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Contenziosi tributari delle Aree edificabili: il Comune di Turi e il Comitato raggiungono l’accordo per la risoluzione definitiva 

Il Comitato cittadino ‘Aree Edificabili – Turi’ annuncia in un comunicato: “Finalmente risolta, in maniera definitiva e positiva, la problematica inerente il valore di mercato delle aree edificabili. L’attuale Amministrazione ha voluto porre la parola fine ad un problema che per anni ha vessato molte famiglie turesi: la determinazione del valore di mercato delle aree edificabili.

La determinazione del valore venale delle aree edificabili assume rilevanza ai fini della tassazione (IMU e TASI) delle aree edificabili. Infatti la quantificazione dell’IMU e della TASI avviene applicando le aliquote, stabilite di anno in anno dal Consiglio Comunale, al valore di mercato determinato per le stesse aree edificabili dal Consiglio Comunale (o dalla Giunta Municipale appositamente delegata). Questo stabiliva e stabilisce la norma ancora in vigore.

Orbene la norma è chiara, purtroppo, ciò che ha fatto nascere la problematica era la giusta determinazione del valore di mercato delle aree edificabili. La problematica nacque nel 2014 con la precedente Amministrazione che, con la compartecipazione di Politecnico, tecnici e società varie determinò, per le aree edificabili, dei valori venali fuori mercato e non esistenti in realtà per gli anni dal 2011 al 2019. Erano valori così assurdi che sviluppavano tasse (IMU e TASI) così alti da superare in pochi anni il valore del bene da tassare. In parole povere, le tasse in pochi anni si mangiavano il bene il cui valore, a seguito della crisi finanziaria e della cementificazione selvaggia turese, aveva subito una notevole svalutazione con conseguente stallo dell’edilizia locale.

Ignoriamo il motivo di tale scelta scellerata, scelta determinata non guardando alla reale situazione del mercato immobiliare turese, come per legge doveva avvenire, bensì determinata dalla folle bramosia di “fare cassa” a man bassa a tutti i costi. Nonostante come Comitato abbiamo sempre chiesto negli anni l’applicazione della norma con logica, coscienza ed equità, la precedente Amministrazione non ha mai voluto ascoltarci, non ha mai voluto mettere in atto gli istituti, già vigenti allora, per evitare o almeno ridurre il contenzioso (accertamento con adesione e reclamo mediazione). La circostanza che ancora oggi, a distanza di anni ci fa ancora male, sono le Loro risatine sotto i baffi quando si evidenziava l’assurdità dei valori venali da Loro determinati. Per dimostrare la bontà delle nostre tesi, si chiedeva Loro di indicarci transazioni e permute di aree edificabili avvenute con valori simili a quelli da loro determinati. La Loro risatina diventava più evidente quando, esasperati e disperati, dicevamo che eravamo pronti a vendere le nostre aree edificabili anche ad un terzo del valore da Loro determinato. Tale assurdo comportamento di chiusura totale, ha provocato negli anni un notevole contenzioso che ha arrecato danni non solo ai contribuenti (batticuore e spese legali), ma anche alle entrate del Comune per mancati introiti e per spese legali. Come dice Papa Francesco la guerra non ha vincitori, ma produce solo macerie per entrambi i contendenti. Questo, purtroppo, è avvenuto. L’attuale Amministrazione ha impiegato del tempo per capire la situazione ed approfondire la problematica, comunque, alla fine ha avuto il coraggio di affrontarla; si è impegnata per trovarne la soluzione, dando ai Funzionari Responsabili degli indirizzi da seguire. Meglio tardi che mai.

Il tutto è avvenuto e si è svolto operando sempre nell’alveo della legalità e rispettando la normativa vigente. La problematica sopra evidenziata riguarda gli anni dal 2012 al 2020. Per caprie come si sono svolti le operazioni di deflazione del contenzioso tributario, occorre distinguere tre periodi. Il primo dal 2020 in poi, periodo per il quale non erano ancora stati determinati i valori venali delle aree edificabili, l’attuale Amministrazione ha abbandonato la valutazione irreale e scellerata avvenuta per gli anni precedenti con la passata Amministrazione. Sono stati ridefiniti e determinati valori venali delle aree edificabili, utilizzando come unici parametri quelli dei valori reali del mercato immobiliare locale, della logica, del buon senso e dell’equità. Sono stati determinati valori di gran lunga inferiori di circa il 55% – 60% rispetto a quelli determinati negli anni precedenti dalla passata Amministrazione. In questo modo si è cercato di porre fine a futuri contenziosi per gli anni a venire. Il secondo dal 2017 al 2019, periodo per cui, pur essendo stati già determinati dalla precedente Amministrazione valori irreali e fuori mercato, ancora non esistevano contenziosi già in atto. Per detto periodo, l’attuale Amministrazione ha messo in atto gli istituti di deflazione del contenzioso tributario (accertamento con adesione e reclamo mediazione), con notevole riduzione dei valori venali delle aree edificabili a suo tempo determinati dalla precedente Amministrazione. Per gli anni 2017 e 2018 i valori sono stati ridotti, in sede di accordo, anche qui di circa il 55% – 60%. 

Per il 2019 sono stati ridotti di circa il 65% -70%. Con ciò si è cercato di eliminare del tutto l’insorgere di eventuali futuri contenziosi. Il terzo periodo dal 2012 al 2016, periodo per cui già esistevano contenziosi tributari pendenti. Per questo periodo, l’attuale Amministrazione ha usato gli istituti della definizione agevolata e della conciliazione extragiudiziale agevolata, che hanno contribuito a ridurre, in quantità notevole, il valore venale delle aree edificabili a suo tempo deliberati dalla precedente Amministrazione. La riduzione mediamente è stata del 55% – 58%, in alcuni casi anche un po’ di più. Questi due istituti sono stati messi in atto dall’attuale Amministrazione adottando, prima il Regolamento per la definizione agevolata e la conciliazione agevolata dei contenziosi tributari pendenti (approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 8 del 27/03/2023) e poi attivando la procedura della conciliazione agevolata delle liti tributarie (Deliberazione di Giunta Municipale n. 147 del 27 settembre 2023). 

