Opera senza titolo

Il Maestro Francesco Valentini ci ha lasciati. Turi perde un’indiscutibile figura nel mondo dell’arte

Il Maestro Francesco Valentini, non è più tra noi. È tornato alla casa del Padre nella giornata dello scorso 7 di maggio, con le sue esequie celebrate il giorno seguente, poche ore dopo la Solenne recita della Supplica alla Vergine SS. del Rosario di Pompei, a cui l’artista era particolarmente devoto.

Con la scomparsa del Maestro, l’intera comunità cittadina turese perde un’indiscutibile figura nel mondo dell’arte giunta troppo tardi sui grandi palcoscenici mediatici ma ancora da molti suoi compaesani sconosciuta. Per tutta la sua vita, l’artista ha vissuto un suo proprio dissidio interiore tra quello che era costretto a fare per vivere e mantenere la sua famiglia, e ciò che in cuor suo avrebbe voluto fare.

Solo col raggiungimento dell’età pensionabile, l’Uomo Francesco Valentini ha potuto finalmente dar libero sfogo alle proprie pulsioni artistiche troppo a lungo represse, combattendo il pregiudizio, lo scherno, la voluta sottovalutazione del suo estro artistico innato, da parte di diversi suoi paesani, anche addetti ai lavori,  incapaci di comprendere un fatto elementare: o si nasce col dono innato dell’estro artistico, o non vi può essere preparazione Accademica che tenga, in grado di costruirne uno. Certo la preparazione Accademica sommata all’innato estro possono portare alla realizzazione di autentici capolavori, ma vanno sempre considerate quelle che sono le situazioni di partenza, che nel caso di Valentini vedevano la sua famiglia di provenienza, dedita al duro lavoro nei campi, sottovalutare in modo importante questa sua predisposizione creativa. Di lì la conseguenza non poteva che essere l’accantonamento pubblico di questo estro per dar spazio ad una vita dura da imprenditore agricolo con cui fino all’età pensionabile ha provveduto alla crescita sociale ed economica della sua famiglia. Al Maestro Valentini, però oltre all’innato estro artistico, va riconosciuta una strenua tenacia, e ferrea forza di volontà nel non abbandonare definitivamente l’esercizio della sua manualità, continuativamente esercitata per sessant’anni furtivamente agli occhi indiscreti, sulla viva roccia calcarea di un suo podere in contrada “la Cavallarizza”.

In questo che vuol essere un semplice e momentaneo saluto al Maestro, riporto Voi tutti indietro nel tempo alla giornata del 27 ottobre 2024 quando presso la sua dimora ho avuto il grandissimo piacere di esaudire insieme agli amici dell’Associazione “Il Viandante”,  dell’ Associazione Culturale “Accademia Italia in Arte nel Mondo” ed altri volenterosi Amici, un suo desiderio: quello di presentare alla presenza del Sindaco di Turi Giuseppe De Tomaso, dell’Assessore alla Cultura dott.ssa Teresa De Carolis e di un affollatissimo parterre di turesi e giornalisti curiosi, la sua ultima grande opera in marmo di Carrara, alta 3 metri circa x 1,50 di larghezza, realizzata in due anni intensi di lavoro e ribattezzata dallo stesso la “Venere Valentini”.

<<Lo scultore, che fino ad oggi aveva riprodotto in marmo le opere classiche dei grandi autori del passato contestualizzandole nella loro teatralità classica – vedesi ad esempio la monumentale realizzazione del “Ratto di Proserpina” – questa volta si è spinto ben oltre, estraendo la “Venere” dal contesto figurale del Botticelli e affidandole un diverso messaggio ricco di simbologia. L’abile Artista, dando sfogo alle proprie capacità interpretative, come il Sandro Botticelli nella sua opera, ha interpretato il concetto di bellezza e armonia pur concedendo, come gli artisti in età Umanistica, qualche difetto in ambito prettamente anatomico, particolari sacrificati sull’altare dell’armonia. Così come il grande maestro fiorentino, anche l’opera di Valentini mostra un collo leggermente più lungo del dovuto ma funzionale alla resa estetica della slanciata e folta capigliatura mossa dal vento.

Nella posa della Dea, il modello a cui il nostro Scultore attinge è quello ellenistico della ‘Venus pudica’ in atteggiamento di ricoprirsi con le braccia il seno e il basso ventre. Se il Maestro fiorentino per il suo “Approdo di Venere sull’isola di Cipro” è ispirato dal Poliziano, riscopritore dei testi classici di Ovidio, Esiodo e Lucrezio, raffigurando la Venere che avanza leggera su una conchiglia lungo la superficie del mare increspata dalle onde, sospinta e riscaldata dal soffio di Zefiro, mostrandola in tutta la sua grazia e ineguagliabile bellezza, in quella del Valentini, invece, la fanciulla assume una valenza cristiana che trova il proprio sentire nella lezione di vita acquisita dal Maestro. Lo scultore, per forza di cose, deve di necessità far virtù in un’arte nella quale nulla si può aggiungere ma in cui tutto si deve togliere che sia superfluo, senza possibilità alcuna di ritornar sui propri passi. Ecco quindi che nella propria continua ricerca estetica, scolpendo e levigando tra l’estasi e il tormento del proprio spasmo creativo per ben due anni, Valentini raffigura a tutto tondo una fanciulla che avanza su di una conchiglia sospinta da quattro delfini in coppie simmetriche a comporre un basamento, al di sopra del quale si apre la conchiglia bivalve che mostra all’osservatore una figura slanciata il cui equilibrio statico è assicurato da due importanti soluzioni tecniche: la perla posta sotto il calcagno destro della stessa e un altro delfino che ne sorregge il peso.

Con l’introduzione di questi due escamotage tecnici dall’altissima natura realizzativa, si evince il nuovo simbolico significato dato dall’Artista all’intera opera. Infatti, se nella “Venere” rinascimentale la nudità della dea non rappresenta per i contemporanei dell’epoca una pagana esaltazione della bellezza femminile, ma piuttosto il concetto di Humanitas intesa come bellezza spirituale, nell’opera del Maestro turese la fanciulla rappresenta la purezza, la semplicità e la nobiltà dell’animo cristiano all’atto della creazione in cui il movimento della folta capigliatura, a differenza del quadro fiorentino, è dato dall’alito di Vita che promana da Dio Padre Creatore. L’Uomo difatti, secondo S. Giovanni Crisostomo, sarebbe la più grande figura vivente, “la più preziosa agli occhi di Dio dell’intera creazione”, dotato di un corpo che lo rende partecipe della dignità di immagine di Dio, e di un’anima, cioè di un principio spirituale, destinata a diventare il Tempio dello Spirito Santo.

