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Lavoratori immigrati a Turi, la FLAI CGIL denuncia la precaria situazione al campo di accoglienza

La Segretaria generale della FLAI CGIL Bari, Anna Lepore, denuncia la situazione del campo di accoglienza allestito presso il campo sportivo comunale di Turi. “Eppure già più di un mese fa la Regione aveva messo a disposizione dell’amministrazione comunale di Turi circa 160.000 euro per allestire quella che è stata definita una ‘foresteria’ per i lavoratori migranti, ma che invece somiglia più ad un campo profughi improvvisato”.  

Si tratta – afferma ancora la FLAI CGIL – di gazebo di plastica della misura di 4×4 mq assolutamente privi di qualunque accessorio o arredo che possa renderli abitabili. Infatti, all’interno dei gazebo è presente solo una pedana di legno sulla quale i lavoratori hanno sistemato materassi di fortuna donati dalle associazioni o semplicemente delle coperte sulle quali dormire. Sono presenti i servizi igienici e le docce, che però risultano insufficienti in quanto la struttura di accoglienza era stata programmata per ospitare un numero massimo di 120 persone, mentre al momento ne ospita 185 e nella zona circostante, sistemati in piccolissime e precarie tende da campeggio, sono presenti altre 350 persone alle quali l’associazione che gestisce il campo consente di utilizzare i servizi igienici e le docce interne. Non è nemmeno prevista la presenza di una postazione di cucina, per cui i lavoratori sono costretti ad utilizzare fornelli a gas per prepararsi il cibo all’esterno del campo, correndo il rischio di incidenti come quello che è avvenuto qualche giorno fa con l’esplosione di una bombola che ha causato ferite ed ustioni al lavoratore che la stava utilizzando”.

Il sindacato mette in evidenza una “situazione estremamente precaria, non solo per l’inadeguatezza della struttura messa a disposizione dei lavoratori, ma soprattutto perché ospita un numero di persone più che raddoppiato rispetto a quello previsto inizialmente, e quindi è impossibile garantire agli ospiti i servizi essenziali, come è accaduto quando si è esaurita la riserva di acqua nelle cisterne ed è stato necessario un intervento urgente dei tecnici dell’Acquedotto Pugliese e delle Protezione Civile, allertati dalla Sindaca Tina Resta e dagli uffici di Presidenza della Regione Puglia, che hanno installato una cisterna aggiuntiva di 5000 litri per assicurare la continuità dei servizi igienici. La cosa che lascia più attoniti è che i lavoratori ospiti del campo, per un’ordinanza del Commissario prefettizio che ha retto l’amministrazione comunale fino al 2019, pagano una ‘tassa di soggiorno’ di un euro al giorno al Comune di Turi, tassa che la Sindaca si è impegnata ad abolire da subito”.

Ogni anno la raccolta delle ciliegie richiama a Turi manodopera immigrata e non è accettabile quindi che l’arrivo dei lavoratori diventi un’emergenza, dice la CGIL. “La Sindaca di Turi con la FLAI CGIL di Bari e la FLAI Cgil Puglia ha incontrato i lavoratori nella cosiddetta ‘foresteria’, e si è impegnata a convocare con la massima urgenza tutti i soggetti interessati al fenomeno, a partire dalle aziende agricole che per contratto dovrebbero garantire l’ospitalità ai lavoratori stagionali, ma molto spesso non garantiscono nemmeno il rispetto del contratto collettivo nazionale e provinciale di lavoro”. Pertanto la FlLAI Cgil di Bari, insieme alla CGIL Bari, afferma la segretaria Lepore, “chiederà al Prefetto del capoluogo di convocare con urgenza le organizzazioni sindacali, le organizzazioni datoriali e le amministrazioni comunali di tutti i comuni coinvolti nella gestione del lavoro stagionale in modo da avviare da subito la programmazione di interventi strutturali, a partire dall’utilizzo dalle risorse rivenienti dal PNRR, per far sì che l’arrivo dei lavoratori stagionali non sia più vissuto come un’emergenza”.

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Tina Resta azzera l’azzeramento. Unica novità, Stefano Dell’Aera vicesindaco

L’azzeramento della Giunta, deciso dal sindaco Tina Resta il 18 maggio scorso, ha prodotto un altro zero più tondo del primo. Pertanto, dopo la lettura del decreto sindacale n. 16 del 31/5/2022 ci è venuto facile dire: ‘la montagna ha partorito il topolino!!!’. Infatti, il tentativo di far rientrare i tre dissidenti Onofrio Resta, Teresa De Carolis e Teresita De Florio (a questo mirava tra le righe il provvedimento di sospensione del 18 maggio) si è rivelato un patetico fallimento. I tre consiglieri ‘indipendenti’ hanno rifiutato l’invito e hanno rimandato la pallina nella metà campo del Sindaco. Hanno preferito proseguire il loro percorso oppositivo dall’esterno o dall’interno (a seconda della prospettiva). “Se Tina Resta cade non sarà certo per colpa nostra” hanno già detto. E così, in un gioco di scacchi e tensioni, Onofrio & Co. continuano a rimanere formalmente nella Maggioranza ma a favorire contemporaneamente condizioni per le quali sarà il Sindaco stesso a mollare autonomamente la poltrona e a far cadere la sua Amministrazione, o di chissà chi. Uno scambio di riconoscenze reciproche, insomma, visto che qualche anno fa furono i cosiddetti boccardiani a far cadere il Sindaco Onofrio Resta dopo pochi mesi dall’insediamento.