Con l’adozione di questi ultimi atti si è cercato di risolvere definitivamente lo spinoso problema dei contenziosi riguardanti le aree edificabili. Per mancanza di spazio non riportiamo le tabelle con i valori determinati a suo tempo dalla precedente Amministrazione e quelli rettificati e ridotti dall’attuale Amministrazione a seguito di quanto sopra riportato. Ci riserviamo di farlo in una prossima occasione.

Si poteva fare di più? I valori come sopra rideterminati sono lontani da quelli sostenuti dal Comitato? – Brevemente alla prima domanda: Forse sì e, soprattutto per alcune zone i valori sono ancora un poco alti ma, in ogni caso, occorreva chiudere la partita e finirla con il batticuore dei contenziosi, in considerazione che la giustizia tributaria è instabile nelle sue sentenze e va a giorni alterni (ciò che è giusto oggi, può non esserlo domani, ciò che è giusto per un giudice può non esserlo per un altro giudice). In ogni caso, quando si tratta occorre mediare e questo è stato fatto. Non dimentichiamo che qualsiasi accordo è sempre meglio dell’incerto contenzioso. Alla fine della giostra chi non ritiene essere d’accordo è libero di continuare con i ricorsi e le cause. Alla seconda domanda: I valori rideterminati, dal 2019 in poi, non sono lontani da quelli sostenuti dal Comitato (siamo nell’ordine di centesimi o di qualche Euro). Solo per qualche zona del PUG, purtroppo, i valori si discostano in maniera maggiore.

Un doveroso ringraziamento va da parte del Comitato Aree Edificabili a tutti coloro che si sono adoperati per risolvere positivamente tale annosa problematica: all’attuale Sindaco, alla Giunta, al Consiglio Comunale, agli attuali Funzionari Comunali del Settore Tributi (Dott. Filippetti) e dell’Ufficio Tecnico (Arch. Del Rosso) e all’Avvocato Leogrande che ci ha sostenuto e difeso. Infine un sentito ringraziamento va anche a tutti i cittadini che ci sono stati vicini, che ci hanno incoraggiati, ritenendo le nostre tesi giuste, logiche e degne di essere sostenute.Grazie a Tutti.

IL COMITATO AREE EDIFICABILI – TURI

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Trenta studenti dell’IISS “Pertini Anelli Pinto” lavorano per un mese all’estero grazie ad un progetto della scuola

Come può l’Unione Europea contribuire a rendere le esperienze formative offerte dalla scuola innovative e coinvolgenti? Come può un’esperienza lavorativa essere completamente diversa da quelle normalmente previste dalle scuole nell’ambito dei PCTO? Come può una scuola rinnovarsi e volgere il suo sguardo al futuro? Una scuola che guardi realmente al futuro e che prepari i propri studenti sia a proseguire gli studi nel segmento universitario sia all’inserimento nel mondo del lavoro, può perseguire questa seconda finalità promuovendo iniziative che consentano di vivere esperienze lavorative nell’ambito dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) che possono aiutarli a scoprire quali attività di lavoro gli consentano di esprimere le loro potenzialità e li facciano sentire realizzati. Grazie ai fondi dell’Unione Europea l’Istituto “Pertini Anelli Pinto” ha consentito a 30 suoi studenti di vivere un’esperienza lavorativa della durata di un mese all’estero e in maniera del tutto gratuita.

Nell’ambito del Programma Erasmus + Azione KA122 MOBILITÀ INDIVIDUALE AI FINI DELL’APPRENDIMENTO-AMBITI VET “ENHANCE the Professional Competences” sono stati organizzati 3 gruppi da 10 unità. Tra la fine dello scorso anno scolastico e l’inizio del nuovo due si sono recati a Galway in Irlanda e a Valencia in Spagna. È partito il primo ottobre l’ultimo gruppo che ha come destinazione la Germania. I ragazzi hanno vissuto un’esperienza dal grandissimo valore formativo: dopo essere stati opportunamente formati dai docenti e dai tutor si sono mossi autonomamente con i mezzi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro, hanno imparato a svolgere le diverse mansioni che erano state assegnate loro ed hanno dovuto interagire nella lingua del posto. Hanno sperimentato le difficoltà connesse a qualsiasi contesto lavorativo, per esempio la stanchezza e la difficoltà di lavorare in team dovendo utilizzare come lingua veicolare una lingua che non fosse la loro. Essi, però, hanno anche goduto della soddisfazione derivante dalla consapevolezza di aver lavorato bene e di aver interagito correttamente con tutti. Entusiastici e nostalgici i commenti al ritorno. I ragazzi si sono detti felici dell’opportunità che era stata data loro. La possibilità di andare in futuro a lavorare all’estero li entusiasma e li rende ottimisti rispetto alle prospettive future. Diversi studenti hanno manifestato il desiderio di tornare a lavorare dove sono già stati la prossima estate per perfezionare ulteriormente la lingua e vivere nuove esperienze in vista dell’ultimo anno di scuola. I docenti dell’Istituto si sono alternati come accompagnatori ed hanno espresso anche loro un parere estremamente positivo sul progetto realizzato.

L’IISS “Pertini Anelli Pinto” si sta configurando sempre più come una scuola attenta ad offrire ai propri studenti le migliori opportunità formative. Si è candidato infatti ad altri due progetti Erasmus che, se approvati, permetteranno ad altri suoi studenti di realizzare dei percorsi all’estero. La formula totalmente gratuita di questi progetti permette anche a coloro che normalmente rimarrebbero esclusi da queste esperienze, a causa della disponibilità economica limitata della famiglia, di viverle pienamente.

Maria Rosaria Torchetti Responsabile Comunicazione IISS Pertini Anelli Pinto

Il presidente Napolitano all'uscita dal Carcere ridotta

5 novembre 2011: il Presidente Giorgio Napolitano è a Turi per rendere omaggio a Gramsci e Pertini

Ho reso omaggio a Gramsci nella cella in cui fu ristretto penosamente per tanti anni. Ricordo bene che in questo carcere fu rinchiuso anche Sandro Pertini e rammento la sua vicinanza a Gramsci in quei momenti drammatici. È un luogo altamente simbolico al quale sono stato contento di poter rendere ancora una volta un tributo di gratitudine e di commozione. È il commento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano trasmesso ai tanti giornalisti che l’attendevano al portone del Carcere di Turi in una soleggiata mattinata del novembre 2011. Il Presidente, in viaggio verso Conversano per un convegno aveva espresso il desiderio di fermarsi nel nostro paese e salire per la seconda volta alla cella di Antonio Gramsci.

