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Il futuro che verrà, a piccoli passi. Intervista al Sindaco di Turi Giuseppe De Tomaso

Sindaco De Tomaso, è tempo di bilanci, ma anche di previsioni. Vediamo quello che è stato finora, cosa dobbiamo aspettarci, perché non è chiaro. Questa Amministrazione, infatti, si contraddistingue per una certa resistenza a comunicare, a parlare di quello che fa, una scelta non senza conseguenze.

«Sì. Può darsi che, dal punto di vista della comunicazione, questa Amministrazione non obbedisca ai canoni prevalenti, all’andazzo prevalente. Però ritengo che una comunicazione seria, onesta, debba fondarsi non sugli annunci, ma sulle realizzazioni. Abbiamo ottenuto alcuni risultati, non li abbiamo neanche propagandati, magnificati più di tanto, per una questione di buonsenso, di serietà, anche di logica. Perché riteniamo che l’opinione pubblica sia sufficientemente preparata e in grado di valutare. Abbiamo iniziato l’anno con la notifica da parte della Regione, che ha dato ragione al nostro Comune a proposito del l’IMU agricola. Un risparmio di centinaia di migliaia di euro. Una detassazione per molti contribuenti turesi che altri responsabili istituzionali avrebbero portato al massimo della risonanza mediatica. Per quanto riguarda il resto dell’attività, ci siamo attenuti allo stesso spirito e alla stessa linea. Altro esempio: dalla Regione abbiamo avuto il via libera a utilizzare l’ex-cinema Zaccheo per la realizzazione di un polo medico».

Di cui ora non si sa nulla, per esempio…

«Perché, anche in questa circostanza, abbiamo mantenuto un profilo basso. Speriamo che tutto l’iter burocratico si concluda presto e che al più presto – non faccio una data perché potrei essere smentito, non dipende solo da noi – si possa arrivare all’apertura del nuovo polo sanitario. Anche questo non mi sembra una cosa da poco. Come non mi sembra una cosa da poco, per fare un altro esempio, la risoluzione della ‘questione bitumificio’. Un problema così serio, che a mio avviso avrebbe pregiudicato dal punto di vista mediatico, qualora il progetto fosse andato in porto, l’immagine stessa della nostra agricoltura, oltre alle ripercussioni di natura ambientale e di rapporto con la comunità di Sammichele. Ho citato tre esempi in cui la comunicazione può essere apparsa molto sotto tono, ma perché siamo convinti che la gente sappia giudicare sull’effettivo rispetto del programma. La verità alla fine, se pur a fatica, prevale, arriva al traguardo. E piuttosto che sbandierare cose che non sono state fatte, aspettiamo che un problema sia effettivamente risolto».

Veniamo ad un futuro meno prossimo forse. L’Area PIP…

«Per l’Area PIP, ci sono state e ci sono manifestazioni d’interesse, ci sono le condizioni in quanto ho notizia già di contatti diretti tra proprietari dei suoli e imprenditori. Sono fiducioso, cosi come sono fiducioso sul progetto del raddoppio della Statale 172, ma su questo mi permetto di essere scaramantico. Il progetto è stato fatto, i tempi, come già detto, sono lunghi per necessità».

Sulla questione passaggi a livello, leitmotiv della sua campagna elettorale ed ora anche banco di prova, ci sono novità?

«Per quanto riguarda i passaggi a livello la situazione è questa. Abbiamo presentato un progetto che è stato accettato in gran parte, ma come si sa la Sud-Est ha avuto quelle vicissitudini societarie che tutti conosciamo. Hanno avuto l’onore delle cronache, insomma, la Sud-Est è una società che va ricostituita. Quando la società verrà ricostituita, e naturalmente soprattutto poi con la nuova Giunta Regionale, dovremo riprendere la questione che era già a buon punto, cercando i finanziamenti, non solo dalla Sud-Est, ma anche dalla Regione, però sono iniziative che sono state purtroppo fermate da vicissitudini. A breve, ripeto, sarà possibile riprendere l’intera questione anche con l’appoggio della Regione».

Ha parlato di un progetto in proposito, cosa prevede per grandi linee?