La crisi è cominciata con le famose dimissioni del Sindaco a marzo (poi ritirate dopo 17 giorni con il primo nulla di fatto). Tanto che quelle dimissioni appaiono fin troppo chiare come una classica commedia dell’arte, inspiegabile se si guarda l’esito fotocopia dell’attuale situazione, con il ripristino uguale dello stato delle cose. O forse fin troppo spiegabile! Il Sindaco, adesso, messa alle strette dallo stallo politico, non ha potuto fare altro che azzerare l’azzeramento (sic!), e ridare indietro agli assessori rimasti fedeli quello che lei stessa gli aveva tolto. L’ennesima magra figura! Un gioco tanto per passare il tempo alle spalle dei cittadini. Così come pure il probabile suggeritore esterno (secondo noi) si fa sempre più riconoscibile e addiziona una gaffe dopo l’altra. Infatti, gli assessori azzerati sono rimasti tali e quali com’erano prima, le deleghe pure. Nulla cambia negli assetti politici dell’Amministrazione, ognuno non si è mosso mai dal suo posto. E allora, dobbiamo chiamare la famosa zingara dei proverbi per indovinare a che gioco stiamo giocando? La frattura con i dissidenti interni è scomposta e insanabile. Si metta l’anima in pace Tina Resta che per salvare la faccia, ancora una volta, ha fatto passare alla carica di vice sindaco Stefano Dell’Aera (Forza Italia) al posto di Graziano Gigantelli (Lega): un ‘cambio’ tra amici tanto per farci credere che si tratti di una novità, una sorta di giustificazione. Uno scambio che dal punto di vista politico è pari a doppio zero. Chi c’era c’è, chi non c’era non c’è. L’obiettivo di serrare le fila ad una Maggioranza sfilacciata è così miseramente fallito. Ha fatto flop. Non sappiamo se siamo al capolinea ma il Sindaco, di fatto, rimane politicamente molto debole. Dovrà tirare a campare fino a quando le sarà possibile, poi chi vivrà vedrà. Se pure, a questo punto, sarebbe onorevole che la dott.ssa Resta spiegasse ai turesi per filo e per segno tutta la verità su questi strani balletti. E se a lei non manca il coraggio, ai cittadini non torna più di una cosa e hanno tutti il diritto di sapere dove stiamo andando.

Così, nell’attesa che il Sindaco parli apertamente, facciamo il riassunto delle deleghe, ripetendole in toto così come erano due settimane fa:

Gigantelli Graziano, assessore con delega a: Bilancio, Tributi e Fondi Europei

Topputi Fabio Francesco, assessore con delega a: Programmazione ed Organizzazione di Eventi, Marketing Territoriale, Commercio e Politiche del Lavoro

Dell’Aera Stefano, Vicesindaco con delega a: Lavori Pubblici, Decoro urbano, Agricoltura, Servizi cimiteriali

Bianco Immacolata, assessore con delega a: Politiche sociali, Tutela degli animali da affezione

Coppi Maurizio, assessore con delega a: Personale, Contenzioso, Edilizia residenziale pubblica, SUAP, Politiche ambientali.

Il Sindaco mantiene per se stessa le deleghe che aveva: Urbanistica e Cultura.

Didascalie foto: in alto, il sindaco Tina Resta (foto Fabio Zita); in basso, il nuovo vicesindaco Stefano Dell’Aera

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Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica al milite Antonio Volza

“Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi della Legge n. 296 del 27/12/2006, è stata concessa alla memoria del Sig. Antonio Volza nato a Turi il 25/03/1921 la medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti”. Recita così la comunicazione del Prefetto di Bari ricevuta qualche giorno fa dai parenti del milite disperso a seguito dell’affondamento del piroscafo Oria (vedi inserto speciale del n. 222 de il paese del marzo 2014). Sul piroscafo viaggiavano circa 4000 soldati italiani internati dalle truppe tedesche par aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e destinati a campi lager in Germania. Il piroscafo affondò nel Mar Egeo il 12 febbraio del 1944 portando con sé la quasi totalità dei soldati trasportati, tra cui Antonio Volza e altri 3 concittadini Turesi. Il 31 maggio è prevista in prefettura la consegna ufficiale della medaglia nelle mani del nipote Antonio Coletta.

Didascalie foto: 1) il soldato Antonio Volza; 2) il piroscafo Oria

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Ritorna la festa dell’Annunziata e del ‘passa passe’. Un quarto giro dedicato ai bimbi della martoriata Ucraina

Una luminosa mattinata di sole, appena velata da qualche cirro e con un leggero vento profumato di primavera, ha salutato il ritorno del rito di benedizione caro ai turesi: il ‘passa passe’ del 25 di aprile. A causa del Covid-19, infatti, la festa dei bambini adornati di nastri colorati è mancata per due anni, nel sacrosanto rispetto delle norme emanate dal Governo per proteggere la popolazione dall’aggressione pandemica.

