Cappellina-in-rosa-foto-Giovanni-Palmisano

La nostra Chiesetta si riveste di rosa per l’AIRC

Ottobre illumina con un fascio di luce rosa la Cappellina, simbolo tanto caro del nostro paese. Grazie alla sensibilità del nostro Sindaco e dell’Amministrazione Comunale, la Chiesetta si tinge di rosa come migliaia di altri monumenti italiani, tutti insieme a sostenere la campagna ‘Nastro Rosa 2020’.

AIRC è il primo finanziatore privato in Italia della ricerca oncologica e da oltre 50 anni la lotta al tumore al seno è una delle sfide più importanti. Migliaia di ricercatori lavorano quotidianamente su progetti di ricerca sempre più innovativi, per offrire nuove possibilità di terapia e di cura. Ognuno di noi può contribuire al progresso della ricerca, informandosi su prevenzione e screening e sostenendo il lavoro dei ricercatori, per rendere il cancro al seno sempre più curabile.

I NUMERI DEL TUMORE AL SENO

  • 1 donna su 9 viene colpita nell’arco della sua vita
  • La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è in continuo aumento: da 81% è arrivata all’87%
  • Nel 2019 in Italia si sono ammalati di tumore al seno circa: 53000 donne / 500 uomini

PREVENZIONE: SCREENING E STILI DI VITA SALUTARI

  • Sempre visita annuale ginecologica
  • 40/50 ANNI: esami specifici in caso di familiarità
  • 50/70 ANNI: mammografia ogni due anni

RICORDIAMOCI CHE SOSTENERE LA RICERCA SUL TUMORE AL SENO VUOL DIRE RESTITUIRE A MIGLIAIA DI DONNE I LORO PROGETTI DI VITA.

(Fonti: AIRC Sezione di Turi)

Donato-Giuliani-a-Dusseldorf

Vito Donato Giuliani torna presidente del Consorzio dei Vini “Gioia del Colle” Doc

In un momento storico abbastanza delicato vissuto dalle singole cantine che hanno visto ridurre sensibilmente il proprio fatturato, a causa di tutti i contraccolpi legati alla pandemia, Vito Donato Giuliani è il nuovo Presidente del Consorzio dei Vini “Gioia del Colle” Doc. Giuliani era già stato Presidente del Consorzio dal 2014 al 2017. Oltre a essere uno dei soci fondatori. ll Consorzio, attualmente, conta 18 cantine associate, e circa 400 ettari di vigne, in gran parte caratterizzate dal vitigno Primitivo.

«Nei prossimi tre anni di mandato – afferma il neo Presidente Giuliani – insieme al Consiglio di Amministrazione cercheremo di realizzare l’approvazione ufficiale e definitiva del nuovo disciplinare della denominazione già in esame presso il Ministero delle politiche agricole; rafforzeremo la direzione tecnica del Consorzio e sua definitiva trasformazione in un Centro servizi per gli tutti gli associati; porteremo a compimento l’ultimazione di un marchio collettivo del Consorzio in cui s’identifichino tutti gli associati; promuoveremo le relazioni internazionali all’interno ed all’esterno dell’Unione europea per rafforzare il Consorzio sui mercati più importanti; favoriremo un maggiore senso di appartenenza delle persone comuni nei confronti della denominazione attraverso il rafforzamento della sua presenza on-line e sui più moderni mezzi di comunicazione; manterremo l’incarico di rappresentatività e vigilanza della denominazione, nel rispetto dell’incarico conferito dal Ministero».

Il nuovo organigramma del Consorzio dei Vini “Gioia del Colle” Doc è così composto: Vito Donato Giuliani (Vini Giuliani) presidente, Filippo Cassano (Cantine Polvanera) vicepresidente. Consiglieri: Nicola Chiaromonte (Tenute Chiaromonte), Donato Marino Coppi (Vini Coppi), Giovanni Zullo (Tenuta Viglione), Nicola Insalata (Terre Carsiche), Francesco Mastrangelo (Cantine Francesco Mastrangelo). Segretario Domenico Spinelli (Terre dei Vaaz). Vincenzo Verrastro è stato confermato Direttore Tecnico.

A Donato Giuliani i complimenti e gli auguri de ‘il paese’.

