e con coscienza una volta per tutte. Siamo sicuri che sarebbe un bene per Tutti (Comune e Contribuenti). Il primo avrebbe subito a disposizione somme eque, certe e liquide, i secondi avrebbero finalmente giustizia e tranquillità e tornerebbero ad avere fiducia nelle Istituzioni (Amministratori e Dirigenti comunali).

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO AREE EDIFICABILI DI TURI

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Turi ha un nuovo Diacono: Giuseppe Nitti della parrocchia San Giovanni Battista

La Chiesa di Turi è in festa. Ieri 29 settembre, festa degli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, nella Cattedrale di Conversano, per l’imposizione delle mani di S.E. Mons. Giuseppe Favale, è stato ordinato Diacono della Chiesa di Dio il nostro concittadino Giuseppe Nitti della Parrocchia San Giovanni Battista. Hanno presieduto insieme al Vescovo i parroci di Turi ed in modo particolare don Nicola d’Onghia che ha rivestito Giuseppe della dalmatica (abito liturgico Diaconale): attraverso l’imposizione delle mani del Vescovo lo Spirito Santo discende su di lui, diventando così un ministro ordinato. La parola Diacono deriva dal greco “diaconìa” che significa servizio. 

In Cattedrale sono accorsi anche numerosi fedeli e amici di Turi. Al diacono Giuseppe e alla sua famiglia gli auguri per l’ordine ricevuto.

Damiano Pascalicchio

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Turi, un paese per la ricerca AIRC

Al via la 2° edizione di FOLLOW THE PINK, l’Ottobre Turese tutto dedicato alla salute della donna. All’informazione e alla prevenzione oncologica, e alla raccolta fondi da destinare ad Airc, Fondazione per la Ricerca sul Cancro. Sotto la guida dell’Amministrazione Comunale, e nello specifico dell’Assessore Imma Bianco, si è composto un calendario ricco di eventi ed iniziative GRATUITE dedicate alla Comunità turese. È sceso in campo il mondo dello sport, delle arti, della sanità, della cultura, del volontariato, dei commercianti, tutti uniti e motivati da un unico grande obiettivo: proteggere la salute delle donne. Questo mese è per voi!

Leggete con attenzione il programma e diventate, come noi, ambasciatori di una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione sociale. Vi aspettiamo in tanti, a partire da Sabato p. v., per assistere all’accensione della facciata del Municipio. Rigorosamente rosa. Brindando alla salute di tutti noi.

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A Turi stravince il Centrodestra. Primi partiti: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Il PD arranca, la Lega crolla.

Anche a Turi il voto del 25 settembre ha avuto un risultato inequivocabile sia alla Camera sia al Senato: il Centrodestra ha stravinto con il 50% dei voti. Al  secondo posto il Movimento 5 Stelle, a seguire il Centrosinistra. Senza storia la presenza delle altre liste. Un dato da sottolineare, per quanto riguarda i partiti, è la netta supremazia di Fratelli d’Italia al Senato mentre per la Camera è Forza Italia ad aver avuto il maggior numero di voti sia pure di poco. Pessimo il risultato della Lega. Il Partito Democratico, sia al Senato sia alla Camera, non raggiunge i 900 voti.

Un ultimo dato significativo riguarda la percentuale dei turesi che si sono recati alle urne: il 58% – 6.100 votanti. Un numero preoccupante se si pensa che si sceglievano i rappresentanti del Parlamento della Nazione. Una disaffezione crescente che deve far riflettere tutti i partiti.

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Elezioni politiche 25 settembre 2022: ecco tutti i candidati nei nostri collegi di Senato e Camera

Domenica 25 settembre si aprono le urne delle elezioni politiche 2022. Come la volta scorsa, si voterà con un sistema elettorale ‘misto’ con una componente maggioritaria uninominale ed una proporzionale plurinominale. Ma la novità di questa tornata è che sono diminuiti i seggi da assegnare: 600 in tutto rispetto ai 945 della volta scorsa
In particolare, l’assegnazione di 147 seggi alla Camera (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 4 collegi in Trentino-Alto Adige) e di 74 seggi al Senato (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino-Alto Adige) è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato.
L’assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale, 245 per la Camera e 122 per il Senato, avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento predeterminate dalla legge. Sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista ha diritto. 

Come si vota

Il seggio elettorale consegna all’elettore due schede: una per la Camera, una per il Senato. I modelli delle due schede sono identici e recano: il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno di ciascuna lista o i contrassegni delle liste in coalizione ad esso collegate. A fianco dei contrassegni delle liste sono stampati i nominativi dei relativi candidati nel collegio plurinominale.

Il voto è espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale.

Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale. Qualora il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è comunque valido anche per la lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale. È importante sapere che l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica non prevede il voto disgiunto.

Le liste

Al Senato, nei collegi che comprendono anche il Comune di Turi (plurinominale Puglia 01 e uninominale Puglia 03) si presentano 2 coalizioni ­– Centrodestra e Centrosinistra con 4 partiti ciascuna ­– e 9 liste (vedi Lista Senato). I candidati del plurinominale sono 68 mentre per l’uninominale sono 11. Alla Camera (collegio plurinominale Puglia 02 e uninominale 04) si presentano le 2 coalizioni di Centrodestra e Centrosinistra e 5 liste singole (vedi Lista Camera).