Oggi, a pochi giorni dalla scomparsa del Presidente Emerito, quelle parole e quella visita, compiuta in forma privata insieme alla moglie Clio, ritornano alla memoria di chi quell’evento l’ha vissuto da spettatore. Dedicammo la copertina a quella visita innanzitutto perché si trattava del Presidente della Repubblica ma il nostro intento era un altro: sottolineare la singolarità di Turi, cioè di un piccolo Comune fra i tanti della nostra Nazione che ha avuto l’onore della visita di ben due Presidenti: nel 1980 Sandro Pertini, prigioniero insieme a Gramsci e a tanti altri antifascisti negli anni della dittatura, e poi Napolitano. Turi crocevia ideale delle storie di tre grandi esponenti della Sinistra italiana e dell’antifascismo, un riferimento ‘simbolico’ forte agli ideali di libertà che il nostro paese non ha inteso finora ben evidenziare con significative e durature iniziative, anzi respingendone alcune, con grave danno per la nostra comunità.

Ma torniamo al ricordo di quella visita e di quell’uomo di altissima statura politica e morale – stimato da tutti come si è potuto notare durante la cerimonia funebre – riprendendo dal nostro archivio la cronaca che Nicola D’Addabbo – allora giovane collaboratore, oggi affermato architetto in giro per il mondo – ebbe l’incarico di scrivere per ‘il paese’. (Giovanni Lerede)

5 novembre 2011 • Le pagine di cronaca turese sono state piacevolmente sconvolte da un evento che ha valicato i confini comunali ed è riuscito ad attirare l’attenzione dell’Italia intera. Dopo Sandro Pertini, Turi ed i Turesi hanno avuto l’onore di ospitare un altro Presidente della Repubblica,  Giorgio Napolitano. A differenza di Pertini, la cui visita densa di emozioni e ricordi culminò con l’assegnazione della cittadinanza onoraria, il nostro 11° Capo dello Stato si è potuto fermare per soli 15 minuti qui da noi, prima di ripartire alla volta di Conversano per concludere lì i suoi appuntamenti pugliesi, con la manifestazione organizzata per il 90° anniversario dalla scomparsa dell’Onorevole Giuseppe Di Vagno, martire antifascista.

Una sosta breve ma intensa quella turese, che ha avuto come palcoscenico il nostro carcere, definito da Napolitano stesso – molto emozionato – “un luogo altamente simbolico”. Una definizione che ben descrive un crocevia della Storia tra le cui poderose e drammatiche mura ha avuto la (s)fortuna di ospitare due uomini eccellenti come Gramsci e Pertini, vicini di cella dal ’30 al ’32, rinchiusi per le stesse identiche colpe: l’amore per la patria e il desiderio di libertà contro qualsiasi forma di oppressione. Nel 1980, Pertini, durante la sua visita ufficiale da Capo dello Stato, visitò da solo la stessa cella e si sedette commosso sul letto che era stato del suo amico Antonio. E ancora – per un’altra straordinaria casualità del destino – Napolitano stesso nel ’76, durante la sua prima visita a Turi, appena nominato portavoce del Partito Comunista Italiano, incontrò di fronte alla casa di reclusione il “cavallo di razza” della DC, Aldo Moro, durante una campagna elettorale. Uomini ed eroi che hanno cambiato la storia dell’Italia, ai quali si voleva rendere omaggio, il giorno della visita presidenziale, con una piccola mostra fotografica (organizzata dal Centro Studi turesi ‘Aldo Moro’) intitolata “L’Italia democratica nel periodo dal 1950 al 1980”. Una mostra ospitata in una struttura provvisoria, posta di fronte al Monumento ai Caduti. E, infatti, stando al programma, Napolitano avrebbe dovuto apprezzare le foto esposte subito dopo la visita al carcere, tanto che proprio accanto all’ingresso del gazebo si erano assiepati i nostri consiglieri e assessori comunali, desiderosi di poter avvicinare per un attimo il Presidente, in un numero che nemmeno nei più importanti consigli comunali si era mai raggiunto. Gli eventi, però, hanno preso una piega diversa. Napolitano non è andato verso la mostra ma si è inaspettatamente diretto verso un gruppo di alunni festanti, a cui ha regalato sorrisi e strette di mano, mentre gli unici “senior” che sono riusciti ad avvicinarlo sono stati il Sindaco Gigantelli ed il prof. Filomeno, l’ex-Preside della Scuola Media turese (rappresentante del Centro Studi ‘Moro’). Filomeno ha donato un folder contenente tutto il materiale prodotto dalle Poste, con relativo annullo filatelico, presentato a Turi nel 2003 per celebrare l’87° anniversario della nascita dello statista pugliese assassinato dalle Brigate Rosse.

Alla fine tutto è andato per il meglio. Tantissima gente euforica tra la nostra villetta dei Caduti e il carcere. Compreso un pittoresco fuoriprogramma a cura di uno spettatore armato di megafono che ha compiuto un gesto premonitore urlando “Presidente, liberaci da Berlusconi!!”, riconoscendo in Giorgio Napolitano l’unica figura degna di rappresentare l’Italia e gli Italiani. L’unica figura istituzionale in grado di pensare seriamente al nostro ingarbugliato futuro. Già ingarbugliato a cominciare da questo convulso presente.

Nicola D’Addabbo

Didascalie foto: 1) Il Presidente Napolitano e la Direttrice del Carcere nella cella di Gramsci (sito Quirinale); 2) il Presidente Napolitano all’uscita dal Carcere con il sindaco Gigantelli (foto Giovanni Palmisano); 3) il Presidente Napolitano saluta i ragazzi che lo aspettano all’uscita del Carcere (sito Quirinale)

Targa a Marika ok

Asd Revolution Turi, primo Memorial dedicato ad Antonio Gasparro

Si è svolto domenica pomeriggio 24 settembre il Primo Memorial “Antonio Gasparro” per ricordare la figura storica di Antonio Gasparro, per 18 anni dal 1993 al 2010 Presidente dell’Associazione Sportiva Pallavolo Turi e poi Presidente Onorario fino al maggio scorso, quando è venuto a mancare.