Paolo-Tundo

Nuova Giunta: il parere del consigliere Paolo Tundo

Continuiamo ad ospitare pareri sulla formazione della nuova Giunta voluta da Tina Resta, all’indomani della lettera dei 4 cosiddetti indipendenti (Onofrio Resta, Teresa De Florio, Teresa De Carolis, Fabio Topputi). Una crisi risolta o l’inizio di una crisi più consistente e politicamente devastante? Oggi è la volta di Paolo Tundo.

Secondo te, la nuova Giunta ha risolto la crisi all’interno della Maggioranza?

«Non penso che si possano mettere a tacere così le fibrillazioni, i continui litigi nella Maggioranza a cui abbiamo assistito in questi mesi. Una Maggioranza conflittuale con sé stessa. Ho letto la lettera dei ‘4 indipendenti’ in cui si chiedeva sostanzialmente maggiore attenzione e informazione ai componenti della Giunta e ai Consiglieri di governo. Tina Resta non ha retto questo appunto. Lei discute poco, non coordina per niente e così determina malumori e cattiva Amministrazione. In questi mesi non hanno combinato nulla di nulla. Ci sono finanziamenti rinvenenti da Amministrazioni precedenti che non sono stati per niente utilizzati. Così come la sistemazione di via Sammichele, per esempio. Ma l’errore più grave è che con la nuova Giunta ha punito i 4 Indipendenti, ovvero quelli che hanno portato il maggior numero di voti senza dei quali Tina Resta non sarebbe sindaco. Perché punire Teresa De Carolis, Fabio Topputi? E’ molto grave l’atto compiuto. Così non si rispetta la volontà dell’elettorato.»

Che cosa prevedi che succeda adesso?

«Le fibrillazioni invece di diminuire aumenteranno. E’ naturale che succeda. E’ umano che chi è stato punito, diciamo così, se la possa legare al dito. Solo Maurizio Coppi può sentirsi finalmente soddisfatto, e naturalmente Imma Bianco. Ma, secondo me, questa è già un’Amministrazione fallimentare. Tina Resta dovrebbe saperlo. Non le suggerisco di dimettersi perché sono una persona positiva, propositiva, ma ci sarebbero i presupposti. Mi auguro invece, per il bene del paese, che tutto possa ricomporsi, che la maggioranza possa ritrovare una intesa e che possa continuare a lavorare per i cittadini. Speriamo bene.»

Primo consiglio pag 6

Azzerata la Giunta, vecchia di appena un anno. Il parere dell’Opposizione

Ore 19 del nostro 11 settembre. La Sindaca Tina Resta ha subito predisposto una nuova formazione in Giunta per riprendere (si fa per dire) il filo interrotto dell’azione amministrativa. A guardare i nuovi nomi e i nuovi ruoli, c’è più di qualcosa che non torna. Troppe perplessità. Sembra una soluzione operata tanto per dire ‘ce l’ho messa tutta. Vediamo che succede’. Ma questo in politica non paga per niente. Non dura molto. Rimangono in piedi tutti i perché della lettera critica dei ‘famosi quattro’ a luglio scorso; rimane in piedi il ‘declassamento’ di Topputi, tolto dalla carica e dalla fascia di ViceSindaco, già pubblicamente affranto su FB; l’inserimento di Maurizio Coppi (compatibile?); la perentoria estromissione di Teresa De Carolis dopo un’estate spesa a tenere su un minimo di programma di eventi per la nostra città. Sicuramente meno indolore è l’uscita di Sandro Laera, esterno, in cambio di Imma Bianco. Ma non credo che tutto finisca qui. Siamo solo all’inizio della impresa. Ci aspettiamo davvero altro da questo riassestamento. Certi mal di pancia non passano facilmente in politica.

E se non si sono condizioni, molli tutto caro sig. Sindaco. Diciamo solo che coraggio e onestà intellettuale vengono sempre apprezzati, comunque vadano le cose. Salga sui palchi e spieghi alla gente tutti i calci ricevuti sottobanco e di nascosto. I reali impedimenti. La gente già vi guarda con nuova sorpresa e rinnovata delusione. Anche se il nostro paese, purtroppo, ormai assiste inerme ai continui saliscendi di lorsignori.

