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La pazienza, protagonista al prossimo congresso dei Testimoni di Geova a Bari dal 14 al 16 luglio 2023

Egr. Direttore / Spett.le Redazione, notato dal vostro sito che da diversi anni curate in modo attento le notizie della vostra città. Mi fa piacere informarvi delle attività degli oltre 140 Testimoni di Geova di Turi.  In questi giorni sono stati fatti i preparativi per il congresso estivo che quest’anno tratterà il tema della pazienza. Ai lavori precongressuali hanno partecipato in modo attivo i Testimoni di Geova di Turi insieme a circa 3000 volontari. 

In allegato invio il comunicato stampa di lancio del congresso dei Testimoni di Geova che si terrà a Bari dal 14 al 16 Luglio (in queste date si riuniranno gli invitati dell’hinterland barese compreso Turi). L’evento sarà il secondo dei tre previsti presso il nuovo padiglione dell’edilizia alla Fiera del Levante di Bari, che ospiteranno congressisti provenienti dalla Puglia e dalla Basilicata. I presenti stimati sono circa 8.000 al giorno per i 3 fine settimana compresi tra il 7 e il 23 Luglio. La serie mondiale dei congressi del 2023 è stata preceduta da una capillare campagna di inviti sul territorio. A Turi, a partire dal 23 giugno i TdG hanno coinvolto la cittadinanza offrendo inviti di presentazione dell’evento.

(Michele Zito, Collaboratore Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova di Puglia e Basilicata)

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In un’epoca come la nostra, caratterizzata dal “tutto e subito”, stress e scarso autocontrollo, la pazienza non è più considerata una virtù. Per molti essere pazienti significa rassegnarsi agli eventi della vita. Ma cos’è la pazienza? Essere pazienti può migliorare la nostra vita e i rapporti con gli altri? A queste e ad altre domande risponderà il congresso dei Testimoni di Geova del 2023 dal tema “Siate Pazienti” in programma ,dal 14 al 16 luglio 2023  a Bari presso il Nuovo Padiglione della Fiera del Levante.

La pazienza è una qualità importante che può essere utile a tutti nella vita quotidiana”, dice Giuseppe Carbonara portavoce dei Testimoni di Geova per Puglia e Basilicata. “Nonostante le buone intenzioni, però, mantenere la pazienza di fronte ai tanti problemi che la vita ci riserva può essere una sfida. Trascorrere tre giorni approfondendo gli aspetti di questa qualità sarà molto istruttivo”.

Da venerdì a domenica si parlerà della pazienza, evidenziandone il valore pratico attraverso esempi tratti dalla Bibbia. I momenti più attesi saranno il battesimo dei nuovi fedeli, che sarà celebrato sabato mattina, e un video racconto in due parti, che sarà presentato durante le sessioni del sabato e della domenica pomeriggio. Quest’anno sono in programma in tutto il mondo circa 6.000 congressi dal tema “Siate Pazienti”. Solo in Italia, più di 75 congressi si terranno in 14 città.

A causa della pandemia, nel 2020 i Testimoni di Geova avevano cancellato i loro eventi in presenza in tutto il mondo e per tre anni li hanno tenuti online in più di 500 lingue. “Grazie ai nostri congressi online sono stati raggiunti milioni di persone in tutto il mondo e si è riusciti a proteggere la salute dei tanti partecipanti. Quest’anno però non vediamo l’ora di ritrovarci finalmente in presenza” conclude Giuseppe Carbonara.

Da oltre 100 anni i Testimoni di Geova tengono grandi eventi in stadi, arene, centri congressi e teatri in tutto il mondo. Come sempre, l’appuntamento è aperto al pubblico. Per ulteriori informazioni sul programma o per trovare le altre sedi e date dei congressi, visitate il sito jw.org e navigate nella scheda “Chi siamo”.

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Michele Boccardi lascia Forza Italia per andare ‘CON’ Emiliano e il Centrosinistra

La lista civica ‘Con’, che alle ultime elezioni regionali ha portato parecchi voti a sostegno di Michele Emiliano, da ieri è diventata movimento politico a tutti gli effetti con la nomina del coordinatore regionale nella persona di Michele Boccardi, già senatore ed esponente di spicco di Forza Italia e del Centrodestra.

Il Movimento ‘Con’ fa parte della maggioranza di Centrosinistra che governa la Puglia ed ha ben 5 consiglieri regionali, Giuseppe Tupputi, capogruppo, Stefano Lacatena, Alessandro Leoci, Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane, questi ultimi anche assessori nella Giunta Emiliano. Gli stessi consiglieri nella conferenza stampa di ieri, nel presentare il nuovo Movimento hanno dichiarato: “Michele Boccardi è un uomo del fare e dialogo, del confronto pacato e serio e siamo certi che sarà un ottimo allenatore in grado di far crescere la nostra squadra”. L’obiettivo della nuova formazione politica è quello di «creare un contenitore che – ha dichiarato Boccardi ­– possa mettere insieme tutta una serie di realtà di professionisti, imprenditori, di gente che vuole fare politica sui temi a prescindere dalle ideologie politiche, cioè mettere insieme persone sui temi per la Puglia. La Puglia è ormai a livelli mondiali come attenzione, dobbiamo consolidare questa cosa».

