
Sindaco De Tomaso, è tempo di bilanci, ma anche di previsioni. Vediamo quello che è stato finora, cosa dobbiamo aspettarci, perché non è chiaro. Questa Amministrazione, infatti, si contraddistingue per una certa resistenza a comunicare, a parlare di quello che fa, una scelta non senza conseguenze.
«Sì. Può darsi che, dal punto di vista della comunicazione, questa Amministrazione non obbedisca ai canoni prevalenti, all’andazzo prevalente. Però ritengo che una comunicazione seria, onesta, debba fondarsi non sugli annunci, ma sulle realizzazioni. Abbiamo ottenuto alcuni risultati, non li abbiamo neanche propagandati, magnificati più di tanto, per una questione di buonsenso, di serietà, anche di logica. Perché riteniamo che l’opinione pubblica sia sufficientemente preparata e in grado di valutare. Abbiamo iniziato l’anno con la notifica da parte della Regione, che ha dato ragione al nostro Comune a proposito del l’IMU agricola. Un risparmio di centinaia di migliaia di euro. Una detassazione per molti contribuenti turesi che altri responsabili istituzionali avrebbero portato al massimo della risonanza mediatica. Per quanto riguarda il resto dell’attività, ci siamo attenuti allo stesso spirito e alla stessa linea. Altro esempio: dalla Regione abbiamo avuto il via libera a utilizzare l’ex-cinema Zaccheo per la realizzazione di un polo medico».
Di cui ora non si sa nulla, per esempio…
«Perché, anche in questa circostanza, abbiamo mantenuto un profilo basso. Speriamo che tutto l’iter burocratico si concluda presto e che al più presto – non faccio una data perché potrei essere smentito, non dipende solo da noi – si possa arrivare all’apertura del nuovo polo sanitario. Anche questo non mi sembra una cosa da poco. Come non mi sembra una cosa da poco, per fare un altro esempio, la risoluzione della ‘questione bitumificio’. Un problema così serio, che a mio avviso avrebbe pregiudicato dal punto di vista mediatico, qualora il progetto fosse andato in porto, l’immagine stessa della nostra agricoltura, oltre alle ripercussioni di natura ambientale e di rapporto con la comunità di Sammichele. Ho citato tre esempi in cui la comunicazione può essere apparsa molto sotto tono, ma perché siamo convinti che la gente sappia giudicare sull’effettivo rispetto del programma. La verità alla fine, se pur a fatica, prevale, arriva al traguardo. E piuttosto che sbandierare cose che non sono state fatte, aspettiamo che un problema sia effettivamente risolto».

Veniamo ad un futuro meno prossimo forse. L’Area PIP…
«Per l’Area PIP, ci sono state e ci sono manifestazioni d’interesse, ci sono le condizioni in quanto ho notizia già di contatti diretti tra proprietari dei suoli e imprenditori. Sono fiducioso, cosi come sono fiducioso sul progetto del raddoppio della Statale 172, ma su questo mi permetto di essere scaramantico. Il progetto è stato fatto, i tempi, come già detto, sono lunghi per necessità».
Sulla questione passaggi a livello, leitmotiv della sua campagna elettorale ed ora anche banco di prova, ci sono novità?
«Per quanto riguarda i passaggi a livello la situazione è questa. Abbiamo presentato un progetto che è stato accettato in gran parte, ma come si sa la Sud-Est ha avuto quelle vicissitudini societarie che tutti conosciamo. Hanno avuto l’onore delle cronache, insomma, la Sud-Est è una società che va ricostituita. Quando la società verrà ricostituita, e naturalmente soprattutto poi con la nuova Giunta Regionale, dovremo riprendere la questione che era già a buon punto, cercando i finanziamenti, non solo dalla Sud-Est, ma anche dalla Regione, però sono iniziative che sono state purtroppo fermate da vicissitudini. A breve, ripeto, sarà possibile riprendere l’intera questione anche con l’appoggio della Regione».

Ha parlato di un progetto in proposito, cosa prevede per grandi linee?
«Il progetto prevede un sottovia nell’area che poi è stata ceduta dalla Sud-Est a noi, quella sulla via di Putignano, mentre un sopra passo – però questo in subordine al primo – per avvicinare l’intera area di via Sammichele al paese, alla stazione. Ci sono stati fra l’altro sopralluoghi con l’Amministratore Delegato delle Sud-Est, Giorgio Botti, l’autorità massima, che insieme ai suoi ingegneri ha trascorso con me un’intera mattinata a verificare tutti i ritardi e tutti i minuti necessari per il transito dei treni, e quindi la chiusura dei passaggi a livello. Il sistema è centralizzato, un’avaria che si dovesse determinare a Valenzano ha, per ragioni varie, delle ripercussioni su tutta la linea».
Ci preme affrontare ora una questione che riguarda l’ambiente e sicuramente il nostro futuro, a medio ma, forse, a breve termine: le pale eoliche. È stata chiarissima la posizione non favorevole del Consiglio comunale…
«Siamo l’unico Comune, e ce lo riconoscono anche i sindaci, che ha approvato un ordine del giorno in merito. Abbiamo inviato una lettera a tutti i responsabili nazionali, Ministeri, Presidenza del Consiglio, Autorità di Controllo, non c’è stata carica istituzionale che non sia stata interessata. Abbiamo chiesto alla Regione di esprimersi, anche al futuro Presidente Decaro abbiamo chiesto di prendere posizione, per un motivo molto semplice…».