In antico i turesi si recavano alle isolate chiesette rurali dell’Annunziata di Rutigliano e Gioia per ‘passare’ i loro piccoli affidandoli alla protezione della Vergine Maria rappresentata nel momento del concepimento, ma dal 1903, terminato il restauro della chiesetta di San Rocco, il rito d’origine campestre si è cominciato a svolgere anche a Turi intorno all’antichissimo edificio di origine bizantina, allora ancora ai margini dell’abitato, così da non costringere più i fedeli a recarsi altrove. Nel 1950 la festa, per decisione del rettore don Donato Totire, venne spostata dal 25 marzo al 25 aprile, già giorno di festa nazionale per la Liberazione. Nel 1965 arrivò a Turi dalla Val Gardena, su commissione del Rettore, l’attuale effige dell’Annunciazione in forma di tronco, opera dello scultore di Ortisei Luigi Santifaller (sulla bella scultura dell’Annunziata e sulla presenza degli artisti altoatesini a Turi troverete un approfondimento sul n. 302 de ‘il paese’, in uscita nei prossimi giorni).

Don Giovanni Amodio, felice per il ritrovato appuntamento di preghiera primaverile e per la buona affluenza di partecipanti, ha officiato il rito in tutte le sue fasi (accompagnato da don Giuseppe Dimaggio) con il pensiero spesso rivolto all’agghiacciante guerra in Ucraina – barbarie disumana e sacrilega come lui stesso l’ha definita durante l’omelia  – in special modo ha rivolto una particolare parola di vicinanza ai bambini vittime innocenti, spaventati dalle bombe e dalle sirene, alle loro madri costrette a fuggire per difendere i loro figli e ai loro papà morti combattendo per la patria. La dedica alla martoriata Nazione dell’est aggredita dai russi è stata concretizzata dall’aggiunta ai tradizionali tre giri di processione dietro l’effige lignea dell’Annuncio di un quarto giro tutto dedicato ai bimbi d’Ucraina, che ha avuto inizio dopo il lancio di palloncini gialli e azzurri.

La benedizione finale dei bimbi, dei loro genitori e padrini/madrine è stata l’occasione per l’Arciprete don Amodio di ricordare tre illustri sacerdoti, definite grandi figure del Novecento turese e suoi punti di riferimento: don Donato Totire, don Vito Ingellis e don Giovanni Cipriani. Tutti i e tre questi grandi uomini di Chiesa hanno contribuito, ognuno a suo modo, alla divulgazione del culto dell’Annunziata nella comunità turese. L’applauso finale partito dalla folla verso la Vergine è stato dedicato un po’ anche a loro.

Giovanni Lerede

Didascalie foto: 1) La processione dell’Annunziata di quest’anno al primo giro (foto G. Lerede); 2) bambini ucraini profughi su un treno per Varsavia; 3) La messa prima della processione davanti alla Chiesetta di San Rocco (foto G. Lerede)

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Fine del Progetto Gramsci e riqualificazione Villa comunale. L’Amministrazione rinuncia a 850.000 euro per sue lentezze e incapacità

Come volevasi dimostrare! Il Progetto Gramsci del 2017 è arrivato al capolinea o, meglio dire, a fine corsa l’hanno spinto i nostri attuali Amministratori. Politicanti impegnati più a darsi reciprocamente i calci sotto il tavolo (con finte dimissioni) che a curare la vita attuale e futura di questa città.

“Infausta vicenda” l’ha definita Aldo Patruno dalla Regione Puglia, nella lettera del 12 aprile scorso (che qui pubblichiamo) con la quale si esclude definitivamente Turi dal Progetto per mancata adesione. E infatti c’è qualcosa di strano – non di inspiegabile – in questa congiura turese per niente segreta. Vicenda gestita con tanti tentennamenti, lentezze e perplessità; obiezioni generate volutamente a catena da altre obiezioni. Finché, di fatto, facendo trascorrere i tempi previsti, lorsignori del Comune hanno scelto di rinunciare a una evidente qualificazione culturale della nostra città, a prospettive di sviluppo e ammodernamento del nostro assetto urbano, respingendo 850.000 euro già stanziati che invece avrebbero dato aria a questo posto. Il monumento a Gramsci (e i finanziamenti) adesso verranno dirottati nell’area dell’istituendo Polo Bibliotecario Regionale presso la ex-Caserma Rossani di Bari. Che gran successo per Turi! I paesi vicini ci rideranno appresso!