In tantissimi hanno presenziato la tribuna del Palazzetto dello Sport di Turi, che ha visto il commosso saluto iniziale del Sindaco Tina Resta e dopo il match amichevole tra l’Arrè Formaggi Turi e la Pallavolo Molfetta di serie B maschile, gli interventi dell’amico storico della pallavolo turese Michele Boccardi, del Presidente Fipav Bari avv. Danilo Piscopo, del vice sindaco di Turi Stefano Dell’Aera, tutti improntati sulla grande passione, soprattutto per i giovani, che ha caratterizzato il lungo percorso pallavolistico di Antonio Gasparro.

L’Asd Revolution Pallavolo Turi, organizzatrice del Memorial, con il Presidente Domenico D’Aprile e il direttore generale Daniele Marotta ha poi consegnato una targa ricordo alla figlia Marica Gasparro, visibilmente commossa. La manifestazione si è conclusa con la presentazione di tutti i ragazzi/e del settore giovanile, delle due squadre maggiori di C femminile e B maschile e dell’intero staff societario.

testo di Fabio Zita, foto di Ruben Orlandi

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Corsi serali per Geometri e Ragionieri all’IISS ‘Pertini Anelli Pinto di Turi-Castellana

Migliorare la propria condizione è uno degli obiettivi cui ciascuno ambisce nella vita. Spesso per accedere a posizioni lavorative più appetibili occorre essere in possesso di un titolo di studio che per svariate motivazioni non si è riusciti a conseguire. Non è mai troppo tardi per farlo! I corsi serali offrono la possibilità di frequentare le lezioni in orario pomeridiano e serale, seguiti da docenti attenti e motivati che supportano lo studio e lo agevolano. Per iscriversi occorre essere in possesso della licenza di scuola secondaria inferiore (Scuola Media). Non è necessaria la cittadinanza italiana ma bisogna avere almeno sedici anni e comprovati motivi che attestino l’impossibilità di frequentare i corsi che si svolgono in orario antimeridiano. Presso l’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ sono attivi sia i corsi serali per conseguire il diploma di Geometra sia quelli per conseguire il diploma di Ragioniere. Si tratta di due titoli di studio che consentono l’immediato accesso al mondo del lavoro e danno la possibilità di partecipare ai concorsi nella pubblica amministrazione.

Il 7 giugno 2023 una pubblicazione dell’Osservatorio Confindustria di Bergamo attesta la carenza di tecnici ed operai specializzati e fra le figure richieste e di cui il mercato è carente ci sono proprio i tecnici contabili. Un servizio andato in onda su Rainews il 23 maggio 2023 sottolinea la crescita delle offerte di lavoro nel settore edilizio e la mancanza di geometri e tecnici di cantiere. Ciò ha spinto alcune amministrazioni a fare appelli per indurre coloro che avevano interrotto gli studi ad ultimarli per potersi inserire proficuamente nel mondo del lavoro. Quelli citati sono solo due dei numerosissimi articoli facilmente reperibili attraverso i vari motori di ricerca che attestano l’utilità di conseguire uno dei diplomi che l’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ offre attraverso i corsi serali. L’invito è rivolto a tutti coloro che desiderano dare una svolta alla propria vita migliorandola. Per ricevere ulteriori informazioni basta rivolgersi alla segreteria dell’istituto.

Comunicato stampa dell’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’

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L’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ di Turi-Castellana si dota di robot umanoidi

Costruire un ambiente scolastico sereno, coinvolgente ed accattivante, colmare il gap tra le richieste del mondo del lavoro e il sapere troppo spesso nozionistico trasferito dalla scuola, includere studenti diversamente abili, stranieri e svantaggiati offrendo loro un’offerta formativa davvero personalizzata sono alcune tra le sfide che il mondo della scuola è chiamato a fronteggiare e a vincere. Tanti gli strumenti, le competenze ed i progetti messi in campo per farlo e tra questi, grazie ai fondi messi a disposizione dal PNRR per l’adeguamento al Piano Scuola 4.0, l’acquisto di due robot Aphel che svolgeranno preziose azioni di supporto alla didattica sia nella sede di Turi sia in quella di Castellana dell’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’. APHEL è uno degli strumenti avanzati di Predict, sviluppatore di tecnologie innovative nel settore dell’healthcare con sede a Bari. Il robot, già utilizzato in alcuni contesti, come ad esempio quello sanitario, ha dimostrato la sua notevole valenza nell’interazione con i ragazzi in generale e, grazie a diverse strategie multisensoriali che facilitano la comunicazione, con coloro che presentano bisogni educativi speciali in particolare. I due robot umanoidi, che avranno importanti ricadute sul profilo didattico professionale dei nostri alunni, sono destinati a molteplici usi nella nostra scuola: svolgeranno il ruolo di mediatori linguistici per gli studenti stranieri che non hanno ancora conseguito un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana; saranno un valido strumento multimediale di compensazione per sostenere gli studenti con disturbi dell’apprendimento; agevoleranno l’inclusione degli studenti che manifestano difficoltà di socializzazione; arricchiranno le competenze in ambito di programmazione informatica per gli studenti dell’indirizzo Sistemi Informativi Aziendali. 

Nelle parole della Dirigente Scolastica Carmela Pellegrini, che guida l’Istituto Comprensivo ‘Tauro Viterbo’ di Castellana e che è reggente presso l’IISS “Pertini Anelli Pinto”,la mission e la vision della “scuola” che “deve guardare al futuro, riformulando quei vecchi modelli di apprendimento che non motivano gli studenti di oggi. Stimolare i ragazzi e la loro intelligenza emotiva è un passaggio obbligato per coinvolgerli nel percorso educativo e non lasciare indietro chi ha più difficoltà. Non bisogna dimenticare che la dispersione scolastica in Italia è tra le più alte d’Europa: presidi e docenti devono mettere in campo tutte le buone pratiche che aiutano a contrastarla, monitorando non solo il rendimento ma anche il benessere psicologico degli studenti, per creare un sistema aperto, capace di accogliere le diversità e farne tesoro. L’arrivo di APHEL, con le sue peculiari caratteristiche, ci aiuterà proprio in questo obiettivo. A questo si aggiunge anche uno scopo formativo, ovvero introdurre le (…) nozioni di programmazione nelle classi, incentivando l’apprendimento digitale e l’avvicinamento ai percorsi STEM. Robot e tecnologie avanzate possono avere un impatto positivo sulla didattica e la formazione a tutto tondo”.