Analizzando gli altri simboli presenti nella scultura valentiniana, troviamo nella conchiglia il simbolo cristiano che indica il pellegrinaggio umano nella vita terrena improntato alla purificazione spirituale in vista del gran giudizio finale, ma anche quella purificazione proveniente per i neo-battezzati nella Fede cristiana, come confermato dall’utilizzo massiccio di questo simbolo sulle acquasantiere e fonti battesimali. Il Delfino raffigurato solo, invece, rappresenterebbe Gesù Cristo nella sua funzione di Amico per eccellenza, di colui che da speranza e conduce alle rive più sicure del cielo e della salvezza eterna, simbolo spesso utilizzato nelle catacombe paleocristiane. La perla, nella perfezione della sua forma sferica e della sua superficie illuminata e sfuggente ad uno sguardo complessivo, secondo gli scritti di Sant’Efrem il Siro, racchiuderebbe proprio il Mistero di Cristo, a partire dalla sua incarnazione in un corpo fisico, come la perla stessa in un’ostrica, proseguendo con la sua Passione e Morte – la perla è frutto di una ferita dolorosa che l’ostrica subisce a causa di un corpo estraneo – momento in cui il Cristo, perdonando l’animo umano corrotto, lo lavò col proprio sangue rendendolo nuovamente innocente, puro, pieno di fede e saggezza.

In definitiva l’ultra ottuagenario artista, muovendosi controcorrente in un’epoca che sembra aver perso nuovamente la bussola, lancia un forte e significativo messaggio, al di fuori degli attuali condizionamenti sociali e di quelli stringenti accademicamente parlando, affinché l’Umanità prevalga sulla bestialità corruttiva del mondo odierno.>>

A breve, col Maestro Valentini, avremmo in questo mese di maggio realizzato una mostra presso Palazzo Cozzolongo-Turi, con evento inaugurale nella giornata di venerdì 16 Maggio. I suoi occhi fino a lunedì scorso quando ci siamo visti per approntare gli ultimi dettagli erano raggianti di gioia per questa nuova possibilità di mostrare le sue creazioni ai paesani affinché potessero godere di cotanta bellezza ed apprezzarne la maestria. Con la tua improvvisa dipartita, puoi stare tranquillo che in accordo con la Tua Famiglia, porteremo avanti il tuo desiderio di far conoscere il tuo talento innato, le tue opere, la tua passione in quello che facevi e l‘immenso Amore per l’Arte che ha letteralmente pervaso ed accompagnato la tua intera Esistenza.

La cittadinanza di Turi è invitata il giorno venerdì 16 Maggio 2025, alle ore 19;00 presso Palazzo Cozzolongo per l’Inaugurazione della Mostra dal titolo: “La scultura oltre la materia. Il percorso di Francesco Valentini”

Pietro Pasciolla

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Maggio a Palazzo Cozzolongo, Turi: ‘Cultura & armonia’ presenta un mese tra parole, arte, libri e incontri

Dopo un aprile vibrante, la proposta culturale a Palazzo Cozzolongo (via M. Orlandi 10/12, Turi) non rallenta. Anche a maggio, la programmazione a cura dell’associazione ‘Cultura & armonia’ si arricchisce grazie alla rassegna Disordine – Il caos che rigenera, curata da Tekmore Studio, con il sostegno di Willy Green Technology, la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari e il patrocinio gratuito della Regione Puglia. Ma non finisce qui: tra incontri scientifici, moda e letteratura, non mancheranno anche gli eventi extra per chi ama perdersi e ritrovarsi nella cultura.

Eventi della rassegna Disordine – Il caos che rigenera

  • Fino al 2 giugno 2025 Mostra fotografica – Evocazioni.
    Nove studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari: Natasha Antonelli, Davide Bellaggi, Eleonora Bosna, Siria Ettorre, Maria Rita Giordano, Rocco Girardi, Raffaella Mastrorilli, Alessia Pasquino, Antonio Patella, reinterpretano attraverso la fotografia il disordine come chiave di trasformazione. I lavori dei giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bari indagano il tema del disordine declinato come entropia visiva e concettuale, come potenziale trasformativo, carica simbolica e spirituale, fino ad arrivare a riflessioni più intime. Ogni scatto diventa frammento di un dialogo più ampio in cui il caos si presenta come disgregazione e possibilità di rinascita. Generando così spunti di riflessione unici sul rapporto personale con il disordine, appunto. L’intento è di riconsiderare ciò che appare frammentato o incompleto, per scoprire nel caos una fonte di rinnovamento e creatività.

A cura di Annalisa Ciliberti e Rocky Malatesta. Ingresso libero – Prenota la visita scrivendo su WhatsApp al numero business 080.2369056 oppure chiamando il 320.6699674. 

  • Giovedì 29 maggio, ore 19:00, l’incontro con l’autrice Emanuela Mancino a cura di Irene Martino.
    La professoressa associata di Filosofia dell’educazione e Pedagogia della comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca propone un viaggio tra parole, emozioni e nuovi linguaggi per abitare meglio le relazioni. Ci presenta la sua ultima pubblicazione Capi delicati – Per un nuovo vestiario sentimentale edito da Progetti per comunicare, 2024.

Emanuela Mancino insegna presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha ideato il Laboratorio di Filosofia e Pedagogia del Cinema e il gruppo di ricerca Trame Educative, che dirige, insieme alla Scuola di Autobiografia presso la Casa della Cultura di Milano. È direttrice scientifica, dal 2024, del percorso Graphein-Società di Pedagogia e Didattica della scrittura. È parte del Comitato culturale della Casa della Cultura di Milano. Ha creato e dirige la Scuola di Sguardo, Bellezza e Scrittura presso il Convento dei Cappuccini di Monterosso. E’ membro del Comitato etico della Fondazione Veronesi. Autrice di numerosi articoli e saggi, tra gli ultimi:  Lì, dove ci incontriamo. Appunti per una pedagogia dell’imprevisto (2020); Guardare (Cittadella, 2020); Il filo nascosto. Gli abiti come parole del nostro discorso col mondo (Angeli, 2021). I passi delle donne (2021, Progetti per Comunicare); Educazione e neoliberismi. Pratiche per una comune umanità (Metis, 2022, con M. Rizzo); Capi delicati (2024, Progetti per comunicare).