L’amareggiata lettera di Aldo Patruno, che pubblichiamo per intero, fa l’analisi del percorso dell’Amministrazione Resta. Un atteggiamento politico deludente e miope, tipico di una mentalità conservatrice chiusa a riccio, in un paese che preferisce privilegiare interessi spiccioli, ama l’effimero fine a se stesso, i colpi di fumo immediati con tanto di fascia tricolore addosso. Un paese che, giorno dopo giorno, sceglie di rimanere sempre più fermo e sempre più isolato dal resto del territorio, incapace di guardare oltre le proprie mura. Non c’è che dire. Prendiamo atto! E pertanto diciamo: “Grazie tantissime, Sig.ra Sindaca. Siamo tutti riconoscenti per questa ennesima occasione persa”.

La lettera del dott. Patruno, Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia

Al Sindaco del Comune di Turi (12 aprile 2022), prot. AOO_004/002203

OGGETTO: Programma Interreg IPA CBC Italy‐Albania‐Montenegro 2014/2020 ‐ Progetto tematico “3C– Cross‐border exchange for the development of Cultural and Creative industries” ‐ Comunicazioni

Gentile Sig.ra Sindaca, con riguardo al progetto tematico emarginato in oggetto, ed in particolare alle previste azioni di installazione dell’opera/monumento ispirata ad Antonio Gramsci dal titolo “Compagni e Angeli”, a cura dell’artista di fama internazionale Alfredo Pirri, e di connessa riqualificazione delle Piazze Sandro Pertini e Aldo Moro in Turi, si rappresenta quanto segue.

Pur avendo acquisito il favorevole parere preventivo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – Provveditorato regionale per la Puglia e la Basilicata, con nota del Provveditore regionale (Protocollo m_dg.DAPPR22.01/03/2022.0011983.U. Pratica 271, ns protocollo in entrata n. 1329 del 04/03/2022), ha negato il nulla osta, evidenziando, diversamente da quanto concordato per le vie brevi in numerosi incontri istituzionali e tecnici, che la presenza stessa dell’installazione artistica (in luogo dei bagni pubblici esistenti) pregiudicherebbe le esigenze basilari di sicurezza della struttura penitenziaria, nonostante gli adeguamenti e le nuove soluzioni progettuali cui questa Amministrazione ha lavorato alacremente negli ultimi mesi, attenendosi rigorosamente alle indicazioni e agli indirizzi tecnici forniti dallo stesso Provveditorato regionale.

In considerazione del suddetto diniego e del lungo tempo trascorso per addivenire all’approvazione, da parte del competente Ente locale, di un livello di progettazione utile all’acquisizione dei prescritti pareri, che ormai non lascia più margini temporali per ulteriori revisioni, sono mio malgrado a comunicarLe con la presente che, sentita la competente Autorità di Gestione e il Joint Secretariat del Programma Interreg IPA CBC Italy‐Albania‐Montenegro, allo stato attuale non sussistono più le condizioni minime – temporali, tecniche e operative – per consentire la realizzazione del progetto entro i termini improrogabilmente fissati dal programma.

La medesima Autorità di Gestione, al fine di evitare il decommitment del progetto, con la perdita dell’intera dotazione finanziaria e gravi penalizzazioni per la Regione Puglia in vista del nuovo ciclo di programmazione 2021‐2027, ha invitato questo Dipartimento a predisporre un piano alternativo che, salvaguardando ispirazione iniziale e obiettivi strategici, ne consenta comunque l’attuazione, anche in altro luogo/sito, purché nei termini e alle condizioni date.

Alla luce di quanto sopra rappresentato, questo Dipartimento si è attivato – di concerto con la Fondazione Gramsci e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia – per ricondurre l’iniziativa nell’ambito dell’istituendo Polo Bibliotecario Regionale presso la ex Caserma Rossani in Bari.

Resta inteso che, nel perseguimento dell’obiettivo primario di valorizzare la memoria e il pensiero di Antonio Gramsci – a partire dall’occasione dell’80° anniversario della sua morte, da cui l’iniziativa “Compagni e Angeli” ha preso le mosse oltre quattro anni fa (2017), il progetto – così come rimodulato

– prenderà in debita considerazione ogni possibile connessione materiale e immateriale con il Carcere di Turi ove Gramsci fu detenuto, nelle more che maturino le condizioni per una effettiva valorizzazione del bene, in quanto appartenente al patrimonio culturale nazionale, e del suo intorno, rispetto al quale è comunque stata sviluppata una progettazione di elevato livello qualitativo che resta a disposizione della comunità Turese.

Nel significarLe il grande rammarico – anche personale – per gli esiti infausti di questa vicenda, l’occasione è gradita per rinnovarLe i saluti più cordiali e porgere a Lei e alla sua comunità i migliori auguri di Buona Pasqua.

Il Direttore Aldo Patruno

Didascalie foto (dall’alto): 1) rendering dell’installazione artistica di Alfredo Pirri che doveva essere collocata nella Villa comunale di fornte alla cella di Gramsci; 2) la sindaca Resta con Alfredo Pirri, Beppe Vacca, l’Ambasciatrice d’Albania e Aldo Patruno alla presentazione del progetto all’Auditorium di Roma; 3) disegno dedicato a Gramsci dai detenuti della Casa Circondariale di Siena (2015).