L’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ è tra i primissimi istituti d’istruzione secondaria superiore ad aver operato la scelta di avvalersi di questi dispositivi tecnologici. Ciò sta suscitando un notevolissimo interesse mediatico da parte di autorevoli siti dedicati al settore scolastico e di testate giornalistiche a tiratura nazionale che desiderano seguire gli esiti di questa svolta innovativa per poterne valutare l’effetto positivo sugli studenti.

Aphel ha accolto gli studenti e le famiglie il primo di giorno di scuola presentandosi ed invitando gli alunni a prendere parte ad un contest per attribuirgli un nome. Aphel sarà un prezioso alleato quotidiano per tutti, in particolare per quella categoria di studenti più fragili e a rischio dispersione che ha diritto ad un’istruzione di livello che crei le migliori condizioni per un futuro che li veda cittadini attivi, partecipi e professionalmente realizzati.

Maria Rosaria Torchetti, Responsabile della comunicazione IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ Turi – Castellana

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9 e 10 settembre: ‘Festa del Borgo Antico’ a cura della Pro Loco di Turi. L’8, alla cappellina, si celebra la Madonna della Grazia

A TURI il termine della stagione estiva è rappresentato dalla “Festa del BORGO ANTICO e SAGRA delle DELIZIE turesi: trònere, percoche e faldacchea“, organizzata dalla PRO LOCO di Turi con il Patrocinio del Comune di Turi, in programma SABATO 9 E DOMENICA 10 SETTEMBRE nell’accogliente e suggestivo Centro Storico di Turi. L’evento, ideato e realizzato dalla Nuova Pro Loco ormai da anni, è una delle manifestazioni più attraenti del panorama turese che vede protagonisti il borgo e i suoi abitanti. Già dal 30 agosto, tuttavia, la stradina della Madonna della Grazia si riempie di fedeli e devoti che si raccolgono intorno alla splendida minuscola Cappellina con il campaniletto a vela per l’inizio della consueta e partecipata Novena in preparazione alla festa dell’8 settembre, giorno in cui è venerata la ‘Madonna della Grazia’. Piccolissima, edificata con ogni probabilità nel ‘700, stretta in un angolo dell’omonima via, è caratterizzata dal sobrio campaniletto a vela. All’interno un grazioso altare con l’effigie della Vergine Bambina. VENERDI’ 8 SETTEMBRE, in occasione della festività della Natività di Maria, qui alle ore 8,30 e 19,00 si svolgeranno i riti religiosi.

L’inaugurazione della Festa del Borgo Antico, invece, è prevista per SABATO 9 SETTEMBRE alle ore 20,30 in Piazza S. Orlandi con l’intervento delle autorità civili, religiose e militari e l’apertura degli stand di degustazione delle delizie turesi con l’animazione a cura della locale Radio Sveglia e del Corpo di Ballo del M°. Lattarulo. A seguire, nello spazio adiacente la Chiesa di San Rocco, ci sarà “Viaggio tra le colonne sonore di Ennio Morricone” – Spettacolo Musicale a cura dell’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. La serata si concluderà in Piazza Cap. Colapietro con lo spettacolo di musica popolare “Etnikàntaro” – Tradinnovazione Meridionale.

Nel percorso del Borgo Antico di Turi tra i vari stand si potranno conoscere e degustare le delizie turesi quali: i trònere, saporitissime brasciole di carne, le prelibate percoche e l’esclusiva faldacchea, dolce di mandorla dal cuore di pan di spagna dal gusto eccellente e raffinato. Si continua alle ore 20,00 di DOMENICA 10 SETTEMBRE in Piazza S. Orlandi con l’apertura degli stand di degustazione delle delizie turesi con l’animazione ancora una volta a cura della locale Radio Sveglia e del Corpo di Ballo del M°Lattarulo. Alle ore 21,00 di DOMENICA 10 SETTEMBRE in Piazza Cap. Colapietro ci sarà lo Spettacolo Comico di “Enzo & Sal Ciro Giustiniani” di Made in Sud – Presenta Veronica Pellegrino – Dj set Santibyron.

La festa si svolgerà in un itinerario multisensoriale che coinvolgerà, valorizzandolo, l’intero Borgo con un piccolo Mercatino dell’artigianato, una Mostra di Fotografia e Arte Pittorica, una Mostra della civiltà contadina, Artisti di Strada e mascotte di personaggi televisivi. Sarà disponibile un tour guidato del Centro Storico tra monumenti, storia e tradizioni a cura dell’Associazione ‘il Viandante’ con appuntamento alle ore 18 del 9 e 10 settembre in Piazza S. Orlandi previa prenotazione al 338/3043398. Collaboreranno all’evento l’Associazione “La Faldacchea”, l’Associazione Mule del Tiro del Carro di Sant’Oronzo, l’Associazione “Il Viandante”, Radio Sveglia e il Comitato per il Rilancio del Borgo Antico di Turi.

Didascalie foto di Fabio Zita: in alto, la celebrazione della Messa alla Cappellina della Madonna della Grazia l’8 settembre 2022; in basso, l’inaugurazione della Festa del Borgo Antico 2022, con l’arciprete Don Giovanni Amodio, la Sindaca Tina Resta e la presidente della Pro Loco Rina Spinelli

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I 400 anni di Santa Chiara a Turi: processione e mostra le prime iniziative messe in atto dall’Arciconfraternita e da ‘Il Viandante’

Agosto è il mese dove noi turesi ci riuniamo con fede e devozione per le celebrazioni in onore di Sant’Oronzo, ma quest’anno c’è un motivo in più che ci deve portare ad essere coesi e coinvolti. Come già raccontato in precedenza sul nostro giornale, ricorrono i 400 anni dalla fondazione del Complesso dedicato a Santa Chiara nonché il 770° anniversario dalla sua morte; un appuntamento importante che merita di essere onorato con la fede che da sempre riponiamo nella Santa di Assisi e con partecipazione verso la riscoperta della chiesa, posta nel cuore più antico del nostro borgo, custode di arte e storia preziosa.