Eventi extra

  • Venerdì 2 maggio, ore 19:00, Mens sana…in corpore sano: conferenza sul benessere mentale, come raggiungerlo, proteggerlo, riconquistarlo. Modera il dott. Modesto Lerede, intervengono: dott. Vito Cessa, la dott.ssa Grazia Perfido e la dott.ssa Rosa Urbano.
  • Martedì 6 maggio, ore 10:30, presso ISS Pertini-Anelli-Pinto di Turi, Ci vuole un fisico bestiale: l’incontro a scuola con il prof. Vincenzo Schettini. L’autore più pop della fisica italiana racconta la sua “fisica bestiale” agli studenti.
  • Sabato   10 maggio, ore 19:00, Riflessioni allo specchio: mostra di pittura e fotografia.
    Un dialogo artistico tra le opere di Pia Zeverino e gli scatti di Mariella Difonzo. Un piccolo dono artistico sarà offerto a tutti i partecipanti.
  • Giovedì 15 maggio, ore 19:30, Dante porno – Erotico Eretico: l’incontro spettacolo con Trifone Gargano. Un Dante ribelle e inedito tra versi proibiti e risate colte. Modera Tina Ottavino.
  • Venerdì 16 maggio, ore 19:00, La scultura oltre la materia di Francesco Valentini:
    esposizione di opere in marmo dell’artista pugliese, in un percorso che racconta la potenza della forma che emerge dalla pietra.
  • Domenica 18 maggio, ore 19:00, Oman – Arabian Essence: sfilata di moda firmata Emilia Lepore (8LE – Eight LE). Un viaggio nella bellezza materica e cromatica del mondo arabo, tra tessuti naturali e visioni artistiche.
  • Martedì 27 maggio, ore 18:00, la grande festa di comunità perUn anno di Cultura & armonia: finale di stagione in piazza Orlandi tra brindisi, concerti, racconti e nuove visioni per il futuro.

Per aggiornamenti e informazioni dettagliate, segui i canali social di Cultura & armonia, oppure scrivi su WhatsApp al numero business 080.2369056 o chiama il 320.6699674. Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, salvo dove diversamente indicato.

Comunicato stampa a cura di Tekmore Studio

Didascalie foto: 1) foto di Davide Bellaggi (Accademia Belle Arti-Bari); 2) Emanuela Mancino.

Vera Gheno

‘Cultura e Armonia’ presenta il programma di aprile a Palazzo Cozzolongo a Turi

Dopo un marzo ricco di eventi, la stagione culturale di ‘Cultura & Armonia’ prosegue con un aprile denso di incontri, tra letteratura, arte e approfondimenti sulle opportunità economiche per il territorio. Tutti gli eventi si terranno presso Palazzo Cozzolongo (via M. Orlandi 10/12, Turi), che si conferma spazio di incontro e riflessione.

Al centro della programmazione resta la rassegna Disordine – Il caos che rigenera, curata da Tekmore Studio per l’Associazione Cultura & Armonia, con il supporto di Willy Green Technology, il patrocinio gratuito della Regione Puglia e la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

PROGRAMMA DI APRILE

📌 Giovedì 3 aprile, alle ore 19:00 si terrà l’incontro con Vera Gheno, sociolinguista, traduttrice ed esperta di comunicazione digitale, che presenterà il suo ultimo libro “Grammamanti. Immaginare futuri con le parole” (Einaudi, 2024). Un dialogo sulle parole e il loro potere di costruire mondi nuovi. L’evento, curato da Irene Martino, si inserisce all’interno della rassegna Disordine – Il caos che rigenera, curata da Tekmore Studio per Cultura & armonia.

Vera Gheno, sociolinguista e traduttrice dall’ungherese, ha collaborato per 20 anni con l’Accademia della Crusca. Dopo 18 anni da contrattista in vari atenei, da fine 2021 è ricercatrice a tempo determinato all’Università di Firenze. Ad aprile 2024 è uscito “Grammamanti. Immaginare futuri con le parole”, per Einaudi, la sua sedicesima monografia. Conduce, per Il Post, il podcast “Amare Parole”. Si occupa prevalentemente di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione.

📌 Venerdì 11 aprile, alle 19:30, per l’edizione speciale di Oscar del Libro, Manila Gorio, direttrice di Political Tv presenta l’incontro con l’attore Ettore Bassi e Debora Iannotta che ci parleranno del loro libro:  “Dio, come mi amo… Per amarti di più!”, con prefazione di Roberto Vecchioni (Graus Edizioni 2025). Un appuntamento dedicato agli amanti della lettura e un riconoscimento per valorizzare le opere editoriali più significative dell’anno.

📌 Lunedì 14 aprile, alle 18:00, avrà luogo il convegno: Misure agevolative per PMI, imprenditoria femminile e giovani. Un importante incontro per approfondire le opportunità di crescita economica del territorio, con esperti e rappresentanti delle istituzioni, moderati da Fabio Francesco Topputi (Consigliere Comunale di Turi). Interverranno:

  • Antonio De Vito (Direttore Puglia Sviluppo)
  • Alessandro Delli Noci (Assessore Regione Puglia allo Sviluppo Economico)
  • Lucia Parchitelli (Presidente Commissione Lavoro Regione Puglia)
  • Marica Longo (Consigliera CDA Puglia Sviluppo)

📌 Mercoledì 16 aprile, alle 19:00, si inaugura la mostra fotografica “Evocazioni“, organizzata con l’Accademia di Belle Arti di Bari e curata da Annalisa Ciliberti e Rocky Malatesta in collaborazione con Tekmore Studio, nell’ambito della rassegna Disordine – Il caos che rigenera.

Nove studenti dell’Accademia esplorano attraverso la fotografia il tema del disordine. Interverranno: Antonio Cicchelli, Direttore ABABA e Roberto Sibilano, Vicedirettore ABABA e i curatori Annalisa Ciliberti e Rocky Malatesta. Durante la serata saranno presentati i lavori esposti da Natasha Antonelli, Davide Bellaggi, Eleonora Bosna, Siria Ettorre, Maria Rita Giordano, Rocco Girardi, Raffaella Mastrorilli, Alessia Pasquino, Antonio Patella. I giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bari restituiranno visioni personali e multidimensionali che indagano il tema del disordine declinato come entropia visiva e concettuale, come potenziale trasformativo, carica simbolica e spirituale, fino ad arrivare alle riflessioni più intime. Ogni scatto diventa un frammento di un dialogo più ampio in cui il caos si presenta come disgregazione e possibilità di rinascita. Generando così spunti di riflessione unici sul rapporto personale con il disordine, appunto. L’invito per lo spettatore è quello di riconsiderare ciò che appare frammentato o incompleto, scoprendo nel caos una fonte di rinnovamento e creatività, una lente nuova attraverso cui osservare anche il mondo interiore, dove la discontinuità può rivelarsi il motore di una crescita personale e collettiva.

La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 29 maggio.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul programma, visita i canali social di ‘Cultura e Armonia’ o il sito culturaearmonia.it

Comunicato stampa a cura di Tekmore Studio

Palazzo Cozzolongo

Prosegue a Palazzo Cozzolongo di Turi la proposta culturale di ‘Cultura e Armonia’

La stagione continua ad arricchirsi di proposte in collaborazione con le associazioni e i partner del territorio e tanti sono gli incontri e i momenti di socialità ospitati all’interno delle eleganti sale di Palazzo Cozzolongo (via M. Orlandi 10/12, Turi). Al centro della programmazione resta la rassegna “Disordine – Il caos che rigenera”, organizzata dall’Associazione’ Cultura e Armonia’ e curata da Tekmore Studio, grazie al supporto di Willy Green Technology, con il patrocinio gratuito della Regione Puglia (concesso con decreto 380 del 5/9/2024) e la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari. “Disordine” continuerà a proporre eventi capaci di aprire nuovi spazi di riflessione per ispirare trasformazioni e visioni inedite per il futuro del nostro territorio.