TINA RESTA PIÙ CHE LUCIDA APPARE CINICA

GIANNALISA ZACCHEO (consigliere comunale indipendente)

Che tipo di messaggio passa con la composizione della nuova Giunta, dopo la cosiddetta crisi? Politicamente parlando, ritieni che sia stata abbastanza lucida la scelta del Sindaco?

«Il messaggio che passa con la composizione della nuova Giunta è forte e chiaro: il Sindaco ha dimostrato che non tollera voci critiche all’interno della sua Maggioranza. Chi osa contrastarla è fuori. In fin dei conti, i quattro firmatari della famigerata lettera, avevano chiesto al Sindaco maggiore inclusione e condivisione, e sollevato questioni tutt’altro che marginali. Non avevano nessuna intenzione di sfiduciarla… Tina Resta più che lucida appare cinica. Donna di polso, politicamente autoritaria. Qualità che mal si conciliano per chi ricopre ruoli apicali. A meno che il Sindaco non abbia colto la “palla al balzo” per rafforzare ancor più la sua area politica, che sembra ormai essere di destra. Visti i sondaggi sulle prossime elezioni regionali, Tina Resta si sta preparando astutamente il campo. Se così fosse, allora, altro che lucida…è stata lucidissima!»

Guardiamo i nomi. Adesso abbiamo anche un vicesindaco leghista. Come giudichi l’azzeramento dell’Assessorato alla Cultura e il declassamento di Topputi?

«Nulla contro la persona di Graziano Gigantelli, ma, politicamente parlando, un vicesindaco leghista a Turi, non si può vedere… Ma tant’è… Sarà questa forte tinta verde che colora la nuova giunta che giustifica l’azzeramento dell’assessorato alla cultura. “Con la cultura non si mangia”, diceva qualcuno della Lega. Sta di fatto che, Teresa De Carolis, ha pagato il prezzo più alto della crisi. Peccato, l’esecutivo ha perso una giovane donna, una grande risorsa per il paese, visto quello che ha fatto a Turi in questa difficile estate turese. È stata sacrificata per fare posto a chi scalmanava da tempo per avere una poltrona. L’assessorato attribuito, appunto, a Maurizio Coppi, mi da molto da pensare… Sul declassamento di Fabio Topputi, che dire? Sono stati sacrificati quasi mille voti degli elettori per chi ne ha presi, quanti? Non ricordo con esattezza, forse un trecento… Questa è l’idea di democrazia per Tina Resta, facciamocene una ragione.»

NON CREDO CHE QUESTA NUOVA GIUNTA POTRÀ DURARE A LUNGO

ANGELO PALMISANO (capogruppo consiliare “Patto per Turi”)

Possiamo giudicarlo un vero cambiamento quello appena operato dal Sindaco con la nuova Giunta? Assisteremo ad un’azione politica più serena ed efficace per il cosiddetto “bene del paese”?

«La scelta fatta dal Sindaco non va sicuramente nella direzione del cambiamento ma della confusione e degli ulteriori malumori. il gruppo che ha preso il consenso più ampio è stato ridimensionato o meglio delegittimato. E’ rimasto il solo Topputi in giunta, perdendo peraltro la carica di Vicesindaco. E’ una giunta che non tiene in considerazione i pesi elettorali. Non credo che questa nuova Giunta potrà durare a lungo.»

C’è già un’idea su come intende muoversi l’Opposizione davanti a questo cambiamento di uomini e di ruoli?

«Come Opposizione ritengo che stiamo svolgendo il nostro compito in maniera egregia. Abbiamo più volte provato ad essere propositivi ma siamo stati sempre ignorati, ragione per cui riteniamo che la Maggioranza debba assumere pienamente la responsabilità delle proprie scelte, di ieri di oggi. E, nell’ipotesi che non riescano a fare sintesi, così come pare a noi, a molti, che si dia nuovamente voce ai cittadini. Se questa Giunta vuole rappresentare un cambiamento lo dimostrerà con i fatti. Valuteremo con maggiore attenzione, e apprensione, quanto accadrà da questo momento in poi.»