«Il progetto prevede un sottovia nell’area che poi è stata ceduta dalla Sud-Est a noi, quella sulla via di Putignano, mentre un sopra passo – però questo in subordine al primo – per avvicinare l’intera area di via Sammichele al paese, alla stazione. Ci sono stati fra l’altro sopralluoghi con l’Amministratore Delegato delle Sud-Est, Giorgio Botti, l’autorità massima, che insieme ai suoi ingegneri ha trascorso con me un’intera mattinata a verificare tutti i ritardi e tutti i minuti necessari per il transito dei treni, e quindi la chiusura dei passaggi a livello. Il sistema è centralizzato, un’avaria che si dovesse determinare a Valenzano ha, per ragioni varie, delle ripercussioni su tutta la linea».

Ci preme affrontare ora una questione che riguarda l’ambiente e sicuramente il nostro futuro, a medio ma, forse, a breve termine: le pale eoliche. È stata chiarissima la posizione non favorevole del Consiglio comunale

«Siamo l’unico Comune, e ce lo riconoscono anche i sindaci, che ha approvato un ordine del giorno in merito. Abbiamo inviato una lettera a tutti i responsabili nazionali, Ministeri, Presidenza del Consiglio, Autorità di Controllo, non c’è stata carica istituzionale che non sia stata interessata. Abbiamo chiesto alla Regione di esprimersi, anche al futuro Presidente Decaro abbiamo chiesto di prendere posizione, per un motivo molto semplice…».

Quale?

«Non possiamo consentire che la Puglia diventi una sorta di ‘centrale di mulini a vento’. Ci sono ricadute assai gravi sull’agricoltura, sull’ambiente e, non ultimo, sulle stesse quotazioni immobiliari del nostro paese, perché è notorio che tutti gli interventi di questo tipo, in materia di energia alternativa, pur, ripeto, riconoscendo la necessità di assicurarsi energia pulita, comportano dei rischi per l’attività economica e anche per la stessa solidità patrimoniale dei cittadini, che non è poco perché poi se si svaluta il prezzo di una casa, di fatto è come introdurre una ‘patrimoniale’ indiretta su ogni famiglia. In più ci sono problemi anche per la zootecnia, abbiamo grosse e qualificate attività produttive in campo agricolo, ad alta specializzazione, che naturalmente riceverebbero svantaggi da questa invasione. Quindi noi contiamo nel nuovo ‘Piano Energetico’, perchè il Ministro, in un’intervista, ha dichiarato inammissibile che alcune aree del Paese diventino distese di impianti. Esistono adesso soluzioni alternative, altrettanto ecologicamente compatibili, che non deturpano l’ambiente, così come è per le pale eoliche, che dovrebbero essere insediate in zone a minore pregio, minore produttività e redditività agricola. Speriamo che, in linea con le indicazioni fornite dal Ministro, ci sia la conferma, quando verrà presentato il piano da parte del Governo, di questo dietrofront in materia. È una situazione complessa, in cui i Comuni devono fare tutta la loro parte per intervenire, la Regione altrettanto. Il Governo, purtroppo, ha chiaramente l’ultima parola».

Ci sono interessi economici privati anche importanti dietro quest’operazione…

«Gli interessi delle aziende, ma per me vale prima l’interesse del mio paese, di 13 mila cittadini, della comunità intera».

In occasione della restituzione di una tela restaurata a San Domenico, si è parlato dell’enorme significato che hanno avuto gli Scolopi qui da noi, tanto che al tempo delle Scuole Pie il nostro paese era un centro di riferimento educativo e culturale. Ora Turi sembra abbia dilapidato questa eredità, orfana di quel ‘Centro’ che si fa fatica ancora a chiamare ‘Culturale’, con libri chiusi negli armadi, Archivio compreso, tutto lasciato anche un po’ alla mercé dei lavori e della polvere. Quali progetti ci sono per la Biblioteca, per l’Archivio Storico. Quale futuro?