Il calendario del mese di marzo a Palazzo Cozzolongo, Turi

Nell’ambito della rassegna “Disordine – Il caos che rigenera”, l’appuntamento del mese è dedicato alla letteratura:

*Giovedì 20 marzo, alle 19:00, l’incontro letterario curato dalla professoressa Irene Martino è con Claudia Durastanti. L’autrice, tra le voci più autorevoli della letteratura italiana contemporanea, ci coinvolgerà con il suo ultimo romanzo “Missitalia” (La nave di Teseo, 2024). Un’opera ricchissima di intuizioni che ci fa scoprire un Meridione inedito, in cui nel bene e nel male, sono le donne a prendere l’iniziativa. Un luogo, la Val d’Agri, in Lucania. Tre donne, Amalia Spada, Ada Barbaro e A. Tre tempi, l’epoca di Garibaldi, gli anni cinquanta e un futuro prossimo: l’ultimo lavoro di Claudia Durastanti si articola così, mescolando realtà e fantasia, generi, echi e stili letterari diversi. Amalia Spada detta Madre ospita nel suo mausoleo di caverne Rosa, Elisabetta, Amanda e altre persone raminghe. Collabora con don Andrea che costruisce una fabbrica tessile in questo Sud dimenticato dal mondo ma finisce per essere abbandonata da tutti, mentre le sue ragazze consumano una vendetta sanguinosa su un tenente. A diciannove anni Ada lavora alla rivista del Magnate e nel corso di una missione antropologica in Lucania percorre i luoghi della comunità di Madre. Resta incinta, abortisce, diventa una spia. Nata nel 2051, A ha vissuto con il padre militare in val D’Agri, da lì è partita per la Luna, ma quando scopre di essere malata, desidera tornare indietro per riassaporare la parola Fine.

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice dall’inglese. Il suo romanzo d’esordio “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra” (2010), ha vinto il premio Mondello Giovani. Ha pubblicato “A Chloe, per le ragioni sbagliate” (2013), “Cleopatra va in prigione” (2016) e “La straniera” (La nave di Teseo 2019), finalista al Premio Strega, tradotto in più di 25 paesi e tra i migliori libri del 2022 per il “New Yorker”. Ha una rubrica di musica su “Internazionale”. Cura i libri della Tartaruga.

Eventi extra a Palazzo Cozzolongo, Turi

*Venerdì 7 marzo, ore 19:00: inaugurazione della mostra di Monica Notarnicola (visitabile fino al 31 marzo). Fotografa appassionata, capace di comunicare attraverso la luce in modo profondo e toccante, esplora l’animo umano attraverso immagini intense e suggestive. La sua fotografia utilizza la luce come strumento narrativo e va oltre il visibile, trasformando la materia in poesia ed evocazione. Nella serie “Danza dei Cinque Elementi”, ispirata dal Feng Shui, bilancia i cinque elementi naturali, creando armonia tra corpo e spirito. Relatrice dell’incontro Lilly Susca. Interverrà Monica Notarnicola, autrice degli scatti.

*Martedì 18 marzo, ore 18:30: incontro con l’autore Beppe Convertini, curato e condotto della giornalista Maria Liuzzi, volto di Telenorba. Il conduttore di “Uno mattina in famiglia” (Rai1), Beppe Convertini, ci propone il suo ultimo libro “Il Paese azzurro” (Edizioni RaiLibri), presentato a Casa Sanremo nella sezione “Writers”. Un viaggio alla scoperta delle coste della nostra Italia e del suo mare. Un racconto del mare italico, il più bello al mondo, delle sue tradizioni storiche, culturali, che ha raccolto per il suo programma tv “Storie di Mare”, su Rai1.

*Giovedì 27 marzo ore 19.00: convegno a cura di Vito Amoruso dal titolo “L’impronta spagnola nei riti della Settimana Santa in Puglia”: si discuterà di analogie e differenze sul tema con il professor Salvatore Camposeo, docente UniBa, il professor Giovanni Schinaia dell’Arciconfraternita del Carmine di Taranto e Don Luciano Rotolo. Durante la serata si darà spazio all’esposizione fotografica di Domenico Tangro.

*Venerdì 28 marzo ore 19:00: incontro poetico con Ivana Luisi, autrice della collana corale “I poeti di Ponte Vecchio”. Ivana Luisi presenterà una selezione delle sue poesie, concentrandosi sul tema centrale della solitudine. Esplorerà le diverse sfaccettature di questo sentimento, accompagnando i versi con una breve riflessione sulla sua esperienza personale che ha dato origine a queste opere. Relatore: Paolo Valerio.

*Sabato 29 marzo, ore 18:30: conferenza dal titolo “La morte è un giorno che vale la pena vivere – Un inno rosacrociano alla vita”. Marco Paolini, membro dell’AMORC, condividerà il suo rapporto personale con la morte, riflettendo anche sull’esperienza della perdita di suo figlio. La presentazione è concepita per essere un “inno alla vita”, offrendo ispirazione sia a coloro che credono nell’esistenza di un mondo oltre la materia, sia a chi non condivide questa visione. Presenta la dott.ssa Maria Pia Iurlaro, responsabile APS AMORC Bari.

Per tutte le info e gli aggiornamenti è possibile consultare i canali social di Cultura e Armonia e il sito culturaearmonia.it. Per restare aggiornati è possibile consultare i canali social di Cultura e Armonia e il sito culturaearmonia.it.

Comunicato stampa a cura di Tekmore Studio

BIT delegazione Turi

Borgo antico, Cultura ed Enogastronomia alla BIT di Milano. Turi scommette sul turismo di qualità

Alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano, edizione del 2025, uno degli eventi più importanti nel panorama del turismo internazionale, Turi dice: “Presente!”, rispondendo positivamente, insieme al Comune di Sammichele di Bari, all’invito di ARET – Agenzia Regionale del Turismo ‘PugliaPromozione’. L’invito ai due Comuni rientra nella progettualità di condivisione circa lo sviluppo e la promozione territoriale ai fini dell’attrattività turistica.

Durante la conferenza tenutasi martedì 11 febbraio alle ore 14.00, nello spazio dedicato alla Puglia, il Sindaco di Turi, Giuseppe De Tomaso e il Sindaco di Sammichele di Bari, Lorenzo Netti, si sono detti in linea sui principi di alleanza verso un percorso condiviso che rinuncia al vecchio approccio campanilistico e avvia una cooperazione sinergica, che vede l’unione delle forze e il far squadra impegnandosi nel raggiungere l’obiettivo di un territorio che risulti, nel complesso, attrattivo e competitivo sul mercato turistico valorizzando contemporaneamente il potenziale di ognuno.