Boccardi ha lasciato Forza Italia, in cui militava da anni, ed ha accettato la proposta del governatore Emiliano, fondatore di ‘Con’. L’ex-Senatore (e il Movimento ‘Con’) non nasconde l’ambizione di essere un punto di riferimento importante per la politica pugliese e per le molteplici liste civiche e magari diventare il prossimo candidato sindaco di Bari del Centrosinistra – si vota nel 2024 – in continuità con la gestione, molto apprezzata, di Antonio Decaro che non può ricandidarsi avendo fatto già due mandati. Ma il PD e la Sinistra pugliese che faranno, appoggeranno senza batter ciglio la candidatura di Boccardi a Bari? E i Cinquestelle in giunta con Emiliano? Tutti importanti interrogativi da verificare nei prossimi mesi perché l’arrivo di Boccardi e di altri transfughi da Forza Italia sicuramente modificherà gli equilibri politici.

E a Turi, il Centrodestra e l’attuale Amministrazione comunale, che in Boccardi hanno (avevano?) un riferimento e un sostegno decisivo che faranno? E i fedelissimi dell’ex-Senatore, a cominciare dal vicesindaco Stefano Dell’Aera confluiranno in massa nel Movimento ‘Con’, abbandonando al suo destino Forza Italia anche qui a Turi? Nel 2024 si vota a Bari e si vota a Turi: Tina Resta, sindaco senza partito e da tempo senza una solida maggioranza, sarà ancora sostenuta dalla coalizione del 2019? Sono questi altri importanti interrogativi che attendono delle risposte perché il passaggio di Boccardi dal Centrodestra al Centrosinistra sicuramente cambia le carte in tavola. La politica si è messa in… Movimento.

Didascalie foto: 1) Michele Boccardi parla alla conferenza stampa di presentazione del Movimento ‘CON’ (3 luglio 2023); 2) Michele Boccardi; 3) Il governatore della Puglia Michele Emiliano.

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Raccolta rifiuti, si va verso la “tariffazione puntuale” ma il personale è insufficiente e oberato di lavoro

Nella giornata di venerdì 14 aprile, nella sala consiliare del nostro Municipio, si è svolta una conferenza stampa indetta dall’Assessore Maurizio Coppi – con delega all’Ambiente e ai Servizi cimiteriali – alla presenza della dott.ssa Dicembre, amministratrice della Teknoservice Italia Srl, società appaltatrice del servizio di nettezza urbana per il Comune di Turi fino all’espletamento della prossima gara d’ambito dei Comuni ARO 5. Oggetto della conferenza è stato il piano di collaborazione fra l’Ente Comune e la società appaltatrice, nella programmazione e avvio di una necessaria campagna di sensibilizzazione di tutta la compagine cittadina, circa la necessità di un miglioramento della qualità del conferimento del rifiuto da parte degli utenti del servizio. Questo perché dopo i primi 5 anni in cui la cittadinanza ha ben risposto, con risultati tra il 78,53 – 80,8% di RD (Rifiuto Differenziato), i dati dello scorso anno e quelli dei primi tre mesi del 2023 hanno messo in evidenza una flessione, non drammatica ma che rende necessario un intervento volto all’innalzamento della qualità complessiva dei materiali differenziati avviati al recupero.

La campagna di sensibilizzazione prevede, in prima battuta: la creazione di una nuova brochure informativa, con adesivi e calendari delle utenze domestiche; la preparazione dei contenuti da diffondere sui canali social istituzionali e della ditta appaltatrice; la predisposizione di un questionario di gradimento. La campagna 2023-2024 vedrà, durante l’anno, anche lo svolgimento di incontri con le varie categorie di utenti presenti sul territorio: amministratori di condomini, pubblici esercenti, ambulanti, associazioni agricoltori, amministratori di RSA e privati cittadini. A questi verranno date ulteriori e importanti indicazioni che aiutino le utenze ad un migliore conferimento di qualità dei materiali differenziati avviati al recupero, incentrandosi soprattutto sulle problematiche legate alla raccolta dell’indifferenziato, ma anche degli ingombranti e ai Raee, incentivando la cultura dell’utilizzo dell’isola ecologica di Strada Camponobile per lo smistamento di tutti i rifiuti non differenziabili nei mastelli.

Sono già in atto ferree misure di controllo del territorio, ha precisato l’assessore Coppi, con la predisposizione di foto-trappole che stanno ampiamente fotografando gli “sporcaccioni” turesi e non, che continuano nella delinquenziale pratica dell’abbandono.