Era il 1623 quando furono poste le prime pietre che diedero vita all’austero convento claustrale delle Clarisse e all’annessa chiesa dedicata alla fondatrice dell’ordine: Santa Chiara. In preparazione all’11 agosto, giorno dedicato a Santa Chiara, nei giorni 8 – 9 e 10 m.c., abbiamo potuto assistere al devozionale triduo di messe celebrate all’interno della piccola e avvolgente chiesa che hanno visto la partecipazione di numerosi fedeli raccolti in preghiera. Il giorno della ricorrenza è stato solennizzato dalla funzione religiosa, celebrata da Don Giovanni Amodio, nel piazzale antistante la chiesa. Momenti coinvolgenti e sentiti che hanno emozionato i tanti presenti, sorpresi ed entusiasti di vedere l’effigie di Santa Chiara posta all’ingresso della chiesa, finalmente libera, alla luce del tiepido sole tardo-pomeridiano, davanti ai suoi fedeli. A seguire, la pregiata icona della Santa, sorretta sulle spalle dei portatori, ha percorso le vie cittadine in una processione che ha portato ai tanti cittadini turesi residenti nei diversi quartieri, benedizione e testimonianza di fede.

La statua-manichino risalente con molta probabilità alla seconda metà del XIX secolo, indossa un preziosissimo abito ricamato a fili d’oro che ne esalta la figura, sminuendone forse l’espressione dolce e delicata dipinta sul volto realizzato in legno. In una delle due mani lignee impugna una lanterna d’oro, frequente elemento iconografico che richiama proprio il suo nome Chiara, luminosa. La presenza eccezionale di questo oggetto di gran valore ci fa capire l’importanza e la solennità della celebrazione di questa ricorrenza storica.

I festeggiamenti religiosi sono stati realizzati grazie all’organizzazione dell’Arciconfraternita del Purgatorio a cui va anche il merito di aver promosso e organizzato il recupero di una fede e di un rito ormai andato in disuso nel nostro paese ma che merita di essere ripreso e portato avanti. Un grazie va anche al nostro Arciprete, Don Giovanni Amodio, che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa celebrando riti sacri carichi di significati, al Comitato Feste Patronali e al gruppo dei portatori che hanno partecipato con grande devozione.

A segnare questa data storica è stata messa in atto un’altra importante iniziativa; l’Associazione “Il Viandante” con il prezioso supporto dell’Arciconfraternita del Purgatorio ha allestito una piccola area museale visitabile all’interno dei locali della Chiesa di Santa Chiara. Progetto fortemente voluto che ha l’obiettivo di far conoscere una parte dimenticata del nostro patrimonio artistico e che necessita di essere recuperato, valorizzato e reso fruibile. L’esposizione vede la presenza di oggetti carichi di significato che appartengono alla storia devozionale e religiosa del nostro paese. Le statue in mostra raccontano la fede dei nostri avi e custodiscono una storia inesplorata che sarebbe meraviglioso portare alla luce. Purtroppo le opere lignee riportano gravi segni di deperimento dovuti al tempo e al tarlo che si è insidiato in maniera massiccia e che rischia di compromettere per sempre le sculture.

L’area museale nelle prime aperture agostane ha visto un’ampia presenza di pubblico che si ringrazia per il supporto e per i feedback positivi. I partecipanti sono stati accompagnati dai volontari dell’Associazione “Il Viandante” alla scoperta della chiesa, dell’area museale e di una parte del primo piano, ovvero del corridoio dalle gelosie che fino a poco più di un secolo fa ha visto le clarisse assistere alle celebrazioni nascoste da sguardi esterni.

La chiesa di Santa Chiara è molto cara a noi turesi ed è viva nei ricordi di ognuno, immaginate quanto possa essere bello condividere insieme la memoria di chi ci è cresciuto con la conoscenza di storia, arte e vissuti che vi sono custoditi. Le prossime visite sono programmate nei giorni 1 – 3 settembre dalle 19.30 alle 22.00 e nelle tre serate della Festa del Borgo Antico organizzata dalla Pro Loco, ovvero l’8 – 9 – 10 dalle 19.30 alle 22.30, che vedranno anche l’organizzazione di tour nel centro storico il sabato e la domenica.

L’accesso l’allestimento museale prevede un contributo di 1,00€. Il ricavato sarà utilizzato per un primo intervento antitarlo sulle opere lignee che, come sopra indicato, necessitano di una urgente messa in sicurezza prima che sia troppo tardi.

Con il coinvolgimento di singoli cittadini potremo insieme essere fautori di un iniziale processo di recupero delle opere e un domani poterle vedere rinate nel loro corpo e nella loro storia. Se vogliamo che ci venga riconosciuto valore impariamo a darcelo per prima noi stessi; scopriamo il nostro patrimonio storico-artistico, osserviamolo attentamente e vedrete che ci racconterà chi siamo oggi; è solo dal passato che possiamo avere consapevolezza del nostro presente, dei valori in cui credere e della vita a cui vogliamo tendere. 

Angelica De Tomaso (foto di Fabio Zita)

Vogliatemi-bene-un-ben-piccolino-Madama-Butterfly-Tenore-Joan-Lainez-e-Grazia-Berardi-Soprano-bassa

Il Festival del Belcanto di Turi si è concluso con un omaggio a Puccini nella suggestiva cornice del Palazzo dei Marchesi Venusio

Un autentico “sogno lirico” ha pervaso dal 28 di luglio il nostro Borgo antico ed il pubblico intervenuto alla kermesse musicale del “Festival del Belcanto”, giunta quest’anno alla sua XIII° Edizione. Nella serata conclusiva del 3 agosto, nel suggestivo salotto ‘barocco’ di Piazza Capitan Colapietro, incorniciato dal settecentesco Palazzo Marchesale Venusio, è andato in scena un autentico viaggio temporale dal titolo “Il Teatro di Puccini. La sua scena, tormento ed estasi”, diretto e narrato dal regista Giandomenico Vaccari, già soprintendente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, musicato dall’Orchestra Filarmonica Pugliese-OFP diretta dal M° Ferdinando Redavid, con le coreografie realizzate dal coreografo Domenico Iannone e inscenate dalle ballerine Silvia di Pierro, Paola Altamura ed Elisa Carbone della “Compagnia AltraDanza” di Bari.

