Processione-bambini-26-agosto-2020

“Sant’Oronzo ama Turi perché qui è la sua casa”

Nonostante tutto è Festa! Di sicuro c’è mestizia, c’è tristezza per ciò che c’è sempre stato e ora ci manca, ma qualche segno di festa c’è pure. Stamattina rumori di fuochi dopo la Messa alla Grotta, poi suoni di banda e una piccola ‘processione’ improvvisata. Alcuni bambini hanno scritto al Sindaco chiedendo il permesso di portare un Sant’Oronzo in miniatura in processione lungo lo ‘stradone’. Tina Resta, che con i bambini ha lavorato per una vita, non ha pensato minimante di negare questa innocente gioia: ha chiesto aiuto alla Protezione Civile e un piccolo corteo si è mosso portando a spalla una basetta, una piccola statuetta e un cofanetto con la ‘reliquia’ a simulare la ‘processione di gala’ che in tempo di epidemia non può esserci. I bambini sono stati accolti dal Sindaco e dall’Arciprete don Giovanni Amodio sotto il Municipio, applauditi simpaticamente dalla gente presente. La Banda dell’Oratorio ha suonato marcette tradizionali. Insomma, un po’ di festa nonostante lo spaesamento per ciò che succede. Poi un omaggio ai Caduti e la Messa in Chiesa Madre, ma non il tradizionale ‘Pontificale’ che quest’anno sarà celebrato in serata all’ombra del Carro dal Vescovo Mons. Favale. È probabile, anche se non è scritto sul manifesto, che alla fine della Messa l’effige di Sant’Oronzo ‘a figura intera’ torni in chiesa e ‘il busto’ salga sul Carro come sempre, anche se non si muoverà dalla sua postazione e non ci sarà il festante corteo dalla Grotta alla Piazza.

È una festa di sentimenti più che di sfarzo, più interiore. Lo ha ricordato don Giovanni Amodio nell’omelia della Messa che nel piazzale davanti al Cimitero dedicato al Santo ha terminato l’Undena 2020, itinerante lungo le periferie più estreme del paese. Un rito antichissimo e molto partecipato. Don Giovanni ha sottolineato davanti ad un piazzale affollatissimo ma in ordine – tutti seduti e con la mascherina – che dal Giubileo in poi la percezione della festa è cambiata: c’è più sentimento religioso e meno folklore. Don Giovanni ha avuto un pensiero per tutte le vittime del coronavirus, – in prima fila erano presenti i genitori di Maurizio Pinto – ha ricordato i giorni tristi delle strade e delle chiese vuote, la difficoltà delle scelte e la protezione del Santo Patrono che non manca mai. “Sant’Oronzo ama Turi perché qui è la sua casa”, ha detto l’Arciprete indicando la Grotta e il Reliquiario posto sull’altare della Messa.

Anche il Sindaco Tina Resta ha voluto dire parole importanti cariche di emozione per non dimenticare, per ringraziare e per invitare i turesi a stare attenti perché il pericolo non è affatto passato. A rendere ancora più struggenti le parole del Sindaco, in un silenzio assoluto, è stato l’omaggio musicale in ricordo delle vittime del Covid-19 che ha accompagnato tutto il discorso: due brani di Ennio Morricone – da “C’era una volta in America” e “C’era una volta il West” eseguite al pianoforte da Margherita Dipierro e alla tromba da Renato De Bellis.

Al termine dell’Undena, dopo la benedizione, il Reliquiario di Sant’Oronzo per la prima volta è stato portato giù nella Grotta.

Lavori scuola agosto 2020

Cantieri di fine estate tra scuole e periferie

Con due post su facebook l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Stefano Dell’Aera tra ieri e oggi ha dato comunicazione dell’avvio concreto di alcuni cantieri pubblici.

Il primo annuncio riguarda l’atteso adeguamento degli edifici scolastici alla normative anti covid-19. “Questa mattina (lunedì 24 agosto, ndr) – scrive l’Assessore ­– sono iniziati i lavori per garantire la partenza dell’attività scolastica nei tempi e con le modalità previste dal Ministero”, cioè il prossimo 24 settembre. I lavori di rimodulazione degli spazi della didattica sono stati progettati dal geom. Gianvito Colucci per una spesa preventivata di 70.000 euro (fondi Ministero Pubblica Istruzione).

L’altro cantiere riguarda la cura di alcuni punti periferici del paese, sulla base di una progettualità esecutiva approvata nel 2017 dalla passata Amministrazione Coppi grazie ad un finanziamento regionale. Tre i comparti urbani interessati dai lavori appena cominciati:

1) la sistemazione del cosiddetto ‘Punto Sport’ nei pressi della rotatoria di via Casamassima; 2) il completamento del parco di via Conversano-viale Regione Puglia (ex-rudere ospedale); 3) la realizzazione di un’area sgambettamento cani e di una piazzetta con giochi per bambini tra via Ginestre e via Dell’Andro, nei pressi dell’ex scuola dell’infanzia.

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Via XX Settembre si fa ‘cattedrale’ per l’Undena

Via XX Settembre come “una navata di cattedrale”. Don Giovanni Amodio, visibilmente contento per la numerosa ma ordinata partecipazione dei turesi, ha così commentato al termine della prima serata dell’Undena in onore di Sant’Oronzo. Un 15 di agosto 2020 speciale vuoi per la mancanza delle sontuose luminarie, vuoi per tutte quelle mascherine a proteggere il respiro di naso e bocca e vuoi, soprattutto, per quel fondale tutto nuovo che ha modificato la scena.