«C’è un progetto in cantiere ed esiste la possibilità di ottenere un ingente finanziamento, svariati milioni dalla Regione per la risistemazione di quel monumento culturale, perché di monumento culturale si tratta, penso che con quella cifra si possa realizzare davvero un’opera straordinaria. Per l’ottenimento dei finanziamenti si richiede anche la possibilità di valorizzare il resto della cultura cittadina. Noi abbiamo anche avviato un percorso con la Regione, con il Ministero della Giustizia e con la Direzione Carceraria per la costruzione di un Museo gramsciano. Quest’opera, qualora dovesse concretizzarsi, potrebbe persino giovare in termini di valutazione all’ottenimento del finanziamento. Questo per noi rappresenta sicuramente un obiettivo, faremo le domande di accesso al finanziamento e siamo fiduciosi di riuscire».

Ma nel frattempo è possibile trasferire libri e documenti in un luogo che possa metterli in sicurezza?

«Potrebbero liberarsi, a breve, parte dei locali dove è ospitata la ASL, mi riferisco agli uffici amministrativi di via De Donato Giannini. Questa potrebbe essere una sistemazione».

Il progetto ‘Borgo Antico’ come sta andando avanti?

«Va avanti, noi lo stiamo sostenendo, se ne sta occupando bene anche la responsabile del commercio Daniela Di Bello, in interlocuzione con la signora Francesca Colombo, che tra l’altro è artefice di questa proposta. Il progetto prevede anche un intervento da parte privata, questo è ancora da definire, però vedo molto entusiasmo, credo che sarà sicuramente un obiettivo raggiungibile».

Non ci rimane allora che augurarci buon Natale, buon anno e tanta speranza…

«Certo. I miei auguri a tutti i cittadini di Turi a cui chiedo di avere fiducia. Cercheremo di attenerci al nostro programma, perché siamo persone serie e non diciamo più di quello che facciamo. La comunicazione è ormai ostaggio di falsità, di post verità, di non verità. Spesso quando incontriamo ostacoli il fatto di non comunicare molto è anche per certi versi una forma di rispetto. Teniamo ad un’informazione seria. Noi non facciamo propaganda».

Lia Daddato

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Presentato a Turi il 14° appuntamento con la rassegna letteraria ‘Didiario’. Alina Laruccia: “Siamo una comunità leggente, orgogliosa di amare i libri”

“Non sono solo, ho un libro con me”. In questa bella frase è racchiuso tutto l’amore per i libri e per la lettura che Alina Laruccia da 14 anni, con successo bisogna riconoscere, s’impegna a trasmettere ai giovani lettori delle scuole pubbliche di Turi e dintorni. E l’amore viscerale per la parola scritta dell’instancabile animatrice della rassegna letteraria turese ‘Didiario’ è ricambiato in uno scambio reciproco d’affetto con gli studenti, gli insegnanti e i genitori dei tantissimi ragazzi coinvolti in questi lunghi anni. Diamo qualche cifra di questo legame vivo, profondo tra gli studenti e la lettura: 28.500 ragazzi e ragazze interessati all’iniziativa nei vari istituti scolastici del Sud-Est Barese e non solo; 167 autori invitati a presentare nelle scuole i loro libri; 330 titoli selezionati. Numeri parlanti, incontestabili che la sera del 5 ottobre nella sala conferenze delle Clarisse hanno dato concretezza al successo dell’iniziativa portata avanti caparbiamente da Alina Laruccia.

Il “viaggio fatto di parole, emozioni e cultura”, come ha scritto la stessa curatrice sulla sua pagina fb, è cominciato nel migliore dei modi con la musica d’autore e il festoso chiasso di bambini-lettori, bravi nel passaparola dei versi di Antonella Sbuelz – ‘Il mondo è triste senza di me’ – recitati avendo in mano un libro. Tra quelle antiche mura, che un tempo lontano ha ospitato lavoro e preghiera di donne sacrificate, ora si anima la cultura, e quei libri tenuti in mano dai bambini tra l’entusiasmo degli adulti presenti (hanno richiesto il bis!) sono storie adatte a catturare l’attenzione dei più piccoli per insegnare loro “a leggere per leggere” come ha detto il Sindaco Giuseppe De Tomaso nel suo intervento, aggiungendo altri concetti significativi: 1) ai bambini si deve “insegnare umanità non identità”; 2) leggere significa “viaggiare restando fermi”; 3) leggere significa “acquisire padronanza dei problemi e degli argomenti”; la letteratura è “l’immagine migliore di un popolo”. E ha lodato la rassegna (e la sua animatrice) in quanto, la stessa, “svolge un ruolo pubblico pur essendo prodotta da un’associazione privata”.
Alina Laruccia, nel presentare gli autori e i libri della quattordicesima edizione 2024-25 ha svelato la metodologia utilizzata nella scelta dei temi “che devono far riflettere, guidare i giovani lettori” e perciò sono sempre legate all’attualità. “Tematiche scelte da me – ha detto – aiutata in questo compito dal gruppo di lettura delle Scuole Superiori”.