L’occasione è stata proficua per entrambi i relatori per esporre le iniziative programmate nei rispettivi Comuni. Dopo l’intervento del Sindaco Netti, il nostro primo cittadino De Tomaso coadiuvato dalla presenza in sala dalle deleghe di riferimento istituzionale: Vice Sindaco e Assessore Teresa De Carolis, Assessore Pasqualina Susca e Consigliera Daniela Di Bello, ha esposto quelle che sono le azioni che l’Amministrazione intende mettere in campo per una Turi più attrattiva.

I punti di novità sono diversi, alcuni dei quali saranno avviati già nel 2025. Si evidenzia la decisa volontà dell’Amministrazione di portare avanti il progetto di valorizzazione dell’illustre politico-pensatore Antonio Gramsci non solo dal punto di vista culturale, ma anche strutturale, ovvero realizzando un museo ad egli dedicato e riqualificando l’intera area circostante la Casa di Reclusione. Un unicum che Turi ha nella sua storia e nel suo patrimonio e che deve essere colto, non solo per celebrarne la figura ma per intercettare il turismo storico-letterario di qualità con l’obiettivo ultimo di raggiungere il riconoscimento di ‘Turi Capitale della Cultura’, nel nome di Gramsci. La Cultura alla quale si fa riferimento non è solo quella artistica, che Turi possiede ampiamente, ma anche il pensiero di un illustre personaggio che nel periodo duro della Resistenza ha scritto gran parte dei suoi celebri ‘Quaderni’ proprio nel nostro Carcere.

Tra le priorità anche la riqualificazione del borgo antico, un patrimonio di bellezza nel quale l’Amministrazione De Tomaso crede molto, in quanto, come afferma De Tomaso, “…è il biglietto da visita di una città”. In tal senso gli Amministratori hanno deciso di sostenere con il patrocinio gratuito il progetto ‘TuriBorgoAntico (www.turiborgoantico.it)’, proposto da un’organizzazione privata rappresentata dalla dott.ssa Francesca Colombo, che mira a realizzare iniziative di coesione sociale per avviare buone prassi che vadano ad incentivare la cittadinanza in termini di accoglienza turistica e a valorizzare il centro storico, posizionandolo sotto una nuova luce, ponendo di conseguenza Turi come meta dei flussi turistici nazionali e internazionali.

In programma anche incontri e dibattiti su temi quali Cultura, Politica ed Economia, da svolgersi presso il nuovo Auditorium, alcuni dei quali inseriti nella rassegna ‘Lector in Fabula’ organizzata dalla Fondazione Di Vagno di Conversano con la quale l’Amministrazione ha deciso di collaborare.

Insieme a tutto questo vengono confermate le iniziative che già caratterizzano e valorizzano le peculiarità della nostra Turi rendendola meta di visitatori: 1) la Festa Patronale di Sant’Oronzo, tra le più grandi e sentite di Puglia, caratterizzata da un enorme trasporto di fede e una lunga tradizione; 2) le varie Sagre delle eccellenze turesi inserite nel filone turistico dell’enogastronomia, che a Turi fa la sua parte da leone richiamando gente anche da fuori dalla Puglia. L’Amministrazione comunale intende continuare ad investire nella promozione dei prodotti locali, delle maestre dolciarie con la faldacchea, della ciliegia Ferrovia, le percoche, i tronère e il vino. Per quanto riguarda la ciliegia, si prevedono anche iniziative immersive nelle campagne nel periodo che va dalla fioritura alla raccolta in un programma denominato: “Tempo delle Ciliegie”. Alla BIT è stato presentato il materiale informativo e un video su Turi e i suoi eventi, realizzato grazie alla collaborazione delle Associazioni del territorio che da anni si impegnano nelle attività di accoglienza e promozione del paese.

In conclusione, possiamo affermare che l’Amministrazione De Tomaso punta sul turismo di qualità intersecato con un percorso che amplifica il valore dell’enogastronomia d’eccellenza. Nel turismo dei piccoli borghi è importante sapersi identificare e Gramsci è un elemento di unicità e distinguibilità per Turi, a questo si aggiunge l’unicità del nostro patrimonio artistico, storico, enogastronomico, naturalistico, esperenziale. Il potenziale per offrire al turista un’ampia gamma di esperienze c’è e permetterebbe a Turi di essere un luogo attrattivo tutto l’anno. Come sottolineato nel progetto ‘TuriBorgoAntico’, non ci resta che dare il nostro contributo di cittadini a quella che è la visione di una Turi perla di cultura, eccellenze e bellezza.

Angelica De Tomaso

Didascalie foto: 1) Le delegazioni di Turi e Sammichele alla BIT nello stand di #WeAreinPuglia; 2) La delegazione turese; 3) Veduta del centro Storico di Turi dal campanile di Santa Chiara (foto Giovanni Palmisano).

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TuriBorgoAntico: la rinascita di un gioiello pugliese tra storia, cultura e ospitalità

Un nuovo progetto sta trasformando il cuore della Puglia, dando nuova vita al borgo storico di Turi. TuriBorgoAntico è l’iniziativa che mira a valorizzare il patrimonio culturale, storico ed enogastronomico di questo incantevole angolo della regione, rendendolo un polo turistico di eccellenza. Turi, una delle perle meno conosciute della Puglia, sta vivendo una vera e propria rinascita grazie a un piano ambizioso, promosso dalla Graf srl, specializzata in marketing territoriale e innovazione d’impresa. L’obiettivo è quello di trasformare il centro storico del paese in una meta di richiamo per visitatori, investitori e nuove attività commerciali, creando un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Passeggiando tra le stradine lastricate e gli angoli nascosti del Borgo, si percepisce l’atmosfera di un luogo che conserva intatta la sua autenticità. Il progetto punta a trasformare Turi in una destinazione di rilievo, unendo tradizione e innovazione. L’idea dell’albergo diffuso si inserisce perfettamente in questa visione, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva all’interno di dimore storiche sapientemente restaurate, dove la storia si fonde con il comfort moderno.

Non solo ospitalità, ma anche cultura ed eventi per riportare vitalità al centro storico. Turi punta a candidarsi come capitale della cultura nel nome di Antonio Gramsci, che proprio qui fu imprigionato e rifletté sul legame tra turismo e piccoli borghi. La partecipazione a rassegne culturali di prestigio, come Lector in Fabula, e l’organizzazione di eventi di qualità, dalle sagre dedicate alle specialità locali a iniziative artistiche e musicali, daranno nuova linfa alla vita cittadina.

L’enogastronomia sarà un elemento centrale di questa rinascita, con la valorizzazione di prodotti tipici come la ciliegia Ferrovia, la Faldacchea, il vino primitivo, il tronèere, le percoche e le prelibatezze locali. La sinergia con le realtà produttive del territorio consentirà di creare esperienze autentiche per i visitatori, che potranno scoprire i sapori unici della tradizione pugliese direttamente nei ristoranti e nelle botteghe di TuriBorgoBorgo.

Fondamentale per il successo di TuriBorgoAntico sarà la collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, il punto di partenza per una crescita sostenibile, che preservi l’identità del borgo e allo stesso tempo ne favorisca lo sviluppo economico.