Anche con l’Istituito comprensivo “Resta De Donato Giannini”, si stanno programmando un calendario di attività pratiche e d’apprendimento sulla tematica.

L’argomento principe della conferenza è stato, tuttavia, quello inerente l’inizio del monitoraggio dei conferimenti di ciascuna utenza mediante nuova tecnologia in prima battuta in grado di associare pattumelle e buste con codice a barre alla singola utenza, ed in seconda battuta di misurare la volumetria del conferimento. Ciò permettendo nel lungo periodo di avere cognizione delle quantità volumetriche di rifiuto conferite dalle singole utenze. Dall’analisi del dato statistico rilevato e aggregato nel multi-periodo, prenderà corpo, nel giro di pochissimi anni, il raggiungimento degli obiettivi fissati ed immaginati già dal 2015, quando con l’utilizzo del sistema di raccolta porta a porta spinta quale unico modello in grado di assicurare la perfetta misurazione della quantità di rifiuti residui e differenziati prodotta da un’utenza, si sarebbe potuta raggiungere la “tariffazione puntuale” che, predisponendo un intreccio fra premialità sui conferimenti di materiale differenziato di qualità, e di penalità sull’effettivo conferimento dell’indifferenziato mira a diffondere una maggiore responsabilità ambientale e una più efficace programmazione nella gestione dei rifiuti, creando le migliori sinergie positive tra prevenzione e riciclo, ottenendo peraltro una maggiore equità contributiva. Questo metodo permette all’ente pubblico di far pagare in relazione all’effettivo servizio erogato e non in base ai metri quadri o ai componenti della famiglia. Meccanismo che. una volta a regime, consentirà di ridurre e superare il sistema attuale della cd. “ecotassa” per l’odierno conferimento in discarica o incenerimento. Monitoraggio che di sicuro comporterà un minimo rallentamento nelle operazioni di ritiro giornaliero dei rifiuti porta a porta.

Situazione che mal si sposa con quanto si apprende nelle ultime ore, circa la situazione contrattuale dei dipendenti della Teknoservice Italia Srl. Si apprende che in barba alle disposizioni dei capitolati di spesa che obbligano la ditta ad attuare il contratto collettivo nazionale di categoria circa l’assunzione di una percentuale massima del 20% di dipendenti a contratto part-time, la situazione vedrebbe, a detta dei dipendenti della società appaltatrice, il dato ribaltato con ben l’80% di contratti part-time. Partendo da questo dato, non si comprende con quali risorse umane la società intenda far fronte non solo al ritiro ma anche al suddetto monitoraggio dei conferimenti, vista anche la penuria di personale a cui non verrebbe neanche riconosciuto il supplemento economico degli straordinari che sempre più spesso sono costretti a fare per espletare il servizio.

Il Comune, che non è spettatore ma attore principale nella vicenda essendo l’Ente appaltante, provveda mediante il Direttore dell’Esecuzione del Contratto a verificare il rispetto delle clausole contrattuali previste nel rispetto delle normative statali, comminando in caso di violazione delle stesse le previste penalità.

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% RD dal 2016 ultimo anno vecchio modello di gestione del rifiuto, e i 7 anni successivi con il ‘porta a porta’ spinto. Si Ricorda che dal 2020 l’obiettivo minimo di riferimento per la RD comunale deve essere >75%, affinché garantisca premialità al Comune di riferimento. Ecco perché il dato di 75,95% di questo primo trimestre 2023 deve metterci in guardia.

Pietro Pasciolla

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Don Giovanni Amodio nominato da Mons. Puljić ‘canonico onorario’ della Cattedrale di Zara

Accogliendo l’invito del nostro Arciprete Don Giovanni Amodio, nella serata di sabato 18 marzo, alla presenza dei Parroci e dei Diaconi della comunità turese, il neo Arcivescovo Mons. Giuseppe Laterza, appena nominato Nunzio Apostolico per la Santa Sede nelle Repubbliche Centrafricana e del Ciad, ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica.

L’occasione è stata propizia per rendere nota alla comunità turese la fresca nomina alla Canonìa Onoraria(l’ufficio di Canonico) di Don Giovanni Amodio, presso il Capitolo della Cattedrale di Sant’Anastasia di Sirmio a Zara (Croazia). Ufficio della Chiesa Cattolica che prevede per lo stesso l’assegnazione di fatto di un posto nel coro, delle insegne e dei relativi privilegi canonici, esclusa la voce in Capitolo.