Ed ecco gli autori che si presentano (quasi) tutti in video, tra il serio e il faceto: Luigi Ballerini, Roberto Morgese, Saschia Masini, Andrea Visibelli e Davide Panizza, Laura Cappellazzo, Laura Bonalumi, Giuseppe Camicia, l’unico a parlare in sala dal vivo essendo qui della zona. Importanti i temi proposti ai ragazzi: caporalato e sfruttamento del lavoro, donne dell’Iran costrette a scappare, disturbi alimentari e disastri ambientali, vivere senza tecnologie, gli anni ’80 del secolo scorso visti attraverso la musica, la Ferrero…
L’assessore comunale alla Cultura Teresa De Carolis, intervenendo, ha anticipato una collaborazione che si va definendo in questi giorni proprio con ‘Didiario’: la realizzazione di un laboratorio letterario intitolato: ‘caro Antonio ti scrivo…’. Un progetto, dice l’Assessore, per mettere in atto un’idea programmatica dell’Amministrazione De Tomaso, con l’obiettivo di focalizzare intorno alla figura di Antonio Gramsci a Turi un punto di attrazione culturale (e turistica) per la nostra città che ambisce al titolo di ‘capitale della Cultura’. Alle scuole sarà proposto un programma di “scrittura libera degli alunni sul grande pensatore”, che proprio nella casa di reclusione di Turi ha generato attraverso lettere, racconti e studi gran parte del suo pensiero filosofico. “Turi, alla stregua di altre città che hanno investito su altre figure importanti della Cultura – ha detto la De Carolis – deve poter attirare turisti verso la ‘casa’ di Gramsci”.
La consigliera comunale Daniela Di Bello, insieme alla collega di Amministrazione Annamaria Di Venere, ha sottolineato il coinvolgimento attivo nella rassegna letteraria di alcune attività commerciali, che ospiteranno nelle loro vetrine i libri di ‘Didiario’.

Alina Laruccia, a conclusione della bella serata di presentazione della XIV edizione di ‘Didiario’, dai social ha inteso rivolgere un pensiero speciale ai bambini destinatari principali dell’iniziativa, bambini, scrive, “che hanno portato con sé una ventata di gioia e spensieratezza. Il vostro entusiasmo è il futuro della cultura, e il nostro compito è nutrire la vostra sete di conoscenza. Ricordate: leggere è aprire le porte di un mondo di avventure e sogni che non finisce mai”.

Laura Bonaluni ha definito ‘Didiario’ “una famiglia” o meglio, come ha aggiunto Alina, “una comunità leggente, orgogliosa di amare i libri”. “Concludiamo questa giornata – ha poi scritto su fb – con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza che nutre la mente e l’anima, e con la certezza che il legame tra cultura, storia e comunità non fa che rafforzarsi ogni anno. Grazie per essere stati parte di questo percorso. Ci rivediamo in questi mesi, per deliziarvi con ricche sorprese, emozioni e, soprattutto, libri!”.