Un aspetto cruciale del progetto riguarda il coinvolgimento attivo della comunità locale, con iniziative rivolte ai bambini e agli abitanti più maturi per riscoprire l’orgoglio di appartenere a Turi. Attraverso incontri, interviste e laboratori tematici, si vuole favorire un legame più profondo tra le generazioni, raccogliendo testimonianze sulla storia del borgo e creando momenti di condivisione e partecipazione. Il recupero della memoria storica e la valorizzazione del senso di appartenenza contribuiranno a rafforzare il tessuto sociale, rendendo Turi non solo un luogo da visitare, ma anche un posto felice in cui vivere.

In questa prospettiva, Turi si configura come il “Borgo della Felicità”, dove la gioia e il benessere dei residenti si riflettono nell’esperienza dei turisti. Qui, la felicità è contagiosa: i cittadini riscoprono l’orgoglio di appartenere a un luogo ricco di storia e tradizione, mentre i visitatori vivono momenti di autentica condivisione e scoperta, contribuendo a rendere Turi un modello di comunità inclusiva e dinamica.

TuriBorgoAntico è anche un progetto che pone al centro la felicità dei residenti e dei visitatori. In questa prospettiva, il borgo diventa simbolo di un luogo dove la qualità della vita è in costante evoluzione. In questo contesto, sarà presto costituito un Comitato della Felicità, una vera e propria “mente creativa” per lo sviluppo delle attività sociali, culturali e comunitarie. Il Comitato avrà il compito di ideare e promuovere iniziative che coinvolgano attivamente la cittadinanza, rafforzando i legami tra le generazioni e rendendo Turi un esempio di comunità dinamica e inclusiva.

Una novità affascinante di questa iniziativa è l’opera d’arte di Margherita Calefati, che ha creato un disegno ispirato alla storia millenaria di Turi. Nell’ambito del progetto, l’artista ha rappresentato una Vestale, figura simbolica che, secondo la sua interpretazione, veglia silenziosa sulle antiche pietre del borgo da oltre cinque secoli. Questa Vestale non è solo un simbolo di protezione, ma anche un richiamo al legame profondo tra la tradizione e il mistero che avvolge il paese. La figura, eterea e imponente, incarna la forza del passato che risplende nel presente, risvegliando l’animo misterioso di Turi e le leggende che ancora oggi ne arricchiscono la cultura. Il disegno di Margherita Calefati invita i visitatori a immergersi nell’essenza autentica del borgo, dove ogni angolo racconta una storia nascosta e ogni pietra sembra sussurrare il suo segreto.

Attraverso una strategia di comunicazione mirata, TuriBorgoAntico si promuoverà come una destinazione di eccellenza, partecipando a fiere turistiche nazionali e internazionali e sfruttando il potenziale del digitale per raggiungere un pubblico sempre più vasto. Il progetto prevede la creazione di un portale online che racconterà la storia del BorgoAntico, offrirà informazioni utili a turisti e investitori e sarà una vetrina delle opportunità offerte dal territorio.

TuriBorgoAntico è molto più di un progetto di riqualificazione urbana: è una visione che punta a restituire a Turi il ruolo che merita, facendone un luogo vivo, accogliente e attrattivo, dove storia e futuro si incontrano per dare vita a un’esperienza unica. Grazie all’impegno di tutti, Turi potrà risplendere nel panorama turistico nazionale e internazionale, diventando un modello di successo per la valorizzazione dei borghi italiani.

Comunicato stampa – www.turiborgoantico.it

Didascalie foto: 1) panorama del Borgo antico di Turi dalla Biblioteca comunale (foto Giovanni Palmisano); 2) l’arco di Porta Nuova con il logo del progetto ‘Turiborgoantico’ ideato da Margherita Calefati.

Tamburo Di Pinto e maestro Savino

Finalmente Turi ha un degno Auditorium. L’inaugurazione con la Banda ‘Don Giovanni Cipriani’ e l’auspicio per un’ottimale gestione

Quella del 28 dicembre 2024, è una data che entra prepotentemente nella recente Storia del nostro Paese, segnando uno spartiacque tra un prima e un dopo l’inaugurazione dell’Auditorium di Turi, in Via Indro Montanelli. Infatti lì dove, alla fine del XIX secolo, il Comune per la somma di lire 12.000, aveva dotato il nostro paese di un mattatoio, oggi ha trovato posto e realizzazione un Auditorium, destinato ad essere un contenitore per la produzione, divulgazione e scambio culturale, mediante concerti, convegni, mostre, spettacoli, con il lungimirante e dichiarato obiettivo di rilanciare il ‘brand Turi’ al di fuori dei confini comunali e regionali, così come affermato dal sindaco De Tomaso nell’intervento introduttivo della serata.

L’importanza dell’evento sta nell’aver finalmente posto fine alla cronica mancanza logistica che, per oltre quarant’anni, ha privato la nostra cittadina di un luogo adatto ad accogliere le esigenze culturali della comunità.

Non tutto però è stato rose e fiori. Difatti la data del 28 dicembre mette il punto ad un progetto lungo e travagliato, iniziato circa dieci anni or sono con l’Amministrazione guidata da Domenico Coppi, che partecipando insieme ai comuni di Casamassima (capofila) e Sammichele di Bari al Sistema Urbano dei Comuni ‘SISUS INCLUDENDO’, candida per Turi il progetto di “recupero dell’ex mattatoio di Largo Pozzi per strutture sociali” con l’azione “POR 9.14 rientrante nell’Asse XII.1 riguardante la Rigenerazione Urbana Sostenibile, con fondi P.O.R. FESR – FSE 2014/2020. Un iter poi portato avanti dal Commissario prefettizio Andrea Cantadori e chiuso in extremis con il rischio della perdita dei finanziamenti dall’Amministrazione a guida Tina Resta, che ne ha poi seguito la fase di cantierizzazione ed esecuzione dell’opera, conclusa dall’attuale Amministrazione De Tomaso. Il progetto, realizzato dall’arch. Stefano Serpenti e dal turese arch. Giuseppe Giannini, con l’interessamento della Sovrintendenza ai Beni Culturali, ha portato ad un esemplare rammendo tra la struttura preesistente e l’attuale, consentendo una rigenerazione urbana grazie al sapiente utilizzo di vari materiali quali legno e vetro in grado di dar luce e metterne in risalto l’antica struttura muraria in pietra.