Sia al Senato sia alla Camera le due coalizioni sono formate da: Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Lega e Forza Italia (Centrodestra); Più Europa, Partito Democratico, Impegno Civico e Alleanza Verdi Sinistra (Centrosinistra).

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Michele Cellaro e Raffaele Valentini. Due turesi a Matera

Michele Cellaro e Raffaele Valentini a Palazzo Viceconte (già Venusio). Contrabbasso in concerto per due storie: le loro, forse di tutti. “Un contrabbasso e il sogno” scritto da R. Valentini e musicato da M. Cellaro è la storia, il sogno di uno strumento che mostra di avere una vita propria, coincidente o ugualmente importante come quella del suo Maestro. Un legame unico e totale, indissolubile. Li vedi mentre suonano in perfetta sintonia, guardandosi negli occhi, innamorati, senza sguardi e pensieri per nessun altro. Perché strumento e musicista hanno una sola anima, non si può mai sapere dove finisca l’una e dove incominci l’altra. Perfetta e avvincente l’esecuzione dei “Solisti Lucani”, con il contrabbassista Marco Cornacchia, eccellente interprete solista, e al violino la bravissima solista Roberta Lioy.

Il secondo brano della serata è stato “Un contrabbasso in cerca d’amore” del Maestro Franco Petracchi, uno dei più grandi contrabbassisti al mondo, di cui Cellaro è stato allievo. E Petracchi era presente in sala, spettatore interessato. Intensa e divertente la sua presentazione del brano “non autobiografico” (ci ha tenuto a ripetere soprattutto alla sua signora seduta accanto). In questa seconda storia il Maestro Cellaro è stato contrabbassista solista, bravissimo e coinvolgente come sempre, insieme all’attrice Leonarda Saffi e al ballerino Roberto Vitelli. La sala piena di spettatori ha seguito con molta partecipazione e piacere le quasi due ore di performance.

Michele Cellaro e Raffaele Valentini sono amici d’infanzia. Non si sono mai persi di vista. Da tempo compongono insieme storie originali, molto apprezzate dal pubblico di ogni dove. Due persone di riferimento. Due risorse della nostra città.

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“Bella la terra mia: la sfida di nuove frontiere”. Serata di riflessione sul naturale e perenne flusso dei migranti

Una bellissima serata quella di martedì 23 agosto organizzata in occasione della ‘Giornata del Migrante’ e intitolata “Bella la terra mia: la sfida di nuove frontiere”. Da un’idea della Prof.ssa Carmela Mezzapesa, l’Associazione ‘Il Viandante’ con il patrocinio del Comune di Turi e in collaborazione con le Associazioni ‘I vecchi Tempi’, ‘Turesi nel Mondo’ e ‘Giovanni Maria Sabino’, hanno dato vita ad un evento che mira a creare un connubio tra consapevolezza, storia e arte partendo dal tema migrazione.

Un ringraziamento particolare va rivolto a Imma Bianco, Assessore comunale ai Servizi Sociali e ai contatti con le Associazioni Culturali turesi. Grazie al suo lodevole impegno la serata si è svolta nel migliore dei modi, così come richiedeva la ricorrenza.

Ad aprire gli interventi, il Dott. Antonio Coletta che ha portato il saluto dell’Associazione ‘Turesi nel Mondo’. A seguire un efficace approfondimento del Prof. Raffaele Valentini che ha introdotto il tema facendo un excursus linguistico sulla migrazione e affermando come quest’ultima sia una prerogativa insita nell’essere umano, infatti a livello antropologico la voglia di guardare e andare lontano ha spinto l’uomo ad elevarsi e quindi diventare erectus. Fin dall’antichità, infatti, l’uomo si è spostato per cercare territori più fertili e adatti a migliorare le proprie condizioni di vita, quindi è naturale che ancora oggi sia così.

I nostri antenati hanno lasciato le loro famiglie nella speranza di trovare opportunità di lavoro impossibili in terra natia e ancora adesso nel nostro paese abbiamo giovani costretti ad allontanarsi in altri luoghi d’Italia e del Mondo per lo stesso motivo. Ovviamente, anche chi arriva da noi compie lo stesso percorso, vivendo nella propria terra le stesse situazioni e cercando, anche mettendo a rischio la propria vita, di provare ad avere un futuro migliore. Ad oggi parlare di migrazioni come se fosse un’emergenza è fuorviante, in quanto trattasi di un fenomeno umano e naturale che va gestito in maniera strutturale avviando processi di integrazione efficace.