Il Carro, finora in ‘disparte’ (si fa per dire!), si è trovato ad essere il centro visivo della celebrazione, il punto focale della prospettiva tanto più che i suoi vivaci colori, le sue lucine, sono state messe meglio in evidenza dal rinnovato biancore di palazzo Micuti.

Don Giovanni, confortato dalla presenza dell’antico busto di Sant’Oronzo e dei bambini pronti ad una Prima Comunione ‘fuori stagione’, ha parlato di futuro e di speranza, ricordando tuttavia i giorni della sofferenza e del pellegrinaggio solitario alla Grotta per chiedere la protezione su Turi a Gesù Crocifisso e al Patrono. Ha elogiato i turesi per il loro attaccamento alla fede, alla tradizione ma ha anche paternamente ‘rimproverato’: “Quanti di voi vengono nella “casa di Sant’Oronzo” (la Chiesa Madre) ad invocarlo o soltanto a salutarlo? In tanti, finito il clamore della festa, passano davanti alla cappella a lui dedicata ignorandolo completamente”. Il rito antico dell’Undena proseguirà fino al 25 in modo itinerante, di piazza in piazza, di rione in rione, non in Chiesa Madre però: quest’anno non si può perché il pericolo del contagio incombe ancora.

Ma l’antica Collegiata, la ‘madre’ di tutte le chiese turesi, è di nuovo la “casa di tutti”, tornata proprio nel giorno dell’Assunzione di Maria a spalancare le sue porte, dopo tre mesi di lavori, portati a termine dall’Impresa ‘Rossi Restauri’ dell’arch. Angela Rossi su progetto dell’arch. Giuseppe Giannini.

Il risultato dei restauri sarà oggetto di approfondimento sul prossimo numero de ‘il paese’ magazine.

SantOronzo-2020-manifesto

Manifesto di un Sant’Oronzo minimal

Come annunciato dal presidente del Comitato Livio Lerede (vedi intervista pubblicata sul numero 285 de ‘il paese’ in edicola) la Festa di Sant’Oronzo quest’anno è proprio ridotta all’osso, come dappertutto in Puglia. I Vescovi di Puglia, infatti, hanno stabilito che con l’epidemia di Covid-19 ancora in corso “Non sarà possibile, nel rispetto della norma del distanziamento tra persone tuttora vigente, organizzare processioni, trasferimento pubblico di sacre immagini, che rischiano di creare assembramenti.” Così è scritto nel manifesto della Festa 2020 appena reso pubblico.

Allora, la ‘Festa grande’ nell’anno del contagio sarà solo incentrata sulle Sante Messe, che cominceranno il 15 agosto con la ‘Sacra Undena’, per la prima volta non in Chiesa Madre ma nelle piazze rionali del nostro paese, per permettere ai turesi di partecipare alla devozione verso Sant’Oronzo senza muoversi troppo di casa.

Sant’Oronzo 2019 – © Fabio Zita

Terminata l’Undena, nella serata del 25 agosto Santa Messa alla Grotta e poi il 26, esclusa la tradizionale Processione di Gala, in serata solo il Solenne Pontificale in piazza alla presenza dell’effige del Santo e all’ombra del Carro. A presiedere il clou della Festa sarà il Vescovo Favale.

Sant’Oronzo 2019 – © Fabio Zita

Il manifesto non accenna minimamente al Carro che in questo tempo di pericolo incombente sarà portato dalla Grotta in paese in un giorno imprecisato e rimarrà fisso in piazza senza il tradizionale corteo festante del 26 a sera. Solo la Banda “Don Giovanni Cipriani”  e la Bassa Musica di Carbonara allieteranno un po’ questa Festa mai vista prima; ci sarà qualche luminaria ma non i maestosi archi su via XX Settembre. Ci saranno addobbi floreali offerti da Andrea Saffi. Non ci sarà, invece, la questua, quindi chi vuole può fare donazioni al Comitato – la festa sia pur minore ha comunque un costo – recandosi direttamente o utilizzando il web. Come scrive l’arciprete don Giovanni Amodio sul manifesto: “Impareremo, quest’anno, ad assaporare il cuore della Devozione e ad incrementare la Fede in Dio e Sant’Oronzo, anche senza i tradizionali momenti di gioia e di festa…”.

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“Coloriamo tutti i muri, case vicoli e palazzi…”

Riccardo Cocciante ha ragione, sì, coloriamole queste pareti spoglie sparse per il paese, c’è una legge regionale che finanzia la decorazione dei muri condominiali che si affacciano alla vista di chi percorre le vie, utilizziamola!

A Turi un buon esempio l’ha dato Stefanio Spinelli, titolare di “Edilizia Spinelli” che ha chiamato l’artista Daniela Angelillo a decorare gioiosamente un muro di sua proprietà che s’affaccia da un vico sulla centralissima via Santa Maria Assunta. Bolle di sapone, viso di bimba che mettono allegria: un invito all’ottimismo in questo periodo di angosce.

Ci sono tante pareti vuote in giro per il paese e quanti bei disegni colorati si potrebbero realizzare per dare attimi di gioiosa visione ai nostri occhi indaffarati. Il Comune, le Associazioni si dovrebbero far promotrici della bellezza, individuando muri liberi, quelli più visibili, e intercettando i finanziamenti pubblici che sono a portata di mano.

Gli artisti a Turi non mancano, la ‘street art’ è l’occasione giusta per dar loro la possibilità di esprimersi al meglio e per la gioia della cittadinanza intera.