Un omaggio dunque, al teatro, alla musica e alla vita del compositore italiano Giacomo Puccini, il più famoso e conosciuto del suo tempo insieme a Richard Strauss, a quasi cent’anni dalla sua scomparsa. Quel Puccini che, comprendendo ben subito il cambiamento in atto rispetto ai tempi di Verdi con l’affermarsi dell’industria culturale in grado di diffondere le opere in giro per il mondo, sentiva, come pochi, la necessità di capire il suo pubblico e di comprenderne gusti, tendenze e passioni, rappresentando musicalmente i sentimenti e generando un “sinfonismo  operistico” equilibrato, fatto di varietà, rapidità, sintesi e profondità psicologica dei suoi personaggi, comuni, spesso soccombenti e femminili, dando una sostanziale spallata all’Opera magniloquente del’800.

Sotto la volta stellata, rinfrescata da un piacevole zefiro, la narrazione del Vaccari ha seguito un andamento temporalmente sciolto, iniziando con la rappresentazione nella “Boheme”, dell’autentico e puro amore fra il poeta Rodolfo e la dolce ricamatrice di fiori Mimì, ostacolato dalle condizioni di povertà e malattia nella Parigi del 1830. Racconto proseguito nel lontanissimo Giappone, della sofisticata ed esotica “Madama Butterfly”, con la sua inquieta e moderna eroina Cio-cio-san, dotata di una fede incrollabile nell’amore e di un granitico senso dell’onore. Narrazione condotta poi nella Roma papalina, ai tempi della repressione post-repubblicana, con la tragedia universale dell’inafferrabilità dei desideri e delle promesse non mantenute della “Tosca”, opera dirompente e dal fascino estremo, in grado di irretire lo spettatore col suo ritmo musicale travolgente, privo di tempi morti, e con la sua protagonista dotata di una personalità passionale, sensuale, ma anche profondamente credente in Dio.

Punto d’approdo della serata è stato nuovamente l’Oriente con la misteriosa Cina imperiale della sanguinaria principessa Turandot. Opera ultima ed incompiuta del M°, la “Turandot” è intrisa del Mistero dell’Amore, incarnato in maniera diametralmente opposta dalle due eroine. Difatti alla granitica principessa Turandot, personaggio femminile debole e disequilibrato, che ostenta terrore e morte, per proteggersi dall’eros, astraendosi in un mondo dove esiste solo la mente e l’anima, si contrappone la debole e umile Liù, forte e coerente perché essa ha coscienza dell’amore nella sua forma più pura, dandone dimostrazione mediante il sacrificio, che consente all’amato di amare non lei ma un’altra donna.

La serata ha riproposto anche l’opera comica “Gianni Schicchi”, basata su un episodio del XXX° Canto dell’Inferno di Dante. Opera facente parte del “Trittico” insieme a Suor Angelica e a Il Tabarro, ambientata a Firenze, e narrante lo scontro di classe, fra nobili e uomini della “gente nova”. Schicchi uno di quest’ultimi, acuto e perspicace, disprezzato dalla nobiltà si prenderà gioco dei nobili, ingannandoli astutamente.

Ma la composizione Pucciniana, non ha riguardato solamente l’Opera, ma ha anche deliziato il pubblico con autentici capolavori sinfonici. Il “Preludio sinfonico” in La maggiore, riscoperto dalla critica da alcuni decenni è una fantasia sinfonica priva di programma, realizzata in un unico movimento “andante mosso”. Una composizione dagli echi wagneriani e con un chiaroscuro musicale d’innegabile effetto, assai ricco ed elegante nella sua ultima parte. Eseguito splendidamente in apertura della serata dalla OFP.

Impossibile, non ascoltare l’intenso ed elegante intermezzo della prima opera di successo pucciniana, la “Manon Lescaut”, un autentico gioiello del sinfonismo italiano, in cui confluiscono i sentimenti di disperazione dell’eroina. Intermezzo che inizia con la cantilena desolata di una viola, cui fa seguito col rifiorire della speranza, l’ingresso degli altri strumenti delineandone il tema principale, per poi chiudersi nel finale con un motivo celestialmente colorato dalla timbrica dei fiati, inerente il destino dell’eroina.

Durante la serata, si sono alternati sul palco due tenori, come Salvatore Cordella e Joan Lainez, e due soprano, Grazia Berardi e Valentina De Pasquale.

Le arie tratte da “Boheme”, “Che gelida manina”, “Sì, mi chiamano Mimì”, e il successivo duetto “O soave fanciulla” sono stati interpretati dai bravissimi Salvatore Cordella e Valentina De Pasquale.

In “Vogliatemi bene, un ben piccolino” tratto dalla “Madama Butterfly” si sono magistralmente cimentati Grazia Berardi e Joan Lainez, con quest’ultimo che ha poi interpretato l’arioso “Addio asil fiorito”. Sempre da “Madama Butterfly”, Grazia Berardi ha interpretato con gran raffinatezza il celebre “Un bel di vedremo”.

Nei panni di Tosca, Grazia Berardi, ha accoratamente intonato il celebre Vissi d’arte, vissi d’amore”, dimostrando di sentir sua quest’opera, mentre Salvatore Cordella nei panni di Mario Cavaradossi, ha  eseguito con trasporto l’arioso “E Lucevan le stelle”.

Magnifica è stata l’interpretazione di “O mio babbino caro” di Valentina De Pasquale, tratta da Gianni Schicchi, e quella del “Nessun dorma” di Joan Lainez, tratta da Turandot.

Interpretazioni, che ancora una volta sottolineano l’alto livello, raggiunto dalla kermesse musicale turese.

Non ci resta che darvi appuntamento al prossimo anno, Centenario della Morte del Maestro Giacomo Puccini.

Pietro Pasciolla

Didascalie foto di Mariagrazia Proietto: 1) piazza Cap. Colapietro con il palco del Festival del Belcanto; 2) Il M° Ferdinando Redavid; 3) Il tenore Joan Lainez e la soprano Grazia Berardi in “Vogliatemi bene, un ben piccolino” da ‘Madama Butterfly’; 4) Silvia di Pierro, Paola Altamura ed Elisa Carbone della Compagnia “AltraDanza” di Bari.