IN ATTESA MAGARI DI ULTERIORI COLPI DI SCENA

SERGIO SPINELLI (Consigliere “Patto per Turi”)

Ritieni che con la formazione della nuova Giunta si siano salvati gli equilibri all’interno della Maggioranza, già messi a dura prova dopo appena un anno dall’insediamento?

«Gli equilibri della Maggioranza, secondo me, non sono stati in piedi neanche durante la formazione della lista elettorale; subito dopo la vittoria hanno sfruttato l’ultimo secondo utile prima della comunicazione in consiglio dei nomi per limare ogni loro spigolo. E poi per tutti questi pochi mesi (pur con il lockdown) hanno dimostrato la insostenibilità del loro progetto, delle loro azioni. A me sembra una vittoria di Pirro, quella della nuon Giunta, con falsi scambi di cortesia a copertura di evidenti malumori e qualche bugia ad arte costruita per mascherare evidenti fallimenti personali. La Sindaco è sola. Sa benissimo di esserlo, lo è sempre stata, lo ha sempre saputo anche quando cercava di convincere sè stessa e gli altri dal palco delle enormi capacità e competenze della sua squadra. Mi auguro solo il meglio per Turi, oggi direi il meno peggio, per cui spero in una brevissima agonia, se agonia ci sarà, come credo. Non sta in piedi una giunta simile, da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, soprattutto per mancato il rispetto del risultato elettorale, della discutibile distribuzione delle deleghe. Non ultimo, a quanto pare, due pesanti deleghe restano nelle mani del primo cittadino (Cultura e Urbanistica, m.d.r.) in attesa magari di ulteriori colpi di scena.»

Le uscite di scena di alcuni nomi potrebbero avere ulteriori ripercussioni?

«Indubbiamente il 50% del voto di preferenza espressso dal paese, si può dire, resta inascoltato; eccezione fatta per l’assessorato di Topputi (pesantemente ridimensionato con il passaggio della fascia di vice sindaco a Gigantelli). Non è certo normale né piacevole tutto questo e dubito che possa dare stabilità duratura alla vita tumultuosa di questa amministrazione, nonostante gli appelli e i sermoni che si susseguono incalzanti. Ma staremo a vedere, mi ripeto: auspico sempre il meglio per Turi per cui sarei davvero contento di essere smentito dai fatti.»

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Tina Resta azzera la sua Giunta. Patapumfete!

Non è affatto una sorpresa. Vanno tutte in gloria le nostre giunte da un po’ di tempo a questa parte. Sembra che mettano il disco-orario ogni volta che si insediano al Municipio dopo le elezioni. Quasi una regola, a tutti gli effetti. E tutte quante finiscono ‘tutte giù per terra’ come nei migliori girotondi. Ma con il culo per terra ci finisce tutto il nostro paese, non solo i loro comodi sederini. Come ce ne usciamo da questa ennesima farsa irritante? Niente di buono all’orizzonte, ad appena un anno dall’insediamento. Prepariamoci a votare ancora.  Si parla tanto di riformare il Parlamento & Istituzioni affini, ma qui bisognerebbe invocare il buon Mago Merlino perché trovi una pozione per riformare invece gli elettori. La dura lettera dei quattro dissidenti di luglio scorso (Onofrio Resta, De Florio, De Carolis, Topputi) lasciava già intendere il cattivo tempo: ce ndròne avà cchiòve! Dice uno dei nostri migliori proverbi. E così è piovuto. Anzi, ha grandinato. Dopo la Festa Grande. Dopo i confetti. Puntuali! Svizzeri al punto giusto!

Azzerare la Giunta vuol dire che il Sindaco Resta è in grossa difficoltà su tutti i fronti. Si è così ingarbugliata la matassa dei rapporti e dei veti amministrativi/politici incrociati (chissà su quali questioni oscure si scontrano?) che questo azzeramento sembra il preludio della rottura definitiva. E se rimarrano in piedi, per l’ennesimo miracolo visto da queste parti, non dureranno più di tanto. Ci conosciamo tutti in questo paese. E si conoscono fin troppo bene i protagonisti di questa commedia. Quale credibilità potranno avere ancora e quale autorevolezza? E con quale faccia se ne andranno ancora in giro? Povero il nostro Sindaco e, soprattutto, povero il nostro paese. Sbattuto continuamente come un polpo sugli scogli dalla dabbenaggine, dalla incapacità politica di tanti e di tante.