SusPharma-Gruppo-di-ricerca-del-prof.-Luisi

Progetto SusPharma, coordinamento internazionale al Prof. Renzo Luisi e all’UniBa

Prestigioso riconoscimento al Prof. Renzo Luisi (UniBa). Al docente universitario turese è stato affidato il coordinamento internazionale di uno degli 8 progetti finanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del cluster Health del programma Horizon Europe Research and Innovation Action. Il progetto, finanziato per un ammontare di 6.9 milioni di euro, coinvolge 9 partners tra cui 5 prestigiosi istituzioni di ricerca tra Europa e Regno Unito e 4 industrie operanti nel settore farmaceutico. Il progetto SusPharma durerà 36 mesi e si occuperà di sviluppare metodologie di sintesi di farmaci in maniera sostenibile e con un ridotto impatto sull’ambiente, combinando moderne tecnologie microreattoristiche, nuove tecniche catalitiche, intelligenza artificiale e robotica avanzata. Le attività di ricerca rientrano nell’ambito della strategia europea per lo sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 e l’European Green Deal. Questo programma di finanziamento ha lo scopo di creare un’industria della salute europea innovativa, sostenibile e competitiva, capace di fronteggiare situazioni di emergenza come ad esempio le crisi pandemiche o fronteggiare la mancanza di farmaci essenziali e permettere la rapida produzione di composti farmaceutici e chimici “on site” e “on demand”.

SusPharma si avvarrà delle competenze di illustri scienziati dell’Università di Bari (Proff. Renzo Luisi, Leonardo Degennaro, Dr. Marco Colella), del Politecnico di Milano (Prof. Gianvito Vilé), del Van’t HoffInstitute presso l’Università di Amsterdam (Prof. Tim Noel), dell’Università di Cordoba (Prof. Rafael Luque), dell’Università di Loughborough (Prof. Brahim Benaya) e di partner industriali quali Dompè (Italia), VITO (Belgio), Feyecon e C2Cat (Olanda).

SusPharma fornirà tecnologie e know‐how per fronteggiare la sfida della transizione verde e digitale. L’innovazione tecnologica riguarderà l’uso di fonti di carbonio rinnovabili (bio‐based) per la preparazione di nuovi motivi strutturali e molecole per la sintesi di farmaci; lo sviluppo di metodologie sintetiche green basate su microtecnologie e “flow chemistry”; lo sviluppo di nuovi metodi di purificazione in continuo per la rimozione di impurità e il riciclo di solventi; l’integrazione nei processi produttivi di farmaci della digitalizzazione e della robotica; la valutazione LCA e TEA per ridurre sensibilmente l’impatto della produzione farmaceutica. Il progetto beneficerà quindi di un ambito inter‐ e multidisciplinare, che include esperti nella conversione della biomassa per la sintesi di farmaci, nella catalisi a singolo atomo, nella

tecnologia della chimica in flusso (comprese sintesi e purificazione), nell’automazione, machine learning e robotica.

SusPharma si concentrerà su attività di ricerca e innovazione che mirano a integrare cinque concetti innovativi: WASTE‐to‐PHARMA, CAT‐to‐PHARMA, FLOW‐to‐PHARMA, PUR‐to‐PHARMA e DIGITAL‐to‐PHARMA. Ciò fornirà risultati diretti alle industrie farmaceutiche, ai ricercatori e agli innovatori, spingendoli a sviluppare e produrre prodotti farmaceutici “greener by design”, intrinsecamente meno dannosi per l’ambiente, e che facciano uso di processi di produzione più ecologici ed economicamente più sostenibili. Questi 5 concetti innovativi, in linea con il programma di sviluppo sostenibile della Comunità Europea, possono essere così riassunti:

WASTE‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo di nuove molecole da piattaforme “bio‐based” per la produzione farmaceutica per garantire un approccio più ecologico alla sintesi; CAT‐to‐PHARMA si basa sulla progettazione di metodi catalitici eterogenei a singolo atomo per la sintesi

green; FLOW‐to‐PHARMA si basa sullo sviluppo di tecnologie di produzione a flusso continuo all’avanguardia, più ecologiche, più sicure, a basso consumo energetico, e che impiegano volumi ridotti di solventi e reagenti chimici e in grado di riciclare solventi; PUR‐to‐PHARMA si basa sull’integrazione di metodologie sintetiche innovative con nuovi metodi di purificazione in sinergia con soluzioni digitali per eliminare impurezze dannose (o cancerogene) dai prodotti farmaceutici, e allo stesso tempo aumentare la conformità ambientale e delle buone pratiche di fabbricazione;

DIGITAL‐to‐PHARMA si basa sull’utilizzo della trasformazione digitale e della robotica per lo sviluppo di produzione competitiva, scalabile, distribuita e “on‐demand”.