La nomina è uno degli ultimi atti da Arcivescovo di Zara di Mons. Zelimir Puljić, concessa previo parere collegiale del Capitolo della Cattedrale. Si diceva ultimo atto in quanto, dallo scorso 14 gennaio, Papa Francesco ha accolto la rinuncia alla guida pastorale della Diocesi di Zara presentata da Mons. Puljićper sopraggiunti limiti di età. Per effetto della sua rinuncia, il nostro concittadino onorario dal 21 febbraio 2020, ha acquisito automaticamente il titolo di Arcivescovo emerito di Zara, titolo previsto dal Codice di Diritto Canonico della Chiesa cattolica per quei vescovi che lasciano la guida di una diocesi per raggiunti limiti di età, per motivi di salute o perché trasferiti ad altri incarichi non inerenti alla cura pastorale di una diocesi. Dal 14 febbraio 2023 gli è stato assegnato l’incarico di Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi “vacante” di Spalato-Macarsca.

Con la nomina a canonico del nostro Arciprete, si salda ulteriormente il legame che dal 2018 unisce le due sponde dell’Adriatico, nella fede verso il Santo Martire, Primo Evangelizzatore della Japigia.

Mons. Laterza spiega che “Don Giovanni ha ricevuto questa onorificenza per il notevole contributo profuso nell’incremento della Devozione verso Sant’Oronzo attraverso le celebrazioni, nel 2018, del Giubileo Oronziano per il 1950° Anniversario del martirio del santo, portando all’individuazione del vero reliquiario con le ossa del Santo, conservate a Nin e non a Zara, come si era convinti. Questo, oltre ad essere un riconoscimento personale, credo sia anche un riconoscimento all’intera Città di Turi, che in questa maniera diventa un ponte. Il Papa dice sempre che dobbiamo essere costruttori di ponti. Voi siete un pilastro del ponte che, attraverso Sant’Oronzo, è stato costruito da una parte all’altra dell’Adriatico. È un ponte di comunione di spiritualità e di protezione. Sant’Oronzo benedica ciascuno di voi”.

Don Giovanni dal canto suo ha ringraziato Mons. Laterza: “Il Giubileo Oronziano del 2018 è stato un evento internazionale che ha comportato enormi difficoltà, tutte superate meravigliosamente. Senza il tuo aiuto non avremmo raggiunto quel risultato, decisamente inaspettato. Turi punto di riferimento Culturale e Cultuale di una rinnovata devozione a Sant’Oronzo. Questa cittadina ti deve molto. Sei tu che hai parlato con Papa Francesco e lui ci ha concesso l’Anno Santo. Sei stato tu a portare qui il 6 maggio 2018, l’allora responsabile delle Nunziature Apostoliche di tutto il mondo ovvero l’Arcivescovo Jan Romeo Pawłowski e al quale i carcerati consegnarono una Croce pettorale di legno da donare la Papa. Sei stato tu che hai aperto la Porta Santa di questa Chiesa Madre il 15 agosto, inaugurando l’Undena in onore del Patrono nel medesimo anno santo. La mia e la nostra più sincera gratitudine. Con questa Celebrazione Eucaristica rendiamo sinceramente grazie al Signore per il tuo ministero e per la tua amicizia”. La celebrazione si è conclusa con l’omaggio delle massime autorità religiose e civili alla reliquia del nostro Santo Patrono, custodita nella Cappella del Santo, in Chiesa Madre.

Pietro Pasciolla

Didascalie foto: 1) Mons. Laterza (al centro) tra il Sindaco Tina Resta e l’Arciprete Don Giovanni Amodio, con ad altre autorità civili, religiose e militari presenti alla Concelebrazione Eucaristica; 2) l’omaggio delle Autorità alla reliquia di Sant’Oronzo; 3) Mons. Zelimir Puljic a Turi durante il ‘Giubileo Oronziano’ del 2018 (foto di Fabio Zita)

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La Faldacchea di Turi diventa ‘Marchio collettivo’

La “Faldacchea di Turi”, tipico dolce della tradizione pugliese, è diventato un marchio, un brand di proprietà del Comune di Turi, presentato a “Levante Prof” (Fiera del Levante di Bari) il 15 marzo scorso. Una tipicità fatta di pasta di mandorla, tuorlo d’uovo e spezie, farcita con amarena e pan di Spagna bagnato all’Alchermes, come ben sanno i turesi. L’operazione ha la finalità di creare un sistema certificato di qualità della produzione e commercializzazione del nostro tipico dolce, con un disciplinare a cui attenersi e la denominazione geografica del prodotto. E così la nostra faldacchea ha finalmente ottenuto il riconoscimento di ‘Marchio collettivo’ da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

«È davvero emozionante presentare questo marchio legato a un dolce a noi molto caro – ha affermato la sindaca di Turi, Ippolita RestaÈ un dolce che ha come protagonista le mani delle sapienti maestre dolciarie, un prodotto completamente artigianale. Oltre a tutelare e valorizzare un emblema del nostro territorio, abbiamo voluto dare alle nuove generazioni la possibilità di imparare la sapienza della manualità».