Giovanni Lerede

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IISS ‘Pertini Anelli Pinto’, educhiamoci all’empatia, alla comprensione e al supporto

La quotidianità ci ha tristemente abituati a ricevere notizie relative a violenze gratuite che si perpetuano in ambiti che dovrebbero invece garantire accoglienza, amore incondizionato, sostegno reciproco e sicurezza. Donne uccise da colui che prometteva di amarle e rispettarle, ragazzi e ragazze bullizzati dai coetanei, genitori che abbandonano i figli e figli che ammazzano i genitori spesso per dissidi economici. Cosa sta succedendo? Perché assistiamo a questa deriva della società? Si punta il dito contro la famiglia, colpevole di aver sostituito la figura dei genitori autoritari che educavano anche con l’uso delle punizioni corporali, con quella dei genitori-amici, sempre pronti a giustificare i comportamenti dei figli senza far affrontare loro le conseguenze delle proprie azioni. In subordine si accusa la scuola perché ritenuta incapace di individuare campanelli d’allarme e di educare al rispetto. Non ultimi, nel mirino ci sono anche i social media che, garantendo in alcuni casi l’anonimato e in altri semplicemente la distanza fisica che non permette di percepire le reazioni dell’altro attraverso l’osservazione, stanno contribuendo a formare generazioni di ragazzi-monade che si concentrano su se stessi e sulla propria interiorità, sulle proprie reazioni e sentimenti, senza mai chiedersi cosa provi l’altro.

A ciascuno la responsabilità di riflettere su questi spunti e capire cosa non stia funzionando nel processo educativo e di crescita.

L’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ ha scelto di spendersi e impegnarsi per educare i propri studenti all’empatia, alla capacità di immedesimarsi nell’altro e nel diverso per comprenderlo, accoglierlo ed imparare a sostenerlo. Lo ha fatto anche aderendo a due progetti promossi dall’Associazione Ardita all’interno del Parco Commerciale di Casamassima ed intitolati “Message for you” e “Pagina per pagina: leggere per includere – non uno di meno”. Il primo progetto ha previsto la realizzazione condivisa di un’opera grafica. 16 classi dell’istituto hanno realizzato metà disegno su un cartellone e poi lo hanno consegnato ad una coop o ad una organizzazione impegnata nell’inclusione di ragazzi diversamente abili oppure hanno ricevuto da loro un disegno già iniziato da completare. Tre i temi proposti: guerra, amore e amicizia. In entrambe le situazioni è stato necessario da parte degli studenti un momento di confronto sulle tematiche, sulla corretta modalità di rappresentarle di modo che il senso potesse essere compreso e portato a termine dagli altri senza che vi fosse la possibilità di parlarsi. Le opere, una volta ultimate, sono state esposte all’interno della galleria del parco commerciale. Il secondo progetto ha impegnato i ragazzi nella lettura di una serie di testi che proponevano spunti di riflessione sulla diversità, sul valore dell’errore e sull’accettazione di se stessi e degli altri. Alla lettura sono seguiti una serie di talk show e incontri con i diversi autori proprio per sviscerare a fondo gli argomenti affrontati e comprenderne davvero il senso. Anche in questo caso gli studenti hanno prodotto delle opere che avevano lo scopo di rappresentare la loro idea di inclusione sociale nel mondo attuale.

In entrambi i concorsi le classi IIB e IVC si sono classificate al primo posto. La IIB guidata dalla prof.ssa Annarita Valentini ha realizzato, in collaborazione con la “Casa di Da”, un cartellone intitolato ‘Promemoria’, ispirato all’opera “Promemoria” di Gianni Rodari, e dedicato al conflitto israeliano – palestinese. La IVC ha prodotto un video ispirato al testo “L’arte di sbagliare alla grande” di Enrico Galiano. Il video basato sul concetto che “Sbagliare è smagliare” ha sottolineato l’importanza dell’errore che accompagna il quotidiano di ognuno e lo pone a confronto con le proprie fragilità, “smagliando” la presupposta perfezione e facendo maturare un atteggiamento maggiormente accogliente ed inclusivo. A guidare gli studenti in questa riflessione è stata la prof.ssa Alida Sara Grilli. Al secondo posto le classi IVD e IVE dell’istituto. La prima, con il supporto della docente Rosa Fiore ha realizzato un video ed un’opera pittorica sull’inclusione mentre IVE insieme alle docenti Longo Chiara e Alida Sara Grilli, come spiegato da quest’ultima, “ha realizzato un video che raccoglie in un testo poetico ‘Le tessere di un puzzle’ accompagnato da immagini.  Ogni individuo è di per sé imperfetto, proprio come una tessera di un puzzle, ma trova il senso e il significato della sua esistenza nel completamento con l’altro. In un puzzle ogni tessera infatti è l’opposto dell’altra e ha il vuoto esattamente dove l’altra è piena.  Morale: siamo diversi, sbagliati da soli ma compatibili”.