Il Professor Renzo Luisi (classe ’71) dal 2020 è Ordinario di Chimica organica presso il Dipartimento di Farmacia Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”. E’ responsabile del laboratorio “Flow Chemistry and Microreactor Tecnology” ‐ FLAME Lab ‐ creato grazie a finanziamenti pubblici e privati, e che ha l’obiettivo di sviluppare metodologie chimiche sintetiche sostenibili a basso impatto ambientale, un laboratorio unico nel suo genere in Italia e con sede presso l’Università di Bari. E’ stato responsabile di diversi progetti di ricerca in collaborazione con industrie farmaceutiche, e ha iniziato la sua ricerca indipendente come coordinatore nazionale di un progetto Firb Futuro in Ricerca finanziato dal MIUR nel 2010. Il Professor Luisi ha pubblicato più di 150 lavori su riviste internazionali ad alto impatto, capitoli di libri e numerose reviews, è stato relatore a numerose conferenze nazionali ed internazionali, visting scientist presso prestigiosi istituti di ricerca in Europa e negli Stati Uniti; presenta un H‐Index di 35 ed un numero di citazioni superiore a 3600.

Didascalie foto: 1) il Prof. Renzo Luisi (primo a sinistra) con il suo gruppo di ricerca; 2) la mappa delle Università e delle aziende che partecipano al progetto europeo dei farmaci green.

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Tina Resta ufficializza le dimissioni con una lettera al Prefetto e ai Consiglieri comunali

Le dimissioni di Tina Resta trovano conferma ufficiale nella lettera inviata stamane a mezzo PEC, con consegna a mano e a mezzo mail istituzionale al Prefetto di Bari, al Segretario Generale e a tutti i componenti del Consiglio Comunale di Turi. Nella missiva il Sindaco prende atto definitivamente della crisi politica nella sua maggioranza, scoppiata nell’estate del 2020 con una lettera di sconfessione dell’operato del primo cittadino da parte di alcuni consiglieri comunali della lista “TuRinasce” (Onofrio Resta, Teresita De Florio, Teresa De Carolis, Fabio Topputi), crisi che a settembre dello stesso anno sembrò rientrare con un importante rimpasto di Giunta. Ma evidentemente fu solo un’operazione di facciata che ha lasciato in vita l’Amministrazione finchè è stato possibile. Ecco di seguito il testo della lettera del Sindaco:

“Gli ultimi avvenimenti non hanno potuto che farmi prendere atto dell’assenza delle condizioni politiche atte a consentirmi di continuare a svolgere con serenità un compito che avrebbe richiesto il massimo dell’impegno da parte di tutti.

Il quadro politico che si è determinato ha annullato ogni mio possibile ulteriore sforzo finalizzato a raggiungere un accordo politico tra le parti per continuare il mio mandato.

Ritengo moralmente inaccettabile dover costantemente riconquistare il pieno mandato conferito dagli elettori, avversato da continui attacchi governati da logiche che non voglio e non posso accettare.

Ho speso ogni giorno di questa esperienza operando con onestà, dedizione e nel pieno e rigoroso rispetto delle prerogative che le norme di legge attribuiscono al ruolo politico e istituzionale dell’amministratore pubblico, mettendomi a totale disposizione dei cittadini.

Con la presente rassegno ufficialmente le dimissioni da Sindaco del Comune di Turi. Ora sono all’ultimo atto di un percorso governativo che avrebbe meritato un epilogo diverso, ma va bene così.

Ringrazio la mia famiglia e i cittadini che mi sono stati vicini e che mi hanno sostenuta. Porgo cordiali saluti a tutti. Il Sindaco, dott.ssa Ippolita Resta”.

Nella foto: Tina Resta candidato sindaco nel 2019 (foto Fabio Zita)

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Senatore Boccardi: “Le dimissioni del Sindaco hanno motivazioni serie ma richiamo tutti alla riflessione”

Roma, 1 MAR. – “Conosco bene la storia personale e politica della sindaca di Turi, Tina Resta, e sono quindi certo che le sue dimissioni dalla carica di prima cittadina hanno motivazioni serie ed importanti. In questo momento di grande difficoltà, però, invito tutte e tutti a guardare oltre le incomprensioni locali e ad alzare lo sguardo all’orizzonte nazionale ed internazionale. La crisi sanitaria, economica e sociale legata alla pandemia non è ancora terminata; il conflitto armato in Ucraina desta preoccupazioni crescenti; a fine giugno scade il termine per presentare i progetti per il PNRR. In altre parole, abbiamo dinanzi a noi uno scenario così inquietante da un lato, il Covid e la guerra alle porte dell’Europa, e così irripetibile dall’altro per lo sviluppo del nostro territorio, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che siamo tutti chiamati al più alto senso di responsabilità. Una crisi comunale ora sarebbe dannosa per cittadini, famiglie e imprese, oltre che incomprensibile agli occhi degli elettori. Richiamo pertanto la sindaca Resta, la Giunta, il Consiglio comunale nel suo insieme e tutti i consiglieri singolarmente ad una sincera e approfondita riflessione sulle conseguenze non solo contingenti ma anche nel lungo periodo che potrebbe avere il commissariamento del Comune adesso. Sono certo che le ragioni per andare avanti sono molte di più e molto più valide di quelle che spingono a fermarsi. Per il bene di Turi, che tutti ci accomuna, bisogna trovare una soluzione che consenta di superare l’attuale stallo ed arrivare quindi al ritiro delle dimissioni della sindaca e ad un rilancio dell’azione politico-amministrativa”. Lo afferma il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi.