La conferenza stampa si è tenuta alla presenza del Sindaco del nostro Comune, del Presidente dell’Associazione “La Faldacchea di Turi” Stefano De Carolis, di Alessandro Delli Noci, Assessore regionale allo Sviluppo economico, dell’Assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane, che ha sottolineato l’importanza «di valorizzare le tipicità enogastronomiche delle destinazioni pugliesi. Il riconoscimento è un punto di partenza che ci permette, nella collaborazione tra enti, associazioni e operatori del territorio, di investire nel turismo esperienziale e di trasferire ai nostri giovani le competenze e la passione dell’artigianalità pugliese». Al termine della presentazione, le maestre dolciarie di Turi hanno dato vita ad uno show-cooking durante il quale è stato possibile assistere alla preparazione della prelibatezza turese.

Didascalie foto: 1) le dolciarie di Turi preparano la faldacchea durante lo ‘show-cooking’ in Fiera; 2) il packagin con il marchio comunale ‘Faldacchea di Turi’ realizzato da ‘Segni Grafici’; 3) foto di gruppo dei protagonisti in Fiera (da sinistra: Anna Maria e Stella Verna (Dolciaria Aurelia), l’assessore Lopane, Nunzia Di Brindisi (dolciaria), l’assessore Delli Noci, Luciana Cistulli (dolciaria), la sindaca Tina Resta, Marilena Catucci (dolciaria), Stefano De Carolis.

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Giornata nazionale del dialetto: a Casamassima la Pro Loco e Pasquale Del Re portano la nostra lingua turese

Il dialetto di Turi protagonista e declamato dal sociologo e poeta turese Pasquale Del Re nelle brevi rappresentazioni teatrali, letture, proverbi e detti popolari promosse dalle Pro Loco della Delegazione Peucezia Sud in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali che si celebra, come ogni anno, il 17 gennaio nella storica Chiesa dell’Addolorata, nel cuore del borgo antico di Casamassima.

Davanti ad un Auditorium gremito, la Pro Loco di Turi è stata rappresentata dal turese Pasquale Del Re, presidente dell’Associazione Culturale I Dìscjadìsceche ha recitato alcune sue poesie: L’Amecìzzje, “Nu specchje andìche” e la La rùzzene. Nel finale è stata proiettata la canzone turese in dialetto Uè uè terèsetesto di Pasquale Del Re e musica e voce di Andrea Lenato. Il brano ha deliziato tutti i presenti ed è stato particolarmente apprezzato per il suo romanticismo e per la sua ironia tagliente.

La Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali rientra nella più ampia azione avviata dall’Unpli per la tutela e salvaguardia dei patrimoni culturali immateriali. – afferma la presidente della Pro Loco di Turi, Rina Spinelli Ogni singola espressione in dialetto è veicolo delle conoscenze e delle tradizioni dei nostri territori. Dialetti e lingue locali sono pertanto indispensabili alla trasmissione di tali patrimoni culturali fra le generazioni. Dalle immagini della serata, trascorsa in armonia e sinergia, sarà realizzato un contributo multimediale che raccolga e unisca i diversi accenti della nostra Terra“.

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“La città nelle nostre mani”. Corso di formazione per sindaci e amministratori

Il 20 gennaio 2023 prende ufficialmente il via il corso di formazione per Sindaci e Amministratori organizzato e promosso dall’Associazione “Cercasi un fine” – presieduta da don Rocco D’Ambrosio – e dalle Presidenze dei Consigli Comunali di Alberobello, Martina Franca, Putignano, Turi e Noci. Il percorso formativo prevede nove incontri, da gennaio a giugno 2023, con relatori di alto profilo e tematiche di approfondimento che intendono, inoltre, offrire un quadro teorico e valoriale che stimoli il confronto con chi già esercita attività amministrativa.

“L’iniziativa intende colmare uno dei vuoti lasciati dai partiti tradizionali per la formazione della nuova classe politico-amministrativa e per offrire ai professionisti, che già operano nelle nostre comunità, un ulteriore momento di confronto e di crescita” spiega Viviano Giuliani, Presidente del Consiglio Comunale di Alberobello. “L’idea sarebbe quella di offrire agli amministratori, presenti e futuri, un percorso formativo qualificante e, quindi, un’occasione di scambio, una “palestra di discussione”, senza appartenenze ideologiche, grazie ai contributi di personalità di alto profilo politico e istituzionale. Un servizio utile all’intera comunità, con già l’idea di estendere il prima possibile questo percorso ai giovani che sceglieranno di avvicinarsi a queste tematiche”. Conclude Don Rocco D’Ambrosio: “La politica è un’arte: diventare di essa artigiani è difficile ma non impossibile”.

Il percorso formativo si terrà ad Alberobello presso la sede del Bibliocenter (ex conceria) in via Barsento. Per informazioni contattare: scuolaconsigli@cercasiunfine.it oppure chiamare direttamente al numero 3389152722.