Successivamente l’intervento della Dott.ssa Mariangela Volpicella, ha permesso di mettere a fuoco i numeri di quanti da Turi sono partiti alla ricerca di fortuna nel Lussemburgo, in America e in altre realtà che all’epoca risultavano di grande attrattiva a livello lavorativo e che spesso poi si sono dimostrate essere delle zone di sfruttamento della manodopera migrante. Un dato interessante è sapere che la meta più scelta dagli emigranti turesi è stata l’America e solo in seconda posizione si è scelto il Lussemburgo, al contrario di quello che comunemente si pensa. Il lavoro della Dott.ssa Volpicella è molto importante per la comunità turese, perché racconta uno spaccato di storia che ci ha visti poveri e migranti. Tantissime le famiglie costrette ad abbandonare le proprie radici, gli affetti, i luoghi e le tradizioni di una comunità unita come quella di un piccolo paese.

A tal proposito il Prof. Raffaele Valentini, sottolinea anche l’importanza di riaprire al più presto la Biblioteca e l’Archivio comunale, non solo per poter offrire un servizio pubblico al cittadino, ma anche per custodire tutto il materiale che riguarda questo capitolo di storia turese che va assolutamente tutelato. La Sindaca, Dott.ssa Ippolita Resta, intervenuta per portare il suo saluto ai presenti, concorda pienamente sull’importanza che riveste la Biblioteca per la cultura e la memoria del territorio e dichiara che l’Amministrazione è impegnata ad ottenere ulteriori finanziamenti ­– un primo finanziamento di 700.000€ è già stato assegnato ­– che possano rendere fruibile la nostra Biblioteca comunale.

Molto appassionato l’intervento della Sig.ra Asma proveniente dal Marocco e in Italia da circa 15 anni, la quale ci ha permesso di conoscere la storia di chi arriva oggi nel nostro paese e sogna un futuro sereno per la propria famiglia. I sentimenti, le emozioni e i vissuti sono uguali a quelli dei nostri emigrati, perché lasciare le proprie radici è sempre un grande dolore e contemporaneamente una grande scommessa.

Quella di Asma è una storia a lieto fine di vera integrazione, si è inserita insieme alla sua famiglia nella nostra comunità con successo, grazie all’aiuto dei Servizi Sociali e dell’Amministrazione comunale e oggi è una donna fedele alle sue origini e orgogliosa di essere cittadina italiana e turese.

Il Prof. Fabio Zita con il racconto dei suoi antenati e il Sig. Pierino Schettini con la sua esperienza di emigrante negli Stati Uniti, ci hanno permesso di entrare nel vivo di quelli che sono i vissuti e le esperienze di vita di chi si è ritrovato in una nuova terra per ricostruirsi una vita partendo da zero. Le imprese militari o i mille lavori umili e sacrificanti; sono tantissime le storie dei nostri concittadini all’estero, tutte diverse ed emozionanti. Anche Paolo Valerio e Lorenzo Gassi hanno portato le loro riflessioni sul tema raccontando le proprie esperienze personali e familiari.

Gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalle splendide e significative poesie magistralmente lette da Mauro Paladini e dalla splendida voce di Francesca Gangi accompagnata dal violino e dalla tastiera rispettivamente suonati dalla M° Angela Iacovazzi e dal M° Francesco Baccellieri.

Molto efficace l’abbinamento dei brani della serata, un accostamento tra O Sole Mio, canzone molto cara ai migranti italiani e il blues, che ha permesso allo spettatore di immergersi nella nostalgia del proprio paese e l’atmosfera americana, terra d’approdo e di speranza. Moltissimi i complimenti rivolti ai musicisti, davvero bravi nel creare quel coinvolgimento emotivo che ha accompagnato il numeroso pubblico durante tutta la serata. Talmente intensa l’atmosfera creata, che anche quando poche gocce di pioggia hanno interrotto l’evento, i numerosi ospiti sono rimasti nel chiostro in attesa che si allestissero le sedute nei corridoi per poter continuare a godere di una serata così coinvolgente.

Carico di significati è stato il momento in cui Pierino Schettini e Raffaella Giuliani, interpretando rispettivamente nonno e nipote, hanno raccontato le emozioni del viaggio verso terre sconosciute e del ricordo di Turi che rimane sempre vivo in chi va via. Il loro racconto ha permesso di ricordare quanto sia importante il ruolo della memoria, che va trasmessa di generazione in generazione, affinché la storia e i valori di una volta non vadano dispersi.  

A fine serata durante il rinfresco offerto da Cantine Giuliani e Grano d’Oro di Puglia, gli ospiti hanno avuto modo di scambiare ricordi e osservazioni ammirando la personale di Lorenzo Gassi e le foto dei migranti distribuite lungo le pareti degli archi del chiostro, messe a disposizione dal Dott. Coletta.

Un evento originale quello ideato da Carmela Mezzapesa che speriamo abbia lasciato il segno. Musica, poesia e approfondimenti tematici hanno permesso il fluire delle emozioni che consentono alle memorie di rimanere impresse nell’animo umano e contemporaneamente riflettere su un tema importante e attuale.

Accompagnati dal rintocco della torre dell’orologio, simbolo della nostra Turi e testimone di partenze e arrivi, è bene ricordare che qualunque motivo porti un uomo a partire, la cosa più importante è sapere di poter avere fiducia in chi accoglie.

Angelica De Tomaso