Nella foto: il senatore di Forza Italia Michele Boccardi (foto Fabio Zita)

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Turi oggi si è svegliata sotto la neve e… senza Sindaco. Tina Resta avrebbe rassegnato le sue dimissioni

Turi questa mattina si è svegliata sotto la neve, con l’angoscia per la sanguinosa invasione dell’Ucraina e per il perdurare del Covid-19 e, con ogni probabilità, senza più un Sindaco in carica. Fonti autorevoli ma ancora ufficiose affermano che la dott.ssa Tina Resta, proprio questa mattina, avrebbe rassegnato le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino. La clamorosa notizia, che al momento, ripetiamo, non trova conferma ufficiale, sembra essere definitivamente maturata durante la riunione di maggioranza avvenuta ieri sera, ma le fibrillazioni all’interno della sua compagine erano ormai note da tempo per il dissenso manifestato pubblicamente già dal 2020 da tre consiglieri comunali: Onofrio Resta, Teresita De Florio e Teresa De Carolis.

Se la notizia delle dimissioni fosse confermata si aprirebbero due possibili scenari da qui a 20 giorni: 1) Tina Resta, dopo una verifica e avendo ancora i numeri per governare ritira le dimissioni e ricompone, in parte o del tutto, la sua compagine; 2) il Sindaco non ritira le dimissioni e il Consiglio comunale decade con decreto del Prefetto che nomina un Commissario in attesa di nuove elezioni.

Scenari, questi, già vissuti nel 2017 con l’Amministrazione Coppi e ancora prima con l’Amministrazione guidata da Onofrio Resta. Al momento solo bocche cucite da parte dei diretti interessanti: nessuno smentisce e nessuno conferma. Vi aggiorneremo appena possibile.

La Redazione

Didascalie foto: 1) il Sindaco Tina Resta in una manifestazione ufficiale dedicata ai Caduti; 2) Tina Resta con i suoi compagni di squadra e il sen. Boccardi durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale del 2019. Le foto sono di Fabio Zita.

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Torre dell’Orologio di Turi sparita dai radar. E’ un ‘Luogo del Cuore’ FAI, ma a chi importa?

In piena pandemia il nostro paese, avvilito anche psicologicamente oltre che economicamente come tutta l’Italia e il resto del pianeta, ha covato da maggio 2020 in poi l’illusione di poter tornare a sognare, fosse anche per una sola estate. E così, moltissimi turesi, compatti come non mai, si sono stretti intorno all’idea di vedere rinascere il nostro simbolo civico per antonomasia: la Torre dell’Orologio, che molti paesi del circondario sicuramente ci invidiano essendo la nostra, senza ombra di dubbio, una tra le più iconiche torri civiche di Puglia.

La costruzione della Torre in quel punto esatto della città si era resa necessaria allorquando, nel 1880, si decise di sostituire il vecchio orologio pubblico non più funzionante alloggiato sull’antico Sedile cittadino posto innanzi palazzo Gonnelli, tenendo presente che il centro cittadino si era da tempo spostato nell’attuale piazza Silvio Orlandi. Nella sua progettazione e realizzazione, l’architetto Sante Simone e la ditta dello scalpellino turese (d’adozione) Giuseppe Schettini riuscivano a mettere in risalto la materia prima principe del nostro territorio, “la pietra”, facendo divenire la torre un esempio ben riuscito dell’eclettismo di fine ‘800-primi ‘900. Il capolavoro civico culminava con la predisposizione al suo interno del meccanismo dell’orologio, firmato dalla pluripremiata fabbrica (con medaglie d’oro all’esposizione internazionali di Anversa, Bruxelles, Parigi), del Cav. Alfonso Sellaroli da Guardia Sanframondi (BN). Illustre artigiano e interprete delle più svariate committenze, il beneventano ideava per Turi la possibilità di azionare contemporaneamente non uno ma bensì tre quadranti posti in direzioni diverse. Per il tempo del rintocco delle campane, si optava per la scelta della “Gran suoneria all’italiana”, segnando le ore e i quarti.

Nel corso del 2020, dicevamo, la speranza divampava allorquando il FAI-Fondo Ambiente Italiano –fondazione senza scopo di lucro, nata con l’intento di agire per la salvaguardia e tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale – in collaborazione con l’istituto bancario Intesa San Paolo, a maggio lanciava la decima edizione del Censimento “I luoghi del Cuore”, che si sarebbe concluso il 15 dicembre dello stesso anno. Mediante un sondaggio su Facebook, la nostra torre civica veniva scelta quale bene da candidare al voto sulla piattaforma del FAI. Scattava così nella nostra cittadina il tamtam mediatico, sull’importanza e sull’occasione da non perdere assolutamente, tanto che i nostri concittadini cominciavano a votare sia online (possibilità di voto per i soli over 14 anni), sia fisicamente ai banchetti predisposti nelle occasioni di ritrovo estivo, ma anche all’interno di alcuni esercizi commerciali. In palio la possibilità di poter partecipare ad un bando presentando un progetto concreto di restauro, valorizzazione o istruttoria, dovendo, però, necessariamente raggiungere prima la soglia minima di 2000 preferenze per il bene candidato.