L’IISS ‘Pertini Anelli Pinto’ pone da sempre grandissima attenzione a questi temi e sostiene la crescita personale di ogni studente rispettandone le peculiarità ed insegnandogli a diventare un adulto attento, accogliente e partecipe.

Maria Rosaria Torchetti, responsabile comunicazione IISS Pertini Anelli Pinto

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Il monumento a Gramsci installato a Bari. Capolavoro di analfabetismo di Tina Resta

Il famoso ‘monumento’ rifiutato dedicato a Gramsci ­– che si doveva collocare a Turi nella nostra villa grande, opera di Alfredo Pirri, artista italiano di fama internazionale – diventerà invece un’attrazione permanente dell’Edificio “F” sede del Polo Bibliotecario Regionale presso l’ex Caserma Rossani a Bari. La presentazione dell’opera già installata, chiamata “Compagni e Angeli”, è stata mostrata giovedi mattina 23 novembre 2023 in anteprima alla stampa, alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale Loredana Capone; Grazia Di Bari, consigliera delegata alla Cultura della Regione Puglia; Aldo Patruno Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Puglia; Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari. Evento introdotto dallo stesso artista Alfredo Pirri, già autore della ‘Sala Cielo’ al Kursaal Santalucia, dove nel pomeriggio della stessa giornata ha tenuto una lectio magistralis aperta al pubblico proprio su “Compagni e Angeli”.

E in virtù di questo lieto annuncio sentiamo il dovere di ringraziare la nostra Sindaca, la sua Amministrazione, i pessimi suggeritori al seguito, per aver respinto l’opera e averla dirottata di fatto a Bari – dopo avere pure bocciato scelleratamente i finanziamenti gratis allegati (850.000 euro!!!) per risistemare la villa intorno. E diciamo grazie al nostro primo cittadino anche per la bella figuraccia da noi rimediata nel territorio – e oltre – come fossimo realmente un paese pieno di asini e caproni. Infine grazie, soprattutto, per aver impedito a Turi di fare passi avanti in un’ottica di promozione nazionale e internazionale (Turi-Tirana-Montenegro). Tanto che basterebbe questo gran capolavoro di analfabetismo, di ottusità, a farci capire da quali politici dozzinali e incapaci siamo guidati.

Rifiutare il monumento a Gramsci, e relativi finanziamenti regionali in omaggio, rimarrà per sempre lo spreco più clamoroso e più premeditato di tutta la Storia amministrativa turese, con tanto di nome e cognome degli autori, nonostante dicano che ci siano stati impedimenti esterni (pretestuosi) e lungaggini burocratiche (furbastre) messe invece in atto da Sindaco e Assessori per ostacolare giorno dopo giorno la realizzazione artistica di Alfredo Pirri. Così come non vorremmo mai sapere che si sia trattato di un grossolano rifiuto culturale non confessato per Gramsci, da parte della Maggioranza di centrodestra, forse dovuto a un fastidio ideologico decisamente fuori dal tempo. Fuori da ogni intelligenza.

E, tanto per finire, ci giunge pure voce che Bari ringrazi Tina Resta dal profondo del cuore. Loro hanno una ricchezza in più da mostrare al mondo. Noi invece al mondo possiamo solo esibire una grande occasione persa, una ennesima conferma di arretratezza e di misera ignoranza. Se questa è Turi.

Raffaele Valentini

Didascalie foto: 1) Foto davanti all’installazione artistica “Compagni e Angeli” dedicata a Gramsci. Da sx: Grazia Di Bari, Loredana Capone, Alfredo Pirri, Aldo Patruno; 2) l’artista internazionale Alfredo Pirri; 3) il rendering del monumento dedicato a Gramsci come doveva apparire nella villa comunale di Turi se non ci fosse stato il gran rifiuto.