Ufficio Stampa del Comune di AlberobelloCaterina D. Mansueto

ufficio stampa@comune.alberobello.ba.it 080 4036228

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Ai cittadini, ai Sindaci dei comuni italiani, all’ANCI. Botti e fuochi artificiali: è ora di smettere

Sui banchi di certi negozi sono disponibili botti e fuochi artificiali in abbondanza; produzioni prevalentemente estere, commercializzazione italiana; nomi fantasiosi  e “accattivanti”: fontana gigante, fontana…Vesuvio (!) , prato fiorito (!), fontana Michelangelo, petardo caramello… Costi da trenta euro in giù.

La nostra proposta è semplice, divieto di fabbricazione, di commercializzazione di uso: come si è fatto per l’amianto nella UE e in altri paesi occidentali; ovviamente si tratta di merci diverse tra loro ma che sono ugualmente merci nocive e mortifere. Come per l’amianto, anche la storia dei fuochi artificiali è costellata di stragi (diverse perché immediate e non differite dopo lunga latenza); inevitabile non ricordare la strage di Modugno (2015, dieci morti), quella di Messina (2019, 5 morti) e lo stillicidio continuo di  eventi luttuosi che hanno riguardato singoli operai spesso anche molto giovani. Il “comparto fuochi artificiali”, se consideriamo il ristretto numero di lavoratori addetti, è certamente il comparto con la più alta incidenza di morti al mondo. Infatti risulta che i nuovi materiali e le nuove tecnologie abbiano modificato i rischi (meno inquinanti “tradizionali” ma più rischi di esplosione a causa della diffusione dell’uso di nano particelle); in breve: i fuochi artificiali costituiscono la punta dell’iceberg di quella lunga serie di merci nocive e mortifere che occorre bandire per il bene del pianeta e dell’umanità. Nella punta dell’iceberg, oltre l’amianto, ovviamente vi sono le armi la cui produzione sta oggi crescendo vertiginosamente non solo al “servizio” degli eventi bellici ma anche per sostenere la repressione in paesi i cui governi disconoscono il valore della democrazia; sono di coproduzione franco-toscana le pallottole che colpiscono oggi le donne e gli uomini che manifestano in Iran; sono italiane alcune grandi fabbriche che forniscono armi da guerra ai tanti regimi dittatoriali e guerrafondai del mondo.

Bandire i fuochi oggi è anche un messaggio simbolico a favore della pace immediata che vorremmo sul fronte russo-ucraino.

In vista delle prossime festività dunque facciamo, anzi reiteriamo (assieme a numerosi cittadini ed associazioni ecologiste ed animaliste) una proposta semplice ai Sindaci (nella loro veste di autorità sanitarie locali): adottare drastiche misure di contrasto nei confronti della commercializzazione e dell’uso di fuochi artificiali e botti. Fuochi che sono retaggio di “culture” e usanze di altri tempi (festa, farina e forca), esibizione gradita ai monarchi per ipnotizzare la plebe, e alla criminalità organizzata in occasioni di battesimi e compleanni (per carità: non che chiunque li usi sia un “affiliato” , ci mancherebbe…). Anche la Chiesa li vede ormai con scetticismo (pur con un atteggiamento a volte …pilatesco): merce nociva e mortifera che ormai ci costringe ad ogni Capodanno alla conta di feriti e a volte di morti, a causa del loro uso. Per non tacere gli eventi gravi ma spesso non censiti (reazioni allergiche o crisi asmatiche; ma gli inquinanti diffusi sono nocivi anche per l’apparato cardiovascolare perché dai polmoni “entrano in circolo”). Ancora: per non tacere dell’impatto negativo sulla salute psicofisica degli animali. Nella impossibilità di far giungere il nostro messaggio a tutti i singoli Sindaci italiani quest’anno ci rivolgiamo all’ANCI con l’invito a dare indicazioni ai singoli comuni per una omogenea, drastica, definitiva azione di contrasto. Il “chiacchiericcio” inconcludente sui temi del cosiddetto ‘green deal’, della sostenibilità sociale, della lotta agli sprechi approda alla “indifferenza” delle istituzioni e dei decisori politici rispetto a una pratica assurda che inquina, spreca e distrugge.

Invitiamo ogni cittadino che condivida questo appello a fare pressing sul Sindaco del proprio Comune.

Al governo la responsabilità di decidere misure più ampie che risolvano il problema alla fonte: vietando la produzione.

Auguriamo gioia, serenità, solidarietà, inclusione e fratellanza, sentimenti perseguibili con altri mezzi, ben diversi dai petardi, anche consultando le associazioni di volontariato e le associazioni ecologiste.  

VITO TOTIRE

per la campagna mondiale “bando dei fuochi pirotecnici” 

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Lilli Susca (PD): “Lavoratori stagionali come Gramsci. Tina Resta rifiuta 4,8 milioni del PNRR”

La consigliera di minoranza, nonché segretario cittadino del PD, Lilli Susca scrive un post su facebook per stigmatizzare l’atteggiamento di totale chiusura ‘ideologica’ dell’Amministrazione di Tina Resta sulla questione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali, così come già avvenuto per il ‘Progetto Gramsci’.