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Buon Sant’Oronzo a tutta Turi

Festeggiamenti Patronali in tono minore quest’anno, per via delle note restrizioni e cautele imposte dalla pandemia. Diremmo quasi irriconoscibile. Tracce della festa comunque appaiono qua e là. Non potevamo rinunciare ciecamente. E così, vedi qualche luminaria in piazza, il Carro che presidia e parla, il vestito più bello da indossare, le messe solenni all’aperto, il pranzo eccellente con i parenti, la famosa ‘Diana’ ascoltata con sorpresa stamattina, come per dirci che niente è cambiato. La Festa è sempre qui, è qui da sempre, viscerale e sentita da ogni turese vicino e lontano, immancabile. Tutti i momenti solenni rivisti nel cuore, negli occhi di ogni generazione, minuto per minuto. Le voci di ieri, quelle di oggi. I colori e la gioia della ricorrenza. La banda che passa e ricorda e ci accarezza. Una euforia malinconica, universale, ci prende tutti, sotto questo sole che picchia forte ad agosto. Lo scirocco che minaccia la Mongolfiera di sera. Un richiamo antico che ci attraversa e ci lega alle radici, alle mule con gli zoccoli impazienti, al sangue del passato e alla speranza di un futuro migliore per questa terra che non può sempre contare sui miracoli dei Santi. “il paese” augura Buon Sant’Oronzo a tutta Turi.

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Il monumento a Sant’Oronzo compie 30 anni

Agosto 1990 – agosto 2020. Il Monumento a S. Oronzo voluto da Marinuccio Di Venere compie 30 anni.  Un atto di grande devozione da parte di chi è quasi identificato come il Presidente dei Presidenti del Comitato Feste Patronali. L’aiuola della base, comunque, andrebbe assistita con maggiore cura per evitare di apparire arida e incolta. Soprattutto dopo la scomparsa di Giovanni Maiuro e, successivamente, di Giovanni Tenzone (edicola di San Giovanni) che di solito dedicavano il loro tempo a piantare fiori e rose e a dare acqua al terreno. Forti in devozione al Santo, siamo invece molto carenti nella cura del nostro stesso arredo urbano.

Posa del monumento (foto di Franco Bellantuono da ‘il paese’ di settembre 1990)
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Turi inserita tra le 40 città più vivibili della Puglia

Amazing Puglia, Amazing Salento, Amazing Bari sono dei magazine trimestrali dedicati al territorio pugliese. Raggiungono circa 30.000 lettori. La versione cartacea si trova nelle migliori librerie pugliesi. 148.000 sono le copie stampate (dato relativo alle copie diffuse e ai lettori su base annua, con le versioni cartacea e digital).

E così, sfogliando per caso l’ultimo numero di “Amazing Puglia” leggi di una classifica che riguarda proprio il nostro paese inserito fra le 70 città pugliesi dove si vive meglio, considerando alcuni parametri che, francamente, non riconosci fino in fondo da queste parti: 

1 – stabilità amministrativa;

2 – vivacità culturale e imprenditoriale;

3 – presenza di infrastrutture;

4 – qualità della pubblica istruzione e presenza di corsi universitari;

5 – aree verdi e piste ciclabili;

6 – progetti presentati e/o finanziati;

7 – sicurezza e ordine pubblico;

8 – qualità dei trasporti pubblici;

9 – attenzione verso i disabili;

10 – servizi ai turisti;

11 – qualità dell’offerta della ristorazione;

12 – indici della raccolta differenziata;

13 – possibilità di fare shopping;

14 – cura e decoro dei centri storici.

Certo è che nessuna città è perfetta, nemmeno quelle che occupano il podio della classifica stilata dalla rivista. Sono tutte realtà migliorabili. Mediamente, per invertire la rotta, pare siano necessari cicli di almeno 10 anni, nei quali ci siano soprattutto stabilità amministrativa, sindaci competenti, onesti e coraggiosi, giunte affatto litigiose, assessori all’altezza. Mentre le nostre amministrazioni sappiamo benissimo che spesso vengono fuori da formazioni last minute, con scarsa consapevolezza e competenza, scarsa coesione, impegnate solo a vincere elezioni comunque sia pur di primeggiare. E così, una volta elette, si formano giunte improvvisate e imbarazzanti come la nostra turese, come le nostre ultime vissute in questi anni.

