
Gli italiani hanno scelto: la riforma costituzionale della Giustizia è stata bocciata. Ieri, 23 marzo, il fronte del No ha trionfato, segnando una battuta d’arresto decisiva per il progetto del governo Meloni. A fare la differenza è stato sì il verdetto delle urne ma anche la straordinaria partecipazione popolare che ha superato ogni previsione. Contrariamente ai timori di un forte astensionismo, gli italiani hanno infatti risposto in massa all’appello democratico con un’affluenza nazionale che ha sfiorato il 60% e che ha smontato la narrazione di un elettorato ormai stanco e in ritirata. In realtà il corpo elettorale, per la terza volta in occasione di referendum costituzionali, ha dimostrato un interesse alla tutela della Costituzione, considerata una posta in gioco di vitale importanza. Il Paese reale ha riempito le piazze, ha dibattuto, si è informato.

A Turi, la vivacità del dibattito nei giorni precedenti il referendum si è tradotta in eventi ed appuntamenti informativi e di confronto. Le Associazioni Convivium, Didiario, AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati), il Lions Club, lo stesso Comune ed il Comitato civico per il No “C’è chi dice no” hanno favorito la trasmissione di informazioni necessarie ad una scelta consapevole. Una scelta che, come si è detto, ha premiato il No con una percentuale del 53,7% a livello nazionale. In Puglia il rifiuto alla riforma è ancora più marcato con il 57,14%, mentre il nostro Comune consegna al No il 55,71% con una percentuale di votanti pari al 52%. Un risultato che ci colloca in linea con il dato regionale e nazionale, dimostrazione ulteriore di una comunità coesa, resa tale dalla mobilitazione che i comitati civici sono riusciti ad esprimere.

A Turi come in tutta Italia la partecipazione e mobilitazione di cittadini, volontarie ‘sentinelle della Costituzione’, con passaparola social e presenza costante ha tradotto il tecnicismo giuridico in un linguaggio semplice ma non banale, permettendo di abbattere un astensionismo quasi inevitabile. Sono state le grandi città del Nord e anche del Sud con punte record come a Napoli a far da traino, mentre il Sì si è affermato solo in Veneto, in Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Un altro elemento di rottura rispetto al passato è stata la presenza e la partecipazione giovanile (under 35) al voto, con una percentuale di votanti che arriva al 56% e che porta il No ad una percentuale del 65%. Una mobilitazione, quella dei giovani, che ha mostrato quanto essi non siano disinteressati alla politica ma distanti dalle vecchie forme di politica, orientati piuttosto verso nuovi modelli e soprattutto verso una maggiore partecipazione.

Sono tutte riflessioni a disposizione dei partiti che non possono limitarsi a leggere le percentuali senza considerare la necessità evidente di colmare il distacco tra il palazzo della politica e le piazze. La piazza cerca interlocutori diretti, prossimi, vicini sui grandi temi della società come Sanità, Sicurezza, Servizi che non possono entrare nell’agenda politica della destra autoritaria e accentratrice.
Paradossalmente il No di ieri è un Sì più forte alla partecipazione.
Lia Daddato
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