“Oggi 9 dicembre – scrive la consigliera Susca – tre giorni prima della scadenza per la presentazione di un’idea progettuale, la sindaca Resta rivela ai componenti del tavolo tecnico che la sua maggioranza è contraria: in questi due giorni si è confrontata con i consiglieri di maggioranza e loro hanno risposto compatti che quel finanziamento di 4 milioni 800 mila euro non lo vogliono. Il 29 marzo scorso fu firmato un documento che vedeva Turi fra i comuni destinatari di un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro per combattere il fenomeno del caporalato e degli insediamenti abusivi. Lo sanno dal 29 marzo e la sindaca consulta la sua maggioranza solo adesso?”.

“Fin dall’inizio – continua la Susca – la sindaca si dichiara intenzionata ad accogliere il finanziamento e, di conseguenza, si dice favorevole all’istituzione di un tavolo tecnico per arrivare pronti alla consegna prevista per questo dicembre. Un tavolo tecnico che avrebbe dovuto dare voce a tutti i soggetti coinvolti. Questo è ciò che sembra, ciò che vuole far credere. Invece, cosa succede? Che il tavolo tecnico in realtà è un tavolo politico a cui sono invitati solo i consiglieri. Totalmente ignorati i produttori agricoli, commercianti e forze dell’ordine, associazioni di volontariato e cooperative che si erano occupate di accoglienza in passato. Succede anche che lo stesso tavolo ‘politico’ viene da subito svuotato di contenuto e di funzionalità. Primo perché viene convocato solo quattro volte e poi perché non viene chiesta alcuna reale collaborazione. È semplicemente uno sparuto pubblico davanti al quale recitare l’ennesima farsa. Farsa questa che vede come protagonista indiscussa la sindaca che, imperterrita, continua a sostenere che il finanziamento deve essere accolto, come co-protagonista l’ingegner Di Bonaventura, che durante l’incontro del 22 novembre, illustrava la sua idea progettuale, peraltro assolutamente condivisibile, come comparse i consiglieri di maggioranza presenti che non battevano ciglio lasciando credere che fossero disposti ad accettare la deriva inclusiva della sindaca. Ma la farsa ad un certo punto deve rivelare la verità. E la verità è che da sempre, fin da quel 29 marzo, era chiaro che questa Amministrazione avrebbe rifiutato il finanziamento. Ma la sindaca, come da copione già recitato in precedenza – vedi progetto Gramsci – proprio non ce la fa a non recitare il ruolo della progressista, forse perché essere assimilata alla sua maggioranza evidentemente reazionaria non le piace, non la fa star bene. E così recita, finge, prende per i fondelli, fino alla fine, fino a farmi sbottare e abbandonare il tavolo sbattendo la porta. 

Alla sindaca e a tutta la sua maggioranza manca il coraggio delle proprie idee. Avrebbero dovuto dirlo subito, evitando anche di costituire il tavolo tecnico”. 

La consigliera Susca termina il suo post chiedendosi: “E adesso che anche questo finanziamento è andato perso mi chiedo: come pensano di affrontare le prossime stagioni cerasicole? Se non vogliono accettare il sostegno delle istituzioni rifiutando un finanziamento così cospicuo, come affronteranno il problema? Dove alloggeranno i lavoratori stagionali? In villa? Nei giardini privati? Oppure pensano di avere la bacchetta magica con cui far scomparire il problema? Staremo a vedere”.

Le foto: in alto l’accampamento dei lavoratori stranieri stagionali 2022 presso il campo sportivo; in basso, la consigliera comunale di Minoranza Lilli Susca

Grata

Centro permanenza per il rimpatrio di Bari, la violazione della Costituzione è Palese

Riceviamo da Gino Stasi, Associazione Salute pubblica; Andrea Tenore, Mesagne Bene Comune; Vito Totire, Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria “Francesco Lorusso” questa lettera che volentieri pubblichiamo. È indirizzata a: Sindaco di Bari, Presidente della Regione Puglia, Direttore generale Asl Bari, Direttore Dipartimento prevenzione Asl, Giudice di Sorveglianza del Tribunale di Bari e alla Rete nazionale noCpr. Ecco di seguito il testo.

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Non imiteremo quei cittadini tedeschi che dopo il 1945 interrogati sui lager hanno detto “non sapevamo niente”; spesso si abusa nel proporre similitudini insostenibili; è successo per le ennesima volta anche di recente; vogliamo essere chiari dunque: nessuna analogia tra Cpr e genocidio ma la forza del meccanismo della “associazione di idee” aumenta in questo “caso” in cui comunque la esistenza stessa del Cpr si configura come una aperta violazione dei diritti costituzionali e della dignità delle persone; definire i Cpr un luogo in cui vengono praticati “trattamenti disumani e degradanti” pare persino un eufemismo.