Comunque, contrariamente a un immaginario disfattista, forse facendo leva su alcuni punti di forza come la nostra eccellente raccolta differenziata, e qualcos’altro che ci piacerebbe conoscere meglio, la classifica di “Amazing Puglia” mette Turi dignitosamente al 40° posto, su un totale di 257 comuni annoverati dalla nostra Regione. Da questa macro classifica generale poi si possono ricavare anche delle sotto-classifiche, come quelle per i comuni medi e per i centri più piccoli, tanto per vedere la nostra Turi raffrontata con realtà simili.

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La commissaria Lobosco a Turi

La commissaria Lolita Lobosco a Turi. Ovvero, Gabriella Genisi, qui da noi l’11 agosto sera, ha presentato il suo ultimo romanzo: I quattro cantoni(Sonzogno, 2020), ambientato tra Bari, Polignano, Torreamare. Una serata curata dell’Associazione Didiario, tra gli ‘eventi’ dell’estate turese che si susseguono una sera dopo l’altro secondo il calendario stabilito. C’è la solitaria Teresa De Carolis (Assessore alla Cultura) in Piazza Pertini a fare gli onori di casa. L’Amministrazione Comunale è sempre altrove.

A destra, l’autrice Gabriella Genisi

Discreto il pubblico presente, veloce e sciolta la presentazione. Il libro di Gabriella Genisi è piacevole, si legge volentieri, potremmo dire che è una sorta di noir pugliese, in una Puglia sempre fascinosa, se proprio volessimo stabilire una categoria di riferimento. Una qualità particolare che la Genisi, pugliesissima, si è guadagnata con la sua scrittura inventando il personaggio di Lolita Lobosco, che divide le sue passioni tra relazioni complicate, cucina del Sud e dedizione alla giustizia. La commissaria Lobosco è già protagonista di sette romanzi pubblicati da Sonzogno e da altre case editrici da “La circonferenza delle arance” del 2010,a “Pizzica amara” del 2019. A breve diventerà protagonista anche di una serie televisiva con Luisa Ranieri (moglie del ‘commissario’ Zingaretti), le cui riprese sono cominciate da poco nella vicina Monopoli.

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Liti in Maggioranza: la presa di posizione del PD

Già nell’Editoriale del numero ora in edicola de ‘il paese’, avevamo parlato dei dissidi nella Maggioranza che regge il Comune. Oggi il PD, componente dell’Opposizione politica in Consiglio Comunale, fa sentire la sua voce in proposito e pubblica un manifesto e si rende visibile.  E così sentiamo suonare l’altra campana che ci aiuta a capire come vanno le cose di questo paese. Se nelle sedi istituzionali il PD di ‘Patto per Turi’ c’è e svolge la sua funzione critica, all’esterno i Democratici lasciano decisamente a desiderare in quanto al rapporto con la città, in quanto a controinformazione. Ci sarebbe bisogno di molti più momenti di contatto, di dialogo, perché i partiti dimenticano spesso di esistere proprio grazie a chi li ha votati, a chi li segue; dimenticano di svolgere soprattutto il loro ruolo necessario di interfaccia con la gente. Non facendo questo dimostrano – e confermano – di essere spesso movimenti casuali, statici, magari individuali, di questo o di quell’altro leader (si fa per dire!) che si muove oscurando tutta la squadra dietro. Ignorando che la politica, invece, è proprio un gran gioco di squadra.

Il PD adesso ci dice che questo primo anno di amministrazione Resta volge chiaramente al peggio, che le cose già non vanno per niente bene, come già si parla tanto in paese. E così non ci resta che apprezzare questa informazione ‘vecchia maniera’, perché ogni informazione non può che aiutare a riflettere. Il manifesto del PD evidenzia le mancanze amministrative e scoperchia le cause: ovvero i capricci e i litigi che già serpeggiano in maggioranza. Che cosa ci aspetta nei prossimi mesi?