Quale?
«Non possiamo consentire che la Puglia diventi una sorta di ‘centrale di mulini a vento’. Ci sono ricadute assai gravi sull’agricoltura, sull’ambiente e, non ultimo, sulle stesse quotazioni immobiliari del nostro paese, perché è notorio che tutti gli interventi di questo tipo, in materia di energia alternativa, pur, ripeto, riconoscendo la necessità di assicurarsi energia pulita, comportano dei rischi per l’attività economica e anche per la stessa solidità patrimoniale dei cittadini, che non è poco perché poi se si svaluta il prezzo di una casa, di fatto è come introdurre una ‘patrimoniale’ indiretta su ogni famiglia. In più ci sono problemi anche per la zootecnia, abbiamo grosse e qualificate attività produttive in campo agricolo, ad alta specializzazione, che naturalmente riceverebbero svantaggi da questa invasione. Quindi noi contiamo nel nuovo ‘Piano Energetico’, perchè il Ministro, in un’intervista, ha dichiarato inammissibile che alcune aree del Paese diventino distese di impianti. Esistono adesso soluzioni alternative, altrettanto ecologicamente compatibili, che non deturpano l’ambiente, così come è per le pale eoliche, che dovrebbero essere insediate in zone a minore pregio, minore produttività e redditività agricola. Speriamo che, in linea con le indicazioni fornite dal Ministro, ci sia la conferma, quando verrà presentato il piano da parte del Governo, di questo dietrofront in materia. È una situazione complessa, in cui i Comuni devono fare tutta la loro parte per intervenire, la Regione altrettanto. Il Governo, purtroppo, ha chiaramente l’ultima parola».
Ci sono interessi economici privati anche importanti dietro quest’operazione…
«Gli interessi delle aziende, ma per me vale prima l’interesse del mio paese, di 13 mila cittadini, della comunità intera».
In occasione della restituzione di una tela restaurata a San Domenico, si è parlato dell’enorme significato che hanno avuto gli Scolopi qui da noi, tanto che al tempo delle Scuole Pie il nostro paese era un centro di riferimento educativo e culturale. Ora Turi sembra abbia dilapidato questa eredità, orfana di quel ‘Centro’ che si fa fatica ancora a chiamare ‘Culturale’, con libri chiusi negli armadi, Archivio compreso, tutto lasciato anche un po’ alla mercé dei lavori e della polvere. Quali progetti ci sono per la Biblioteca, per l’Archivio Storico. Quale futuro?
«C’è un progetto in cantiere ed esiste la possibilità di ottenere un ingente finanziamento, svariati milioni dalla Regione per la risistemazione di quel monumento culturale, perché di monumento culturale si tratta, penso che con quella cifra si possa realizzare davvero un’opera straordinaria. Per l’ottenimento dei finanziamenti si richiede anche la possibilità di valorizzare il resto della cultura cittadina. Noi abbiamo anche avviato un percorso con la Regione, con il Ministero della Giustizia e con la Direzione Carceraria per la costruzione di un Museo gramsciano. Quest’opera, qualora dovesse concretizzarsi, potrebbe persino giovare in termini di valutazione all’ottenimento del finanziamento. Questo per noi rappresenta sicuramente un obiettivo, faremo le domande di accesso al finanziamento e siamo fiduciosi di riuscire».
Ma nel frattempo è possibile trasferire libri e documenti in un luogo che possa metterli in sicurezza?
«Potrebbero liberarsi, a breve, parte dei locali dove è ospitata la ASL, mi riferisco agli uffici amministrativi di via De Donato Giannini. Questa potrebbe essere una sistemazione».
Il progetto ‘Borgo Antico’ come sta andando avanti?
«Va avanti, noi lo stiamo sostenendo, se ne sta occupando bene anche la responsabile del commercio Daniela Di Bello, in interlocuzione con la signora Francesca Colombo, che tra l’altro è artefice di questa proposta. Il progetto prevede anche un intervento da parte privata, questo è ancora da definire, però vedo molto entusiasmo, credo che sarà sicuramente un obiettivo raggiungibile».
Non ci rimane allora che augurarci buon Natale, buon anno e tanta speranza…
«Certo. I miei auguri a tutti i cittadini di Turi a cui chiedo di avere fiducia. Cercheremo di attenerci al nostro programma, perché siamo persone serie e non diciamo più di quello che facciamo. La comunicazione è ormai ostaggio di falsità, di post verità, di non verità. Spesso quando incontriamo ostacoli il fatto di non comunicare molto è anche per certi versi una forma di rispetto. Teniamo ad un’informazione seria. Noi non facciamo propaganda».
Lia Daddato
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