L’inaugurazione di quello che nell’intenzione dell’attuale Amministrazione De Tomaso deve divenire un fiore all’occhiello della nostra comunità, non poteva che essere affidata alla Banda musicale Città di Turi “Don Giovanni Cipriani” diretta dal maestro Valerio Savino, la quale in una magica atmosfera natalizia e con la sala gremita in ogni ordine di posto, si è esibita, nella prima parte della serata, nell’esecuzione di alcune arie celebri tratte dalle opere del grande compositore Puccini. Ha fatto seguito L’Overture de “L’Italiana in Algeri” di Gioacchino Rossini, il Walzer No.2 di Dmitri Shostakovich ed ancora finalmente, direi un unicum per la nostra Banda, il celebre “Bolero” di Maurice Ravel. Nella parte intermedia della serata, sono stati eseguiti brani pop come Last Cshristmas dei Wham e Alleluja di Michael Brown, e di musica soul come Soul Man di Sam e Dave, ed Everybody needs somebody to love dei Blues Brother, chiudendo nell’ultima parte con l’emozionante musica tratta dalle colonne sonore de “La Dolce Vita” e “Amarcord” del grande Nino Rota, maestro (e direttore) presso il Conservatorio di Bari ed anche di molti turesi indirizzati alla musica da Don Giovanni Cipriani.

Non resta ora che dare un degno nome ad una struttura chiamata a rilanciare il ‘brand’ culturale della nostra cittadina anche in chiave turistica, non solo nella nostra regione ma anche e specialmente fuori d’essa, oltre alla sua gestione che deve essere ottimale e snella per poter raggiungere tali obiettivi. In chiusura, ricordiamo e facciamo presenti alcune cose: 1) Il bisogno di trovare fondi per una pavimentazione in pietra nell’atrio esterno del complesso, che possa consentire anche l’utilizzo di quello spazio all’aperto, magari posizionando le ‘chianche non utilizzate e ritrovate al momento dello smantellamento della pavimentazione preesistente; 2) la riqualificazione del gabbiotto circolare in pietra esterno, che caratterizza la struttura; 3) attivarsi anche nell’illuminazione dei pozzetti chiusi a vetro, in modo da mostrare le antiche condotte e cisterne utilizzate nella vita pregressa della struttura; 4) la realizzazione di un decoroso marciapiede dinanzi l’ingresso principale, in modo da consentire la miglior possibile conservazione e valorizzazione dei due secolari alberi avanti la facciata, già presenti al momento della costruzione del mattatoio.

Pietro Pasciolla

Foto di Fabio Zita

Concerto di Natale Accademia Chi è di Scena 22 dicembre

“Belcanto” e “Melodie di Pace”: nella Chiesa degli Scolopi si chiude a Turi un anno ricco di eventi musicali a cura di ‘Chi è di Scena?!’ e ‘Cultura e Armonia’

Si è conclusa nella serata di domenica 22 dicembre la straordinaria annata musicale dell’Accademia “Chi è di Scena?!”, diretta dal M° Ferdinando Redavid. Una stagione artistica che ha visto l’esordio del particolarissimo sodalizio culturale con l’APS “Cultura e Armonia” della Willy Green Technology e dalla cui sinergia ne è derivato un articolato calendario di eventi musicali, scadenzato in vari periodi dell’anno. Del resto la stessa kermesse musicale del Festival del Belcanto, punto di forza da anni dell’Accademia, ha visto quest’anno prendere il via già dal 17 di marzo quando nella Chiesa Madre si è tenuto un concerto evento di musica sacra con l’esecuzione della Messa di Requiem in Re minore K 626” di W.A. Mozart per soli, coro e orchestra, seguito nel mese mariano di maggio dall’esecuzione presso la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice del dolcissimo concerto “Ave Maria”. Tra la fine di luglio e gli inizi di agosto, come da tradizione, si entrati nel clou della kermesse, con la messa in scena nella serata del 28 luglio dell’Opera lirica Madama Butterfly”, nel centenario dalla morte del suo compositore Giacomo Puccini, cui ha fatto da prologo nella giornata precedente l’incontro propedeutico all’ascolto Madama Butterfly e il tormento d’amore nel dramma pucciniano. In quest’occasione, dal 2 al 4 di agosto, presso Palazzo Cozzolongo è stata aperta al pubblico la mostra internazionale “Visse d’arte” dell’artista Corrado Veneziano, e a seguire la serata di conferimento del Premio dell’omonimo Festival alla cantante lirica pugliese Amelia Felle, ora preparatrice di futuri talenti della lirica.

Due eventi ulteriori hanno chiuso il Festival. Il 13 di settembre, dinanzi Palazzo Gonnelli, è andato in scena il concerto della sorprendente Orchestra delle Chitarre De Falla guidata dal M° Pasquale Scarola, mentre nella serata del 25 di ottobre, “Giornata Internazionale degli Artisti, presso la Sala Conferenze della Biblioteca di Turi, è stata la volta del concerto-spettacolo del Duo InCanto Piano, composto dal soprano e voce narrante Natalizia Carone e dal pianista Giuseppe Bini, medesimi autori del lavoro “Racconti in musica di una bambola viaggiatrice” liberamente ispirato a una vicenda reale vissuta dallo scrittore Franz Kafka di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

Al Festival ha fatto seguito la rassegna “Melodie di Pace”, pensata per dar voce alla musica quale linguaggio  universale capace di unire e pacificare i cuori. Il primo dei due eventi di questa rassegna di fine anno, intitolato “Concerto per Santa Cecilia”, ha visto nella serata del 22 novembre scorso, presso le sale del Palazzo Cozzolongo (sede di “Cultura e Armonia”) il clarinettista Ferdinando Redavid, la pianista Annamaria Fortunato e la voce calda del soprano Valentina De Pasquale proporre un ascolto guidato direttamente dagli stessi musicisti, al fine di favorire un’interazione più intima e meno formale tra gli artisti e il pubblico, mediante un confronto tra il repertorio dei grandi compositori e la musica napoletana di fine’800 e inizi ‘900. Il secondo appuntamento, invece, il 22 dicembre, alle porte del Santo Natale. In una magica atmosfera di festa, nella Chiesa Barocca di San Domenico degli Scolopi, gli allievi delle classi di canto dell’Accademia, sotto la guida dei maestri Lorenzo Salvatori e Valentina De Pasquale si sono esibiti in un emozionatissimo concerto di noti brani natalizi tratti dal repertorio pop e gospel.

Pietro Pasciolla

IISS Pertini Turi

IISS “Pertini Anelli Pinto” Turi-Castellana, una progettualità inarrestabile!

L’Istituto Tecnico “Pertini Anelli Pinto” rinnova e aggiorna costantemente la propria offerta formativa per fornire ai propri studenti un titolo studio che consenta loro sia di proseguire gli studi attraverso percorsi universitari e ITS sia di inserirsi nel tessuto occupazionale sfruttando competenze e conoscenze acquisite tra i banchi di scuola e che sono molto vicine alle esigenze manifestate dal mondo del lavoro. In quanto agenzia educativa l’istituto superiore abitua i propri alunni ad adottare uno stile di vita sano che affianchi alle diverse attività giornaliere anche quelle sportive.