A dicembre le volontarie turesi del FAI comunicavano il raggiungimento dell’obiettivo minimo delle 2000 firme raccolte per poter partecipare al bando di finanziamento, mentre il successivo 25 febbraio 2021 arrivava l’ufficialità mediante una conferenza stampa del FAI nella quale si rendeva nota la classifica finale nella quale, sorprendentemente, Turi si collocava ad uno straordinario 32° posto nazionale, 5° in Puglia e 2° nella Città Metropolitana di Bari, su oltre 39.500 luoghi in gara segnalati in 6.504 Comuni in tutta Italia. Il risultato era di quelli clamorosi con ben 9.043 voti. Di conseguenza giungeva il momento di concretizzare l’enorme risultato – ribadisco enorme! – aderendo al bando sopradetto previa realizzazione di un progetto di restauro e valorizzazione, mettendo in atto tutte le procedure burocratiche del caso, fra cui la partecipazione al cofinanziamento del manufatto da parte del Comune, ente proprietario della Torre, in una percentuale variabile a seconda dell’importo occorrente per portare a termine il progetto. La partecipazione al bando scadeva inesorabilmente entro il mese di marzo 2021.

Dall’ufficializzazione del 25 febbraio 2021 ad oggi è passato un lungo anno di silenzio assordante, durante il quale in molti sicuramente hanno continuano a guardare giornalmente la Torre e a sospirare, me compreso, in attesa di sapere quali fossero stati gli sviluppi successivi all’entusiasmante risultato conseguito. L’argomento, invece, sembra essere stato fatto sparire volontariamente dai radar dell’opinione pubblica, forse per giustificare il fallimento del tentativo di agganciare il finanziamento. Non mi sorprenderei di ciò, viste anche le risicate disponibilità monetarie messe a disposizione, che non possono chiaramente bastare a coprire le richieste provenienti da tutti i progetti presentati, motivo per cui al FAI avranno sicuramente pensato di dirottare le risorse disponibili sui progetti più significativi presentati, fra cui parrebbe esserci quello del ponte dell’Acquedotto di Gravina in Puglia.

Se fossero questi i risvolti, non ci sarebbe peccato nel dichiarare che, fatto il tentativo, non si è riusciti a portare a casa il risultato, ma temo ahimè che ancora una volta il tentativo non sia stato fatto, per il solito palesarsi di quel ormai evidentissimo e classico sintomo del corto circuito politico-amministrativo-burocratico-associativo che sempre più spesso si manifesta a Turi. Ma quelle 9043 preferenze non possono essere ritenute del tutto insignificanti, anzi tutt’altro, motivo per cui chi di competenza – le volontarie del Fai di Turi, il Comitato all’uopo costituito e l’Ente proprietario del manufatto, il Comune di Turi – devono, dopo un anno, sentire il dovere di dar conto della situazione. I 9043 turesi vogliono sapere e vogliono capire come si è chiusa la faccenda, visto e considerato che se si fosse addivenuti a qualche risultato positivo non avrebbero certo resistito alla voglia di raccontarcelo.

Quello che ci preme sottolineare è che nel giugno 2020, allorché come Redazione de “il paese” predisponemmo sulle nostre pagine un intero ‘Inserto’ sulla Torre dell’Orologio per spingere i turesi al voto, eravamo consci comunque della difficoltà nel riuscire a portare a casa il risultato, e già allora invitavamo le autorità locali a valutare altre possibilità di finanziamento per poter progettare la ristrutturazione del manufatto architettonico e programmare la sua valorizzazione in modo serio e con visione a medio-lungo termine, anche con risvolti museali e turistici. Chiudo ricordando la passione con la quale lo scalpellino Giuseppe Schettini scolpì personalmente e nei minimi dettagli il fregio floreale in cima alla Torre, contro l’indicazione dell’architetto, secondo cui dal basso quei particolari non si sarebbero notati. Ebbene, Schettini gli rispose “lo faccio per Turi”, e continuò la sua opera conferendo a quella enorme corona in pietra, posta al di sotto della banderuola col nostro vessillo civico, tutto il proprio sapere tecnico e le proprie abilità e con esse quelle di tutti i mastri scalpellini conosciuti e non della nostra terra di Turi e di Puglia a imperituro ricordo di come le nostre belle cittadine pugliesi siano nate e siano state plasmate cavando la pietra calcarea, ingentilita dalla sapienza e dalla maestria di questi artisti. D’ora innanzi, chi avrà l’onore e l’onere di amministrare Turi, tenendo a mente tutto ciò, si prodighi per far risorgere la Torre dell’orologio e con essa l’orgoglio della nostra città.

Pietro Pasciolla

Note: 1) Le foto della Torre Civica di Turi sono di Giovanni Palmisano; 2) l’articolo è già pubblicato sulla rivista ‘il paese magazine’ n. 300/gennaio-febbraio 2022