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“La città nelle nostre mani”. Corso di formazione per sindaci e amministratori

Il 20 gennaio 2023 prende ufficialmente il via il corso di formazione per Sindaci e Amministratori organizzato e promosso dall’Associazione “Cercasi un fine” – presieduta da don Rocco D’Ambrosio – e dalle Presidenze dei Consigli Comunali di Alberobello, Martina Franca, Putignano, Turi e Noci. Il percorso formativo prevede nove incontri, da gennaio a giugno 2023, con relatori di alto profilo e tematiche di approfondimento che intendono, inoltre, offrire un quadro teorico e valoriale che stimoli il confronto con chi già esercita attività amministrativa.

“L’iniziativa intende colmare uno dei vuoti lasciati dai partiti tradizionali per la formazione della nuova classe politico-amministrativa e per offrire ai professionisti, che già operano nelle nostre comunità, un ulteriore momento di confronto e di crescita” spiega Viviano Giuliani, Presidente del Consiglio Comunale di Alberobello. “L’idea sarebbe quella di offrire agli amministratori, presenti e futuri, un percorso formativo qualificante e, quindi, un’occasione di scambio, una “palestra di discussione”, senza appartenenze ideologiche, grazie ai contributi di personalità di alto profilo politico e istituzionale. Un servizio utile all’intera comunità, con già l’idea di estendere il prima possibile questo percorso ai giovani che sceglieranno di avvicinarsi a queste tematiche”. Conclude Don Rocco D’Ambrosio: “La politica è un’arte: diventare di essa artigiani è difficile ma non impossibile”.

Il percorso formativo si terrà ad Alberobello presso la sede del Bibliocenter (ex conceria) in via Barsento. Per informazioni contattare: scuolaconsigli@cercasiunfine.it oppure chiamare direttamente al numero 3389152722.

Ufficio Stampa del Comune di AlberobelloCaterina D. Mansueto

ufficio stampa@comune.alberobello.ba.it 080 4036228

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Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica al milite Antonio Volza

“Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi della Legge n. 296 del 27/12/2006, è stata concessa alla memoria del Sig. Antonio Volza nato a Turi il 25/03/1921 la medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti”. Recita così la comunicazione del Prefetto di Bari ricevuta qualche giorno fa dai parenti del milite disperso a seguito dell’affondamento del piroscafo Oria (vedi inserto speciale del n. 222 de il paese del marzo 2014). Sul piroscafo viaggiavano circa 4000 soldati italiani internati dalle truppe tedesche par aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e destinati a campi lager in Germania. Il piroscafo affondò nel Mar Egeo il 12 febbraio del 1944 portando con sé la quasi totalità dei soldati trasportati, tra cui Antonio Volza e altri 3 concittadini Turesi. Il 31 maggio è prevista in prefettura la consegna ufficiale della medaglia nelle mani del nipote Antonio Coletta.

Didascalie foto: 1) il soldato Antonio Volza; 2) il piroscafo Oria

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“Coloriamo tutti i muri, case vicoli e palazzi…”

Riccardo Cocciante ha ragione, sì, coloriamole queste pareti spoglie sparse per il paese, c’è una legge regionale che finanzia la decorazione dei muri condominiali che si affacciano alla vista di chi percorre le vie, utilizziamola!

A Turi un buon esempio l’ha dato Stefanio Spinelli, titolare di “Edilizia Spinelli” che ha chiamato l’artista Daniela Angelillo a decorare gioiosamente un muro di sua proprietà che s’affaccia da un vico sulla centralissima via Santa Maria Assunta. Bolle di sapone, viso di bimba che mettono allegria: un invito all’ottimismo in questo periodo di angosce.

Ci sono tante pareti vuote in giro per il paese e quanti bei disegni colorati si potrebbero realizzare per dare attimi di gioiosa visione ai nostri occhi indaffarati. Il Comune, le Associazioni si dovrebbero far promotrici della bellezza, individuando muri liberi, quelli più visibili, e intercettando i finanziamenti pubblici che sono a portata di mano.

Gli artisti a Turi non mancano, la ‘street art’ è l’occasione giusta per dar loro la possibilità di esprimersi al meglio e per la gioia della cittadinanza intera.