Per conseguire tutti questi obiettivi il corpo docente è impegnato nella concretizzazione di moltissimi progetti che prevedono:

  • la realizzazione di percorsi di alternanza scuola lavoro all’estero (misura 10.6.6B-FSE-PON-PU-2024-67) che offrono a tanti studenti l’opportunità di trascorrere 30 giorni interamente finanziati dalla comunità europea, in nazioni come l’Irlanda, la Germania e la Spagna, per lavorare presso aziende che in diversi casi, soddisfatte per il contributo degli alunni, hanno offerto loro un posto di lavoro dopo il diploma. L’istituto è già accreditato per lo svolgimento di altri percorsi, analoghi a quelli già realizzati, fino al 2027;
  • l’opportunità di trascorrere fino ad un anno all’estero dopo il diploma per perfezionare le lingue oggetto d’interesse, studiare o lavorare. Diversi ex studenti si sono avvalsi di questa possibilità ed alcuni di loro adesso vivono stabilmente, lavorano e frequentano l’università nelle Nazioni che hanno scelto;
  • sempre nell’ambito linguistico ogni anno la scuola promuove corsi gratuiti per il conseguimento delle certificazioni nelle lingue straniere oggetto di studio. Collabora con Enti Certificatori quali Cambridge, Trinity, Goethe, Cervantes, … (ES04.6.A4.A-FSEPN-PU-2024-137)
  • offre annualmente l’opportunità di conseguire certificazioni informatiche spendibili nel mondo universitario e nel mondo del lavoro;
  • grazie ai fondi PNRR ha attivato percorsi contro la dispersione scolastica sulle competenze di base in inglese e italiano per supportare gli alunni che necessitavano un rinforzo in quelle discipline. Per gli studenti più fragili che necessitavano di attenzioni e spiegazioni approfondite in più materie sono stati attivati “mentoring” individualizzati durante i quali ogni alunno ha avuto a sua diposizione un docente che lo aiutasse nello studio (M4C14-2022-981-P-20371).
  • è stato possibile, sempre utilizzando gli stessi fondi, attivare percorsi cinematografici e teatrali che sono serviti per promuovere spunti di riflessione e aiutare gli studenti a mettersi in gioco sul palco superando timidezza e remore di ogni tipo per sviluppare abilità comunicative e sociali fondamentali.
  • Poiché i droni trovano larghissimo utilizzo in molti settori, non ultimo quello edilizio, è stato attivato anche un corso finalizzato al conseguimento del patentino per poterlo guidare.
  • L’epoca complessa in cui viviamo ha svelato problematiche di studenti e famiglie che spesso non trovavano soluzione perché chi le viveva non riusciva a disporsi in un atteggiamento mentale utile a risolvere le difficoltà. L’Istituto, attento ad ogni aspetto della vita dei propri alunni, ha attivato sportelli di supporto psicologico rivolti sia a loro sia alle loro famiglie, con l’intento di promuovere un atteggiamento positivo e l’attivazione di tecniche di risoluzione dei problemi che contribuiscano a rasserenare coloro che attraversano periodi difficili. (M4C14-2022-981-P-20371).
  • Apprezzatissimi dai ragazzi sono i progetti sportivi che si articolano sia in orario curricolare per gli studenti che scelgono a Turi e Castellana la curvatura sportiva sia in orario pomeridiano. Coloro che optano per la curvatura sportiva si cimentano con pallamano, arrampicata, tennis, beach tennis e vela. Coloro che partecipano alle attività pomeridiane praticano padel, nuoto, calcio e atletica. (ES04.6.A4.A-FSEPN-PU-2024-137).

L’IISS “Pertini Anelli Pinto”, che negli ultimi anni è scelto da sempre più ragazzi e famiglie è dunque costantemente proiettato nel futuro e attraverso una progettualità sviluppata a 360 gradi si occupa con successo di formare la personalità e le menti dei cittadini di domani.

Prof.ssa Maria Rosaria Torchetti

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Inaugurata la nuova struttura CREA dedicata alla ricerca sperimentale in enologia a Turi. Un nuovo slancio per la ricerca di vite e vino al Sud

“Il settore vitivinicolo pugliese, oltre ad essere una eccellenza nazionale, rappresenta uno straordinario patrimonio culturale ed economico del territorio, che si trova a far fronte a sfide fondamentali come la resilienza agli effetti del cambiamento climatico e la competitività sui mercati. In questo quadro, il nostro Ente è in prima linea, qui a Turi, unica sede CREA Viticoltura ed Enologia nel Sud Italia e l’inaugurazione di oggi ne è testimonianza. Raccogliamo, infatti, i frutti di un lavoro importante, che attraverso la ricerca e la sperimentazione arricchisce ancora di più di significato e di centralità un territorio, già di per sé ricco e storicamente vocato in questo ambito”. Così il presidente del CREA, Andrea Rocchi, in occasione della inaugurazione della nuova struttura di ricerca del CREA Viticoltura ed Enologia a Turi (BA), che si è svolta oggi 19 novembre alla presenza di Giuseppe De Tomaso, Sindaco di Turi, Donato Pentassuglia, Assessore Agricoltura Regione Puglia e Gianluca Nardone, direttore Dipartimento agricoltura, sviluppo rurale e ambientale Regione Puglia.

La nuova struttura, finanziata in un primo momento con fondi comunitari come istituto di formazione, prevede anche una piccola foresteria per accogliere ricercatori e studenti. Grazie all’utilizzo di fondi interni, inoltre, si arricchisce oggi con i laboratori di enologia e di microbiologia enologica, diventando un vero e proprio centro di ricerca destinato all’enologia, l’unico Centro CREA dedicato nel Sud d’Italia. Un supporto aggiuntivo in grado di far fare un salto di qualità alla ricerca sperimentale nell’enologia non solo a Turi, ma anche per il Sud Italia.

Il CREA Viticoltura ed Enologia, infatti, può annoverare una consolidata esperienza sul territorio, storicamente vocato come quello della Regione Puglia, grazie alle partecipazioni al Consorzio di Gioia DOC e al Distretto del Vino di Puglia  e alle collaborazioni con tutte le maggiori realtà pugliesi: dal Consorzio del Primitivo di Manduria alle cantine Due Palme, da Tormaresca (gruppo Antinori) ai programmi per il rilancio della spumantizzazione dei bianchi e dei rosati pugliesi.                    

“L’evento di oggi – ha dichiarato Riccardo Velasco, Direttore del CREA Viticoltura ed Enologia – è un momento di grande soddisfazione per il nostro Centro, ma anche per il territorio, celebrato di fronte a istituzioni, scuole e stakeholders. La struttura che abbiamo inaugurato è strategica per dare un nuovo impulso alla ricerca sperimentale nel settore enologico, anche al Sud, che dopo la chiusura della storica sede di Barletta, si era indebolito. Il CREA – conclude – vuole posizionarsi sempre più, in Puglia e nel resto del Sud Italia, come riferimento non solo per l’uva da tavola ma anche per l’uva da vino e l’enologia e supportare un comparto in crescita”.

Comunicato stampa a cura di Micaela Conterio (19/11/2024)