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Festival del Belcanto 2023: le prime due serate prima del gran finale con Puccini

Turi torna ad essere Città della lirica! Siamo infatti nelle notti di mezza estate e, come in un “sogno”, nel borgo antico torna a pulsare il cuore della musica lirica. È ritornato infatti quest’anno, per la XIII° edizione, l’ormai irrinunciabile kermesse musicale del “Festival del Belcanto” ideata e portata avanti dalla caparbietà e dalle capacità del direttore d’orchestra turese Ferdinando Redavid, con la sua Associazione ‘Chi è di scena!?, che negli anni ha elevato la cittadina di Turi a punto di riferimento internazionale della lirica.

Se lo scorso anno, l’obiettivo della rassegna era stato quello di far intendere la lirica non più come un fenomeno di nicchia ad esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori e di un pubblico colto e anziano, ma come fenomeno inclusivo e in grado di coinvolgere tutti, anche i giovani e i meno avvezzi, quest’anno, proseguendo il cammino, ci si è concentrati maggiormente sulla formazione dei giovani, attivando una stretta collaborazione con l’Accademia di “Palazzo Pesce” a Mola di Bari, diretta da Margherita Rotondi. La Puglia vede una particolare effervescenza giovanile nell’avvicinamento alla lirica che porta molti ragazzi e ragazze a intraprenderne poi la carriera. L’obiettivo è quello di seguire questi giovani nel loro percorso di formazione, proprio perché sono il futuro del “Canto lirico italiano” candidato ufficialmente dall’Italia, nel 2022, quale Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco.

La rassegna, quest’anno si compone di tre serate: quelle del 28 e 30 luglio e quella conclusiva del 3 agosto. La serata introduttiva del 28 luglio, ha visto l’esibizione proprio di due giovani promesse pugliesi del panorama operistico: il soprano Martina Tragni e il baritono Gianpiero delle Grazie, scelti tra tanti aspiranti cantanti durante una “master class” tenutasi presso “Palazzo Pesce” e che li ha visti alla fine meritevoli della borsa di studio messa a disposizione proprio dal Festival turese e loro consegnata nella medesima serata. Accompagnati al pianoforte dalle sapienti mani di Lucrezia Messa, esperta “vocal coach” e docente presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, i due giovanissimi si sono molto ben calati nei diversi personaggi interpretati, mostrando già un buon controllo del palco. La giovanissima soprano si è cimentata nell’interpretazione delle arie “Caro nome” dal “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, e “Regnava nel silenzio” dalla “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti, dimostrando un buonissimo controllo dei sovracuti. Il giovane baritono, invece, si è cimentato con una buonissima accuratezza del fraseggio nelle arie “Come Paride vezzoso” da “L’elisir d’amore” di Donizetti, e “A un dottor della mia sorte” tratta da “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. I due poi hanno duettato in “E il dottor non si vede, Pronta io son!” tratta dal “Don Pasquale” sempre di Donizetti.

La serata ha visto la partecipazione della guest star di fama internazionale Paoletta Marrocu, soprano nominata nel 1998 a Parigi dall’Unesco “Artist for Peace”, e che in carriera ha calcato le scene dei teatri tra i più importanti al mondo fra cui: Auckland, Barcellona, Milano, Palermo, Seoul, Shanghai, Tokyo, Venezia, Verona, con ben cinquanta titoli operistici a comporre il suo repertorio. L’artista ha dato saggio ai presenti dell’unicità del suo timbro vocale, plasmando con accenti ed espressioni i personaggi interpretati. Ha aperto la serata canora con “Che fai tu Luna in ciel” del compositore pugliese Umberto Giordano, proseguendo con “Voi lo sapete o mamma” dalla “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e “Stride la vampa” da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, chiudendo la serata, con una straordinaria “Habanera” da “Carmen” di Georges Bizet.

Al centro della serata, come ogni anno, vi è stata l’assegnazione del prestigioso “Premio Belcanto”, da sempre affidato alle eccellenze liriche del territorio pugliese che contribuiscono a diffondere il nome della Puglia nel mondo, quest’anno consegnato al grandissimo tenore Salvatore Cordella originario di Copertino (LE), conosciutissimo oltreoceano, che si esibirà nella serata conclusiva del 3 agosto.

La seconda serata della kermesse, quella del 30 luglio, intitolata “Canzoni di lungo viaggio” è andata in scena sempre nel nostro borgo antico nell’accogliente spiazzo dinanzi “Palazzo Gonnelli” ed ha visto la presentazione al pubblico di un “recital” su cofanetto musicale prodotto dalla “Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali”, eseguito dal vivo dai due artisti ideatori dello stesso, ovvero: il pianista Vincenzo Cicchelli, concertista dall’ampio repertorio che include la liederistica tedesca, la musica da camera spagnola, inglese, russa e italiana, fino alla musica sacra; e dalla mezzosoprano Margherita Rotondi dotata di un vasto repertorio, che le è valso molte importanti recensioni positive dalla critica.

Questo lungo viaggio, ci ha portato dapprima nella terra degli chansonniers francesi, Piaf, Trenet, Montand, Weill,proseguendo nella lontana America latina, ove le malinconiche note di Consuelo Velàzquez, Carlo Gardel e della milonga di Astor Piazzolla, hanno rapito il pubblico presente, che poi si è ritrovato nell’ultima tappa del viaggio, cioè gli Stati Uniti d’America, ove con le note magistralmente interpretate di “Summertime” di George Gershwin e di “Tonight” di Leonard Bernstein, Margherita Rotondi ha letteralmente condotto il pubblico in un “autentico sogno”, dal quale non vogliamo destarci prima della serata conclusiva del 3° agosto, con “Il Teatro di Puccini. La sua scena, tormento ed estasi”.

Pietro Pasciolla

Didascalie foto

  • Serata del 28 Luglio (da sinistra): il soprano Martina Tragni, il baritono Giampiero delle Grazie, Lucrezia Messa pianista, il direttore del festival Ferdinando Redavid e l’ospite d’onore, il soprano Paoletta Marrocu.
  • Serata del 30 Luglio: il pianista Vincenzo Cicchelli e il mezzosoprano Margherita Rotondi nell’esecuzione di un brano tratto dal loro “Canzoni di lungo viaggio”.