Sta di fatto che sintonizzarsi su RADIO CARCERE è possibile per tutti compreso il Sindaco di Bari e il Presidente della Regione Puglia e certamente i due esponenti istituzionali citati hanno avuto possibilità di ascoltare la testimonianza di Osvaldo (giovedì sera 1° dicembre 2022) persona proveniente dall’Ecuador oggi ristretto nel Cpr di Bari perché, giunto in Italia nel 1999, oggi si trova sprovvisto di permesso di soggiorno; un “sans papier” secondo la elegante definizione francese; definizione elegante ma sostanziale perché a queste persone, in effetti, manca solo …un pezzo di carta per non essere espulse! Sta di fatto quello che Osvaldo racconta dall’interno del Cpr: “spedito” a Bari in quanto “non c’era posto a Milano e Torino”; docce rotte; turche inagibili; si vive nella sporcizia; senza lenzuola, al freddo; frequenti azioni autolesioniste (persone per esempio che bevono detersivi o fanno “di peggio”); detenuti privati di lacci e cinture (una politica di prevenzione del suicidio e dell’autolesionismo solo di tipo custodialistico!); privati ovviamente di lamette e di smartphone (meglio non fotografare perché non si conoscano fuori le vere condizioni interne!); pare che le ambulanze non entrino e risulta che una dottoressa, dopo un breve periodo di lavoro, sia andata via perché “non sopportava di vedere…”; ad ogni modo la intera testimonianza di Osvaldo è disponibile negli archivi di Radio Carcere/Radio Radicale.

Gli osservatori esterni (operatori socio-sanitari o giornalisti) e anche ovviamente i reclusi ritengono che “il CPR sia peggio del carcere”; se già per la gestione delle carceri l’Italia è stata “bocciata” più volte dalla UE cosa succederebbe se la UE dovesse pronunciarsi sui Cpr?

Non che le carceri pugliesi siano in condizioni “accettabili”; è che alla condizione di inaccettabilità, che comunque traspare anche all’esterno da informazioni e testimonianze, si associa pure la scarsa o nulla trasparenza; abbiamo reiteratamente chiesto – senza mai ottenere risposta – di accedere ai rapporti semestrali Asl riguardanti le carceri di Turi e di Bari; pare dunque paradossale ma tuttavia è realistico chiedere: che il monitoraggio semestrale delle condizioni carcerarie da parte della Ausl (previsto dall’articolo 7 della legge di riforma penitenziaria  354/1975  e di cui, appunto, non siamo riusciti a sapere nulla per Turi e Bari) venga immediatamente esteso al Cpr di Bari Palese e a tutti i Cpr italiani.

Non si può, infatti, se non in spregio alla Costituzione repubblicana, sostenere che i Cpr NON SONO CARCERI o prendere atto, finalmente, che di carceri si tratta, e con questo “legittimare” una grave discriminazione tra persone, particolarmente insopportabile in quanto basata, sostanzialmente, anche sulla nazionalità di provenienza.

Dunque la nostra proposta e richiesta pressante è: il Sindaco e il Presidente della Regione dispongano immediatamente un sopralluogo della Ausl di Bari nel CPR ai sensi dell’art.11 della legge 354/1975 (il medico provinciale visita ALMENO DUE VOLTE ALL’ANNO…);

LA STORIA DELLA SANITA’ PUBBLICA CI DICE CHE LA NORMA DEL 1975 NON E’ UNA “NOVITA”; GIA’ NELL’OTTOCENTO I PENITENZIARI ERANO VISITATI PERIODICAMENTE DALL’UFFICIALE SANITARIO: VOGLIAMO TORNARE INDIETRO?

Ovviamente chiediamo che le “visite” siano estese e includano dunque tutti i siti nei quali si esercitano pratiche di privazione o limitazione della libertà: carceri, strutture psichiatriche per trattamenti sanitari obbligatori, REMS-residenze per la esecuzione delle misure di sicurezza (che in Puglia sono tre), celle delle questure, eventualmente, dove necessario, residenze per anziani.

Queste “visite”, che devono evolvere dalla pratica della osservazione a quella ispettiva, NON RISOLVERANNO I PROBLEMI E LE CONTRADDIZIONI MA COSTITUIREBBERO UN CONTRIBUTO AL PERCORSO NECESARIO PER GARANTIRE A TUTTI, A PRESCINDERE ANCHE DAL PAESE DI PROVENIENZA, I FONDAMENTALI DIRITTI UMANI E COSTITUZIONALI.

Grazie della attenzione, rimaniamo in attesa di riscontro e di dialogo.

Gino Stasi, Associazione Salute pubblica

Andrea Tenore, Mesagne Bene Comune

Vito Totire, Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria “Francesco Lorusso”

Brindisi/Bologna, 5.12.2022